Il è un vulcano alto situato sull'isola giapponese di Honshū. In Europa, sebbene non corrispondente alla fonetica giapponese, è noto anche con il nome di Fuji-Yama (scritto anche Fujiyama o Fuji-yama). È il monte più alto del Giappone.
È considerato una delle del Paese, insieme al monte Tate e al monte Haku, e gli shintoisti considerano doveroso recarvisi in pellegrinaggio almeno una volta nella vita. Con la sua cima innevata per dieci mesi all'anno, è uno dei simboli del Giappone e fa parte dell'elenco nazionale giapponese dei luoghi speciali per valore storico e bellezza paesaggistica. Dal 2013 è considerato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, che riconosce nella sua area venticinque siti di interesse culturale.
Geografia
Con i suoi è la montagna più alta del Giappone. Si trova al confine tra le prefetture di Shizuoka e Yamanashi, vicino alla costa sull'oceano Pacifico dell'isola di Honshū, tra Hamamatsu e Tokyo, da cui dista e da dove è visibile quando il cielo è limpido. Alle sue pendici sorgono le tre cittadine di Gotemba a est, Fujiyoshida a nord e Fujinomiya a sud-est, oltre alla pianura di Kantō, la più grande zona pianeggiante del paese nipponico. È circondato da : il lago Kawaguchi, il lago Yamanaka, il lago Sai, il lago Motosu e il lago Shōji. Dalle loro rive, come da quelle del vicino lago Ashi, è possibile osservare il monte. L'area della montagna è compresa nel territorio del parco nazionale Fuji-Hakone-Izu, raggiungibile dalle cittadine vicine con l'autobus e da Tokyo con la linea shinkansen.
Geologia
L'origine del Fuji è strettamente legata all'attività vulcanica. Secondo la tradizione popolare la montagna si formò in seguito a un terremoto avvenuto nel 286 a.C., ma in realtà esso è classificabile come uno stratovulcano e la sua forma conica regolare e quasi simmetrica è la conseguenza della sovrapposizione di vari strati di lava solidificata e ceneri vulcaniche. I vulcanologi hanno infatti appurato che l'attuale Fuji è il risultato di quattro distinte fasi nell'attività vulcanica che ne hanno caratterizzato forma e struttura. La prima, chiamata Sen-komitake, è caratterizzata da un nucleo di andesite recentemente scoperto nella sua parte più interna. La seconda, detta del Komitake Fuji, è uno strato di basalto formatosi diverse decine di migliaia di anni fa. Circa anni fa si formò quindi lo Hurui Fuji sulla cima del Komitake Fuji. L'attuale Fuji, Shin Fuji, si ritiene si sia formato intorno ai anni fa sulla cima del vecchio monte.
È situato sulla faglia che fa parte della cintura di fuoco del Pacifico, tra la placca euroasiatica, la placca di Ochotsk e la placca delle Filippine. In particolare il vulcano si trova proprio sul punto in cui la placca delle Filippine si inabissa a grande profondità sotto quella euroasiatica, con un movimento tettonico che, fondendo le rocce, provoca la formazione di notevoli sacche magmatiche. È tuttora in fase di quiescenza sin dal 1708; l'ultima eruzione documentata iniziò il 16 dicembre 1707 e terminò il 1º gennaio dell'anno successivo. Durante l'eruzione, nota con il nome di eruzione Hōei, l'attuale Tokyo venne ricoperta da uno spesso strato di cenere, mentre il vulcano vide la formazione di un nuovo cratere con un secondo picco, più o meno a metà della sua altezza, chiamato . Da allora le attività vulcaniche sono ridotte a modeste manifestazioni solfatariche, benché alcuni studiosi avessero ipotizzato un possibile risveglio del vulcano entro il 2015. La prima eruzione documentata avvenne nell'anno 800 e da allora si sono susseguite diciotto eruzioni vulcaniche.
La base del Fuji ha un diametro compreso tra i e una circonferenza di . Il cratere, i cui bordi frastagliati formano otto creste (Oshaidake, Izudake, Jojudake, Komagatake, Mushimatake, Kengamme, Hukusandake e Kukushidake), si estende per circa mezzo chilometro, raggiungendo una profondità massima di ; il volume totale del vulcano è di circa .
Una conseguenza delle attività vulcaniche e della stratificazione della struttura del Fuji è la presenza di più di 150 flussi lavici solidificati, tra cui i più importanti sono quello di Mishima e quello di Manno risalenti a circa anni fa, oltre a quelli di Inusuzumi-yama (circa anni fa), Kansu-yama ( anni fa) e Aokigahara (864 d.C.). Questi flussi hanno a loro volta contribuito alla formazione di numerose grotte naturali di roccia lavica lungo le pendici del monte. Tra le grotte più famose vi sono quella di Subashiri Tainai, la grotta posta a maggior altitudine in Giappone, quella di Mitsuike-ana (Fujinomiya) che raggiunge una lunghezza di , e quella di Saiko Komori-ana (Fujikawaguchiko, Yamanashi) considerata un monumento naturale. Oltre alle grotte è possibile osservare anche i caratteristici "alberi di lava" (il rivestimento lavico intorno a un tronco d'albero, lasciato da un flusso di lava), tra cui i più famosi sono quelli di Funatsu Tainai Jukei e Yoshida Tainai Jukei. Infine la superficie del monte è caratterizzata dalla presenza di valli e gole, formatesi in seguito alla corrosione del vento, dell'acqua e della neve negli anni. La , la più importante e ampia di queste gole, si estende sul lato ovest della cima a circa d'altezza e gli studiosi ipotizzano che possa essersi formata circa un migliaio di anni fa. È lunga circa per una larghezza massima di , mentre la profondità massima è di . È stimato che circa siano stati consumati dai fenomeni atmosferici e ogni anno circa di materiale viene eroso via dal pendio della montagna.
Idrografia
È stato stimato che le abbondanti piogge e nevicate che si verificano ogni anno sul Fuji contribuiscano alla formazione e alla persistenza di fiumi e sorgenti sotterranei per un volume di 5,3 milioni di tonnellate d'acqua al giorno. Grazie alla sua abbondanza, alla sua temperatura stabile e ai minimi livelli di impurità, questa risorsa è stata utilizzata fin dall'antichità per l'uso quotidiano dagli abitanti che vivevano nelle vicinanze del monte, mentre oggigiorno è sfruttata in ambito industriale nel campo della produzione della carta, di prodotti chimici e di apparecchiature elettroniche. Sul lato ovest è utilizzata anche per l'allevamento di trote. Le sorgenti e le oasi presenti sul Fuji costituiscono inoltre un'importante risorsa anche per piante e animali.
Uno dei luoghi più caratteristici sono le , alte e larghe 200, in cui l'acqua fuoriesce dalle fessure tra la congiunzione di due strati di lava solidificata riversandosi nel fiume Shiba. Da un altro flusso di lava solidificato, quello di Mishima, fuoriesce acqua per una quantità pari a al minuto, che va a formare varie sorgenti nella città omonima di Mishima, per esempio gli stagni Komo e Kohama, facenti parte del parco Rakujuen. Infine il Kakita, fiume che vanta il maggior volume di acqua pura in tutto il Giappone viene rifornito dal Fuji di circa 1 milione di tonnellate d'acqua ogni giorno. Il fiume fornisce acqua potabile per residenti delle regioni vicine.
Clima
Data l'elevata altitudine del Fuji, si possono trovare differenti tipi di clima lungo le sue pendici. Secondo la classificazione dei climi di Köppen gran parte della montagna gode di un clima alpino, caratterizzato da temperature molto fredde per quasi tutto l'anno al di sotto dello zero, e da forti venti che soffiano da direzione ovest-nordovest alla velocità media annuale di ; la massima velocità mai registrata sulla vetta fu il 5 ottobre 1964, mentre a livello del suolo fu di . Proprio a causa delle forti turbolenze che si formano in prossimità della cima del Fuji, il 5 marzo 1966 il Boeing 707-911 della British Overseas Airways Corporation si schiantò sulla montagna causando la morte delle 124 persone a bordo.
Questo clima rigido non permette né la fusione della neve caduta durante l'inverno, che permane fino a maggio, né lo sviluppo completo della vegetazione sopra i d'altitudine. L'unico momento in cui la vetta del monte Fuji non è coperta di neve è durante un breve periodo di tempo nei mesi estivi, benché delle nevicate improvvise si possano verificare anche nella stagione più calda. Il periodo delle nevicate ha inizio solitamente durante la fine di settembre; nel mese di aprile si ha l'accumulo maggiore di neve sulla vetta. Trascorso questo periodo la neve a poco a poco si scioglie a causa delle temperature estive e dell'inizio della stagione delle piogge. La nevicata arrivata con maggiore anticipo rispetto alla media annuale fu registrata il 31 luglio 1963, mentre quella con maggiore ritardo il 16 ottobre 1943. Si stima che circa 2,2 miliardi di tonnellate di neve e pioggia cadano ogni anno sulla montagna.
Il territorio del Fuji è suddivisibile in tre principali regioni climatiche. La regione subalpina, dalla cima fino ai , è caratterizzata da temperature che variano approssimativamente da sotto lo zero fino a ; nella zona alpina, dai , la temperatura varia dai , mentre nella regione montuosa e in pianura, dai fino a valle, la temperatura può raggiungere i . Tra le pianure di Mishima e la cima del Fuji vi è una differenza di che perdura tutto l'anno. La temperatura media annuale si aggira sui , mentre la temperatura più alta mai registrata fu di nel mese di agosto del 1942; la temperatura più bassa invece fu registrata nel febbraio del 1981, quando il termometro toccò i .
La tabella sottostante, compilata in base ai dati forniti dall'Agenzia meteorologica giapponese, riassume le varie temperature registrate nel periodo che va dal 1981 al 2010; per quanto riguarda la temperature assolute è stato preso in considerazione il periodo che va dal 1932 al 2011.
Un altro fenomeno meteorologico legato al Fuji, come in genere alle cime coniche, è rappresentato dalle cosiddette nubi lenticolari: esse si formano quando l'aria calda e umida colpisce la montagna e sale lungo i suoi versanti: in questo modo si favorisce la concentrazione del vapore acqueo e la formazione delle nuvole. I giapponesi chiamano questo fenomeno quando la nube sosta sopra la cima del vulcano e una volta che la nube si allontana dalla montagna. Secondo la tradizione esse sono viste come un presagio del cambiamento del tempo.
Flora e fauna
La differenza di temperatura tra la vetta del monte e le regioni sottostanti si ripercuote anche sulla vegetazione presente sui suoi versanti. È infatti possibile suddividere verticalmente il territorio del Fuji in diverse zone di vegetazione, le cui principali sono due: il deserto vulcanico che caratterizza la regione che va dai fino alla cima, dove la vegetazione è costituita principalmente da muschi e licheni anche se sono presenti alcune specie autoctone di poligoni, artemisie, betulle e larici, e le foreste di conifere giapponesi (Abies veitchii, Abies homolepis e Tsuga diversifolia), di faggi (Fagus crenata), cedri e aceri giapponesi, oltre a piante di bambù e alberi di querce (Quercus crispula, Quercus mongolica) che crescono nella regione subalpina e montuosa. Sotto i , con l'aumento della temperatura, la vegetazione assume connotati simili a quella tipica della prefettura di Shizuoka e di Yamanashi dove si possono osservare ciliegi e azalee. Alla base nord-est del monte è situata la foresta di Aokigahara, formatasi in seguito all'eruzione Jōgan del Fuji nell'864. La sua vegetazione è composta principalmente da boschi di conifere (Tsuga sieboldii e cipressi) o di alberi decidui come la quercia giapponese. Vi si possono trovare anche arbusti, come per esempio il fiore della neve giapponese. È nota per essere teatro di leggende, racconti popolari e di numerosi suicidi. A causa della presenza nel sottosuolo di tefrite, la vegetazione del Fuji varia a seconda del periodo durante cui avvenne l'eruzione o dalla composizione del materiale piroclastico depositatosi sulla montagna. Inoltre anche l'inizio delle zone boschive, di solito sui , varia a seconda della posizione.