È considerato l'eroe nazionale finlandese. Con l'indipendenza della Finlandia, Mannerheim divenne il Reggente (come capo di stato ad interim) dal dicembre 1918 fino al 26 luglio 1919, dopo di che si candidò alle elezioni presidenziali del 1920, ma perse. Dopo un periodo di assenza dalla vita pubblica, ritornò come Comandante delle forze di difesa finlandesi alla fine degli anni 1930, quando il paese si preparava ad una guerra (Guerra d'inverno) contro l'Unione Sovietica. Perso il conflitto, la Finlandia dovette cedere alcuni territori ai russi, ma cercò di riconquistarli con la Guerra di continuazione, scatenata dopo che la Germania nazista aveva iniziato l'Operazione Barbarossa, ovvero l'invasione dell'URSS. La Finlandia perse alcune isole, la penisola di Rybačij, il Petsamo e parte della Carelia ma riuscì a conservare la piena indipendenza.

Mannerheim ancora una volta era al vertice delle forze armate, ma nel 1944 venne eletto Presidente della Repubblica finlandese, in un momento in cui la Finlandia si rese conto che la sconfitta della Germania era imminente e così era necessaria una personalità come quella di Mannerheim per negoziare le eventuali trattative con l'Unione Sovietica. Finita la guerra e ceduti molti territori, si dimise dalla carica presidenziale nel 1946, a causa di problemi di salute, ritirandosi a vita privata. Morì nel 1951 in Svizzera, ricevendo funerali di stato.

Biografia Giovinezza Carl Gustaf Emil Mannerheim nacque ad Askainen, Finlandia meridionale, il 4 giugno 1867, figlio di Carl Robert e della moglie Hedvig Charlotta Helena von Julin; i Mannerheim erano originari della Germania e nel 1693 divennero nobili svedesi che si trasferirono poi in Finlandia, allora parte dell'Impero svedese, nel XVIII secolo. Nel 1809 scoppiò la Guerra di Finlandia, combattuta tra la Russia e la Svezia, la quale perdendo il conflitto dovette cedere la Finlandia all'Impero russo; il conte Carl Erik Mannerheim, bisnonno di Carl Gustaf Emil, divenne il primo capo dell'esecutivo del neo-autonomo Granducato di Finlandia, un ufficio che precedette quello del Primo Ministro contemporaneo. Suo nonno, Carl Gustaf Mannerheim, era un entomologo e giurista, mentre il padre Carl Robert, conte Mannerheim, fu sia drammaturgo che industriale, con modesti successi in entrambe le attività. La madre di Mannerheim era la figlia di un ricco industriale, John von Julin (1787–1853).

Nel 1880 il padre di Mannerheim lasciò la famiglia per trasferirsi con la sua amante, la figlia del barone e generale Johan Mauritz Nordenstam, la giovane madre ed i suoi sette figli andarono così a vivere con la zia Louise. La madre di Mannerheim morì l'anno successivo. Lo zio materno di Mannerheim, Albert von Julin (1846–1906), divenne poi il suo tutore legale e finanziatore della sua successiva istruzione. Terzo figlio della famiglia, Mannerheim ereditò il titolo di barone (in Finnish).

Mannerheim frequentò la scuola per cadetti di Hamina in Finlandia, un istituto finalizzato a preparare i giovani al servizio militare nell'Esercito imperiale russo. Tuttavia, a causa di problemi disciplinari, venne espulso. Imperterrito, nel 1887 continuò gli studi presso la Scuola di cavalleria Nicholas di San Pietroburgo, dove si diplomò nel 1889. La sua alta statura e il suo portamento aristocratico lo fecero distinguere dai suoi coetanei e dopo aver prestato servizio come cornetta di cavalleria in un reggimento di dragoni a Kalisz, entrò nel Reggimento dei Cavalieri della Guardia di San Pietroburgo nel 1891, raggiungendo il grado di Capitano di cavalleria.

Nel 1896, prese parte all'incoronazione dello zar Nicola II, asceso al trono imperiale nel 1894 in seguito alla morte del padre, Alessandro III, rimanendo in piedi per quattro ore nella sua uniforme di gala della Guardia Imperiale dei Cavalieri in fondo alla scalinata che conduceva al trono imperiale. Partecipò alla Guerra russo-giapponese, combattuta tra il 1904 ed il 1905, come Tenente colonnello al comando di truppe a cavallo irregolare asiatiche e riuscì anche a guidare un gruppo di banditi locali con i quali cercò le retrovie del nemico per sconfiggerli. Fu promosso colonnello per il coraggio dimostrato nella battaglia di Mukden nel 1905; dopo il conflitto lo stato maggiore ordinò di partecipare ad una spedizione di intelligence in Turkestan, Mongolia e Cina tra il 1906 ed il 1907. Mannerheim presentò personalmente i risultati della sua spedizione allo zar Nicola II di Russia. Dopo il servizio in Estremo Oriente, fu assegnato a Mannerheim un nuovo incarico nelle province polacche dell'impero. Tra il 1909 ed il 1914, servì come comandante del 13° Reggimento Ulani Vladimir e del Reggimento Ulani della Guardia Imperiale a Mińsk Mazowiecki ed a Varsavia.

Nel 1892 Mannerheim sposò Anastasia Arapova (1872-1936), una ricca ereditiera russa: la coppia ebbe due figlie, Anastasie Mannherheim (1893-1977) e Sophie Mannerheim (1895-1963). Mannerheim e la moglie si separarono dieci anni dopo e il divorzio formale avvenne nel 1919.

Grande guerra

Allo scoppio della Prima guerra mondiale, comandò un'unità di cavalleria sul fronte orientale, in particolare nei Carpazi. Partecipò principalmente a scontri contro le truppe austro-ungariche, guadagnandosi la reputazione di impavidità e disprezzo della morte, e gli fu conferita la Spada di San Giorgio. Dopo la Battaglia di Galizia, la brigata di Mannerheim fu trasferita in Galizia e subordinata all'VIII Armata del Generale Aleksej Brusilov; Brusilov nominò Mannerheim a capo della 12ª Divisione di Cavalleria dopo che il precedente comandante, il tenente Generale Aleksej Kaledin, era stato ferito in battaglia. Durante l'estate del 1916, Mannerheim e la sua divisione parteciparono all'Offensiva Brusilov. Con l'entrata della Romania nella guerra, Mannerheim e la sua divisione furono tra le forze russe inviate in supporto dei rumeni; le sue truppe raggiunsero Focșani nel dicembre del 1916 e Mannerheim si riferì al generale Alexandru Averescu, comandante della 2ª Armata rumena. La divisione di Mannerheim fu rinforzata con una brigata rumena, formando una forza congiunta russo-rumena, il "Gruppo Wrancza" (Vrancea), che bloccava l'accesso alla valle del Siret, sulle Alpi della Transilvania. Mannerheim nutriva un'alta opinione del coraggio di singoli ufficiali e soldati rumeni, ma nelle sue memorie considerava l'entrata in guerra della Romania una distrazione mal calcolata, che aveva assorbito le necessarie riserve russe.

Dopo il ritiro russo in Bessarabia, Mannerheim chiese il permesso di visitare la Finlandia. Durante il suo congedo, scoppiò la Rivoluzione di febbraio e, sebbene Mannerheim fosse ostile alla rivoluzione, rimase in servizio e fu promosso Tenente generale dal Governo provvisorio. Mannerheim divenne comandante del VI Corpo d'Armata di Cavalleria a Odessa. Qui vi rimase fino al settembre 1917, quando l'VIII Armata lo congedò dal servizio attivo su sua richiesta, perché deluso dal Governo provvisorio. Con lo scoppio della Rivoluzione bolscevica, Mannerheim decise di lasciare la Russia e tornare in Finlandia.

Reggente di Finlandia Mannerheim arrivò ad Helsinki nel dicembre del 1917, dove, nello stesso periodo, il Senato finlandese emanò una dichiarazione d'indipendenza dalla Russia, in seguito alla rivoluzione bolscevica; il precedente tentativo zarista di russificazione della Finlandia fu il principale motivo che portò alla nascita del movimento di resistenza e della dichiarazione d'indipendenza del 1917; le divisioni interne sfociarono presto in una guerra civile, combattuta tra i conservatori e nazionalisti detti "bianchi" ed i socialisti detti "rossi", filo-bolscevichi. In qualità di illustre ufficiale di alto rango, a Mannerheim fu chiesto di presiedere il Comitato Militare, un'organizzazione fondata da ex cadetti finlandesi, che era diventata un organo ufficiale del Senato finlandese. Nel gennaio 1918, Mannerheim fu nominato comandante in capo delle forze della Guardia Bianca e nonostante le risorse limitate, la sua leadership strategica assicurò una vittoria decisiva al suo schieramento, che culminò con una parata vittoriosa ad Helsinki nel maggio 1918. Questo successo consacrò Mannerheim come eroe nazionale; dopo la fine dei conflitti civili, Mannerheim si dimise dall'incarico a causa dell'intervento tedesco nella guerra civile finlandese e della sua animosità nei confronti delle Potenze Centrali. Dopo la sconfitta della Germania, le sue credenziali filo-Intesa facilitarono il suo ritorno in politica.

Il 12 dicembre 1918, il Parlamento finlandese proclamò Mannerheim quale Reggente di Finlandia, carica che ricoprì fino a luglio 1919, ruolo simile a quello di capo di stato ad interim. Nonostante la sua preferenza personale per la monarchia, ratificò la costituzione della Repubblica finlandese, dimostrando la sua leadership pragmatica. La sua candidatura alle prime elezioni presidenziali finlandesi nel 1919 non ebbe successo, il che lo spinse a ritirarsi temporaneamente dalla politica attiva. Il suo desiderio di sostenere l'offensiva del generale Nikolai Judenič contro Pietrogrado incontrò resistenza politica e fu in parte responsabile della sua sconfitta alle elezioni presidenziali. Mannerheim continuò a promuovere l'operazione di Pietrogrado, scrivendo una lettera aperta al presidente finlandese Kaarlo Juho Ståhlberg, incontrando il maresciallo Józef Piłsudski a Varsavia e contattando anche Winston Churchill a Londra.

Durante la sua pausa politica, Mannerheim si dedicò all'impegno umanitario: fondò la Lega Mannerheim per il benessere dell'infanzia nel 1920, un'organizzazione significativa in Finlandia, e presiedette la Croce Rossa finlandese dal 1922 fino alla sua morte, a dimostrazione del suo impegno per il benessere pubblico. Con l'aggravarsi delle tensioni con l'Unione Sovietica negli anni '30, Mannerheim tornò a ricoprire un ruolo centrale nella strategia difensiva finlandese, e venendo nominato, su consiglio anche dei socialdemocratici, presidente del Consiglio di Difesa finlandese nel 1931, si batté per il rafforzamento della preparazione militare della Finlandia. La sua lungimiranza si rivelò fondamentale quando la Finlandia affrontò l'invasione sovietica durante la Guerra d'Inverno, tra il 1939 ed il 1940. Fu promosso a Feldmaresciallo nel 1933. Nel 1936, Mannerheim rappresentò il governo finlandese al funerale di re Giorgio V del Regno Unito.

Seconda guerra mondiale

Guerra d'inverno e di continuazione

In qualità di presidente del Consiglio di Difesa Finlandese, Mannerheim si oppose fin dall'inizio alla guerra con l'Unione Sovietica; quando i sovietici chiesero alla Finlandia di cedere territorio, raccomandò al governo finlandese di cedere, sostenendo che l'esercito finlandese non era abbastanza forte da respingere un attacco sovietico. Quando però i negoziati con l'Unione Sovietica fallirono nel 1939, consapevole dell'imminente guerra e deplorando la mancanza di equipaggiamento e preparazione dell'esercito, Mannerheim si dimise dal consiglio militare il 17 ottobre 1939, dichiarando che avrebbe accettato di tornare a ricoprire un incarico solo come comandante in capo dell'Esercito finlandese.

Divenne ufficialmente comandante supremo degli eserciti, all'età di 72 anni, dopo l'attacco sovietico del 30 novembre 1939. In una lettera alla figlia Sophie, dichiarò: "Non avevo voluto assumermi la responsabilità di comandante in capo, come la mia età e la mia salute mi autorizzavano, ma ho dovuto cedere agli appelli del Presidente della Repubblica e del governo, e ora per la quarta volta sono in guerra". Il primo dei suoi ordini del giorno fu rivolto alle Forze di Difesa il giorno dell'inizio della guerra: