La penisola italiana raggiunge per la prima volta l'unità amministrativa sotto il dominio romano.
Periodo romano
L'organizzazione augustea
La sua prima organizzazione si deve ad Augusto, che ne suddivise il territorio in undici entità (prive di funzioni politiche o amministrative) dette regiones. Esse erano: Regio I: Latium et Campania Regio II: Apulia et Calabria Regio III: Lucania et Bruttii Regio IV: Samnium Regio V: Picenum Regio VI: Umbria et ager Gallicus Regio VII: Etruria Regio VIII: Aemilia Regio IX: Liguria Regio X: Venetia et Histria Regio XI: Transpadana La città di Roma non apparteneva ad alcuna regio. Non facevano, inoltre, parte dell'Italia le due provincie di Sicilia e di Sardegna e Corsica, considerate entità subordinate e dunque sottoposte all'autorità di un governatore inviato da Roma.
Il periodo tetrarchico
In seguito alle riforme di Diocleziano l'impero venne diviso in quattro prefetture, assegnate ognuna a un prefetto del pretorio. A loro volta le prefetture erano suddivise in tre diocesi, e ogni diocesi era affidata a un vicario; ogni diocesi comprendeva un certo numero di prouinciae, amministrate da un governatore.
Le undici regiones vennero dunque trasformate in provincie e, assieme alle provincie di Sicilia, Sardegna e Corsica, Alpi Cozie e Rezia, divennero parte della Diocesi Italiciana. La città di Roma, affidata al praefectus urbi, era invece immediatamente sottoposta all'autorità imperiale.
Costantino e la tarda antichità
Un'ulteriore riforma, promossa da Costantino, divise l'Italia in due differenti diocesi: Italia Suburbicaria e Italia Annonaria. Mentre la prima aveva per capitale Roma e comprendeva il settore centrale e meridionale della Penisola, la seconda aveva per capitale Milano e comprendeva la parte settentrionale e alcune regioni illiriche.
Province dell'Italia Suburbicaria: +Provinciae dellItalia SuburbicariaProvinciae dellItalia AnnonariaTuscia et UmbriaVenetia et HistriaPicenum SuburbicariumAemilia et LiguriaValeriaFlaminia et PicenumCampaniaRaetiaSamniumAlpes CottiaeApulia et CalabriaPannonia superiorLucania et BrutiiSaviaSiciliaValeria RipensisSardiniaPannonia inferiorCorsicaDalmatiaNoricum RipenseNoricum Mediterraneum La successiva riorganizzazione operata da Teodosio I portò alla costituzione della diocesi d'Illirico e a una suddivisione delle province dell'Italia Annonaria, che risulta dunque così composta:
Venetia et Histria Liguria Aemilia Flaminia et Picenum Annonarium Raetia Prima Raetia Secunda Alpes Cottiae
Dopo la fine dell'Impero l'Italia entrò a far parte del Regnum Italiae degli Ostrogoti, per poi tornare sotto il controllo imperiale a conclusione della Guerra greco-gotica. Durante questo periodo la struttura amministrativa romana non subì modifiche, restando dunque inalterata.
Periodo bizantino e longobardo
La riorganizzazione di Giustiniano portò alla ricostituzione di una Prefettura d'Italia, con capitale Ravenna, comprendente due diocesi e tredici provincie: esse erano tutte appartenenti alla penisola italiana propriamente detta, dunque non comprendevano Corsica, Sardegna e Sicilia. Alpes Cotiæ Liguria Venetia et Histria Aemilia Flaminia Picenum Alpes Apenninae Tuscia Valeria Campania Samnium Apulia Calabria La riorganizzazione bizantina si rivelò di breve durata: l'invasione longobarda ebbe come conseguenza la frammentazione dell'unità italiana, divisa fra aree controllate dai longobardi e aree sotto il controllo imperiale. Attorno al 580 l'Italia bizantina era articolato in cinque province o eparchìe:
Urbicaria Annonaria Aemilia Campania Calabria Successivamente questi territori vennero riorganizzati mediante l'istituzione dell'Esarcato d'Italia, composto da:
Il territorio di Ravenna La Pentapoli Il Ducato romano La Provincia Maritima Italorum Il Ducato di Venezia Il Ducato di Napoli Il Ducato di Calabria Il conflitto con i Longobardi, pressoché costante nel tempo, produsse confini altamente instabili. Le antiche province persero, col tempo, ogni funzione amministrativa, conservando soltanto una valenza geografica. Paolo Diacono, nella sua Storia dei Longobardi, fornisce il seguente elenco (Hist. Lang. II, 9-23): +ProvinciaeconfiniCittà principaliDucati longobardi1. Venetia cum Histriadalla Pannonia all'AddaBergomum, Forum Iulii, Mons Silicis, Patavium, Vicentia, VeronaDucato del Friuli, Ducato di Bergamo, Ducato di Brescia, Ducato di Ceneda, Ducato di Trento, Ducato di Treviso, Ducato di Verona, Ducato di Vicenza2. Liguriadalla Venetia fino ai confini della GalliaMediolanum, Ticinum sive PapiaDucato di Pavia, Ducato di Milano, Ducato di Ivrea, Ducato di Torino, Ducato di San Giulio3. Retia Ifra la Liguria e la Svevia4. Retia IIfra la Liguria e la Svevia5. Alpes Cottiaefra Liguria e GalliaAquae, Dertona, Genua, SaonaDucato di Genova, Ducato di Asti6. Tuscia cum Aurelia et UmbriaPerusia, Roma, SpoletiumDucato di Spoleto, Ducato di Lucca7. Campaniada Roma fino al SeleCapua, Neapolis, Salernum8. Lucania cum Brutiadal Sele fino allo Stretto di SiciliaCassianum, Consentia, Lainum, Paestum, RegiumDucato di Reggio9. Alpes Apenninaecircondata da Alpes Cottiae, Aemilia, Flaminia, Umbria, Tuscia.Ferronianus, Montembellium, Bobium, Urbinum, Vetona10. Aemiliacompresa fra Liguria, Alpes Apenninae e fiume PoBononia, Forum Cornelii cum Imolas, Parma, Placentia, RegiumDucato di Piacenza, Ducato di Persiceto, Ducato di Parma11. Flaminiafra le Alpes Apenninae e il Mar AdriaticoRavenna e la Pentapoli 12. Picenumtra la Flaminia e il fiume PescaraFirmus, Asculus, Pinnis, Hatria13. Valeria cum Nursia et regione Marsorumfra Umbria, Campania, Picenum, SamniumTiburium, Carsiolim, Reate, Furconam, Amiternum14. Samniumfra Campania e ApuliaTeate, Aufidena, Aesernia, Samnium, BeneventusDucato di Benevento15. Apulia cum Calabria et regione Salentinafra Samnium, Lucania e Mar AdriaticoLuceria, Sepontum, Canusium, Agerentiam, Brundisium, Tarentum, Ydrontum16. Sicilia17. Corsica18. Sardinia
I Longobardi, infatti, avevano costituito un regno, il Regnum Langobardorum, che aveva come unità amministrativa principale il ducato: esso non era altro che il territorio assegnato a un duca distintosi per i propri meriti militari, e dunque non prevedeva una suddivisione sistematica del territorio, che era geograficamente diviso in due aree, la Langobardia maior (a sua volta suddivisa fra Neustria e Austria), e la Langobardia minor.
La penisola italiana nell'età carolingia
L'evoluzione degli scontri fra longobardi e bizantini ebbe come conseguenza un graduale indebolimento di questi ultimi e, più in generale, il rafforzamento di poteri locali abbastanza abili da sfruttare il conflitto fra i due contendenti. La fine dell'VIII secolo vede il Regno longobardo passare (attraverso un'unione di tipo personale) nelle mani di Carlo Magno e la presenza bizantina ridursi al Catapanato d'Italia, mentre contemporaneamente acquistavano una propria indipendenza Roma, Napoli e Gaeta.
Nel 774, infatti, il re dei Franchi aveva sconfitto il re longobardo Desiderio e assunto il titolo di Rex Francorum et Langobardorum atque patricius Romanorum. La Penisola si trovò così suddivisa fra la parte settentrionale, gravitante attorno alla corte franca, le terre amministrate dal papa, i territori appartenenti al Ducato di Benevento - diventato indipendente dopo la conquista carolingia e assurto al grado di Principato, e il Catapanato bizantino. Nel 781 questa parte settentrionale venne costituita in regno, il Regnum Italiae, e attribuita da Carlo a suo figlio Pipino, salito al trono con il titolo di regem super Italiam. Nella sua veste di Re d'Italia, Pipino provò, senza successo, a prendere il controllo del Ducato di Benevento; diverso esito ebbe invece la spedizione da lui condotta nel 796 contro gli Avari, che furono annientati, permettendogli di espandere a est i propri possedimenti. Non riuscì a sottomettere, invece, il territorio della laguna veneta che, sebbene formalmente fosse parte dell'impero bizantino, era di fatto autonomo.
Durante l'amministrazione carolingia i ducati longobardi passarono in mano ai Franchi e divennero comitati, ossia contee.
Un'ulteriore riorganizzazione si ebbe a conclusione dell'anarchia successiva, nel 846.
L'Ottocento Con la Restaurazione la Penisola italiana vide il ritorno, a eccezione della Repubblica di Genova e della Repubblica di Venezia, delle entità statuali precedenti alla parentesi napoleonica. Nonostante questo ritorno al passato, furono preservate un cospicuo numero delle innovazioni introdotte durante il dominio francese: un esempio è l'organizzazione amministrativa in quattro livelli, presente sia nel Regno di Sardegna che nel Regno delle Due Sicilie.
+Modello franceseRegno di SardegnaRegno delle Due SicilieStato PontificioDipartimentodivisioneprovinciadelegazioneArrondissementprovinciadistrettoCantone mandamentocircondarioComunecomunecomunecomune
Note
Categoria:Storia del diritto