La banda DeMeo divenne tristemente celebre per l’alto numero di omicidi e per il metodo brutale con cui si liberava dei cadaveri, una pratica che prese il nome di "Metodo Gemini". Si stima che il gruppo sia responsabile di circa 200 omicidi, molti dei quali eseguiti dallo stesso DeMeo.
Biografia Roy DeMeo nacque il 7 settembre 1940 nel quartiere Flatlands di Brooklyn, a New York, in una famiglia di immigrati italiani di umili origini, provenienti da Formia, nel Lazio. Era il quarto di cinque figli di Antonio Joseph "Anthony" DeMeo, fattorino presso un servizio di lavanderia, e di Eleanor DeMeo (nata Colarullo), casalinga. Roy si diplomò alla James Madison High School nel 1959 e già durante gli anni scolastici iniziò a guadagnare denaro prestando soldi a usura. Tra i suoi compagni di classe figuravano l’economista Walter Block e il futuro candidato alla presidenza Bernie Sanders.
Tra i 15 e i 22 anni lavorò in un negozio di alimentari della zona, dove apprese il mestiere di macellaio. La famiglia fu segnata da diverse tragedie: il fratello maggiore, Anthony Frank "Chubby" DeMeo, caporale dei Marines, morì in combattimento durante la Guerra di Corea il 23 aprile 1951, a soli 20 anni. Poco dopo, il 12 dicembre 1960, il padre di Roy morì d'infarto. A seguito di questa perdita, la madre decise di tornare in Italia con il figlio più giovane, stabilendosi presso dei parenti nei pressi di Napoli.
Carriera criminale
Dai Lucchese ai Gambino DeMeo iniziò la sua carriera criminale come affiliato alla fazione di Brooklyn della famiglia mafiosa Lucchese, che controllava attività come le compagnie di carro attrezzi, gli sfasciacarrozze e un vasto giro di furti d’auto nelle zone di Flatlands e Canarsie. Nel 1966, Anthony "Nino" Gaggi, un soldato della famiglia Gambino, notò il potenziale di DeMeo e gli suggerì che avrebbe potuto guadagnare molto di più trasferendo la sua fedeltà ai Gambino. Sul finire degli anni ’60, le prospettive criminali di DeMeo crebbero su due fronti: da un lato continuava il racket dell’usura con Gaggi, dall’altro mise insieme una banda di giovani dediti al furto d’auto. Questo gruppo di malviventi divenne noto, tanto negli ambienti criminali quanto tra le forze dell’ordine, come la "banda DeMeo".
La banda DeMeo Il primo membro reclutato fu Harvey "Chris" Rosenberg, appena sedicenne, che incontrò DeMeo nel 1966 mentre spacciava marijuana in una stazione di servizio a Canarsie. DeMeo aiutò Rosenberg ad espandere la sua attività, prestando denaro per permettergli di trattare quantità maggiori di droga. Entro il 1972, Rosenberg aveva presentato i suoi amici a DeMeo, che li arruolò nella sua crescente organizzazione. Tra i nuovi membri figuravano Patrick e Joseph Testa, Anthony Senter, Richard e Frederick DiNome, Henry Borelli, Joseph "Dracula" Guglielmo (cugino di DeMeo), e successivamente Vito Arena e Carlo Profeta.
Nel 1972, DeMeo entrò a far parte di una cooperativa di credito a Brooklyn e ottenne rapidamente un posto nel consiglio di amministrazione. Da questa posizione privilegiata, cominciò a riciclare i proventi delle sue attività illecite e coinvolse altri colleghi nella lucrosa impresa di ripulire il denaro dei trafficanti di droga con cui era entrato in contatto. Sfruttò anche i fondi sottratti alla cooperativa per potenziare il proprio giro di usura.
La clientela di DeMeo si estese rapidamente oltre il settore automobilistico, includendo attività come studi dentistici, cliniche per aborti, ristoranti e mercati delle pulci. Ufficialmente, risultava impiegato presso la S & C Sportswear Corporation di Brooklyn e raccontava ai vicini di lavorare nell’edilizia, nella vendita di generi alimentari e nel commercio di auto usate. Secondo Salvatore Vitale, sottocapo della famiglia Bonanno, nel 1974 gli fu ordinato di consegnare a DeMeo un cadavere appena ucciso affinché venisse fatto sparire in un garage nel Queens.
L'omicidio di Andrei Katz Alla fine del 1974, sorse un violento contrasto tra la banda DeMeo e Andrei Katz, un giovane proprietario di un’officina meccanica e socio di DeMeo in un giro di furti d’auto. Nel gennaio 1975, Katz si presentò volontariamente presso la Procura di Brooklyn e rivelò che Rosenberg era profondamente coinvolto nel traffico di auto rubate. DeMeo venne a sapere subito dell’incontro grazie a un detective della polizia di New York che era sulla sua busta paga. Ordinò quindi a Borelli di contattare Babette Judith Questel, una loro conoscente, per usarla come esca.
Il 13 giugno 1975, la Questel attirò Katz nel suo complesso residenziale con il pretesto di un appuntamento galante; appena arrivato, Katz fu rapito dagli uomini della banda DeMeo. Venne portato nel reparto macelleria di un supermercato a Rockaway Beach, nel Queens, dove fu accoltellato ripetutamente al cuore e alla schiena con un coltello da macellaio. Dopo la decapitazione, la testa fu schiacciata in una pressa per cartone. I resti furono poi avvolti in sacchi di plastica e gettati nel cassonetto del supermercato. Alcuni giorni dopo, un passante che portava a spasso il cane trovò una gamba di Katz sul marciapiede vicino al negozio, facendo scoprire l’orrendo omicidio. La polizia confermò alla stampa la brutalità del delitto, ma inizialmente non rilasciò altri dettagli. Il corpo venne identificato due giorni dopo tramite i denti.
Il Metodo Gemini Nel corso degli anni ’70, DeMeo trasformò i suoi seguaci in una banda esperta non solo nell’omicidio, ma anche nel brutale smembramento dei cadaveri. Salvo nei casi in cui un delitto doveva servire come monito o quando non esistevano alternative praticabili, la banda aveva codificato un metodo standard di esecuzione, studiato per eliminare rapidamente le vittime e farle sparire senza lasciare traccia. Questo stile di esecuzione prese il nome di "Metodo Gemini", dal Gemini Lounge, il bar che fungeva da quartier generale della banda e dove furono commessi la maggior parte degli omicidi.
Secondo le testimonianze fornite agli inizi degli anni ’80 da diversi membri e complici del gruppo diventati collaboratori di giustizia, il processo si svolgeva così: la vittima veniva attirata attraverso l’ingresso laterale del Gemini Lounge e condotta in un appartamento situato nella parte posteriore del locale. A quel punto, un membro della banda - quasi sempre lo stesso DeMeo, come raccontò Frederick DiNome, ex affiliato diventato testimone - si avvicinava armato di pistola silenziata e con un asciugamano nell’altra mano. Sparava alla testa della vittima e avvolgeva subito l’asciugamano attorno alla ferita per bloccare il flusso di sangue. Immediatamente dopo, un altro membro - inizialmente Rosenberg - accoltellava il cuore della vittima per evitare che il sangue continuasse a pompare fuori dalla ferita da arma da fuoco. A quel punto, la vittima era morta.
Il corpo veniva quindi spogliato e trascinato in bagno, dove il sangue residuo veniva fatto defluire o lasciato coagulare all’interno, in modo da limitare il disordine durante la fase successiva. I membri della banda stendevano dei teli di plastica nella stanza principale e procedevano a smembrare il cadavere, tagliandone braccia, gambe e testa.
Una volta smembrati, i resti venivano messi in sacchi, inseriti in scatole di cartone e trasportati alla discarica di Fountain Avenue, a Brooklyn. La quantità di immondizia scaricata ogni giorno nella discarica rendeva quasi impossibile ritrovare i corpi. Durante le prime fasi di un’indagine negli anni ’80, le autorità considerarono l’idea di scavare nella discarica per cercare resti umani, ma il piano fu abbandonato perché troppo costoso e con scarse possibilità di successo. La discarica, situata di fronte al complesso residenziale Starrett City, fu chiusa nel 1985 e successivamente trasformata in un parco; oggi non resta alcun segno o odore del passato.
In alcuni casi, però, le vittime venivano uccise con metodi diversi. Informatori sospetti o persone che avevano mancato di rispetto alla banda o ai loro superiori venivano lasciati morti per strada, come avvertimento. Altre volte, non era possibile attirare il bersaglio al Gemini Lounge, e in tali situazioni venivano utilizzati altri luoghi. Si sa, ad esempio, che almeno in un’occasione Richard DiNome usò il suo cabinato per far sparire i resti in mare.
Altre attività criminali Nella seconda metà del 1975, Roy DeMeo divenne socio occulto di un locale per spettacoli a luci rosse e prostituzione a Bricktown, nel New Jersey. Il proprietario dell’attività era indebitato con DeMeo a causa di prestiti usurari e, non potendo saldare il debito, fu costretto a cedergli una quota dell’impresa. In quel periodo, DeMeo iniziò anche a trafficare in materiale pornografico estremo, inclusi filmati di bestialità e pornografia infantile, che distribuiva sia nel suo locale del New Jersey sia attraverso contatti nel Rhode Island.
Quando Anthony "Nino" Gaggi venne a sapere di queste attività particolarmente scabrose, impose a DeMeo di interromperle immediatamente, minacciandolo di morte. DeMeo, però, disobbedì e continuò indisturbato. Gaggi, sorprendentemente, non prese alcuna misura contro di lui. Secondo il racconto del nipote di Gaggi, Dominick Montiglio, l’argomento non fu mai più menzionato, purché DeMeo continuasse a versargli la sua parte di profitti.
Nonostante il severo divieto della famiglia Gambino di trattare droga, DeMeo era coinvolto anche nel narcotraffico. Finanziò un'importazione su larga scala di marijuana colombiana, che veniva scaricata da una nave al largo e poi distribuita attraverso varie officine a Canarsie. Inoltre, il Gemini Lounge veniva utilizzato anche per la vendita di cocaina.
Alla fine del 1975, DeMeo finì nel mirino dell’IRS (l’Agenzia delle Entrate statunitense), che avviò un’indagine sui suoi redditi. Qualche mese prima, la cooperativa di credito a cui era legato era stata costretta alla bancarotta a causa dei saccheggi operati da DeMeo e dalla sua banda. DeMeo si dimise prima che potesse essere incriminato. Per giustificare le sue entrate e scongiurare un’accusa formale, presentò dichiarazioni giurate firmate da amici e conoscenti che affermavano di averlo assunto nelle loro aziende, consentendogli così di raggiungere un accordo con l’IRS.
Nonostante le indagini, le fonti di reddito di DeMeo - e la sua influenza - continuarono ad aumentare. Nel luglio del 1976 aggiunse alla sua rete di usura una concessionaria d’auto chiamata Team Auto Wholesalers, il cui proprietario, Matthew Rega, acquistava auto rubate dalla banda DeMeo per rivenderle in un suo autosalone nel New Jersey. DeMeo si dedicò anche alla rapina di camion merci in uscita dall’aeroporto JFK, attività per la quale arruolò Edward “Danny” Grillo, un ex detenuto esperto in questo tipo di colpi.
Nell’autunno del 1976 la famiglia Gambino fu scossa da un cambiamento epocale: il boss Carlo Gambino morì per cause naturali e al suo posto fu nominato Paul Castellano. Aniello Dellacroce mantenne il ruolo di sottocapo. Per DeMeo, questo cambio al vertice ebbe due conseguenze importanti: Gaggi fu promosso a caporegime, prendendo il controllo della squadra che in precedenza era guidata da Castellano, e la morte di Gambino riaprì teoricamente le porte a nuove affiliazioni nella famiglia mafiosa.
Tuttavia, Castellano non autorizzò subito l’ingresso di nuovi membri, preferendo promuovere quelli già affiliati e riorganizzare le varie crew. Inoltre, sembrava contrario all’idea di fare entrare DeMeo nella famiglia: lo considerava troppo violento, fuori controllo e troppo legato alla criminalità da strada, mentre lui preferiva circondarsi di persone coinvolte nel crimine da "colletti bianchi". Gaggi cercò più volte di convincerlo a cambiare idea, ma fu sempre respinto.
Nel 1977, DeMeo cominciò a manifestare frustrazione per la sua esclusione e iniziò a cercare nuove attività criminali più redditizie, nella speranza di guadagnare il favore dei vertici della famiglia.
L’alleanza con i Westies