Biografia Era figlio del notaio Nicola, capostipite della casata e al servizio dei Gonzaga di Mantova, e di Teresa Libonori di Ferrara.
Fu allievo di Vittorino da Feltre a Mantova e quindi di Guarino Veronese a Ferrara, presso il quale copiò gli scritti Orator e il Brutus di Cicerone.
Seguendo le orme del padre, divenne segretario del marchese Gianfrancesco Gonzaga, che lo nominò nel 1441 vicario di Volta e lo seguì in alcune imprese militari. Sottoscrisse il 23 settembre 1444 come testimone il testamento di Gianfrancesco e dopo la sua morte, rimase alla corte mantovana del suo successore, il marchese Ludovico III Gonzaga.
Nel 1453 circa si trasferì definitivamente a Ferrara presso il marchese Borso d'Este, che nel 1463 lo nominò capitano generale del Polesine e qui il 10 dicembre 1468 l'imperatore Federico III d'Asburgo lo fece cavaliere.
Nel 1476 venne nominato podestà di Lendinara, dove morì nel giugno dello stesso anno.
Morì a Lendinara il 4 giugno 1476 ultimo giorno di Pentecoste e fu sepolto a Rovigo: "... morite lì a Lendinara. El dì sequente, che fu el mercorii, fu portato a Rovigo et lì fu sepolto ...".
Discendenza Francesco sposò in prime nozze Maria Giglia Roverella e in seconde nozze una Giacomina di casato ignoto. Ebbe numerosissimi figli, tra i quali: Giacomo Calcagnino, protonotario apostolico e padre di Celio, umanista e scienziato Giammaria Caterina Galvano, religioso Giovanni Maria Teofilo (1441-1488), condottiero Francesco Federico (?-1443), ambasciatore degli Estensi Orazio, ambasciatore degli Estensi Girolamo (?-1515) Ebbe anche numerosi figli naturali.
Note
Bibliografia .
Collegamenti esterni
Francesco Calcagnini Calcagnini