La savana sudanese occidentale è un'ecoregione terrestre dell'ecozona afrotropicale appartenente al bioma delle praterie, savane e boscaglie tropicali e subtropicali. Identificata dal WWF con il codice AT0722, forma la porzione occidentale della vasta fascia di savane sudanesi che attraversa l'Africa a sud del Sahel e, assieme alla savana sudanese orientale, rientra nella regione prioritaria delle savane sudanesi individuata dal WWF nell'ambito del programma Global 200. Si estende dall'Atlantico, in Senegal e Gambia, fino al confine orientale della Nigeria, in prossimità dei monti Mandara.
Territorio L'ecoregione occupa circa 1,64 milioni di km² attraverso l'Africa occidentale. Comprende parte del Senegal e del Gambia, l'estremità meridionale della Mauritania, il Mali meridionale, gran parte del Burkina Faso, settori della Guinea settentrionale e della Costa d'Avorio settentrionale, il Ghana, il Togo e il Benin settentrionali, il Niger meridionale e un'ampia fascia della Nigeria settentrionale e centrale.
A nord la savana sudanese occidentale passa gradualmente alla più arida savana ad acacia del Sahel ed è interrotta localmente dalla savana inondabile del delta interno del Niger-Bani. A sud confina prevalentemente con il mosaico di foresta e savana della Guinea e, più a est, con le foreste di pianura della Guinea orientale e con il mosaico di foreste e praterie dell'altopiano di Jos. Presso il suo limite orientale incontra il mosaico dei monti Mandara e la savana sudanese orientale; nel settore nord-orientale circonda inoltre porzioni della savana inondabile del lago Ciad.
Il paesaggio è costituito soprattutto da pianure e bassi altopiani, interrotti in alcuni settori da rilievi e massicci arenacei che producono una maggiore varietà di microhabitat. Tra questi figurano le falesie di Bandiagara e i monti Manding. Una parte considerevole dell'ecoregione appartiene al bacino del Niger, ma ampi settori sono drenati anche dai fiumi Senegal, Gambia e Volta.
Il clima è tropicale e fortemente stagionale. Le precipitazioni diminuiscono nettamente procedendo verso nord, passando da valori che possono raggiungere circa 1.600 mm annui nella fascia meridionale a circa 600 mm lungo il margine saheliano. La stagione secca può durare fino a nove mesi nel nord, mentre nelle aree meridionali è generalmente limitata a sei-sette mesi. I mesi più caldi precedono normalmente l'arrivo delle piogge, con temperature massime medie giornaliere che in marzo, aprile e maggio possono raggiungere 35-40 °C.
Flora La vegetazione caratteristica è costituita da un mosaico di savane erbose, savane alberate e boschi aperti decidui. Nella fascia meridionale, più umida, prevalgono formazioni boscate nelle quali la copertura delle chiome può superare il 40%, mentre procedendo verso il Sahel gli alberi diventano più radi e acquistano maggiore importanza le praterie e le boscaglie spinose. Durante la lunga stagione secca molti alberi perdono le foglie e gran parte dello strato erbaceo dissecca, rendendo il fuoco un elemento ricorrente della dinamica dell'ecosistema.
Tra le famiglie arboree più caratteristiche figurano le Combretaceae e le Fabaceae. Sono frequenti specie dei generi Combretum e Terminalia, assieme a varie leguminose arboree, mentre nelle zone più umide compaiono inoltre Afzelia africana, Burkea africana e formazioni a Isoberlinia. Tra le graminacee sono caratteristiche alte erbe perenni quali Andropogon gayanus e diverse specie di Hyparrhenia. È presente anche Cenchrus purpureus, soprattutto nelle zone più umide e lungo i corsi d'acqua.
I rilievi arenacei costituiscono piccoli centri di diversità floristica e ospitano specie dalla distribuzione particolarmente limitata. Tra gli elementi vegetali più localizzati vengono segnalati Gilletiodendron glandulosum e Kleinia cliffordiana, nonché popolazioni di specie rare come Encephalartos barteri, Pteleopsis habeensis e Vepris heterophylla.
Le foreste a galleria lungo i fiumi costituiscono un elemento importante del paesaggio e permettono a specie proprie di ambienti più umidi di penetrare profondamente nella fascia di savana. Questa caratteristica è particolarmente evidente nel parco nazionale del Comoé, dove il corso del fiume omonimo sostiene un complesso mosaico di savane, savane alberate, foreste a galleria, foreste fluviali e praterie riparie.
Fauna
La savana sudanese occidentale ospitava storicamente una delle più ricche comunità di grandi mammiferi dell'Africa occidentale, ma caccia, perdita dell'habitat e frammentazione ne hanno drasticamente ridotto distribuzione e abbondanza. Le popolazioni più importanti sopravvivono oggi soprattutto all'interno delle grandi aree protette. Tra i grandi erbivori figurano l'elefante africano di savana (Loxodonta africana), l'ippopotamo (Hippopotamus amphibius), l'antilope roana (Hippotragus equinus), il bufalo dell'Africa occidentale (Syncerus caffer brachyceros), il damaliscus o korrigum, il kob (Kobus kob) e il cobo (Kobus ellipsiprymnus).
Di particolare importanza è l'eland gigante occidentale (Taurotragus derbianus derbianus), collocato nel genere Tragelaphus da alcune classificazioni mammalogiche. Un tempo diffuso in una vasta parte dell'Africa occidentale, sopravvive allo stato selvatico soltanto nel parco nazionale del Niokolo-Koba, in Senegal, e rappresenta uno dei mammiferi più minacciati della regione. Una stima basata su fototrappole attribuiva alla popolazione selvatica circa 255 individui nel 2021, sebbene la rarità della specie renda difficili censimenti precisi.
Tra gli altri grandi mammiferi minacciati figurano il licaone (Lycaon pictus), il leone (Panthera leo), il leopardo (Panthera pardus) e il ghepardo (Acinonyx jubatus), ormai confinati a pochi nuclei protetti. Il complesso W-Arly-Pendjari costituisce uno degli ultimi grandi rifugi per questa fauna e ospita importanti popolazioni di grandi mammiferi della fascia sudaniana e saheliana dell'Africa occidentale, tra cui elefanti e leoni.
La giraffa occidentale (Giraffa camelopardalis peralta), un tempo molto più diffusa nella regione, sopravvive oggi soprattutto in Niger ed è considerata una sottospecie della giraffa settentrionale (Giraffa camelopardalis).
Tra i primati è presente, soprattutto nel settore sud-occidentale, lo scimpanzé occidentale (Pan troglodytes verus), mentre babbuini, cercopitechi verdi e altri primati sono più ampiamente diffusi. Il Niokolo-Koba conserva una delle popolazioni di scimpanzé più settentrionali dell'Africa.
La fauna dei piccoli mammiferi comprende specie tipiche della fascia sudaniana occidentale come il toporagno Crocidura cinderella e il topo striato del Senegal (Lemniscomys linulus). Quest'ultimo è distribuito dal Senegal attraverso Mali e Guinea fino alla Costa d'Avorio, mentre C. cinderella raggiunge anche la fascia saheliana.
Tra i rettili minacciati figurano il coccodrillo dal muso sottile africano e il coccodrillo nano. L'avifauna è particolarmente ricca e comprende sia specie residenti sia numerosi migratori paleartici, per i quali la fascia sudaniana costituisce un'importante area di svernamento e di transito durante le migrazioni transahariane.
Conservazione
La savana sudanese occidentale è una delle ecoregioni africane maggiormente trasformate dalle attività umane. Ampie superfici sono state convertite in coltivazioni e pascoli, mentre il taglio della vegetazione per legna da ardere e carbone, gli incendi, l'espansione degli insediamenti e delle infrastrutture e la costruzione di dighe hanno prodotto perdita e frammentazione degli habitat. La caccia per la carne selvatica e il bracconaggio hanno avuto conseguenze particolarmente gravi sui grandi mammiferi, molti dei quali sono ormai scomparsi da vaste porzioni del loro areale storico.
Il WWF attribuisce all'ecoregione uno stato di conservazione critico/in pericolo (critical/endangered). Circa 233.942 km², pari a circa il 14% della sua superficie, ricadono all'interno di aree protette.
Tra le principali aree protette figurano la riserva della biosfera della Boucle du Baoulé in Mali, il parco nazionale del fiume Gambia in Gambia, il parco nazionale del lago Kainji in Nigeria, il parco nazionale Kéran in Togo, il parco nazionale Mole in Ghana, il parco nazionale del Comoé in Costa d'Avorio e il parco nazionale del Niokolo-Koba in Senegal. Nel settore orientale assume particolare importanza il vasto sistema transfrontaliero formato dai parchi nazionali W, Arly e Pendjari e dalle riserve adiacenti.
Il complesso W-Arly-Pendjari, condiviso da Benin, Burkina Faso e Niger, costituisce il più vasto complesso transfrontaliero di aree protette dell'Africa occidentale e comprende circa 1,71 milioni di ettari. Tutela un mosaico particolarmente ben conservato di praterie, boscaglie, savane alberate, boschi aperti, foreste a galleria e ambienti fluviali ed è uno degli ultimi rifugi regionali per elefanti, leoni, ghepardi, leopardi e licaoni. Dal 2017 il complesso è iscritto nella lista del Patrimonio mondiale dell'UNESCO.
Il parco nazionale del Comoé, in Costa d'Avorio, e il parco nazionale del Niokolo-Koba, in Senegal, sono anch'essi iscritti nella lista del Patrimonio mondiale dell'UNESCO. Comoé protegge uno dei più estesi complessi di transizione fra savana e foresta dell'Africa occidentale. Niokolo-Koba, iscritto nel Patrimonio mondiale nel 1981, fu inserito nella Lista del patrimonio mondiale in pericolo nel 2007 a causa soprattutto del declino della fauna, del bracconaggio e delle pressioni derivanti da progetti di sviluppo. Nel luglio 2024, in seguito ai progressi compiuti nella sorveglianza, nella gestione e nella protezione della fauna, è stato rimosso dalla Lista del patrimonio mondiale in pericolo.
Note
Voci correlate Lista delle ecoregioni terrestri
Altri progetti
Collegamenti esterni West Sudanian savanna (WWF). West Sudanian savanna (National Geographic).
Categoria:Ecoregioni dell'ecozona afrotropicale