Le foreste costiere equatoriali atlantiche sono un'ecoregione terrestre dell'ecozona afrotropicale appartenente al bioma delle foreste pluviali di latifoglie tropicali e subtropicali. Identificata dal WWF con il codice AT0102, si estende lungo la costa atlantica dell'Africa centrale dal fiume Sanaga, in Camerun, fino alle immediate vicinanze della foce del Congo. Comprende territori di Camerun, Guinea Equatoriale, Gabon, Repubblica del Congo, Angola e Repubblica Democratica del Congo. Nella classificazione Global 200 del WWF forma, assieme alle foreste costiere di Cross-Sanaga-Bioko e alle foreste di São Tomé, Príncipe e Annobón, la regione prioritaria delle foreste costiere del Congo.
Territorio
L'ecoregione occupa una superficie di circa 189.700 km² lungo il margine atlantico dell'Africa centrale. A nord ha inizio presso il fiume Sanaga, nel Camerun centro-occidentale, e comprende le regioni meridionali e sud-occidentali del paese. Prosegue attraverso quasi tutta la regione continentale della Guinea Equatoriale, il Río Muni, e interessa una vasta parte del Gabon occidentale. Più a sud si restringe progressivamente in una fascia che attraversa la Repubblica del Congo, la parte orientale dell'enclave angolana di Cabinda e infine l'estremità occidentale della Repubblica Democratica del Congo, terminando poco a nord della foce del fiume Congo. Le cartografie di One Earth/RESOLVE attribuiscono alla stessa ecoregione una superficie leggermente superiore, pari a circa 190.090 km².
Il rilievo passa dalle pianure e dalle basse colline ondulate della parte settentrionale a zone più accidentate e montuose nel Gabon e nella Guinea Equatoriale. Tra i principali rilievi figurano il Monte Alén e i Monts de Cristal, dove le quote superano i 1.000 m. L'ecoregione appartiene ai tropici umidi e presenta temperature relativamente uniformi durante l'anno; le precipitazioni rimangono elevate, pur diminuendo in generale da nord verso sud. Secondo la sintesi di One Earth, esse variano approssimativamente da 2.000 mm annui nella parte settentrionale a 1.200 mm in quella meridionale.
Numerosi grandi corsi d'acqua attraversano la regione dirigendosi verso l'Atlantico, tra i quali l'Ogooué, il Nyanga e il Kouilou. Presso estuari, lagune e delta la foresta pluviale lascia localmente il posto alle mangrovie dell'Africa centrale, considerate un'ecoregione distinta.
A nord le foreste costiere equatoriali atlantiche confinano con le foreste costiere di Cross-Sanaga-Bioko; verso est passano alle foreste di pianura del bacino nord-occidentale del Congo, mentre nel settore sud-orientale sono circondate dal mosaico di foresta e savana del Congo occidentale. A ovest sono delimitate dall'oceano Atlantico.
Flora
La vegetazione prevalente è costituita da foreste pluviali sempreverdi umide costiere, che nella parte meridionale, dove le precipitazioni sono inferiori e la stagionalità più pronunciata, tendono a trasformarsi in foreste umide semisempreverdi. Lungo alcuni tratti della costa compaiono inoltre praterie edafiche guineo-congolesi, mentre sui rilievi dei Monts de Cristal e del Monte Alén si sviluppano formazioni forestali montane e, alle quote superiori, praterie montane.
L'ecoregione appartiene al blocco forestale della Bassa Guinea, uno dei principali centri di diversità ed endemismo della regione guineo-congolese. Assieme alle vicine foreste di Cross-Sanaga-Bioko ospita una quota eccezionalmente elevata della flora endemica dell'Africa tropicale occidentale: secondo le stime raccolte da One Earth, le due ecoregioni comprenderebbero circa la metà delle 7.000-8.000 specie vegetali endemiche della regione. Più di 200 specie vegetali sarebbero strettamente endemiche delle sole foreste costiere equatoriali atlantiche.
Uno dei maggiori centri di diversità floristica è costituito dai Monts de Cristal, in Gabon, dove sono state censite più di 3.000 specie vegetali e circa un centinaio di endemismi stretti. Un'altra area di particolare importanza biogeografica è il Mayombe, tra Repubblica del Congo, Cabinda e Repubblica Democratica del Congo.
Tra gli alberi più caratteristici delle foreste gabonesi figura l'okoumè (Aucoumea klaineana), una Burseracea di grande importanza economica e particolarmente comune nelle foreste costiere e secondarie del Gabon. In alcune formazioni costiere è associata, tra le altre specie, a Sacoglottis gabonensis.
Fauna
L'ecoregione riveste un'importanza eccezionale per la conservazione dei grandi mammiferi forestali dell'Africa centrale. Ospita popolazioni di gorilla di pianura occidentale (Gorilla gorilla gorilla), scimpanzé (Pan troglodytes), elefante africano di foresta (Loxodonta cyclotis), mandrillo (Mandrillus sphinx), colobo nero (Colobus satanas), bongo (Tragelaphus eurycerus) e bufalo di foresta. Alcune delle popolazioni più consistenti di questi grandi mammiferi sopravvivono nelle foreste del Gabon e della Guinea Equatoriale.
Particolarmente significativa è la presenza di mammiferi con distribuzioni assai ristrette. Tra questi figura il cercopiteco del Gabon o cercopiteco dalla coda solare (Allochrocebus solatus), primate scoperto scientificamente soltanto negli anni ottanta e confinato al Gabon centrale. La specie è stata a lungo classificata nel genere Cercopithecus con il nome Cercopithecus solatus.
La ricchezza faunistica non è limitata ai mammiferi. Le foreste ospitano una notevole diversità di uccelli, rettili, anfibi e invertebrati, con un elevato grado di endemismo soprattutto nelle zone montuose. Le sintesi faunistiche dell'ecoregione riportano centinaia di specie di uccelli e oltre un centinaio di rettili, nonché una ricca fauna di anfibi strettamente associati alle foreste umide e ai corsi d'acqua.
Popolazione La parte centrale dell'ecoregione, soprattutto nell'interno del Gabon, è caratterizzata da una densità di popolazione relativamente bassa rispetto a gran parte dell'Africa tropicale. Ciò ha contribuito a limitare in alcune aree la conversione diretta delle foreste in terreni agricoli, anche se l'espansione delle infrastrutture connesse allo sfruttamento forestale ha reso progressivamente più accessibili territori un tempo remoti.
Gli insediamenti maggiori sono concentrati soprattutto lungo la costa, i principali corsi d'acqua e le vie di comunicazione. Tra i centri situati all'interno o ai margini dell'ecoregione figurano Kribi in Camerun, Bata nella Guinea Equatoriale continentale e, in Gabon, Lambaréné, Ndjolé e Gamba.
Conservazione
Ampie superfici forestali sono tuttora presenti, ma molte delle aree accessibili sono state interessate dal taglio selettivo del legname, mentre le foreste primarie relativamente indisturbate sono concentrate soprattutto in Gabon e nelle zone protette del Camerun. Le concessioni forestali interessano una parte considerevole del territorio e la costruzione di strade per l'esbosco facilita l'accesso dei cacciatori a zone precedentemente isolate.
La caccia per il commercio di carne selvatica costituisce una delle principali minacce per i grandi mammiferi, in particolare primati e ungulati forestali. L'elefante africano di foresta (Loxodonta cyclotis) è inoltre perseguitato per l'avorio e per la carne. La specie, riconosciuta separatamente dall'elefante africano di savana (Loxodonta africana), è classificata dalla IUCN come in pericolo critico di estinzione.
La rete di aree protette comprende alcuni dei più importanti complessi forestali dell'Africa centrale, tra cui il parco nazionale di Campo Ma'an e il parco nazionale di Douala-Edéa in Camerun, il parco nazionale di Monte Alén in Guinea Equatoriale e, in Gabon, i parchi nazionali dei Monts de Cristal, di Loango, di Lopé, di Moukalaba-Doudou e di Waka, oltre alla riserva di Wonga-Wongué. Nella Repubblica del Congo un ruolo importante è svolto inoltre dal parco nazionale di Conkouati-Douli, che protegge un mosaico di foreste, savane, zone umide, lagune e mangrovie lungo la costa atlantica.
Le stime della superficie protetta variano a seconda della cartografia e dell'anno di riferimento. Una valutazione del 2017 indicava circa 43.768 km², pari al 23% dell'ecoregione, mentre i dati utilizzati dal Protected Planet Report 2020 portavano la quota a circa il 25,3%.
Particolare rilievo riveste il parco nazionale di Lopé, compreso nella proprietà denominata «Ecosistema e paesaggio culturale relitto di Lopé-Okanda», iscritta nel 2007 nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO come sito misto naturale e culturale. Il sito, esteso su 511.991 ettari, tutela un'eccezionale zona di contatto tra foresta pluviale tropicale e savane relitte, importante sia per la biodiversità sia per le testimonianze di oltre 400.000 anni di presenza umana nella valle dell'Ogooué.Ecosystem and Relict Cultural Landscape of Lopé-Okanda on UNESCO World Heritage Centre.
Note
Voci correlate Lista delle ecoregioni terrestri
Altri progetti
Categoria:Ecoregioni dell'ecozona afrotropicale