Autore del libro autopubblicato La favola di Cristo., ha acquisito notorietà per aver denunciato la Chiesa cattolica per «abuso di credulità popolare» e «sostituzione di persona», in una vertenza giudiziaria che non è stata accolta. Egli basa le sue accuse alla Chiesa sui risultati delle proprie ricerche, tendenti a dimostrare che la figura di Gesù sarebbe un artificio cristiano perpetrato nei secoli e fondato sulla figura (letteraria ma a suo dire storica) di Giovanni di Gamala.
La denuncia
Il 13 settembre 2002 Luigi Cascioli ha denunciato la Chiesa nella persona del parroco Enrico Righi, suo ex compagno di seminario ed amico, per i reati di "abuso della credulità popolare" e "sostituzione di persona". Secondo Cascioli, don Enrico Righi era colpevole di aver scritto nel bollettino parrocchiale che Gesù era realmente esistito. Nel suo libro La favola di Cristo egli spiega chiaramente che la sua denuncia è una provocazione nei confronti della Chiesa e che non implica nessuna animosità verso il parroco..
Questa iniziativa ha procurato a Cascioli l'attenzione dei mezzi d'informazione, specialmente all'estero, ed è stato intervistato, tra gli altri, dalla BBC Italy judge considers Jesus case BBC e dalla RAIServizio del Tg2 - Gesù sotto processo GoogleVideo.
Iter giudiziario della denuncia L'iter giudiziario della denuncia presentata da Cascioli è il seguente: 27 marzo 2003: la Procura di Viterbo chiede l'archiviazione in quanto "le richieste di indagini sono inammissibili formalmente e per l'oggetto dell'accertamento" oltre che "la denuncia è palesemente infondata e non si riscontrano ipotesi di reato". 14 maggio 2003: Cascioli ricorre contro la richiesta di archiviazione lamentando che l'indagine sarebbe stata condotta superficialmente e avrebbe mancato di motivazioni (la procura aveva aperto una procedura "contro ignoti" mentre la querela indicava il parroco Enrico Righi, le inammissibilità formali e di oggetto non erano state specificate, ecc.). 26 settembre 2003: il giudice per le indagini preliminari non accoglie la richiesta della procura e fissa l'udienza il giorno 21 novembre 2003. 28 novembre 2003: il G.I.P. (Gaetano Mautone), all'udienza preliminare, rigetta l'opposizione di Cascioli e dispone l'archiviazione del procedimento ordinando la restituzione degli atti al pubblico ministero. 24 marzo 2004: Cascioli si oppone all'archiviazione e presenta una nuova denuncia. 20 aprile 2004: don Enrico Righi viene iscritto nel registro degli indagati, atto dovuto secondo le vigenti norme di procedura penale italiane. 28 agosto 2004: lo stesso P.M. (Renzo Petroselli) che aveva richiesto l'archiviazione del caso a seguito della prima denuncia richiede, anche in questo caso, l'archiviazione per "la manifesta infondatezza della notizia di reato" e la totale estraneità "alla sede giudiziaria ogni indagine sulla materia prospettata dal Cascioli". 23 settembre 2004: Cascioli si oppone all'archiviazione chiedendo "una perizia tesa a determinare se la figura di Gesù Cristo, come riferita nello scritto firmato da don Enrico, abbia fondamento reale ed aderenza a dati storici". 29 aprile 2005: Cascioli presenta domanda di ricusazione del G.I.P. Gaetano Mautone (in quanto aveva già disposto l'archiviazione della prima denuncia). 26 maggio 2005: la Corte di Appello di Roma, quarta sezione penale, respinge la richiesta in quanto "manifestamente inammissibile" dato che la ricusazione del giudice non è "prevista allorché il giudice venga chiamato a decidere in ordine ad un fatto analogo ad altro già deciso". Inoltre la corte rileva che Cascioli "ha spinto la propria temerarietà fino a chiedere si procedesse ad accertamenti tecnici finalizzati all'accertamento della figura storica del Cristo". Per questi motivi il querelante viene condannato alla pena pecuniaria di 1.500 Euro. 9 febbraio 2006: il procedimento viene infine archiviato dal G.I.P. Gaetano Mautone che ribadisce le stesse motivazioni della decisione precedente ed aggiunge che il parroco Righi "si è limitato a sostenere l'umanità, cioè l'essenza dell'uomo Gesù, non già ad affermarne l'esistenza storica, come sostenuto dall'opponente". Inoltre chiede al P.M. di valutare "la sussistenza degli estremi del reato di calunnia in danno" del querelato. Cascioli presenta quindi ricorso alla Corte europea per i diritti dell'uomo di Strasburgo, il quale non viene accolto.
Gli studi di Cascioli Biografia e formazione Cascioli era nativo di Bagnoregio; suo nonno, l'omonimo Luigi Cascioli, ingegnere e architetto (secondo le affermazioni del nipote) e sindaco dei comuni di Roccalvecce, Sipicciano e Montecalvello, fu costretto, dall'influenza della Chiesa cattolica, a rinnegare i suoi princìpi laici in quanto aveva giurato fedeltà al Governo Italiano al momento di diventare sindaco, con due diverse abiure sotto minaccia di scomunica e ritorsioni, avendo violato il non expedit, documenti del 1889 e del 1890 di cui Cascioli pubblica le foto della copia (tratta dall'originale conservata nella diocesi di Bagnoregio) nella sua Lettera aperta al Vaticano; si diplomò presso l'Istituto Tecnico Agrario della sua cittadina nel 1954, divenendo un perito agrario. Dopo due anni di insegnamento presso una scuola media e quattro anni di ufficiale, è partito per l'estero dove ha prevalentemente lavorato come operaio, muratore e artigiano nel settore edile. Sposò la moglie Ada ed ebbe la figlia Elena. Tornò in Italia verso la pensione.
Per tutta la vita, sin dal seminario frequentato nel triennio adolescenziale (all'epoca l'unica possibilità data ai cittadini di Bagnoregio), ha coltivato un profondo interesse per gli studi religiosi, svolti dal punto di vista di un non credente, pur non conseguendo mai un titolo formale che lo identificasse come storico. Durante il periodo del seminario (scuole medie), nonostante la giovane età, sentiva fastidio per il gonnellone lungo (così lo chiamava) che gli scolari dovevano vestire e di frequente faceva domande ai preti mettendoli in difficoltà tanto da venir chiamato "Lutero". Il giovane Cascioli parlava senza tabù di argomenti dottrinali e storici con gli insegnanti. La sua continua ricerca sull'origine e il divenire, in particolare, dell'Ebraismo e del Cristianesimo, è culminato nell'opera La Favola di Cristo in cui la sua teoria viene esposta in maniera compiuta.Informazioni biografiche fornite da Elena Cascioli Salito alla ribalta in età matura, è scomparso nel 2010 all'età di 76 anni a Roccalvecce, frazione di Viterbo.
Tesi Cascioli si è dedicato alla ricerca sull'esistenza di Gesù e sulle origini del Cristianesimo, esponendole nel libro autopubblicato La favola di Cristo (il cui sottotitolo è: Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù; Cascioli afferma comunque che alcune figure messianiche simili - seppure diverse e completamente umane e terrene - siano esistite, e Giovanni di Gamala sia la principaleLuigi Cascioli, Prefazione a La croce di spine di Giancarlo Tranfo).
Nella Ricerca del Gesù storico il suo approccio è per vari aspetti confrontabile con alcuni autori del movimento di pensiero razionalista, tra il XVIII e il XIX secolo: necessaria giustificazione scientifica ovvero diniego del fenomeno miracoloso, Gesù Cristo come rivoltoso esseno, i Vangeli quale fonte storica non primaria (o del tutto astorica), la conseguente "secondarizzazione" della natura divina di Gesù Cristo rispetto a quella umano-storica (l'unica oggetto di trattazione).
Il libro è di fatto la parte integrante della sua accusa alla Chiesa cattolica allegato agli atti della denuncia ed è dedicato alla memoria di Jean-François Lefebvre d'Ormesson, cavaliere de La Barre, un giovane francese (su cui scrisse anche VoltaireVoltaire, Relazione sulla morte del Cavaliere de La Barre al Marchese di Beccaria) condannato a morte per "miscredenza" e "blasfemia" nel XVIII secolo."Dedico questo libro al cavalier de La Barre"; Il titolo è la ripresa di una frase contenuta in una lettera apocrifa attribuita a papa Leone X, o ad altri papi, presunti non credenti, come Paolo IIIritenuta dagli storici un falso dello scrittore antipapista inglese John Bale (1495-1563), contenuto nella sua opera "The Pageant of Popes".: "Historia docuit quantum nos iuvasse illa de Christo fabula", cioè "la storia ci ha insegnato quanto ci abbia giovato quella favola di Cristo".
Secondo le ricerche contenute nel libro di Cascioli il Gesù conosciuto non sarebbe mai esistito e la sua figura altro non sarebbe che una costruzione fittizia compiutasi nella seconda metà del II secolo attraverso l'aggiunta di elementi fantastici (miracoli, apparizioni, terremoti...) e le continue falsificazioni, aggiunte e sostituzioni di parole e significati dei testi antichi. Il personaggio di Gesù, in particolare, sarebbe ricalcato su quello di Giovanni di Gamala (detto anche Yehōchānān ben Judah in ebraico, Yochanan bar Yehuda in aramaico cioè Giovanni figlio di Giuda, conosciuto anche come Giovanni il Nazoreo), una figura da alcuni ritenuta soltanto letteraria, che per Cascioli sarebbe uno dei membri del gruppo ebraico estremista ed antiromano degli Zeloti, vicino agli Esseni. Giovanni sarebbe stato uno dei figli di Giuda il Galileo, un pretendente al trono di Israele, preteso discendente quindi dalla dinastia dei re Asmonei-Maccabei, preteso esponente della tribù di Giuda nonché presunto appartenente alla stirpe del Re Davide. Giuda il Galileo fu inoltre il fondatore della setta zelota.
Nel suo libro Cascioli contesta inoltre la fondatezza storica dell'Antico Testamento. Egli afferma che l'Antico Testamento non sarebbe altro che una collezione di testi di provenienza disparata (di origine sumera, sumero-babilonese, babilonese, egiziana, persiana e indiana), con derivazione da diverse religioni pre-ebraiche, e redatta a partire dal VI secolo a.C. Ad esempio la redazione più antica del testo, secondo Cascioli, non comprenderebbe la vicenda di Abramo (inserita successivamente), e al racconto della Torre di Babele sarebbero seguite immediatamente le vicende di Mosè e l'uscita degli Ebrei dall'Egitto. L'obiettivo sarebbe stato quello di unire il popolo ebraico (sino ad allora politeista) sotto un unico dio, in modo da poter eliminare le lotte intestine fra tribù di pastori-predoni e tentare di creare una nazione compatta..
Alcuni dei punti fondamentali della teoria di Casciolifonte: dal sito di Luigi Cascioli sono di seguito illustrati.
Origine delle leggende bibliche Molte delle più famose vicende bibliche sarebbero riconducibili ad altrettante leggende presenti nelle principali religioni dell'epoca. Non fa eccezione quella di Mitra, logos nella religione avestica zoroastriana e nel Mitraismo (forma misterica del mazdeismo-zoroastrismo, diffusa dalla Persia alla Grecia e poi a Roma con il culto sincretico del Sol Invictus), tanto quanto Gesù in quella cristiana.. Questa tesi del Cascioli, ripresa da quella di vari studiosi mitisti, è stata contestata da vari studiosi di storia, tra cui Bart Ehrman..
Esistenza di Nazaret La descrizione, peraltro molto scarna, di Nazaret presente nei Vangeli non corrisponderebbe all'attuale città di Nazaret, bensì a Gamala nella regione del Golan. Dai Vangeli egli ricava infatti che Nazaret è situata in cima a un monte e nei pressi del Lago di Tiberiade, quando invece l'attuale Nazaret è sita in collina e dista quaranta chilometri dal lago. Inoltre vengono rilevate molte incongruenze tra le date e i luoghi.. Le tesi del Cascioli sulla non-esistenza di Nazaret sono state criticate dal biblista Silvio Barbaglia nel suo libro La favola di Cascioli (pag. 37).. Questa ipotesi è trattata ad esempio da M. Craveri, La vita di Gesù (1974):
Giovanni di Gamala e i ribelli zeloti