Augusta () è un comune italiano di abitanti del libero consorzio comunale di Siracusa, in Sicilia.

La città fu fondata nei pressi del sito dell'antica città dorica di Megara Iblea dall'imperatore Federico II di Svevia nel 1232 con l'appellativo di Augusta Veneranda. La città fu ricostruita dopo il terremoto del Val di Noto del 1693. Nella seconda guerra mondiale era una delle principali basi della Regia Marina, e fu uno dei porti di sbarco delle forze anglo-americane.

Geografia fisica Territorio

La città rientra nel comprensorio provinciale siracusano e si affaccia sul Mar Ionio. Il centro storico è un'isola, ricavata dal taglio di un istmo nel XVI secolo, collegata alla terraferma attraverso due ponti, uno di costruzione recente, XX secolo, intitolato al fondatore della città, Federico II di Svevia, e uno risalente alla dominazione spagnola, delimitato da un arco detto Porta Spagnola. Augusta ospita due porti: Megarese e Xifonio.

Il territorio comunale comprende tre isole amministrative: due sono enclavi nel comune di Melilli (Luogo Monaco e Fondacazzo), la terza è un territorio costiero tra il comune di Melilli e il mare (ex feudo San Cusumano). A sua volta è presente un'enclave melillese (Tufoli).

Storia

La presenza di vita sulla piccola penisola di Augusta è possibile già dalla preistoria, limitata sempre a un piccolo villaggio. Si narra che in questo sito sorgesse una città chiamata Xiphonia ma non si sa se fosse una vera e propria città o un semplice villaggio di pescatori. Una leggenda racconta che intorno al XII secolo nei pressi di questa città il frate domenicano Reginaldo piantò un bastone che gli era stato donato probabilmente da San Domenico. Il giorno dopo il bastone fiorì e per Reginaldo fu il segno che il convento doveva essere costruito sulla penisoletta.

Si parla di Augusta come città solamente dopo il 1232, data di fondazione della città da parte di Federico II di Svevia. Egli per indicare la sua autorità sugli abitanti (si dice deportati da Montalbano e Centuripe) costruì un grosso castello su un promontorio di circa 30 m nella parte nord. Alla morte dell'ultimo imperatore svevo, Augusta, sede di un castello, venne occupata dagli Angioini. Dato che era rimasta fedele agli Hohenstaufen, fu rasa al suolo con il concorso dei messinesi.

Gli abitanti combatterono nei Vespri siciliani e già nel 1282 sul castello sventolava la bandiera aragonese, dominio che durerà per quattro secoli.

Nel 1326 Augusta divenne feudale sotto il possesso di Guglielmo Raimondo II Moncada, il primo dei ventiquattro conti del territorio di Augusta. Passati due secoli come città feudale, Augusta tornò al demanio nel 1560, dopo che il re, vista l'insufficiente difesa che i conti avevano provveduto durante le invasioni turche del 1551, 1552, 1553 e 1560, decise di provvedere personalmente alla difesa della città. Avvennero infatti tutte dopo il 1560 i primi interventi di fortificazione: dal taglio dell'istmo alla costruzione di bastioni e dei forti Garcia, Vittoria e Avalos. Ma nonostante ciò i turchi continuarono ad attaccare, nel 1594 avvenne il miracolo. San Domenico, particolarmente venerato nella città perché quello domenicano fu il primo ordine religioso ad arrivare, apparve in cielo e mise fuga i turchi. Questo dice la leggenda; in verità molto probabilmente si trattava di domenicani, che già anni prima vennero autorizzati a tenere armi per difesa.

Nel 1626 Pietro Della Valle descrive così i forti del porto di Augusta:

Il XVII secolo si rivela fiorente per Augusta anche per l'arrivo dell'ordine dei Cavalieri di Malta che qui costruirono un grande forno per la produzione di biscotti intorno alla metà del secolo. Nel 1675 il porto fu campo della battaglia d'Agosta tra spagnoli e francesi, che vide la vittoria di questi ultimi che però abbandonarono pochi anni dopo il castello. Ma il 9 e l'11 gennaio del 1693 la città venne rasa al suolo dal terremoto. Nonostante ciò in pochissimi anni la città si risollevò e venne pure elevata alla dignità senatoria. Gli edifici della città distrutti dal terremoto vennero costruiti in stile tardo barocco come nelle altre città della Val di Noto. Dopo ciò Augusta incominciò un lento declino, dal passaggio ai Borboni fino all'unità d'Italia, e concludere con la costruzione nel 1890 del penitenziario sull'antico castello fridericiano. Nel 1778 Vivant Denon visita Augusta lasciando una descrizione del castello fortificato e del porto all'interno del suo Voyage en Sicilie.

Ma agli inizi del Novecento, per la collocazione strategica del porto poco fuori dalla città, nel 1917 venne incominciata la costruzione di un hangar per dirigibili in cemento armato. Venne ultimato nel 1920, dunque a guerra finita, misura 105,5 metri di lunghezza, 45,2 metri di larghezza e 37 metri di altezza. La struttura è costituita da 15 telai in calcestruzzo armato; i tamponamenti in cemento armato alleggerito di minimo spessore, solo parzialmente ancorati alle travi, la soletta di copertura a botte sospesa su una serie di centine a falce. Nel 1925, tramontata l'epoca dei dirigibili, tutta l'area dell'aeroscalo viene inglobata nell'idroscalo della appena nata Regia Aeronautica. L'idroscalo nella seconda guerra mondiale assolve importanti funzioni tattiche. La città nel 1943 subì un bombardamento alleato propedeutico a quella che sarebbe stata l'invasione e che causò danni e molti morti.

Nella notte tra il 9 e il 10 luglio 1943 incominciò lo sbarco alleato in Sicilia (operazione Husky) e fra i punti di approdo vi fu la rada di Augusta. La regia aeronautica affidò al 5º Stormo Tuffatori (101º e 102º Gruppo) e al giovane comandante e "asso" Giuseppe Cenni (medaglia d'oro al valor militare), l'incarico di ostacolare l'invasione alleata su Augusta. Le difficili azioni costarono la vita a più di 10 piloti....

Augusta venne quindi occupata dalle truppe alleate, per rinascere nel dopoguerra come idrosoccorso della rinata aviazione repubblicana. Ma Augusta si risollevò anche grazie all'installazione nel 1949 della prima raffineria petrolifera. Dopo pochi anni la costruzione venne seguita da molte altre per arrivare alla forte industrializzazione della costa megarese negli anni ottanta del XX secolo. Ancora ora molta dell'economia di Augusta, in passato fondata sulla pesca, sull'agricoltura e sulla produzione di sale dalle grandi saline, è basata sulle industrie petrolchimiche.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono liberamente utilizzati dal Comune anche se privi di formale decreto di concessione. Con delibera della giunta municipale del 29 agosto 2025 sono stati approvati il bozzetto dello stemma e l'adeguamento del gonfalone, che tiene conto del conferimento del titolo di Città, da sottoporre all'Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Stemma Lo stemma cittadino è così blasonato:

Gonfalone Il gonfalone è un drappo di colore verde recante al centro lo stemma cittadino di bianco, sormontato dalla denominazione istituzionale in caratteri latini dorati e dall'acronimo S.P.Q.M.A..

Bandiera La bandiera è un drappo rettangolare tripartito di verde, bianco e rosso, caricato al centro dello stemma comunale, nudo e sormontato dall'acronimo S.P.Q.M.A., centrato e in caratteri latini verdi.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Museo della Piazzaforte (Palazzo Comunale) Palazzo Comunale Piazza Duomo Giardini Pubblici Faro Santa Croce Sbarcatore dei Turchi Saline di Augusta Architetture religiose Chiesa di San Domenico Chiesa di San Giuseppe Convento dei Domenicani Chiesa di San Francesco di Paola Chiesa di Cristo Re Chiesa di Santa Maria Assunta Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio Chiesa del Carmine Chiesa di San Sebastiano Chiesa di Santa Maria del Perpetuo Soccorso Chiesa di Santa Maria delle Grazie Chiesa di Sant'Andrea Chiesa di Santa Lucia Chiesa del Sacro Cuore di Gesù Eremo Adonai Chiesa di San Giuseppe Innografo Architetture civili Kursaal Augusteo Palazzo Omodei Migneco Palazzo Omodei Vinci Palazzo Zuppello Palazzo Tumscitz Villa Ristoria a Brucoli

Architetture militari

Porta Spagnola Castello svevo Hangar dirigibili Augusta Ricetta di Malta Forti García e Vittoria Torre Avalos Isola delle Palme

Siti archeologici Mègara Hyblaea Catacombe del Mulinello: catacombe paleocristiane con tombe a fossa e a baldacchino

Società Evoluzione demografica

Cultura

Letteratura Lo scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa ambienta ad Augusta la rievocazione dell'incontro d'amore tra il senatore Rosario La Ciura e una sirena nel racconto La sirena:

Eventi Festa del Santo Patrono (Domenico di Guzmán; 24 maggio). La festa è caratterizzata da due processioni (23 e 24 maggio) e dai vari eventi che si tengono nella città. Settimana Santa ad Augusta. Tradizionale asta di San Giuseppe (19 marzo) Festa di San Giuseppe A' Spiga (terza domenica dopo Pasqua) Festa del Sacro Cuore di Gesù (ultima domenica di giugno) Festa Madonna del Carmine

Geografia antropica Urbanistica Attraverso lo studio della pianta della città si può notare come vi è una rete di strade a scacchiera nella maggior parte dell'isola. La parte nord di recente urbanizzazione ha rete differente. La parte sud invece è la parte più antica della città e quindi conserva un sistema di strade di tipo medievale. L'architettura di Augusta ha grande spessore artistico. Vi sono gli imponenti sistemi difensivi del castello del XVII secolo, alcune chiese barocche e alcuni palazzi in liberty e barocco. Inoltre è presente in città un grande contrasto architettonico, tra i palazzi antichi e gli edifici costruiti dopo la II guerra mondiale.

Il Castello Svevo, con la sua struttura quadrata, oggi in fase di restauro, è uno dei maggiori colossi architettonici svevi. Si presume che esso doveva comprendere quattro torri quadrate ai suoi vertici e altre due torri poligonali nei restanti lati, ma allo stato attuale si può ammirare solo una di quelle poligonali. Per un lungo periodo il Castello è stato utilizzato come penitenziario fin quando, alla fine del Novecento, le continue pressioni dei detenuti spinsero le autorità a trasferirli nella nuova costruzione di Brucoli.

Tra gli altri edifici difensivi cittadini il Forte Avalos, il Forte Garcia e quello Vittoria edificati nel corso del Cinquecento.

L'ingresso della cittadella è segnato dalla Porta Spagnola, una costruzione risalente al 1681, chiusa da due imponenti bastioni. La città vecchia è tagliata da nord a sud dal commerciale corso Principe Umberto.

L'aspetto sacro è rappresentato, tra le altre, dalla Chiesa barocca dedicata alle Anime Sante e dalla Chiesa Madre seicentesca dedicata a Maria SS. Assunta.

Le antiche mappe catastali rivelano che l'arteria centrale di Augusta, via Principe, è stata in passato denominata Strada del Cassaro, via Ferdinando, via Corso e via Mastra (tanto che in dialetto molti abitanti ancora oggi la chiamano strada mastra). Una delibera comunale del 1943 intendeva intitolarla a Giacomo Matteotti, ma in realtà da allora il nome non fu mai ufficialmente cambiato.

Piazza Duomo era invece chiamata in passato Piazza Gelida perché vi era un mercato in cui si vendeva ghiaccio che veniva portato dalle montagne. Via Megara, che ricorda il nome dell'antico sito Megara Hyblea, era in passato chiamata Strada di Gesù e Maria e Via Soccorso (in fondo alla strada, tra l'Ottocento e Novecento, venne costruita la Chiesa di Santa Maria del Perpetuo Soccorso). Via Roma, già denominata Crociera dei quattro cannoni e Grazia, via Chersoneso e via Calvario, ottenne il suo nome odierno in seguito a una delibera governativa del 1931 che imponeva a ogni Comune di intitolare una via alla Capitale. Via Epicarmo si chiama ora così in onore del commediografo dell'antica Megara Hyblaea (in passato era Strada dei forni).

La città possiede anche dei siti archeologici rilevanti come Megara Hyblaea, situata in una posizione privilegiata all'interno del golfo cittadino.