Questo elenco contiene alcuni dei nomi utilizzati nella lingua norrena, in un arco di tempo compreso tra VIII secolo e inizio del XIV secolo, cioè quando le lingue scandinave iniziarono a distinguersi (mantenendo comunque una certa intelleggibilità). Tuttavia questo arco di tempo deve essere preso con estremi molto larghi, soprattutto l'ultimo periodo; sono stati infatti trovati testi risalenti al XV secolo scritti con la lingua norrena (definita in antichità dönsk tunga "lingua danese" oppure norrœnt mál, "parlata nordica").
Storia
La lingua norrena deriva dal proto-norreno, parlata nell'area scandinava approssimativamente tra II-VIII secolo d.C. a sua volta discendente della ricostruita lingua proto-germanica. All'età Proto-Norrena appartengono molte iscrizioni runiche in fuþark antico, in totale 260. Le più antiche iscrizioni risalgono al pieno II secolo d.C.
Un esempio di queste iscrizioni proviene dai Corni d'oro di Gallehus, ritrovati in Danimarca e risalenti forse al V secolo. Questi due corni, in numero di due, raffigurano eventi non ancora decifrati della mitologia germanica, ma sull'altro è incisa un'iscrizione in fuþark antico che contiene il nome Hlewagastiz. L'iscrizione completa è:
Hlewagastiz è un nome proprio il cui significato è ancora incerto; la seconda parte gastiz significa "ospite" e nel Norreno diventerà gestr.
Un altro esempio di iscrizione proto-norrena che contiene un nome proprio è la Pietra di Tune, proveniente dalla Norvegia e risalente a una data ancora imprecisata compresa tra il III-V secolo d.C. Anche questa iscrizione, come per i Corni di Gallehus, presenta la forma tipica "Io (nome) feci questo per (nome).
I nomi contenuti sono Wiwaz (il dedicatario della pietra) e Woduridaz (colui a cui è stata dedicata la pietra). Woduridaz significa "colui che cavalca la furia", (*Wod- presenta la stessa radice di Wōden e Wuotan, i nomi in antico inglese e antico germanico di Óðinn, cioè Odino). Altri nomi Proto-Norreni da iscrizioni runiche sono: Āsugīsalaz e Muha (Lancia di Kragehul I) Hraþaz, Stainawarijaz (Pietra runica di Rö) Il passaggio dal proto-norreno al Norreno, tra 500-800, comportò alcuni cambiamenti linguistici. Innanzitutto avvenne una frattura vocalica che portò alla costituzione di nuovi dittonghi: per esempio, *ferþuz (fiordo) divenne fjörðr, con il cambiamento di -er- in -jö-. Altri esempi sono la vocale -e- che diventa -ja- o -jǫ- quando è seguita da -a- o -u-; la caduta di -j- e -w- all'inizio di parolaChiesa Isnardi, 2015 (p.160).
La conoscenza del Norreno ci deriva soprattutto dai testi medievali islandesi.
Trasformazioni linguistiche nelle colonie Danelaw
Nell'anno 886/890 un trattato tra Alfredo di Wessex e Guthrum stabilì che "il confine lungo il Tamigi, fino al Lea e lungo il Lea fino alle sue sorgenti, poi a destra verso Bedford e sull'Ouse fino a Watling Street" avrebbe diviso i territori Sassoni da quelli Danesi, acquisiti e occupati dai vichinghi durante le scorrerie sul suolo inglese. L'accordo quindi sembra assegnare al Danelaw tutta l'Inghilterra orientale e settentrionale, inclusi Anglia Orientale (Ēast Engla), Fens, Midlands Orientali, Lincolnshire e Yorkshire.
Nonostante gli studiosi assegnino vari livelli di assimilazione o di integrazione del territorio del Danelaw tra indigeni Sassoni e invasori Norreni, è indubbio che vi furono commistioni e influenze su entrambe le partiDawn Hadley, And they proceeded to plough and support themselves: The Scandinavian Settlement of England, Anglo-Norman Studies 19 (1996), pgg. 69-96.. La lingua e l'uso dei nomi sono importanti indicatori di queste reciproche influenze.
Groenlandia
Fino al XV secolo è attestato l'uso nella Groenlandia colonizzata dai vichinghi di un dialetto solo leggermente divergente dal norreno parlato nel resto del mondo vichingo. Di per sé, infatti, la lingua norrena era piuttosto conservatrice e le tracce di questo dialetto su oltre 80 iscrizioni runiche potrebbero, in realtà, non essere state lasciate necessariamente da abitanti della Groenlandia; potrebbero cioè essere tracce di dialetti attestati altroveBandle, Oskar, p.1234.
Attraverso i pochi materiali runici rimasti è difficile identificare con precisione le peculiarità del norreno-groenlandese. Le differenze principali sono: l'uso della consonante t al posto di þ (Torir ≠ Þórir) e il mantenimento della coppia hl e hr che nella madrepatria scomparvero trasformandosi in l e r, oltre alla vocale lunga œ, che in Islanda si trasformò nel suono æ ma invece si preservò in Norvegia.
Si ritiene che il norreno-groenlandese avesse qualche tipo di contatto attivo con il groenlandese parlato dagli indigeni Kalaallit, lasciando cioè dei prestiti linguistici nella lingua locale. In particolare, si crede che la parola groenlandese Kalaaleq (o Karaaleq), cioè "Groenlandese", derivi da Skrælingr, la parola con cui i norreni chiamavano gli abitanti del luogo. Un'altra parola, molto più esplicativa di questa influenza, è kona (groenlandese "donna"), pressoché uguale al termine norreno.
Nomi Raccogliere tutti i nomi presenti nell'area scandinava tra 700 e 1300 non è possibile, neppure basandosi sui moltissimi riferimenti. Le fonti da cui attingere sono di vari tipi: iscrizioni runiche, ma anche saghe, raccolte di leggi, raffigurazioni, toponimi, testi letterari, frammenti, fonti straniere.
I nomi possono essere ricostruiti anche a partire dai prenomi odierni. Qui vengono scritti seguendo l'ortografia islandese moderna.
Caratteristiche L'imposizione del nome era un atto fondamentale. Spesso si tendeva a formare nomi composti, specialmente con nomi divini, per invocare la protezione divina sulla persona che lo portava. L'identità di una persona era determinata dal patronimico, come avviene tutt'oggi in Islanda. Gli uomini aggiungevano -son (figlio) al nome del padre, le donne -dóttir (figlia). Con l'avvento dei regni nazionali, prese piede l'uso creare veri nomi dinastici.
A Alfarinn: nome maschile di significato incerto. Può essere inteso come combinazione di alfr (o ælfR, al femminile) "elfo" e arn "aquila"Hermann Pálsson: Nafnabókin, 1991; oppure un nome che dà il senso di "colui che viaggia lontano, molto" (allr + fara) Alfarinn, un gigante (jötunn) della mitologia Arinbjörn: variante di Arnbjörn Arnbjörn: nome maschile, composto da arn "aquila" e björn "orso" Arnbjörg: nome femminile, composto da arn "aquila" e björg "fortezza" Arndís: nome femminile, composto da arn "aquila" e dís "dea, signora" Arnfinnr: nome maschile, composto da arn "aquila" e Finnr (vedi sotto) Arngrímr: nome maschile, composto da arn "aquila" e grímr "maschera"Hervarar saga ok Heiðreks konungs (Saga di Hervör, a cura di M. Meli), cap. XX Arnleifr: nome maschile, composto da arn "aquila" e leifr "erede" Arnþjófr Arnórr: nome maschile Arnórr Þórðarson: poeta islandese Auðr: nome maschile e femminile, da auðr "ricchezza, prosperità" Auðr Ketilsdóttir "Profondo-pensiero", figlia di Ketill Flatnose e moglie di Olaf il Bianco, re di Dublino Auðun o Auðunn: nome maschile e femminile, da auðr "ricchezza, prosperità" Auðunn illskælda, poetessa norvegese del X secolo Auðun, protagonista dellAuðunar þáttr vestfirzka Á Álfr: nome maschile Áli: nome maschile Ármöðr Árni: nome maschile Ása: nome femminile Ása Haraldsdóttir, figlia del re Haraldr Graunraði di Agðir. Si suppone che il tumulo di Oseberg, dove è stata ritrovata la nave di Oseberg, appartenga proprio a Ása, in quanto Ose- sarebbe una pronuncia popolare del nome. Áslákr Ásleifr Áskell ÁsmundrIscrizione runica Fv1986 84 Ástriðr: nome femminile, forse derivato da *Ásfríðr, "bella come una déa". Varianti: Astrid, Estrid (Danimarca) Ástriðr, donna svedese immortalata in numerose pietre runichePietre runiche U 101, U 136, U 137, U 143, U 310Pietra runica U 329 (Inga ha innalzato queste pietre in memoria di Ragnfastr, suo marito. Lui era fratello di Gyríðr e di Ástríðr)
Pietre runiche U 135, U 136 and U 137 (Eysteinn e Ástríðr hanno sollevato queste pietre in memoria di Kagre/Gagr, loro figlio)Pietre runiche di Broby bro Estrid Svensdatter, principessa danese e di Kiev Estrid degli Obotriti Ásvaldr
B Beiti: nome maschile, dal verbo beitaOrkneyinga saga, cap. III Bergljót: nome femminile Bergljót Hákonsdóttir, figlia di Hákon Sigurðarson jarl di Lade Bergþór Bergþóra: nome femminile Bergþóra Skarphéðinsdóttir, seconda moglie di Njáll Þorgeirsson Bjarni: nome maschile, björn "orso" Bjarni byskup Kolbeinsson, vescovo delle Orcadi nel XII secolo Bjarni gullbrárskáld Hallbjarnarson, scaldo islandese del X secolo Björg: nome femminile, da björg "fortezza o aiuto" Björn: nome maschile, da björn "orso" BjörnólfrLandnámabók, cap. III (Sturlubók): variante di BjörnúlfrBjörnúlfr: nome maschile, composto da björn "orso" e úlfr "lupo" Bolli: nome maschile, da bolli "ciotola" Bolli Þorleiksson Bolli Bollason, figlio di Bolli Þorleiksson Bósi: nome maschile Bótmundr: nome maschile, composto da bót "aiuto, rimedio, composizione" e mundr "protezione" Böðmóðr: nome maschile Böðvarr: nome maschile Bölverkr: nome maschile Bragi: nome maschile, derivato dal dio della poesia Bragi o forse da uno dei nomi di OdinoChiesa Isnardi, 2015 (p. 192) Bragi Boddason inn gamli, scaldo norvegese del IX secolo Brandr: nome maschile, da brandr "fiamma" o "spada" Brestir: nome maschile, dal verbo bresta "bruciare" Bróðir: nome maschile, da bróðir "fratello" Brúni: nome maschile Brúsi: nome maschile, da brúsi "caprone" Brúsi Hallason, scaldo islandese del X secolo Brynjólfr: nome maschile, composto da brynja "cotta di maglia" e úlfr "lupo" Búi: nome maschile, da búi "abitante" o forse nel senso di "ragazzo". Forse affine all'inglese boy Búi AndríðsonKjalnesinga saga, cap.11
D Dagfinnr: nome maschile, composto da dagr "giorno" e finnrDagstyggr: nome maschile DanrPietre runiche di Lingsberg, U240: nome maschile, da danr "danese" Dagrún: nome femminile, composto da dagr "giorno" e rún "runa" Dís: nome femminile, da dís "dea, signora"
E Egill: nome maschile Egill Skalla-Grímsson Eilífr: nome maschile Eilífr Goðrúnarson, scaldo del X secolo Eilífr kúlnasveinn, scaldo Eilífr Snorrason, scaldo Einarr Einarr skálaglamm Helgason, scaldo islandese del X secolo Einarr Skúlason, scaldo Eindriði Eiríkr, Erik, Eric: nome maschile Eiríkr, re leggendario degli Sueoni insieme ad Alrekr Eiríkr Björnsson, re semi-leggendario svedese del IX secolo Erik Refilsson, re svedese semi-leggendario Erik Anundsson, re svedese semi-leggendario Erik Väderhatt, re svedese semi-leggandario Erik Ringsson, re svedese semi-leggendario Eiríkr il Rosso, esploratore norvegese Eiríkr I il Vittorioso (Segersäll), primo re di Svezia (970-995) storicamente accertato Erik Årsäll, re di Svezia e ultimo sovrano pagano (1087-1088). Figlio di Blot-Sven Eiríkr VII Stenkilsson, re di Svezia (1066-1067) Eiríkr VIII il Pagano, re di Svezia (1066-1067) Erik IX il Santo, re di Svezia (1150-1160) Erik X, re di Svezia (1208-1216) Eldjárn: nome maschile Eldjárn, poeta islandese vissuto nel XII secolo e conosciuto attraverso il Morkinskinna Erlendr: nome maschile Erlingr: nome maschile, composto jarl "conte, signore, jarl" e il suffisso -ing che indica discendenza o appartenenzaLena Peterson: Nordiskt runnamnslexikon (2002) Erlingr Skjálgsson, leader norvegese tra X e XI secolo Erpr: nome maschile, variante di Jarpr Erpr lútandi, scaldo Eyjólfr: nome maschile, composto da ey "isola" e ulfr "lupo". Eyjólfr dáðaskáld, scaldo del XI secolo Eysteinn: nome maschile, composto da ey "isola" e stein "pietra". La variante è Øystæinn Eysteinn Valdason, scaldo islandese del X secolo