L'appellativo "Kay" si deve al presentatore di un club il quale, nell'annunciare il batterista, ebbe un vuoto di memoria e dimenticò il suo vero cognome, chiamandolo Kay.

Il suo stile leggero e raffinato lo distingue da molti suoi colleghi degli anni '50, l'epoca dell'hard-bop, che si imposero con uno stile violento, potente ed invadente. Faceva spesso uso di percussioni varie, come triangoli, timpani e campane tubolari, che ne impreziosivano il suono.

È da sottolineare la sua partecipazione all'album del cantautore irlandese Van Morrison, Astral Weeks, pubblicato nel 1968.

Note

Altri progetti

Collegamenti esterni