La chiesa di San Michele è un luogo di culto cattolico dalle forme barocche, situato in piazza Pontirol Battisti 7 a San Michele Tiorre, frazione di Felino, in provincia e diocesi di Parma; è sede di una parrocchia compresa nella zona pastorale della Pedemontana.

Storia L'originaria cappella fu edificata entro l'XI secolo e intitolata, unitamente all'intera valle del Cinghio, all'arcangelo Michele dai benedettini dell'abbazia di San Benedetto in Polirone, ai quali fu donata dal papa Pasquale II il 20 marzo 1105 e fu confermata dall'imperatore del Sacro Romano Impero Enrico IV di Franconia nel 1111.. I frati edificarono accanto al luogo di culto un piccolo monastero, insediandovi un gruppo di benedettini guidato da un priore.

Nel 1230 lEcclesia di Sancti Michaelis de Toliorio fu menzionata nel Capitulum seu Rotulus Decimarum della diocesi di Parma tra le cappelle appartenenti all'abbazia di San Benedetto in Polirone, pur trovandosi all'interno del territorio dipendente dalla pieve di Arola..

Il Prior Sancti Michaelis de Toiorio fu nominato nella Ratio Decimarum diocesana del 1299.. Nello stesso periodo, in seguito al crollo della cappella di Sant'Andrea che sorgeva sulle colline a sud del borgo, la chiesa di San Michele, fino ad allora utilizzata solo dai benedettini del monastero, fu aperta a tutta la popolazione dell'abitato.

Nel 1564 il luogo di culto fu elevato a sede parrocchiale autonoma.

Tra il 1699 e il 1700 l'antico edificio fu quasi completamente ricostruito in stile barocco su iniziativa dell'abate Andrea Rainieri, reimpiegando alcune parti del tempio originario;. all'epoca l'amministrazione economica della chiesa dipendeva dal cellerario della badia di Santa Maria della Neve di Torrechiara.

I benedettini mantennero il controllo del luogo di culto fino alla soppressione degli ordini religiosi sancita da Napoleone nel 1811.

Verso la metà del XX secolo il tempio fu sottoposto a restauri.

Il 15 luglio 1971 la chiesa fu profondamente danneggiata da un forte terremoto, che ne causò la chiusura al culto; in seguito l'edificio fu consolidato e ristrutturato sia negli esterni che negli interni, ove furono rimossi gli altari laterali e le cantorie barocche; i lavori furono conclusi verso la fine del 1974 e il tempio fu solennemente inaugurato dal vescovo di Parma Amilcare Pasini.

Il 23 dicembre 2008 la chiesa fu nuovamente danneggiata da scosse sismiche; i lavori di restauro, avviati l'anno seguente, furono portati a termine nel 2014.

Descrizione

La chiesa si sviluppa su un impianto a navata unica affiancata da due cappelle per lato, con ingresso a est e presbiterio a ovest.

La simmetrica facciata a salienti, intonacata, è caratterizzata dalla presenza del portale d'accesso centrale preceduto da una breve scalinata; ai suoi lati si trovano due specchiature rettangolari, mentre superiormente è collocato un altorilievo in cotto; più in alto si apre una bifora d'epoca gotica ad arco ogivale, sormontata da un oculo cieco.

Il prospetto sud, rivestito inferiormente in pietra, mostra le tracce di una porta ad arco acuto murata durante la ricostruzione settecentesca; più avanti aggetta un'ampia cappella, illuminata da due finestre quadrilobate; sul fondo il fianco è rinforzato da un ampio contrafforte, mentre sul lato opposto, accanto agli edifici parrocchiali, si erge il campanile, la cui cella campanaria si affaccia sulle quattro fronti attraverso bifore ad arco a tutto sesto.

All'interno la navata, coperta da volta a botte lunettata, è scandita lateralmente da una serie di lesene coronate da capitelli dorici, a sostegno del cornicione perimetrale in aggetto; sui fianchi si aprono attraverso ampie arcate a tutto sesto le antiche cappelle, private degli altari nel 1974.

Sulla destra, la prima cappella ospita un confessionale ligneo intagliato tardo-seicentesco; nella seconda un'ancona settecentesca in stucco accoglie una statua lignea del XVIII secolo ritraente Sant'Udilia. Sulla sinistra, la prima cappella conserva un olio rappresentante la Sacra Famiglia con santa Barbara..

Il presbiterio, lievemente sopraelevato, è preceduto dall'arco trionfale a tutto sesto, retto da due paraste doriche; l'ambiente, chiuso superiormente da una volta a botte, accoglie l'altare maggiore a mensa in legno intagliato e dorato, aggiunto nel 1980 riassemblando parti degli altari delle cappelle, utilizzati anche per la realizzazione dell'ambone collocato sulla sinistra; sul fondo si staglia, tra due finestre, la pala cinquecentesca raffigurante la Madonna col Bambino e i santi Michele e Antonio, attribuita a Girolamo Mazzola Bedoli..

L'ampia cappella a sud del presbiterio, ricavata nel 1974 nell'ex sagrestia, ospita l'antico altare maggiore in legno dorato e intagliato risalente al XVII secolo, ivi collocato in seguito ai restauri; vi si trova inoltre uno stendardo processionale ottocentesco.

La chiesa conserva altre opere di pregio, tra cui i frammenti di una vasca battesimale in marmo rosso di Verona scolpita nel 1572, otto portaceri settecenteschi e una credenza tardo-seicentesca...

Note

Bibliografia

Voci correlate San Michele Tiorre Diocesi di Parma Parrocchie della diocesi di Parma Felino (Italia) Ordine di San Benedetto Abbazia di San Benedetto in Polirone Badia di Santa Maria della Neve

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