Membro del Partito Democratico, Harris è la prima persona asioamericana e afroamericana, nonché la prima donna, a diventare Vicepresidente degli Stati Uniti d'America, mentre in precedenza è stata senatrice per lo stato della California dal 2017 al 2021, 32ª procuratrice generale della California dal 2011 al 2017 ed infine 27ª procuratrice distrettuale di San Francisco dal 2004 al 2011. Harris è stata inoltre la candidata del Partito Democratico nelle elezioni presidenziali del 2024.

Nata a Oakland da madre indiana, immigrata da Chennai, e da padre di origine giamaicana, Kamala Harris studia alla Università Howard e all'Hastings College of the Law di San Francisco. Dopo gli studi, lavora come vice procuratrice distrettuale della Contea di Alameda dal 1990 al 1998. Dopo aver lavorato per due anni presso quell'ufficio, nel 2003 è eletta procuratrice distrettuale di San Francisco, sconfiggendo il procuratore in carica Terence Hallinan. Rieletta nel 2007, resta in carica fino al 2011. Nel 2010 viene eletta procuratrice generale della California e rieletta ancora nel 2014.

Nel 2016 si candida alle elezioni per il Senato per succedere a Barbara Boxer che aveva annunciato il suo ritiro dopo 24 anni come senatrice. Il 7 giugno risulta nettamente la più votata nelle cosiddette jungle primaries della California a cui partecipano i candidati di tutti i partiti e che ammettono i due candidati più votati alle elezioni generali di novembre. L'8 novembre sconfigge l'altra democratica Loretta Sanchez con il 62,5% dei voti, nelle prime elezioni senatoriali della storia della California a cui non partecipano candidati repubblicani, diventando la prima afro-asioamericana ad essere eletta al Senato.

Il 12 agosto 2020 è stata scelta dal candidato democratico Joe Biden come candidata vicepresidente in vista delle elezioni presidenziali, in cui ha prevalso il partito Democratico, rendendola la prima vicepresidente donna e la prima vicepresidente asioamericana della storia degli Stati Uniti d'America. Nel dicembre 2020 il settimanale statunitense Time l'ha scelta come «persona dell'anno» insieme al presidente eletto Joe Biden. Il 19 novembre 2021 diventa la prima donna a esercitare le funzioni di presidente degli Stati Uniti, sostituendo temporaneamente Biden mentre veniva sottoposto all'anestesia per una colonscopia.

Nel 2024 diviene la candidata del Partito Democratico per le elezioni presidenziali del 2024, dopo il ritiro dalla corsa per un secondo mandato di Joe Biden, diventando la prima donna asioamericana, la seconda persona afroamericana (dopo Barack Obama nel 2008) e la seconda donna in assoluto (dopo Hillary Clinton nel 2016) a correre per la presidenza in rappresentanza di uno dei due maggiori partiti politici. Otterrà in seguito 226 Grandi Elettori, contro i 312 di Donald Trump, risultando sconfitta.

Biografia Infanzia e istruzione

Kamala Devi Harris è nata il 20 ottobre 1964, a Oakland, in CaliforniaUnited States Congress. "Kamala Harris (id: H001075)". Biographical Directory of the United States Congress. Retrieved May 20, 2020, da Donald Jasper Harris, professore emerito di economia presso l'Università di Stanford, emigrato dalla Colonia della Giamaica nel 1961 per laurearsi in economia alla Università della California - Berkeley, e Shyamala Gopalan, oncologa specializzata nel cancro al seno, emigrata dal Tamil Nadu (India) nel 1960 per conseguire un dottorato in endocrinologia presso la predetta università. In un articolo del 2018 in Jamaica Global, Donald Harris affermò che tra i suoi antenati vi era lo schiavista Hamilton Brown (1776-1843), fondatore della locale chiesa anglicana., pubblicato in Avendo origini indiane tamil e giamaicane, Kamala Harris si definisce semplicemente "americana".

Harris crebbe a Berkeley (California) assieme alla sorella minore Maya Harris. Frequentò sia una chiesa battista per neri sia un tempio induista, e talora con la sorella faceva visita alla famiglia materna a Madras (oggi Chennai) (India). Per questo motivo, Harris scrive nella sua biografia di capire qualche parola di lingua tamil. Gopalan insistette per dare alle figlie nomi associati alla cultura indiana per cercare di preservare la loro identità indiana; Kamala fu chiamata "Kamala Devi" per motivi religiosi, poiché sono entrambe parole derivate dalla mitologia induista. "Kamala" in sanscrito significa "loto" ed è un nome alternativo della dea Lakṣmī, spesso rappresentata con tale fiore; "Devī" in sanscrito significa "dea" ed è pure il nome della divinità femminile che protegge i villaggi.

Harris frequentò la scuola dell'infanzia a Berkeley dal 1969, beneficiando di un programma di integrazione razziale, chiamato desegregation busing, che consisteva semplicemente in un servizio di scuolabus; in effetti la sua scuola materna due anni prima, aveva il 95% di alunni bianchi e invece nel 1969 era frequentata per il 40% da neri. I suoi genitori divorziarono quando lei aveva sette anni; ha detto che quando con sua sorella si trovavano dal papà a Palo Alto nei weekend, i bambini dei vicini non potevano giocare con loro perché erano nere. Quando aveva 12 anni, Harris e sua sorella si trasferirono con la madre a Montréal (Canada), dove la madre era diventata ricercatrice presso il Jewish General Hospital e insegnante presso l'Università McGill. Kamala frequentò la Westmount High School a Westmount, diplomandosi nel 1981.

All'Università Howard di Washington, conseguì nel 1986 la laurea di primo livello (Bachelor of Arts) in scienze politiche ed economia; si affiliò alla confraternita femminile studentesca Alpha Kappa Alpha; fu un membro carismatico della squadra universitaria di dibattito; durante il secondo anno di università lavorò per il senatore democratico Alan Cranston. Ritornò in California, dove nel 1989 conseguì la laurea in legge (Juris Doctor) presso l'Hastings College of the Law di San Francisco. Superò l'esame di avvocato e ottenne l'ammissione allo State Bar of CaliforniaEquivalente all'Ordine degli avvocati italiano. il 14 giugno 1990.

Carriera politica

Primi incarichi presso le procure distrettuali Nel 1990 Harris fu assunta come vice procuratrice distrettuale della Contea di Alameda, dove si fece notare come "un'abile procuratrice che sta facendo progressi". Nel 1994 il portavoce della camera bassa della California Willie Brown (che aveva una relazione con Harris) la nominò membro del tribunale amministrativo Unemployment Insurance Appeals Board e in seguito della California Medical Assistance Commission. Harris prese sei mesi di aspettativa dal lavoro di procuratrice per svolgere queste due nuove mansioni.

Nel febbraio 1998 il procuratore distrettuale di San Francisco, Terence Hallinan, assunse la Harris come assistente procuratrice distrettuale. A San Francisco divenne capo della Career Criminal Division, coordinando il lavoro di altri cinque procuratori sui crimini più gravi del distretto e soprattutto casi ricadenti nella three-strikes law (letteralmente: "legge dei tre colpi", una legge che prevede inasprimenti di pena per le recidive).

A San Francisco entrò in contrasto con Darrell Salomon, il principale assistente del procuratore distrettuale. L'oggetto della disputa fu la Proposition 21: una legge dello stato della California, varata nel 2000, che aumentò le pene per alcuni reati violenti e reati correlati alle gang, e offrì ai procuratori l'opzione di processare gli imputati minorenni davanti alla Corte Suprema invece che davanti ai tribunali per i minori. Harris aveva fatto campagna contro tale provvedimento, con appelli e interventi alle manifestazioni. Per effetto di questo conflitto, sia Salomon sia Harris lasciarono l'incarico presso l'ufficio del procuratore di San Francisco.

Nell'agosto del 2000 Harris intraprese dunque una nuova occupazione presso il Municipio di San Francisco, lavorando per il city attorney Louise Renne. Harris gestiva la Family and Children's Services Division seguendo casi di affidi e adozioni, maltrattamento di bambini, violenza domestica, regolamentazioni edilizie e salute pubblica. Renne disse di lei: «rappresenterà il miglior DA [district attorney] che questa città abbia visto da moltissimi anni a questa parte».

Campagna del 2003 per procuratrice distrettuale

Nel 2002 iniziò a "raccogliere metodicamente sostegno" per candidarsi contro Hallinan, chiamando Mark Buell, patrigno della sua amica Summer Tompkins Walker, per informarlo delle proprie intenzioni. Buell si propose di farle da responsabile finanziario per la campagna elettorale e la avvisò che avrebbe dovuto raccogliere più di dollari per battere l'uscente, la più alta somma mai raccolta per quella carica. Lui e Harris organizzarono una commissione finanziaria che comprendeva perlopiù amiche di Harris, tra cui Vanessa Getty e Susan Swig.

Harris cercò di condurre una campagna che sovvertisse lo stereotipo delle donne di colore e costituì il suo ufficio per la campagna a Bayview, il "quartiere più isolato" di San Francisco. Competendo contro Hallinan, e il procuratore della difesa Bill Fazio, Harris era la meno conosciuta fra i candidati, ma nota per essere "brillante, alacre e qualificata". La macchina elettorale di Harris riuscì a influire sulla Commissione Centrale (composta di 24 membri) — tra cui la senatrice Dianne Feinstein e l'allora capa della maggioranza Nancy Pelosi — dei Dem californiani a ritirare il proprio appoggio a un candidato uscente. Hallinan e Fazio cercarono di far passare Harris per la compagna di Willie Brown, che per lei faceva campagna e raccoglieva fondi, attraverso un PAC. Harris negò di trarre vantaggio finanziario da Brown e bollò le affermazioni usate per collegarla a Brown come misogine.

Nell'ottobre 2003 la San Francisco Ethics Commission rilevò che Harris aveva senza intenzione violato la legge della città sul finanziamento delle campagne elettorali superando il limite di dollari di spesa volontaria. Nella circostanza fu comminata quella che all'epoca era considerata la più alta sanzione pecuniaria per quella legge: la Ethics Commission irrogò dollari tra sanzioni e misure correttive, e le ordinò di sostenere inserzioni a pagamento su quotidiani per informare gli elettori che aveva superato il limite di spesa. Harris prese completamente su di sé la colpa, dicendo: "Leadership non è il fatto di essere perfetti. Leadership significa assunzione di responsabilità." Harris spese quasi dollari mentre Hallinan poco più di ; entrambi accedettero al ballottaggio elettorale generale con il 33 e il 37% dei voti, rispettivamente.

Hallinan cercava la rielezione sullo sfondo dello scandalo detto "Fajitagate"Fajitagate (2002) è stata una serie di incidenti legali e politici a San Francisco che hanno avuto inizio con una rissa di strada fuori da un bar di quartiere fra tre agenti di polizia di San Francisco fuori servizio e altri due residenti locali per una borsa di fajita, che ha portato a numerose denunce civili e penali, accuse alla polizia di cattiva condotta e, infine, le dimissioni del capo della polizia della città e del vice capo della polizia. in cui tre poliziotti fuori servizio erano incorsi in una rissa con cittadini per una borsa di fajita. Hallinan dichiarò che Prentice E. Sanders, il primo nero diventato capo della polizia cittadina, e altri agenti erano implicati in una dissimulazione dei reati di tre agenti fuori servizio, incriminandoli tutti per ostacolo alla giustizia nel febbraio 2003. Sanders si dimise, ma Hallinan fu costretto a ritirare le accuse contro Sanders nemmeno un mese più tardi, accorgendosi che non poteva dimostrare un accordo criminale. Sanders fece causa e ottenne di essere dichiarato di fatto innocente, il che offuscò la credibilità di Hallinan.