La chiesa di Santa Maria Maggiore, conosciuta anche come duomo di Mirandola, è la principale chiesa cattolica di Mirandola, nella provincia di Modena.

Realizzata in stile gotico, si trova in piazza della Conciliazione (meglio nota come piazza Duomo), nel centro storico mirandolese.

Storia

La chiesa venne costruita a partire dal 1440 da Francesco III e Giovanni I Pico, signori del Ducato della Mirandola, e completata da Galeotto I e Antonio Maria Pico, fratelli di Giovanni Pico della Mirandola.

La realizzazione del duomo aveva un'importanza strategica, poiché grazie ad esso la famiglia Pico poté istituire all'interno della cittadella la Parrocchia della Mirandola, mentre in precedenza la gestione delle anime del territorio dipendeva dalla Pieve di Santa Maria della Neve di Quarantoli.

I Pico ottennero nel 1467 da papa Paolo II l'istituzione di una Collegiata cioè un collegio di chierici composto da un prevosto, sei canonici e tre mansionari. La chiesa, collocata nel nuovo quartiere denominato Borgo Novo, venne realizzata in circa 30 anni di lavori e fu consacrata il 27 luglio 1491.

All'interno della chiesa venne tumulato Antonio Bernardi, filosofo e vescovo di Caserta, ma il suo sepolcro andò disperso nel 1789.

Nel 1821 il duomo, insieme a tutte le chiese mirandolesi, transitò dalla diocesi di Reggio Emilia a quella di Carpi. Nel 1858 un restauro voluto dal parroco don Riccardo Adani portò l'eliminazione di alcuni altari laterali e monumenti sepolcrali.

Il 20 aprile 1945, durante gli ultimi giorni della Seconda guerra mondiale, alcune bombe esplosero a poca distanza dal tempio causando la distruzione di alcune vetrate che vennero sostituite nel 1947 con altre realizzate dalla Ditta Fanfani di Faenza.

Dal 20 maggio 2012 al 21 settembre 2019 il duomo di Mirandola è rimasto chiuso a causa dei gravissimi danni causati dal terremoto dell'Emilia del 2012, stimati in circa 5.875.000 euro. In particolare, a seguito delle numero scosse telluriche la copertura lignea sorretta da capriate è crollata causando il collasso delle volte interne, le cui macerie hanno sepolto e distrutto in maniera gravissima gli interni della chiesa.

Il 2 aprile 2017 papa Francesco ha visitato il duomo di Mirandola, percorrendone la navata centrale ancora ingabbiata dalle impalcature e deponendo un mazzo di fiori sull'altare maggiore in memoria delle vittime del sisma del 2012; successivamente ha tenuto un discorso alla cittadinanza riunita nell'antistante piazza della Conciliazione:

Il 21 settembre 2019 il Duomo restaurato è stato riaperto al culto.

Descrizione

Lo stile architettonico originario era di tipo tardo gotico. A seguito di successivi ampliamenti e restauri, tra cui quelli del 1885, l'attuale facciata fu rifatta in stile quattrocentesco e pseudo-rinascimentale.

L'interno del duomo è suddiviso in tre navate, con volte a crociera costolonate che sorreggevano la copertura lignea.

Al centro della parete absidale si trovava la pala raffigurante l'Assunzione della Vergine, eseguita intorno al 1520 dai fratelli Giulio e Giacomo Francia che fu venduta al duca di Modena Francesco IV nel 1818 ed è attualmente sostituita da una copia realizzata dal pittore carpigiano Ippolito Bianchini Ciarlini. Al di sotto si trova un coro in legno di noce del XVII secolo. L'altare maggiore fu fatto erigere tra il 1771 e il 1776 in marmi policromi scolpiti da maestranze veronesi su cui è posto un tabernacolo eucaristico opera della scultrice Carmela Adani di Correggio nell'anno 1952. Ai lati del presbiterio sono collocate due tele: a sinistra la Guarigione dell'emorroissa di anonimo autore mantovano del XVI secolo mentre a destra il Transito della Vergine Maria di Giuseppe Andreoli.

A sinistra del presbiterio si incontra la Cappella del Santissimo Sacramento: sull'altare in marmo bianco di Carrara realizzato dallo scultore veronese Salesio Pegrassi è collocata una croce processionale ottocentesca in legno intagliato e dorato. Nel 1983 il pittore Pietro Annigoni affrescò la parete sinistra della cappella con la Crocifissione, a ricordo del padre Ricciardo nato in questa città (Mirandola 1870 - Firenze 1944).

All'inizio della navata sinistra, vicino all'ingresso laterale, è ubicato il fonte battesimale in marmo rosso di Verona databile al XVII secolo con copertura in legno eseguita nel 1812. Nella seconda campata si trova una grande teca di vetro che protegge una Croce in terracotta, alta 2,37 metri, opera dello scultore sorrentino Marcello Aversa ed istoriata con scene tratte dal Vecchio e dal Nuovo Testamento. Nella terza campata è appesa una tela del veneziano Sante Peranda raffigurante La Pietà adorata dai santi Francesco e Carlo Borromeo (1612). Più avanti si apre la cappella della Madonna di Pompei, decorata con un'ancona lignea dorata opera dell'intagliatore mirandolese Pietro Giacomo Guagnellini del XVII secolo. Ai lati due nicchie accolgono le statue raffiguranti le Virtù teologali della Fede e della Speranza eseguite dallo scultore Giuseppe Pisani nel 1837.

All'inizio della navata destra si trova invece il monumento sepolcrale marmoreo del filosofo Antonio Bernardi vescovo di Caserta, opera dello scultore reggiano Prospero Sogari su commissione del nipote Giuseppe. Proseguendo nella navata si ammira un'altra tela di Sante Peranda che raffigura Il martirio di Santo Stefano. Poco oltre un'imponente ancona lignea riccamente intagliata e dorata, realizzata nel 1683 per volontà del duca Alessandro II e di sua moglie Anna Beatrice d'Este ed attribuita per via stilistica al mirandolese Paolo Bonelli (1651-1712). All'interno è custodita la tela del bolognese Lucio Massari con l'Estasi di Santa Maria Maddalena penitente.

Al termine della navata destra, sopra la porta che conduce in sagrestia, è appeso un altro quadro di Giuseppe Andreoli che mostra San Possidonio che tiene nel palmo della mano la città di Mirandola di cui è patrono. All'interno della sagrestia è una Madonna che appare a san Felice da Cantalice, dipinta nel 1612 da Alessandro Tiarini.

Il campanile

Il campanile, che si trova nella parte retrostante del lato di mezzogiorno della cappella di Sant'Ubaldo, è alto 48 metri.

La torre campanaria venne costruita a partire dal XV secolo, mentre già nel 1574 vi fu la richiesta di alzarla ulteriormente. Bisognò però aspettare per più di un secolo, fino ai lavori del 1676 che portarono alla collocazione sulla guglia di un angelo in rame dorato. A causa del peso eccessivo della statua, la mattina del 15 febbraio 1697 la guglia collassò e sfondò il tetto della chiesa e della sagrestia, danneggiando anche i vicini granari del vecchio ospedale Santa Maria Bianca (che all'epoca si trovava dove oggi sorge il palazzo della Milizia fascista).

Il campanile venne restaurato solo nel 1749, mentre altri piccoli lavori furono svolti negli anni 1825 e 1838-1839. Un altro grave crollo si verificò il 2 novembre 1885 e venne deciso di abbassare il campanile: la cittadinanza non fu però d'accordo e venne costituito un "comitato per il ristauro al campanile del duomo" per raccogliere i fondi necessari. Gli ultimi lavori di ricostruzione iniziarono il 7 luglio 1888: venne rifatta e irrobustita la parte superiore con l'attuale guglia ottangolare, che sorregge il cupolino terminale alla base di una croce.

Salvatosi dal bombardamento del 20 aprile 1945, il campanile è stato gravemente danneggiato dal terremoto del 2012. Le scale interne sono crollate. A causa delle pericolose vibrazioni, le sette campane furono sostituite nell'ottobre 2012 da un impianto audio digitale che riproduceva il suono (in parte tratto da vecchie registrazioni e in parte ricostruito virtualmente) delle campane originali. A seguito dei recenti restauri effettuati e della conseguente riapertura del Duomo nel 2019, le sette campane sono tornate a svolgere regolarmente la loro funzione. Il complesso è dislocato in due piani della Torre (il campanone all’ultimo piano, mentre le altre sei nella cella sottostante), mentre solo 4 di queste (rispettivamente le campane II^, III^, IV^ e VI^) sono suonabili manualmente secondo il tipico sistema di suono “alla bolognese”. Di queste sette campane merita di essere menzionata quella che viene denominata “Campanone Civico” (una campana a parte, che non viene inclusa nelle altre 7), fusa nel 1737 dal peso di circa 400 kg. Attualmente suona alle ore 10 nelle maggiori feste civili.

Note

Bibliografia Il Duomo di Mirandola, a cura di Gino Mantovani, Tipolito Salvioli 2020 Mauro Calzolari, Il Duomo di Mirandola, Edizioni Baraldini 2016

Voci correlate Ex oratorio del Santissimo Sacramento (Mirandola) Chiesa di San Francesco (Mirandola) Chiesa del Gesù (Mirandola) Oratorio della Beata Vergine della Porta Palazzo della Milizia (Mirandola)

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