Il è stato un movimento politico-sociale sviluppatosi in Giappone durante il periodo Meiji (1868-1912). Comunemente, si ritiene che abbia avuto inizio nel 1874, quando venne presentata la petizione che richiedeva la prima votazione per l’istituzione della Dieta nazionale (Minsengiin setsuritsuken hakusho). Il movimento si sarebbe poi dissolto al momento dell’istituzione della Dieta, nel 1890.
Il Jiyū minken undō portò avanti richieste quali la garanzia delle libertà di associazione ed espressione, la revisione dei trattati ineguali, la diminuzione delle imposte fondiarie, l’istituzione della Dieta e la compilazione della Costituzione, in opposizione quindi alla politica di Satsuma-Chōshū.
Storia È possibile dividere il movimento in tre fasi. La prima va dalla presentazione della petizione per l’istituzione della Dieta nel 1874, fino alla guerra del Seinan (“Guerra del Sud-Est”) nel 1877. La seconda fase parte con la ribellione di Satsuma e si conclude nel 1884-85, rappresentando l’epoca d’oro del movimento. Nella terza fase, il movimento, cogliendo l'occasione della revisione dei trattati ineguali, ai quali si opponeva, divenne il cuore del cosiddetto Daidō danketsu undō, ossia il movimento sviluppatosi attorno al 1887 che vedeva uniti tutti i gruppi in opposizione al governo1. Maruyama Masao, Jiyū minken undo shi, in Maruyama Masao, Senchū to sengo no aida 1936-1957, Tōkyō, Misuzu shobō, 1976, p.309.
Origini del movimento Nel 1873 Itagaki Taisuke appoggiò l’idea di un’invasione della penisola coreana (Seikanron), ma venne sconfitto dalla frangia moderata del governo guidata da Iwakura Tomomi. Iwakura era appena rientrato da una missione in Occidente e pertanto teneva in particolare considerazione le relazioni internazionali; il governo subì quindi una scissione interna che portò Itagaki, Saigō Takamori, Gotō Shōjirō, Etō Shinpei e Soejima Taneomi ad uscirne.
Nel successivo 1874, Takagi, Gotō ed Etō costituirono l’Aikokukōtō (Partito pubblico dei patrioti) con il quale, oltre a criticare il sistema dispotico detto “cricca degli han” (Satsuma e Chōshū), presentarono alla Camera di Sinistra (Sain) una petizione affinché venisse formato un parlamento democraticamente eletto. Fondarono anche la Risshisha (Società di auto-assistenza) a Kōchi.
Il fatto che la petizione fosse stata pubblicata sui giornali contribuì a far conoscere il movimento su larga scala2. Tuttavia, la petizione presenta dalla fazione di Itagaki non era considerata innovativa nemmeno all’epoca; infatti Itagaki principalmente criticava la fazione che si era opposta all’invasione della Corea (tra cui Ōkubo Toshimichi, il quale lo aveva costretto ad uscire dal governo). Inoltre la sua posizione all’interno dell’organo legislativo del governo non era chiara. Nei fatti, al tempo in cui Itagaki e Gotō avevano ricoperto una posizione più influente all’interno del governo, era il Rikkoku kengi di Miyajima Senichirō (congedato proprio da loro) ad essere lodato per la sua innovatività e sistematicità. Pertanto, oggi l’ipotesi che non riconosce alla petizione attributi particolarmente democratici si è affermata. Inada Masahiro, Jiyū minken undo shi no keifu:kindai nihon no genron no chikara, Tōkyō, Yoshikawa Kōbukan, 2009. In particolare, fu proprio sui giornali che si aprì il dibattito riguardante la necessità o meno di avere dei parlamentari elettiMaruyama Masao, Jiyū minken undo shi, in Maruyama Masao, Senchū to sengo no aida 1936-1957, Tōkyō, Misuzu shobō, 1976, p.310. L’anno successivo, nel 1875, venne costituita a livello nazionale la Risshisha, ma visto che durante la Conferenza di Ōsaka Itagaki aveva riassunto il ruolo di SangiCarica presente nel Daijōkan, la struttura del governo istituita nel 1869. Corrispondeva alla carica di consigliere dell’Udaijin, il Ministro della Destra. e dal momento che sorsero delle difficoltà finanziarie, la società si sarebbe dissolta quasi fin da subito. Poco dopo, sfruttando la ribellione in corso a Satsuma, la società tentò anche di sollevarsi in rivolta, ma i leader della società vennero arrestati ed imprigionati.
Etō Shinpei, uno dei fuoriusciti dal governo, dopo aver presentato la petizione per la Dieta, guidò la rivolta samurai di Saga; quando poi arrivò la notizia della sua condanna a morte, gli appartenenti alla classe dei samurai, ostili al governo, presero a chiamare il movimento “Movimento per i diritti dei samurai”. Le agitazioni connesse allo scontento dei samurai, forti di una certa potenza militare, continuarono fino a quando scoppiò la Guerra del Seinan (“Guerra del Sud-Est”), nel 1877; i tumulti causati dal movimento in questo frangente erano dei conflitti armati veri e propri.
Rafforzamento del movimento Nel 1878, l’Aikokusha si risollevò e durante la sua quarta conferenza del 1880 venne creata la Kokkai kisei dōmei (Lega per l’istituzione della Dieta Nazionale) che, forte di un ampio sostegno, presentò nuovamente una petizione al governo. Inoltre, avendo sollevato la questione della riforma dell’imposta fondiaria, il movimento non rimase circoscritto solamente ai samurai scontenti ma penetrò anche nelle aree rurali. In particolare, l’imposta fondiaria costituiva un peso per i leader dei villaggi di ogni regione; pertanto il movimento si estese a tutta la popolazione.
In questa fase, incentrata sui leader delle zone rurali, ossia sulla classe ricca di queste aree, il movimento prese il nome di “Movimento per i diritti degli agricoltori abbienti”. In questa situazione, in cui i ricchi agricoltori arrivarono a costituire il perno del movimento, l’imposta fondiaria venne ridotta; ciò fu possibile sia perché il governo temeva un’insurrezione delle aree rurali che avrebbe potuto legarsi alle rivolte samurai, sia per l’inflazione dovuta all'aumento di moneta legale emessa per compensare le spese militari della Guerra del Seinan (“Guerra del Sud-Est”); qualunque fosse la ragione, si può affermare che ciò diede al movimento l’opportunità di portare avanti un movimento di carattere politico.Inuzuka Takaaki, Meiji kokka no seisaku to shisō, Tōkyō, Yoshikawa Kōbukan, 2005, p.5-9 All’epoca, dove mancava un’effettiva circolazione di informazioni, era necessario disporre di un’abbondante disponibilità economica per consentire comunicazioni e scambi tra i soggetti affiliati al movimento. E infatti, fu poi grazie alla classe degli agricoltori abbienti che si sviluppò l’idea che il ristabilimento della potenza nazionale e l’abbassamento dell’imposta fondiaria dovessero diventare richieste di prioritaria importanza. Oltre agli agricoltori e ai samurai, anche la classe borghese cittadina, le classi più povere e addirittura i giocatori d’azzardo — che non avevano nulla in comune tra loro se non le critiche nei confronti della politica del governo — si videro coinvolti in gran numero.
Di fronte al rafforzarsi del movimento, il governo nel 1875 emanò la Zambōritsu (Legge sulla diffamazione) e la Shinbunshi jōrei (Regolamentazione della stampa) e nel 1880 resistette al movimento con forme di repressione quale la Shūkai jōrei, il decreto che limitava la libertà di associazione.
Bozze costituzionali
La Kokkai kisei dōmei sollevò la questione della Costituzione che, sebbene fosse stata promessa, non era ancora stata promulgata. È con questa premessa che la Kokkai kisei dōmei arrivò alla decisione di stilare, per conto proprio, una costituzione. Ciò avvenne raccogliendo le idee di varie personalità fino al 1881. Nacquero anche dei gruppi dedicati alla causa; tra questi la Kōjunsha, la quale redasse e pubblicò la sua proposta di costituzione nel 1881, vi è poi la Tōyō dainipponkoku kokken’an (Bozza della Costituzione Nazionale del Grande Giappone dell’Est) di Ueki Emori. Inoltre, nel 1968 in un magazzino di agricoltori nella città di Itsukaishi (l'odierna Akiruno) venne scoperta e divenne famosa, la Costituzione Itsukaichi, la quale attesta l’approfondirsi a livello ideologico del movimento e la sua influenza nell'area.
Crisi di governo del 1881 e partiti politici Il consigliere imperiale Ōkuma Shigenobu sostenne all’interno del governo i lavori iniziali per la creazione della Dieta, ma come conseguenza della crisi di governo del 1881 egli fu congedato da Itō Hirobumi, diventato Sangi a sua volta. D’altro canto, il governo riconoscendo la necessità di una Dieta e volendo allo stesso tempo sfuggire alle critiche, emanò l’editto per l’istituzione della Dieta (Kokkai kaisetsu chokuyu), nel quale prometteva che ciò sarebbe successo da lì a dieci anni. Con questa azione il piano per la creazione della Dieta si fece più concreto. C’è anche però da dire che, secondo le voci, il governo sperava che passati dieci anni la forza del movimento si sarebbe smorzata.
Successivamente, durante la terza conferenza della Kokkai kisei dōmei venne costituito il Jiyūtō (Partito liberale) e in sua opposizione nel 1882 Ōkuma Shigenobu divenne il capo del Rikken kaishintō (Partito di riforma costituzionale). A causa della crisi, il governo venne epurato della frangia più radicale (tra cui Ōkuma Shigenobu) che era vista favorevolmente dal Movimento per la libertà e diritti del popolo; inoltre, il governo ebbe successo nel consolidare la sua struttura incentrata sulla figura di Itō Hirobumi. Ciò avvenne anche attraverso l’inasprimento delle misure oppressive nei confronti del movimento, tra cui delle azioni per suscitare scissioni interne al movimento. Tramite Gōtō Shōjirō fu consigliato a Itagaki Taisuke, presidente del Jiyūtō, di recarsi in Occidente, ma questo determinò critiche veementi quando questi accettò: se ne andava all'estero in un momento critico per il Movimento per i diritti del popolo e a spese del governo.Itagaki intraprese il suo viaggio nel momento in cui invece avrebbe dovuto fungere da salda guida al Jiyūtō. Si intensificarono le azioni repressive, ad esempio quella del cosiddetto incidente di Fukushima. Jansen Marius B., The Cambridge history of Japan. Vol 5- The nineteenth century, Cambridge, Cambridge University Press, 1989, p 426. Tra i suoi oppositori si contavano Baba Tatsui, Ōishi Masami e Taehiro Tetchō, i quali vennero espulsi dal Jiyūtō come misura preventiva, proprio da Itagaki. Ciò provocò però l’allontanamento anche di Taguchi Ukichi e Nakae Chōmin. Inoltre, il quotidiano Hōchi Shinbun, allineato con il Rikken kaishintō, criticò Itagaki e la connivenza tra il gruppo Mitsui e il Jiyūtō. In risposta questo fatto, dopo la partenza di Itagaki e Gotō, causò l’avviamento della campagna diffamatoria del quotidiano Jiyū Shinbun (allineato invece al Jiyūtō), la quale denunciava la relazione tra il gruppo Mitsui e, questa volta, il Rikken kaishintō.
Escalation di violenza e declino Ōi Kentarō e Naitō Roichi, appartenenti alla frangia radicale del Jiyūtō, per rispondere alla pesante oppressione del governo, considerarono l’utilizzo anche di tattiche violente che non disdegnavano la rivolta o gli atti di terrorismo. Inoltre, a causa della politica di deflazione portata avanti dal ministro delle finanze Matsukata Masayoshi anche l’insoddisfazione delle famiglie di agricoltori si aggravò, con la conseguente perdita di fiducia nel movimentoA causa della politica deflazionistica di Matsukata Masayoshi, pian piano anche gli agricoltori abbienti che possedevano una certa disponibilità economica persero fiducia nel movimento. Vedi Inada Masahiro, Jiyū minken undo shi no keifu:kindai nihon no genron no chikara, Tōkyō, Yoshikawa Kōbukan, 2009, p.125.