Il derby Catania-Siracusa, per antonomasia il derby dello Ionio o il derby dei vulcani (per via della natura vulcanica delle due città e dei rispettivi territori, etneo uno, ibleo l'altro), rappresenta una sfida tra due tradizioni calcistiche, quella di Catania e quella di Siracusa, che si sono incontrate diverse volte nel corso della loro storia e sin dal 1930. Il confronto è risultato importante quando non decisivo in alcuni momenti della storia di entrambe le compagini.
Riconoscendo le due odierne società quali eredi della rispettiva tradizione sportiva cittadina, in totale gli incontri disputati per competizioni ufficiali (Serie B, Serie C, Coppa Italia, Coppa Italia di Serie C, campionati di massima serie precedenti al girone unico, play off e spareggi vari) sono 59. Le città di Catania e Siracusa distanti geograficamente circa 52 km, si sono affrontate calcisticamente in quasi tutti i decenni della loro storia esclusi gli anni sessanta e anni duemila.
Fra le due tifoserie esiste una forte rivalità, più sentita da parte aretusea che etnea, al punto da scatenare frequenti scontri ogni qualvolta le due squadre si incontrano.
Storia
La rivalità che oppone le due città di Catania e Siracusa va ben oltre il calcio. Questi dissapori infatti hanno un’origine antichissima, probabilmente fin dal 476 a.C. quando avvenne la dominazione siracusana. Nello specifico, Gerone I, Tiranno di Siracusa, ordinò una prima spedizione punitiva contro la cittadina di Katane, una volta rasa al suolo ne deportò gli abitanti a Leontinoi, l'attuale Lentini, ripopolando la città con circa nuovi abitanti, formata in parte da coloni siracusani e greci, dandola ad amministrare a suo figlio DinomeneDiodoro Siculo, XI 49, 1 sgg.. Infine alla città viene cambiato anche il nome, assumendo la denominazione di Aitna (Etna). Catania verrà liberata solo intorno al 460 a.C. da Ducezio, scacciando i siracusani e ridonando alla città liberata la propria identità. Perfino nei dialetti delle due città esistono termini per indicare gli acerrimi rivali, se infatti i catanesi, chiamano i siracusani babbi (innocui), ad indicare nella popolazione fin troppa ingenuità, a loro volta i catanesi vengono spesso etichettati dai siracusani come luddi (sporchi), termine dispregiativo a indicare strafottenza, maleducazione e spavalderia. Durante lo svolgimento dei derby, non sono di certo mancati cori di sfottò tra le opposte tifoserie. Tra i cori più belli che si ricordano, vi è quello intonato dai siracusani negli anni 90 ispirato alla canzone Limbo Rock: un catanese alla partita/che credeva di sognare/nel vedere Cipriani/un rigore trasformare,/ma non sanno che da noi/gioca un giocatore che/tira bombe da lontano/gioca meglio di Pelè/oggi segna Didonè/oggi segna Didonè.
Gli anni trenta 1930-1931
Il primo derby ufficiale della storia tra Siracusa e Catania avviene il 26 ottobre 1930. Disputato a Siracusa, lo vincono gli azzurri per 2 a 1 con doppietta di Macchi (autore tra l'altro del primo gol storico segnato agli etnei). In questo periodo storico, il calcio italiano non ancora ai livelli massimi di competitività, si affida alla maggiore esperienza dei tecnici stranieri. Così nella fattispecie, nella stagione 1930-1931 anno del primo derby, sia gli aretusei che gli etnei vengono allenati da Róbert Winkler (Siracusa) e Antal Mally (Catania) ambedue ungheresi. Durante il derby, vi fu anche il primo caso di ex, in quanto il calciatore Piero Gemme con un trascorso in maglia azzurra dal 1926 al 1930, passa ad indossare quella etnea proprio nel 1930-1931. Fatto curioso, l'anno successivo, anche l'allenatore Antal Mally diventa un ex, in quanto da Catania passa sponda Siracusa rimanendovi per due stagioni consecutive.
1931-1932 L'anno successivo, gli azzurri allenati dall'ex Catania Mally, conducono un campionato importante, classificandosi terzi alle spalle di Salernitana e Messina che si qualificheranno alla fase finale per la promozione, mentre gli etnei, guidati prima da Nicola Papa e successivamente, visto l'avvicendamento tecnico dall'ungherese Walter Joackim, si posizioneranno al sesto posto. Nel derby, pareggio a Catania per 1-1 (etnei in vantaggio al 10' con Pogliano, pareggio degli aretusei al 60' con Devoto), vittoria dentro casa per gli azzurri per 2-0 (Pietro Salussoglia al 48' e Vincenzo Lumia al 69').
1932-1933 Nella stagione 1932-1933, le due compagini allestiscono due buone squadre, in grado di ben figurare in campionato. Il campo decreterà in favore degli azzurri una migliore posizione, con quest'ultimi classificati al primo posto (solo lo spareggio con la Catanzarese non gli permise di accedere alla fase finale) mentre i rossazzurri allenati dall'ungherese Lajos Czeizler, conclusero con un buon quarto posto finale. I derby molto equilibrati, si concluderanno entrambi con un nulla di fatto, con pareggio in casa degli aretusei per 1-1 (vantaggio provvisorio degli etnei con Alberto Pignattelli al 7', pareggio degli azzurri al 78' con il bomber di Pietrasanta Benedetto Benedetti, ritorno a Catania chiuso con il più classico dei risultati, 0-0).
1933-1934 La stagione 1933-1934 vede sia i rossoazzurri allenati da Géza Kertész, che gli azzurri allenati dal triestino Mario Olenich protagonisti di un campionato di vertice, con le due formazioni intente a raggiungere le fasi finali per la promozione. Fase finale che puntualmente arriverà, considerato il fatto che etnei e aretusei chiuderanno il campionato rispettivamente al 1º e 2º posto. In campionato, il Siracusa s'impone alla grande tra le mura amiche, infliggendo al Catania una pesante sconfitta per 4-2. Siracusa in vantaggio al 16' con Corrado Cavazza, momentaneo pareggio del Catania con Nicolò Nicolosi al 36'. A riportare gli azzurri avanti ci pensano il solito Cavazza (doppietta per lui) al 41' e Secondo Finotto ad inizio ripresa. Tra l'ottantesimo e l'ottantaduesimo gol di Bianzino per gli etnei, a chiudere i conti definitivamente ci penserà Cristina per gli azzurri. Al ritorno, i rossoazzurri del presidente Vespasiano Trigona, ne escono vincenti, grazie al gol Alberto Pignattelli, che al 51' sigla il gol vittoria, Catania 1 Siracusa 0. Per la cronaca, la fase finale vedrà premiare la maggior forza del Catania a dispetto del Siracusa. Gli aretusei, inseriti nel girone C, s'inchineranno allo strapotere della Lucchese, che le vince praticamente tutte ottenendo il pass per la B. Il Catania, inserito nel girone D, dopo un combattuto testa a testa con il Savoia, riesce a chiudere la regular season con un punto di vantaggio sui rivali campani, ottenendo la promozione in Serie B.
1938-1939 La stagione 1938-1939, vede il ritorno in terza serie degli azzurri, che una volta rifondato nel 1937 dopo due anni di inattività, si affidano al tecnico friulano Umberto Zanolla per dire la sua in campionato. Catania, ripiombato in serie C, ha come unico obiettivo il ritorno in serie B. Il derby, vede prevalere in entrambe le gare il Catania, uscito vittorioso all'andata a Siracusa per 2-1 con gol di Sternieri al 27' e Enzo Bellini al 63'(momentaneo pareggio azzurro al 44' con Calò), ritorno deciso dall'etneo Renato Antolini che con una doppietta piega la resistenza ospite. Al termine del campionato, il Catania allenato dal romano Giovanni Degni otterrà la promozione in serie B, mentre gli aretusei chiuderanno con un sorprendente secondo posto.
Gli anni quaranta 1940-1941 Divenuto oramai un appuntamento classico, Catania e Siracusa danno vita in questo ventennio ad uno dei derby più affascinanti del periodo sia in ambito siciliano che nazionale. Il primo incontro della stagione, vede contrapporre i due club in Coppa Italia, con gli etnei vittoriosi sul campo per 3-0. Risultato però non omologato in quanto, la posizione di alcuni tesserati del Catania risultò irregolare, vanificando il punteggio ottenuto sul campo, in cui a tavolino, fu inflitto al Catania la sconfitta per 2-0. In campionato, azzurri che impongono il pari in casa etnea per 1-1. Al vantaggio ospite siglato al 25' da Ottavio Morgia, il Catania recupera grazie ad un calcio di rigore assegnato dall'arbitro messinese Rizzo al 69' e siglato da Luigi Stivanello. Match di ritorno nettamente a favore degli aretusei, che impongono una sonora sconfitta ai catanesi, imponendosi col punteggio di 4-0 (una delle sconfitte più pesanti subite dal Catania a Siracusa) con tripletta di uno scatenato Silvio Mazzoli (uno realizzato su calcio di rigore per il bomber friulano del Siracusa) e Peresson.
1941-1942 Come l'anno precedente, quest'annata calcistica vede sorridere più al Siracusa che al Catania. Gli azzurri si confermano nelle primissime posizioni di classifica, ottenendo un secondo posto, che però non gli permette di accedere alle fasi finali per la promozione (fase finale che verrà ottenuta dal Palermo Juventina), mentre gli etnei rimangono impantanati al centro classifica. All'andata a Catania, finisce 2-2, con doppio vantaggio dei rossoazzurri, con doppietta dell'austriaco Engelbert Koenig, un'autorete e il definitivo pareggio di Silvio Mazzoli al 51' su calcio di rigore, permettono al Siracusa di uscire indenne dallo Stadio Cibali. Al ritorno, gli azzurri s'impongono per 3-1, con doppietta del bomber Mazzoli al 36' su calcio di rigore e al 52', Marcoccio per gli etnei all'85', rete finale siglata da Peresson al 70', che difatti chiude il match in favore degli azzurri.
1942-1943 Il campionato di Serie C 1942-1943, presenta ai nastri di partenza, due compagini (quella rossoazzurra e quella azzurra) di altissimo livello, il quale instaurano un testa a testa per accedere alla fase finale per la Serie B, che alla lunga premieranno il club etneo. Il derby di andata è stato vinto dal Siracusa per 1-0 con rete di Peresson a cinque minuti dal termine (unica sconfitta in campionato per i catanesi, registrata in terra aretusea), quello di ritorno è andato invece a favore del Catania che si è imposto per 2-1. Accade tutto nella ripresa, dopo un botta e risposta avvenuto nel giro di un minuto in cui i rossoazzurri passano al 50' con Nereo Marini, pareggio imminente degli ospiti al 51'con Cattaneo, sei minuti più tardi, un'autorete di Silvio Mazzoli condanna gli aretusei a una sconfitta immeritata.
1944-1945 Nell'immediato dopoguerra, quando i rispettivi campionati non erano ancora stati riorganizzati, in Sicilia si disputò il campionato siciliano. Non c'è più l'Associazione Fascista Calcio Catania, sciolta d'ordinanza nell'ambito della "defascistazione" nell'isola come nel continente (l'AS Siracusa fu l'unica in Sicilia a salvarsi dallo scioglimento coatto mantenendo ancora la propria matricola 49470 e la propria storia), ma ci sono l'Etna Catania, la Catanese e la Virtus Catania. Il Siracusa inizia l'insolito campionato in una data altrettanto insolita, il 3 dicembre 1944 proprio al Cibali contro l'Etna, vincendo 2-0. A fine mese e a fine anno (si giocò il 31 dicembre), gli azzurri affrontano in casa la Virtus, battendola anch'essa per 2-0. Il derby seguente contro una catanese si disputò alcuni mesi dopo, precisamente il 22 aprile 1945, sempre al Comunale di Siracusa contro la Catanese e anche in questo caso con vittoria aretusea per 1-0, con gol all'86° di Luciano Cavaleri. Quindici giorni dopo si giocò la partita di ritorno al Cibali, e qui furono i locali della Catanese a vincere per 2-0.
1945-1946