Esperto funzionario del ministero degli esteri nel periodo della Romania comunista, dopo la rivoluzione romena del 1989 si avvicinò al nuovo Fronte Democratico per la Salvezza Nazionale di Ion Iliescu e fu ministro degli esteri sotto il governo del socialdemocratico Nicolae Văcăroiu (1992-1996).

Già senatore, si orientò progressivamente al centro-destra e, nel 1997, fondò il partito Alleanza per la Romania, che nel 2002 confluì nel Partito Nazionale Liberale di Călin Popescu-Tăriceanu. Tra il 2007 e il 2008 fu ministro della difesa nel governo Tăriceanu II.

Su nomina del presidente Traian Băsescu tra il 2012 e il 2014 rivestì l'incarico di capo del Serviciul de Informații Externe (SIE), l'intelligence rumena. Lasciò il SIE per candidarsi alla presidenza della repubblica in occasione delle elezioni presidenziali in Romania del 2014, alle quali ottenne appena l'1% delle preferenze.

Fu nuovamente ministro degli esteri sotto i governi Ponta III (rivestì l'incarico per poco più di una settimana nel 2014), Grindeanu (dal gennaio al giugno 2017), Tudose (dal giugno 2017 al gennaio 2018) e Dăncilă (dal gennaio 2018 al luglio 2019).

Nel 2016 ottenne un ulteriore mandato al senato nelle liste dell'Alleanza dei Liberali e dei Democratici. Destituito dal ruolo di ministro degli esteri nel luglio 2019, nel settembre dello stesso anno fu eletto nuovo presidente del senato in sostituzione del dimissionario Tăriceanu. Irregolarità riscontrate dalla Corte costituzionale nella procedura di nomina, tuttavia, lo costrinsero a lasciare il ruolo già nel febbraio 2020.

Formazione e carriera accademica Nato nel 1941, trascorse l'infanzia tra il nativo villaggio di Brad (Hunedoara) e quello di Buteni, luogo di origine dei nonni materni. Nell'adolescenza si trasferì ad Arad per frequentare il liceo Moise Nicoară e nel 1959 fu ammesso alla facoltà di giurisprudenza dell'Università di Bucarest, conseguendo la laurea nel 1964. Tra il 1964 e il 1966 seguì un corso di studi postlauream in relazioni internazionali nello stesso ateneo.

Dopo che nel 1966 ebbe ottenuto il suo primo incarico di funzionario diplomatico nel quadro del ministero degli esteri, frequentò dei corsi postlauream in Svizzera presso la facoltà di scienze economico-sociali dell'Università di Ginevra (1967-1968) e del Graduate Institute of International and Development Studies di Ginevra (1967-1970). Nel 1973 conseguì il dottorato in scienze politiche e diritto internazionale dell'Università di Ginevra.

Protagonista di una lunga carriera diplomatica sotto il regime, dopo la rivoluzione vi affiancò anche la carriera didattica. Tra il 1990 e il 1991 fu professore presso la Scuola nazionale di studi politici e amministrativi di Bucarest e dal 1992 al 2013 ordinario di scienze politiche presso le facoltà di scienze politiche e di storia dell'Università di Bucarest. Dal 2013 fu nuovamente docente presso la scuola dottorale di studi politici e amministrativi. Autore di numerose pubblicazioni, tra le altre attività scientifiche fu vicepresidente dell'associazione di diritto e relazioni internazionali (ADIRI) di Bucarest, membro dell'istituto di studi politici di Bucarest, dell'istituto romeno di studi internazionali (IRSI) e della Commissione del diritto internazionale dell'organizzazione delle Nazioni Unite (1996-2011), nonché presidente della stessa commissione nel 2004.

Fu insignito, inoltre, di due lauree honoris causa: una dall'istituto di studi diplomatici di Città del Messico (1963) e un'altra dall'Università di scienze umanistiche di Chișinău (2003). Dal 2002 fu membro dell'ordine degli avvocati di Bucarest.

Carriera diplomatica tra regime e democrazia La sua carriera diplomatica nel ministero degli esteri iniziò a 25 anni nel 1966, operandovi nei successivi 30 anni fino al 1992 e riuscendo, tramite concorsi e promozioni, a raggiungere il rango di ambasciatore.

Nel 1966 fu assunto alla direzione giuridica e dei trattati. Tra il 1970 e il 1978 lavorò come segretario nel dipartimento per le organizzazioni internazionali, nella sezione trattati sul disarmo. Rientrato nel 1973 dalla Svizzera, dove aveva compiuto studi specialistici, continuò la scalata nei quadri del ministero. Tra il 1978 e il 1985 fu segretario della commissione permanente per la Romania presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a Ginevra.

La caduta del regime di Nicolae Ceaușescu avvenne nel dicembre 1989, mentre le prime elezioni libere furono celebrate nel maggio 1990. Queste furono vinte dal Fronte di Salvezza Nazionale (FSN) di Ion Iliescu e Petre Roman. Nel quadro del governo Roman II, su indicazione diretta dell'allora ministro degli esteri Adrian Năstase (poi premier dal 2000 al 2004), Meleșcanu fu nominato sottosegretario di stato (1990-1991), capo del dipartimento per America latina, Asia e Africa (agosto 1990-maggio 1991) e, infine, segretario di stato (maggio 1991-novembre 1992).

Nel 1990 ottenne il grado di consigliere diplomatico e, nel 1992, quello di ambasciatore.

Carriera politica dopo la rivoluzione Ministro degli esteri nel governo Văcăroiu Le elezioni parlamentari in Romania del 1992 segnarono la vittoria del partito successore del FSN, il Partito della Democrazia Sociale di Romania (PDSR). Il nuovo primo ministro Nicolae Văcăroiu nominò Meleșcanu ministro degli esteri del suo governo. Durante il mandato, quindi, fu membro e leader delle delegazioni rumene in seno alle conferenze e alle riunioni delle Nazioni Unite, dell'OSCE, del Consiglio europeo e della NATO. Proprio in questo periodo la Romania, che iniziava a riaprirsi alla politica internazionale dopo la chiusura imposta dal regime, firmò l'Accordo europeo di associazione alla Comunità europea e fece domanda di adesione ad Unione europea e NATO.

Senatore PDSR e fondazione di ApR Al termine della legislatura si candidò con il PDSR per un seggio al senato in occasione delle elezioni parlamentari in Romania del 1996 (vinte dalla coalizione di centro-destra della Convenzione Democratica Romena). Eletto nel distretto di Prahova fu membro della commissione per la politica estera del senato e, fino al novembre 1997, membro della delegazione del parlamento romeno al consiglio europeo.

Nel giugno 1997, tuttavia, si verificò una rottura con il PDSR, per via della quale Meleșcanu lasciò il partito e decise di costituire una nuova formazione politica insieme ad altri dissidenti (Mircea Coșea, Iosif Boda, Marian Enache). Nel dicembre 1997 fu nominato presidente del nuovo partito, Alleanza per la Romania (ApR) e riconfermato nella funzione anche nel marzo 2001. Il partito di Meleșcanu si professava come alternativa ai due poli che dominavano la scena politica: il PDSR (centro-sinistra) e la CDR (centro-destra, che guidava il governo con Victor Ciorbea).

Nonostante le premesse, il partito non ottenne il successo auspicato. Dopo aver conseguito discreti risultati alle elezioni amministrative del 2000 (comunque sotto il 10%), cercò un'intesa con il Partito Nazionale Liberale (PNL), gruppo di centro-destra, per una candidatura congiunta alle presidenziali dello stesso anno. Meleșcanu proponeva se stesso, mentre il PNL preferì sostenere Theodor Stolojan, elemento che fece fallire le trattative.

Alle elezioni parlamentari in Romania del 2000 ApR non riuscì ad ottenere alcun seggio tra camera dei deputati e senato, mentre alle elezioni presidenziali (vinte facilmente da Ion Iliescu) Meleșcanu ottenne appena l'1,9% delle preferenze.

Passaggio al PNL ed esperienza nel governo Tăriceanu Dopo il fallimento elettorale, nel 2002 ApR sparì definitivamente dalla scena politica e confluì interamente nel Partito Nazionale Liberale, all'interno del quale Meleșcanu rivestì subito il ruolo di vicepresidente ed assunse altre funzioni dirigenziali. Nominato inizialmente primo vicepresidente del partito nel 2002, fu confermato vicepresidente nel corso del congresso ordinario del febbraio 2005 e vicepresidente con competenze sulle relazioni internazionali in occasione del congresso straordinario del gennaio 2007.

Alle elezioni parlamentari in Romania del 2004 il PNL si presentò in alleanza con il Partito Democratico (PD) nella coalizione di centro-destra Alleanza Giustizia e Verità che portò Călin Popescu Tăriceanu alla guida del governo. Meleșcanu fu eletto al senato con il PNL nel distretto di Prahova. In qualità di senatore fu membro della commissione per la politica estera e di quella per le nomine, i regolamenti e le immunità dei senatori.

Il 5 aprile 2007, in seguito all'uscita del PD dalla coalizione di governo, Tăriceanu decise un rimpasto che portò Meleșcanu alla guida del ministero della difesa in sostituzione di Sorin Frunzăverde.

Dopo le contestate dimissioni del ministro della giustizia Tudor Chiuariu richieste personalmente dal presidente Traian Băsescu, che poi si scontrò anche con Tăriceanu sull'eventuale designazione di Norica Nicolai, tra il 15 gennaio 2008 e il 29 febbraio 2008 Meleșcanu fu anche ministro della giustizia ad interim, fino alla turbolenta nomina di Cătălin Predoiu.

Concluso il mandato, ottenne nuovamente l'elezione al senato nelle liste del PNL anche per la legislatura 2008-2012. Il PNL, tuttavia, fu sconfitto e passò all'opposizione di un governo guidato da Emil Boc, presidente del Partito Democratico Liberale (PD-L), vicino al presidente della repubblica Băsescu. Meleșcanu partecipò, in qualità di presidente, alla commissione permanente sulla difesa, l'ordine pubblico e la sicurezza nazionale e fu membro della commissione congiunta camera-senato per l'elaborazione di proposte legislative di revisione della costituzione.

Nel maggio 2010 fu indicato dal PNL per un posto di giudice alla Corte costituzionale della Romania, ma la proposta non ebbe seguito.

Uscita dal PNL e direzione del Serviciul de Informații Externe Mentre la posizione maggioritaria all'interno del PNL nei confronti delle politiche del presidente Băsescu era di ferma opposizione, come più volte manifestato dal presidente del partito Crin Antonescu, Meleșcanu mostrò sempre un atteggiamento meno duro. Nell'autunno del 2011 Meleșcanu dichiarò pubblicamente che «la coabitazione con Băsescu non è impossibile», attirando le critiche di Antonescu, che replicò «Meleșcanu può coabitare con Băsescu fuori dal PNL».

Nello stesso momento in cui Meleșcanu mostrò un'apertura nei confronti del capo di Stato, quest'ultimo il 27 febbraio 2012 lo nominò direttore del Serviciul de Informații Externe (SIE), i servizi segreti operanti in missioni all'estero. La posizione era vacante dal momento in cui il 9 febbraio l'ex direttore Mihai Răzvan Ungureanu era stato indicato come nuovo primo ministro dallo stesso Băsescu. In conseguenza del nuovo incarico, Meleșcanu si dimise dal senato e si autosospese dal PNL, ma Antonescu chiese agli iscritti di votare per la sua espulsione dal partito, mettendo fine alla sua militanza nella formazione liberale.

Le elezioni presidenziali del 2014 Dopo due anni, il 22 settembre 2014 diede le proprie dimissioni dal SIE, manifestando l'intenzione di concorrere alle elezioni presidenziali in Romania del 2014 per decidere il successore di Băsescu. Il 23 settembre fu annunciata la sua candidatura come indipendente. Al primo turno del 2 novembre 2014 ottenne appena l'1,09% delle preferenze.