Lo stile Luigi XIV o in francese Louis Quatorze (), chiamato anche classicismo francese, era lo stile architettonico e delle arti decorative che intendeva glorificare la figura di Luigi XIV di Francia e il suo regno. Esso rappresentava la maestà, l'armonia e la regolarità. Divenne lo stile ufficiale nel corso del regno di Luigi XIV (1643–1715), imposto agli artisti dalla nuova Académie royale de peinture et de sculpture e dallAcadémie royale d'architecture. Ebbe un'importanza fondamentale sui modelli architettonici prescelti poi da altri monarchi europei, da Federico il Grande di Prussia a Pietro il Grande di Russia. I principali architetti del periodo furono François Mansart, Jules Hardouin Mansart, Robert de Cotte, Pierre Le Muet, Claude Perrault e Louis Le Vau. Tra i monumenti principali si ricordano la Reggia di Versailles, il Grand Trianon di Versailles e la chiesa de Les Invalides (1675–91).
Lo stile Luigi XIV si articola in tre periodi. Nel primo periodo, che coincide con la giovinezza del re (1643-1660) e la reggenza di Anna d'Austria, l'architettura e l'arte vennero ancora fortemente influenzate dal precedente stile Luigi XIII e dal barocco italiano. Questo periodo vide l'inizio del classicismo francese, in particolare nelle prime opere di François Mansart, come il castello di Maisons (1630–51). Durante il secondo periodo (1660-1690), sotto il governo personale del re, lo stile architettonico e decorativo divenne più classico, trionfante, lussuoso ed è degnamente espresso dalla reggia di Versailles, nei progetti dapprima di Louis Le Vau e poi Jules Hardouin-Mansart. Robert Ducher, Caractéristique des styles, 1988, p. 120 Sino al 1680, il mobilio fu massiccio, decorato con profusioni di sculture e dorature. Nell'ultimo periodo, grazie allo sviluppo della marquetrie, i mobili vennero sempre più decorati con differenti colori e differenti legni. Uno dei più noti maestri mobilieri di questo periodo fu indubbiamente André-Charles Boulle. Renault, Lazé, Les Styles de l'architecture et du mobilier, Paris, Editions Jean-Paul Gisserot, 2006, pp. 54–55. L'ultimo periodo dello stile Luigi XIV, compreso tra il 1690 ed il 1715, è chiamato "periodo di transizione"; esso venne influenzato dalla figura di Hardouin-Mansart e dal progettista per le feste e le cerimonie del re, Jean Bérain il Vecchio. Il nuovo stile si presentava come una forma più leggera e con una maggiore libertà e fantasia di linea, grazie in parte all'uso di ferro battuto come decorazione, come pure l'uso dell'arabesco, della grottesca e dei disegni à coquille che continuarono poi ad essere utilizzati anche nello stile Luigi XV.Ducher, op. cit., 1988, p. 120
Architettura civile Il principale modello di architettura civile della prima parte del regno di Luigi XIV e dello stile che da lui prende il nome fu il castello di Vaux le Vicomte (1658), costruito dall'architetto Louis Le Vau per l'allora ministro delle finanze del re, Nicolas Fouquet, e completato nel 1658. Luigi XIV accusò quindi Fouquet di furto, lo imprigionò e sequestrò personalmente il suo castello. Il disegno venne fortemente influenzato dal classicismo di François Mansart. Esso combina una facciata dominata da colossali colonne classiche e dalla presenza di una colonna, elementi importati dall'architettura barocca italiana, con un numero di trovate originali come ad esempio un salone semicircolare che affaccia sui giardini alla francese creati da André Le Nôtre.Ducher, op. cit., 1988, p. 122
Basandosi sul successo avuto da Vaux le Vicomte sul pubblico, Luigi XIV prescelse Le Vau per costruire la sua nuova immensa reggia a Versailles, trasformando quella che ancora era solo una loggia di caccia fatta costruire da Luigi XIII. Questo divenne negli anni successivi un capolavoro in pieno stile Luigi XIV. A seguito della morte di Le Vau nel 1680, Jules Hardouin-Mansart ottenne di poter proseguire il progetto di Versailles; egli ruppe gli schemi delle pittoresche proiezioni e l'idea di una cupola centrale a favore di una facciata più sobria ed uniforme con colonne, tetto piatto balaustrato e l'uso di statue (1681). Utilizzò quindi il medesimo stile per completare anche le altre strutture accessorie alla reggia di Versailles come ad esempio l'orangerie e le scuderie. Hardouin-Mansart costruì il Grand Trianon (completato nel 1687) col medesimo stile con l'intento di farne una reggia più piccola all'interno della reggia ufficiale.
Un altro dei grandi progetti intrapresi da Luigi XIV fu la costruzione dell'ala est del Louvre. Nel 1665 Luigi XIV invitò il famoso scultore e architetto del barocco italiano, Gian Lorenzo Bernini, a presentargli un disegno, ma questo venne rifiutato nel 1667 in favore di una facciata con colonnate più sobrie, presentata da una commissione composta da Louis Le Vau, Charles Le Brun e Claude Perrault.
Architettura religiosa Nel primo periodo del suo regno, Luigi XIV iniziò la costruzione della chiesa di Val-de-Grâce (1645–1710), cappella dell'omonimo ospedale. Il disegno venne elaborato da Mansart, Jacques Lemercier e da Pierre Le Muet e venne completato poi da Gabriel Leduc. La sua pittoresca facciata tripartita, il peristilio, le colonne staccate, le statue e i tondi fanno di questo edificio ancora oggi la più italiana tra le chiese barocche di Parigi. Essa servì da prototipo per la facciata della chiesa de Les Invalides e del Pantheon di Parigi.Ducher, op. cit., 1988, p. 124
L'altra chiesa fatta costruire da Luigi XIV fu appunto quella de Les Invalides (1680–1706). La navata della chiesa, progettata da Libéral Bruant, era simile a quella di altre chiese del periodo, con pilastri ionici e volte maestose ed un interno di alto stile barocco. La cupola, progettata da Hardouin-Mansart, si presentò però più rivoluzionaria, poggiando qui su di una struttura a croce greca. Il disegno prescelto sovrapponeva ordini di colonne in stile classico, ma la cupola era più alta di quelle classiche, con un tamburo e una facciata decorata con sculture in nicchie e ornamenti di bronzo dorato a ornare le nervature della cupola.
Tra i più begli interni di architetture religiose dell'epoca vi è indubbiamente la cappella della reggia di Versailles, realizzata tra il 1697 ed il 1710 su progetto di Jules Hardouin Mansart e del suo successore come architetto di corte, Robert de Cotte. I decori si basano sulla presenza di colori chiari e di dettagli scolpiti nei rilievi sulle colonne. L'interno della cappella si apre in uno spazio luminoso con la creazione di una tribuna sostenuta da colonne classiche al piano superiore rispetto a dove si celebra la messa; il tutto è completato da un arioso soffitto a volta.
Il Grand Stile: Parigi Anche se Luigi XIV venne accusato da chi venne dopo di lui di aver ignorato Parigi nei suoi progetti, il suo regno si occupò invece attivamente di ornare il centro della capitale, lasciandovi un marchio unico. L'idea di piazze urbane monumentali circondate da architetture uniformi aveva avuto inizio in Italia, come molte idee del periodo barocco del resto. La prima piazza ad acquisire questa forma a Parigi fu la Place Royal (attuale Place des Vosges) il cui progetto iniziò già sotto il regno di Enrico IV di Francia e venne completato con il posizionamento della statua equestre di Luigi XIII; poi venne realizzata la Place Dauphine sullIle de la Cité, con al centro una statua equestre di Enrico IV. Luigi XIV si occupò attivamente di Parigi partendo dalle nuove facciate che fece realizzare al Louvre, una verso la Senna e l'altra ad est che ancora oggi mostrano i caratteri tipici dell'architettura di stile Luigi XIV. La vecchia facciata in mattoni e pietra nello stile voluto da Enrico IV venne rimpiazzato da monumentali colonne in grande stile. Tutte le costruzioni nella medesima piazza vennero rapportate alla stessa altezza e nello stesso stile a formare un progetto che apparisse il quanto più possibile unitario.Texier, Simon, op. cit., 2012, pp. 38–39
Il primo complesso costruito da zero nel nuovo stile Luigi XIV fu il Collège des Quatre-Nations (attuale Institut de France) (1662–68), proprio di fronte al Louvre. Questo venne disegnato da Louis Le Vau e da François d'Orbay, e combinava il quartier generale della nuova accademia fondata dal re, una cappella e la biblioteca del cardinale Mazzarino. L'Hôtel Royal des Invalides – un complesso residenziale per veterani di guerra, un ospedale e una cappella - venne costruito quindi da Libéral Bruant e Jules Hardouin-Mansart (1671–1679). Luigi XIV commissionò quindi a Mansart la costruzione di una cappella privata reale, la cosiddetta Église du Dôme, che completò il complesso nel 1708.
Il progetto successivo fu Place des Victoires (1684-1697), un complesso di sette grandi edifici residenziali divisi in tre segmenti all'interno di una piazza ovale con al centro una statua equestre di Luigi XIV. Questa venne costruita da un imprenditore e nobile della corte francese, Jean-Baptiste Prédot, affidandone ovviamente il progetto a Jules Haroudin-Mansart. Il progetto finale fu la nota Place Vendôme, anch'essa progettata da Harouin-Mansart tra il 1699 e il 1702. In parte la costruzione della piazza venne finanziato con la vendita dei lotti di terreno circostanti. Tutti questi progetti presentano facciate in stile Luigi XIV monumentale che armonizza le strutture che in esse si trovano.Texier, Simon, op. cit., 2012, pp. 38–39.
Decorazione d'interni All'inizio dello stile Luigi XIV, le principali caratteristiche nelle decorazioni d'interni erano la ricchezza dei materiali e lo sforzo di ottenere un effetto monumentale. I materiali utilizzati includevano il marmo, spesso combinato con pietre multicolori, bronzi, dipinti e specchi. Questi erano armoniosamente inseriti in una cornice di colonne, pilastri e nicchie che giungevano spesso fino al soffitto, decorando nel contempo anche le pareti. Le porte erano perlopiù sormontate da medaglioni, frontini e bassorilievi. I camini erano diminuiti di dimensione rispetto a quelli di stile Luigi XIII, ma erano divenuti più ornati, con pianali di marmo, vasi, specchi, orologi.
Gli elementi decorativi alle mura nel primo stile Luigi XIV erano essenzialmente protesi a celebrare i successi militari, la maestà e le conquiste culturali ottenute dal sovrano. Questi rappresentavano dunque trofei militari, elmi, foglie di alloro a simboleggiare la vittoria e fasci di armi, spesso in bronzo dorato o legno scolpito. Altri elementi decorativi celebravano personalmente il sole: la testa del re era spesso rappresentata come il dio Apollo, circondato da foglie di palma o da soli raggianti. Anche l'aquila divenne un simbolo associato al re come simbolo di Giove. Altri ornamenti includevano bastoni militari, gigli e corone.
La Galleria degli Specchi della reggia di Versailles (1678–1684) rappresentò il picco massimo della prima parte dello stile Luigi XIV. Disegnata da Charles Le Brun, essa combina ricchezza di materiali (marmi, oro e bronzo) con la capacità di riflettere la luce degli specchi alle pareti, moltiplicando così gli spazi e l'effetto ottico di splendore.
Nell'ultima parte del periodo Luigi XIV, dopo il 1690, iniziarono a comparire nuovi elementi, meno militaristici e più fantastici; in particolare si iniziarono a vedere conchiglie, linee sinuose e curve, disegni esotici, arabeschi e cineserie.
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