Biografia Giacomo Lercaro, penultimo di nove figli, nacque il 28 ottobre 1891 a Quinto al Mare, oggi quartiere del Comune di Genova, da una famiglia di modeste condizioni. Il padre Giuseppe era marinaio, mentre la madre Aurelia Picasso, visse col figlio a Bologna fino alla sua morte all'età di 102 anni nel maggio 1954. Oltre a lui, due suoi fratelli, Amedeo e Attilio, divennero sacerdoti.

Formazione e ministero sacerdotale

La sua entrata nel seminario diocesano avvenne all'inizio dell'anno scolastico 1902-1903. Le persone che maggiormente influirono sulla formazione del ragazzo, soprattutto sul suo indirizzo spirituale, furono don Giuseppe Calcagno, mons. Giacomo Moglia e l'abate Mario Righetti, tutti eminenti liturgisti.

Venne ordinato sacerdote il 25 luglio 1914.

Durante la prima guerra mondiale giunse per lui l'ora della chiamata alle armi. Destinato al servizio di sanità, fu inviato in un ospedale da campo, vicino a Genova, avendo egli premura, nei momenti liberi, di tenere i contatti col seminario. Successivamente venne trasferito prima in provincia di Vicenza e quindi in provincia di Verona. Chiusa la parentesi 1915-18, ebbe inizio per don Lercaro un fecondo impegnato periodo. La sua testimonianza sacerdotale si qualificò fin dall'inizio con l'Apostolato del Mare di cui fu il primo cappellano in Italia. Gli rimase tuttavia il tempo per prendere contatto coi sobborghi più abbandonati di Genova, assistendo segretamente e istruendo una categoria allora denominata dei «reclusi vivi». Si trattava di lebbrosi accolti nel Lazzaretto di Genova.

Giovane sacerdote fu assegnato quale docente di Sacra Scrittura nel Seminario Maggiore di Genova. Negli anni 1926 e 1927 assunse la cattedra di filosofia dell'Istituto «Vittorino da Feltre» e dal 1927 al 1937 divenne apprezzato insegnante di religione al Liceo statale «C. Colombo». Nel 1937, Lercaro fu nominato dal Cardinale Minoretti prevosto della Collegiata di S. Maria Immacolata. Si trattava di una parrocchia di 15.000 anime, situata nel centro di Genova di cui ebbe la guida per un decennio, impegnandosi in un ministero svolto in tempi alquanto duri - dal 1937 al 1947 - ivi compresi gli anni dell'ultimo conflitto.

Ministero episcopale e cardinalato

Il 19 marzo 1947 venne consacrato vescovo da monsignor Giuseppe Siri, arcivescovo di Genova e già suo alunno in seminario, e il successivo 27 aprile fece il suo ingresso solenne nell'arcidiocesi di Ravenna.

Nel 1948 fonda una comunità di studio e preghiera aperta agli studenti universitari, che ospiterà nel Palazzo Arcivescovile di Bologna dopo la sua creazione cardinalizia.

Il 19 aprile 1952 venne trasferito alla sede di Bologna dove entrò ufficialmente il 22 giugno. Il 12 gennaio 1953 Pio XII lo creò cardinale con il titolo di Santa Maria in Traspontina.

Nell'ottobre del 1958 partecipò al conclave in cui venne eletto papa Giovanni XXIII. Dal 1962 partecipò ai lavori del Concilio Ecumenico Vaticano II. Nel giugno 1963 prese parte al conclave che portò all'elezione di papa Paolo VI. Nei primi due scrutini, come candidato dell'ala progressista di rincalzo alla candidatura Montini, ottenne una ventina di voti che, al terzo scrutinio, confluirono su Montini, che fu eletto al sesto scrutinioGiancarlo Zizola, Il conclave, storia e segreti, Roma, Newton & Compton, 1997, p. 237-238. Durante tutta la vita il cardinale Lercaro esplorò il rapporto tra l’architettura e la comunità, dando alle stampe ben tre saggi sul tema, Il più importante dei quali, edito nel 1958, mette in risalto la nuova tendenza architettonica delle chiese che, ricercando la povertà anche nell’immagine, si avvicinavano al Brutalismo . Servendosi dei progetti di un giovane sacerdote e ingegnere bolognese, don Giancarlo Cevenini, promosse e finanziò la costruzione di molte chiese in stile brutalista, in cui la povertà dell’arredo, l'uso del cemento, dell’acciaio e del vetro, e le linee spoglie, diedero il via ad una autentica corrente architettonica chiamata “Lercarianesimo”. Una delle più importanti realizzazioni di questo stile è la parrocchia di San Severino a Bologna.

Il 21 agosto dello stesso anno venne nominato membro della commissione per il coordinamento dei lavori del Concilio e il successivo 15 settembre diventò uno dei quattro moderatori del Concilio stesso. Dal 1964 al 1967 presiedette il Consilium ad exsequendam Constitutionem de Sacra Liturgia e dal 1965 fu membro della commissione postconciliare per l'interpretazione dei testi del Concilio. Nei mesi di settembre e ottobre del 1967 partecipò al I Sinodo dei vescovi. Il 1º gennaio 1968, prima giornata mondiale della pace, a Bologna, il cardinale pronunciò un'omelia, predisposta dal suo collaboratore ed ex-parlamentare Giuseppe Dossetti ma da lui senz'altro condivisa, nella quale condannò con decisione i bombardamenti sul Vietnam.Tg1 Speciale Giuseppe Dossetti https://www.youtube.com/watch?v=mMTBcsP2bDU Amico del massone e piduista Umberto Ortolani, che a Bologna era cresciuto economicamente e politicamente, fu uno dei primi membri della gerarchia cattolica ad instaurare un dialogo con i comunisti.Rossend Domènech Matilló, Marcinkus. L'Avventura delle Finanze Vaticane, Tullio Pironti Editore, tr. it. Jordi Minguell e Luciana Zigiotti, serie "Testimonianze", Tipo-lito SAGRAF, Napoli febbraio 1988, 1ª edizione, p. 99.

Dimissioni e ultimi anni Il 12 febbraio 1968 Lercaro lasciò improvvisamente la sede arcivescovile di Bologna. Si dimise, ufficialmente per motivi di salute, pronunciando queste parole: «Il Papa mi ha detto vieni ed io sono venuto. Il Papa mi dice va' ed io vado». In realtà, con tale frase, Lercaro ammise che era stato proprio il pontefice Paolo VI a chiedergli di rinunciare all'incarico, a seguito di una frattura interna alla curia romana e delle visioni differenti in merito alla guerra del Vietnam, tanto che si parlò di "cardinale destituito".

Dal 18 al 25 agosto 1968 era stato legato pontificio al XXXIX Congresso eucaristico internazionale di Bogotà. In seguito si trasferisce, insieme agli studenti universitari della sua comunità di preghiera, presso Villa San Giacomo, da lui fatta costruire due anni prima a Ponticella, frazione collinare di San Lazzaro di Savena.

Il 28 ottobre 1971, al compimento degli ottant'anni, ai sensi della nuova Ingravescentem Aetatem, uscì dal novero dei cardinali elettori.

Negli anni Settanta condusse la rubrica radiofonica Ascolta, si fa sera, in cui egli leggeva passi del Vangelo senza aggiungere alcun commento. Fu ricordato anche tramite un suo ritratto dipinto dal pittore Cesarino Vincenzi.

Morì il 18 ottobre 1976 nella Casa di Cura Villa Toniolo. Le sue spoglie vennero tumulate nella Cattedrale metropolitana di San Pietro.

Il vescovo

Il padre conciliare Al Concilio iniziò come semplice membro della commissione sulla liturgia, poi dalla seconda sessione alla fine, espletando il ruolo assunto con gli altri “delegati seu moderatores” nel Concilio stesso.

Per chiarire il pensiero del Card. Lercaro sul Concilio giova ricordare un suo discorso rivolto ai sacerdoti bolognesi partecipanti al Piccolo Sinodo diocesano del 1963: “Il Concilio ha messo in contatto fra loro, come mai era finora accaduto nel passato, i Vescovi di tutto il mondo; grazie a questo contatto nell'anima, nella mente, nello spirito di ciascun Padre si matura un significato più qualificante, più organico e dinamico nella cattolicità della Chiesa… Ora essa appare come meravigliosa capacità evangelica, assumendo e fermentando ogni realtà buona; permeando del suo spirito ogni civiltà esprimentesi in ogni lingua, penetrante ogni forma mentis”.

Lercaro spinse i lavori delle commissioni che preparavano i libri liturgici, e si spese nell'indicare - sempre richiamando prudenza e gradualità di attuazione - i mezzi e i modi concreti di applicazione dei principi proposti dal Vaticano II.

Opere

Giacomo Lercaro (a cura di) – Il criterio di Giacomo Balmes - Editrice SEI, Torino - 1930 - pp. 427 Giacomo Lercaro – La lettera cattolica di San Giacomo - Editrice Morcelliana, Brescia - 1931 - pp. 225 Giacomo Lercaro - Metodi di orazione mentale – Editrice Bevilacqua & Solari (ora Massimo), Genova - 1948 - pp. 367. Riedizione: Editrice Massimo, Milano, 1969 The Newman Press, Westminster, Maryland, 1957, pp. 308, edizione americana Burns & Oates, London, 1957, pp. 308, dizione inglese Xavier Mappus, Le Puy, 1958, pp. 366, edizione francese Herder, Freiburg, 1959, pp. 384, edizione tedesca Giacomo Lercaro – Piccolo dizionario liturgico – Editrice Bevilacqua & Solari (ora Massimo), Genova - 1950 - pp. 330 The Liturgical press, Collegeville, Minnesota, 1959, pp. 248, edizione americana Burns & Oates, London, 1959, pp. 248, edizione inglese Giacomo Lercaro – Mons. Giacomo Moglia – Apostolato Liturgico, Genova - 1953 - pp. 109 Giacomo Lercaro – Spunti di attualità sui Vangeli domenicali – Istituto Padano di Arti Grafiche, Rovigo - 1953 - pp. 296 Giacomo Lercaro - A Messa figlioli - U.T.O.A., Bologna - 1955 - pp. 217 – seconda edizione 1956 – terza edizione 1957 ciclostilato, Lubiana, 1957, pp. 120 Editorial Spes, Portalegre, 1958, pp. 140+33 Giacomo Lercaro – Il giorno del sole. Catechesi liturgica sulla Santa Messa - U.T.O.A., Bologna - 1955 - pp. 87 – ristampa anastatica a cura della Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro, 2005. Edizione portoghese: Edições Paulinas, São Paulo, 1963, pp. 109 Giacomo Lercaro (contiene anche testo di Giuseppe Togni) – La funzione etica del dirigente di azienda – C.I.D.A., Roma - 1955 - pp. 40 – seconda edizione Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro, Bologna - 1992 - pp. 52 – terza edizione Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro, Bologna - 2000 - pp. 46 Giacomo Lercaro – I giorni dell'amarezza. Commento storico-liturgico e note pastorali al nuovo ordine della Settimana Santa - U.T.O.A., Bologna - 1956 - pp. 149 – seconda edizione 1956 – terza edizione 1957 Giacomo Lercaro – Pasqua ebdomadaria – Istituto Padano di Arti Grafiche, Rovigo - 1956 - pp. 116 Giacomo Lercaro – "Posizione attuale dell'architetto di fronte al tema sacro" - Chiesa e Quartiere n.1 - U.T.O.A., Bologna - marzo 1957; 25-31 Giacomo Lercaro – "Lezione del Cardinale Giacomo Lercaro a Torino" - Chiesa e Quartiere n.5 - U.T.O.A., Bologna - marzo 1958; 23-24 Giacomo Lercaro – "Chiesa e quartiere" - Chiesa e Quartiere n.5 - U.T.O.A., Bologna - marzo 1958; 25-34 Giacomo Lercaro – "L'artista e la chiesa" - Chiesa e Quartiere n.7 - U.T.O.A., Bologna - settembre 1958; 35 Giacomo Lercaro – "Architettura e liturgia" - Chiesa e Quartiere n.8 - U.T.O.A., Bologna - dicembre 1958; 33-37 Giacomo Lercaro – "Editoriale" - Chiesa e Quartiere n.9-10 - U.T.O.A., Bologna - marzo-giugno 1959; 12 Giacomo Lercaro – "Università di Notre Dame, Indiana, Stati Uniti: Discorso agli architetti" - Chiesa e Quartiere n.11 - U.T.O.A., Bologna - settembre 1959; 27-34 Giacomo Lercaro – Generazione che sale – Editrice La Scuola, Brescia - 1959 - pp. 200 Giacomo Lercaro – "Rapporto su Bologna-chiese" e "Bologna e il suo sviluppo storico" - Chiesa e Quartiere n.19 - U.T.O.A., Bologna - settembre 1961; 11-37 Giacomo Lercaro – Il mistero pasquale - U.T.O.A., Bologna - 1961 - pp. 23 Giacomo Lercaro – "Domus Dei" - Chiesa e Quartiere n.21 - U.T.O.A., Bologna - marzo 1962; 5-10 Giacomo Lercaro – Che cosa è l'Opera Madonna della Fiducia – Opera Diocesana Madonna della Fiducia, Bologna - 1962 - pp. 32 Giacomo Lercaro – "Editoriale: Il mistero della Chiesa" - Chiesa e Quartiere n.26 - U.T.O.A., Bologna - giugno 1963; 2-4 Giacomo Lercaro – "Editoriale: Nel linguaggio dei vivi la lode del Dio vivente" - Chiesa e Quartiere n.28 - U.T.O.A., Bologna - dicembre 1963; 2-4 Giacomo Lercaro – Sociologia religiosa e azione pastorale - U.T.O.A., Bologna - 1963 - pp. 37 Giacomo Lercaro - Cristianesimo e mondo contemporaneo - Herder, Roma - 1964 - pp. 352 Giacomo Lercaro – Discorsi ai giovani operai – AVE, Roma - 1964 - pp. 76