La pelle dell'orso è un film italiano del 2016 diretto da Marco Segato e interpretato da Marco Paolini.
Il film, tratto dal romanzo omonimo di Matteo Righetto, è stato presentato al concorso Annecy Cinéma Italien 2016.
Trama Negli anni '50 in un piccolo borgo delle Dolomiti (Forno di Zoldo) vive Pietro Sieff, ex galeotto, vedovo da quando la moglie è morta annegata in un lago. Pietro è considerato un perdente dagli abitanti del paese, lavora in una cava alle dipendenze di Toni Crepaz, ha cinquant'anni ma sembra più vecchio, consumato dalla solitudine e dal vino. Con lui vive Domenico, il figlio quattordicenne, con il quale ha un rapporto difficile, fatto di poche parole e lunghi silenzi. Domenico non sa neppure come è morta sua madre, per imbarazzo o per ignoranza molte famiglie nascondono ai figli le storie scabrose in attesa che crescano abbastanza per capirle.
La tranquillità della valle è turbata dalla presenza di un orso che sta aggredendo gli animali delle fattorie circostanti: i vecchi del paese lo chiamano el diàol, il diavolo.
In uno scatto d'orgoglio, una sera in osteria Pietro decide di riscattarsi sfidando Crepaz e accettando una scommessa potenzialmente pericolosa: dichiara che sarà lui ad andare a caccia dell'orso e, se riuscirà a ucciderlo riceverà da Crepaz 600.000 lire, altrimenti dovrà lavorare come spaccapietre gratis per un anno. Il figlio Domenico decide di seguirlo e insieme si mettono sulle tracce dell'orso. Questa avventura permetterà ai due di riavvicinarsi in tutti i sensi.
ProduzioneMarco Fortunato, Intervista a Marco Paolini in Cinemazeronotizie, nº 10, ottobre 2016, pp. 4-5 Il film, che ha molti elementi di un racconto di formazione, parte da un romanzo di Matteo Righetto e dalle idee di sceneggiatura di Marco Paolini e del documentarista Marco Segato, che per la prima volta qui si cimenta in un lungometraggio. A venire incontro all'inesperienza di questi ultimi in fase di scrittura cinematografica è intervenuto il terzo sceneggiatore, Enzo Monteleone, con il quale sono state apportate alcune modifiche, ad esempio cambiando l'ambientazione dalla valle del Vajont alla val Zoldana. L'eventuale riferimento al disastro della diga, di cui Paolini si era per altro già ampiamente occupato in un celebre spettacolo teatrale, avrebbe rubato la scena al ragazzo con l'orso e avrebbe ridimensionato brutalmente il valore della sua impresa, per cui l'intera vicenda è stata spostata a metà degli anni '50.
Anche il personaggio femminile di Sara è nuovo rispetto al romanzo, ma non è di pura invenzione. Le donne di alcune vallate, tradizionalmente d'estate, lasciavano i loro villaggi per andare a vendere nei mercati, o anche porta a porta, tessuti ricamati o oggetti artigianali, rompendo l'equilibrio patriarcale e permettendosi una libertà che a casa non avevano.
Il quattordicenne Leonardo Mason, che ha interpretato Domenico, è stato istruito da un apposito trainer (l'attore Mirko Artuso) ed è stato volutamente tenuto all'oscuro di alcuni sviluppi del copione per ottenere una recitazione più spontanea, come ad esempio la scena in cui riceve un ceffone (vero) dal padre. L'attore ha sostenuto con buon risultato, nel corso delle riprese, anche gli esami di terza media.
Riconoscimenti 2017 - David di Donatello Candidatura a Miglior regista esordiente a Marco Segato 2017 - Globo d'oro Candidatura a Miglior opera prima a Marco Segato Premio Migliore fotografia a Daria D'Antonio 2017 - Annecy cinéma italien Grand Prix Fiction Prix CICAE Prix Annecy Cinema 2017 - Premio Flaiano Premio opera prima
Accoglienza .
Note
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