Le Terme Leopoldine sono uno stabilimento termale di Montecatini Terme.
Storia Il ritrovamento di diverse statuette votive risalenti all'epoca romana accanto al cratere delle terme fa supporre che lo sfruttamento termale delle acque di Montecatini abbia origini molto remote.
La prima menzione dello stabilimento si trova nell'opera Dei Bagni di Montecatini Terme di Alessandro Bicchierai, che infatti riferisce di due stabilimenti sorti per sostituire quelli medievali: il Bagno dei Cavalli o Bagno Regio (l'antico Bagno Nuovo menzionato da Ugolino da Montecatini, oggi le terme Regina accorpate alle Tettuccio) e il Bagno dei Merli o Bagno della Rogna, appunto le odierne Leopoldine.
Lo stabilimento (che inizialmente fu chiamato Bagno caldo) fu costruito e aperto nel marzo 1777 per volontà del granduca di Toscana Pietro Leopoldo, a cui furono poi dedicate e su progetto di Gaspare Paoletti. Paoletti ideò un edificio neoclassico, con una facciata aperta da un portico tuscanico sormontato da un frontone, affiancata da loggiati aperti da arcate a tutto sesto. Tra il 1922 e il 1926 l'architetto Ugo Giovannozzi ne alterò le forme e, lasciando integra la parte mediana della facciata, vi aggiunse due corpi di fabbrica su due piani.
A cavallo tra XIX e XX secolo fu uno degli stabilimenti più famosi e frequentati da ogni sorta di personalità da ogni parte del mondo, ma a partire dagli anni '70 soffrì della crisi che colpì l'attività termale di Montecatini. Il comune di Montecatini, nel vano tentativo di rilanciare la moda termale, andò alla ricerca di fondi e architetti per aprire un progetto di ristrutturazione delle Leopoldine, inizialmente fu considerato l'architetto Oreste Ruggiero, ma alla fine nel 2008 venne stipulato un'imponente accordo di più di 33 milioni di euro con BNL e altre banche del paese per avviare un progetto di ampliamento dell'intero complesso, che avrebbe incluso la realizzazione della più grande piscina termale d'Europa. L'architetto Massimiliano Fuksas venne messo a capo del progetto e il cantiere aperto poco dopo, ma i lavori furono interrotti nel 2011 per mancanza di fondi (i costi si erano alzati inaspettatamente) e mai ripresi.
Oggi le Leopoldine giacciono in stato di completo degrado, con pochissima manutenzione e un cantiere lasciato incompleto, inoltre le mura e i cantieri sono coperti da un velo sul quale è rappresentato l'aspetto finale che avrebbe dovuto assumere l'edificio, mentre oggi rappresenta solo lo schizzo di un lavoro incompiuto. Sebbene il comune e la regione abbiano provato varie volte a vendere o affittare il cantiere affinché venisse continuato da qualcuno con nuovi fondi ciò si è rivelato sempre un insuccesso, e il fallimento del progetto ha fatto perdere alla società gestrice delle terme di Montecatini molti soldi e ha fatto accumulare moltissimi debiti che l'hanno portata sull'orlo della bancarotta nel 2023, salvata solo dalla procedura di concordato preventivo. Un nuovo accordo venne raggiunto nel 2026, e le Leopoldine finirono assieme ad altri stabilimenti nel lotto acquistato dalla Human Company di Claudio Cardini per 1,5 milioni di euro, la compagnia intende riqualificare i vecchi stabilimenti e potenziarli con l'apertura di nuovi resort di lusso.
Note
Voci correlate Architettura neoclassica in Toscana
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