Torregrotta (IPA: ; Turri in ) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Messina in Sicilia.

L'abitato è situato a nella valle del Niceto estendendosi tra il mar Tirreno e i primi rilievi Peloritani..

Sorta inizialmente in epoca medievale come casale del feudo di Santa Maria della Scala,. fu riedificata a partire dal 1526 dopo un periodo di abbandono. All'inizio del XIX secolo divenne sottocomune di Roccavaldina da cui ottenne l'autonomia amministrativa nel 1923.. Il nucleo cinquecentesco si ingrandì a partire dalla seconda metà dell'Ottocento.

Centro storicamente legato all'agricoltura, luogo di origine della sbergia, ha perso la tradizionale vocazione agricola in favore del settore terziario. L'industria estrattiva e di trasformazione dell'argilla ha avuto un certo impulso nel XX secolo, esaurendosi quasi totalmente negli anni duemila. Prevalgono le medie e piccole imprese, principalmente nel comparto edile.

Geografia fisica Territorio Il territorio di Torregrotta è situato lungo la costa settentrionale della Sicilia, nella valle del Niceto, e si prolunga a sud verso le propaggini collinari dei Monti Peloritani.. Con la sua estensione di , è la quarta più piccola superficie territoriale della città metropolitana di Messina ed una delle più piccole della Sicilia. Ha per limiti naturali i torrenti Caracciolo (est), Sottocatena (sud), Bagheria (sud-ovest), Lavina. (ovest) e il Mar Tirreno (nord); confina inoltre con i seguenti comuni: Valdina ad oriente, Roccavaldina a meridione, Monforte San Giorgio a meridione e ad occidente. L'andamento dei margini amministrativi ricorda la figura di un quadrilatero dalla sagoma pressappoco rettangolare, le cui dimensioni sono di in senso latitudinale e di in quello longitudinale..

La gran parte del suolo torrese, circa il 70%, è morfologicamente pianeggiante, con pendenze che non superano il 5%.. La pianura, oltre a comprendere la fascia costiera, si spinge verso l'interno sino al torrente Bagheria e costituisce la porzione più orientale della valle solcata dal fiume Niceto.. La zona collinare, delimitata ad oriente dalla valle e ad occidente dal rio Caracciolo, è invece formata dal crinale che degrada verso la marina e, nel settore centro-settentrionale, è modificata da diverse cave di argilla che per lungo tempo sono state utilizzate dall'industria dei laterizi. Il litorale si estende per circa e si presenta con spiagge basse e sabbiose,. dall'aspetto e dall'estensione variabili nel corso del tempo..

La città si sviluppa nella piana, prevalentemente in senso latitudinale e senza soluzione di continuità, dalla costa fino al confine meridionale, e trasversalmente nelle adiacenze della strada statale 113. L'altitudine del centro abitato, compresa tra 3 e , è ufficialmente indicata in poiché a tale quota sorge la casa comunale. L'escursione altimetrica dell'intero territorio torrese varia invece dal livello del mare al punto collinare più alto, a sud-est dell'abitato, a quota .

Idrografia

La valle nella quale sorge Torregrotta fa parte del bacino idrografico del torrente Niceto. che è annoverato tra i principali corsi d'acqua dei monti Peloritani per valore storico e naturalistico. Il Niceto tuttavia non attraversa il territorio comunale scorrendo poco oltre il confine amministrativo occidentale, a breve distanza dall'abitato. Ad oriente, al di là dell'appendice collinare, il suolo è solcato dal rio Caracciolo che per tutto il suo corso, lungo soltanto , separa Torregrotta dal comune di Valdina sfociando nel mar Tirreno, e nel cui bacino rientra in parte il territorio torrese.

Oltre al Caracciolo, diversi sono i corsi d'acqua minori che interessano il territorio comunale tra i quali il Bagheria, principale affluente del Niceto. e limite territoriale con il comune di Monforte San Giorgio per circa . Affluenti del Bagheria sono il torrente Sottocatena, che segna parte del confine con il comune di Roccavaldina, e il rio Granatara che scorre nei pressi della contrada Grotta. Tutti i succitati corpi idrici minori possono presentarsi asciutti per gran parte dell'anno essendo dei torrenti temporanei in funzione delle precipitazioni.. Fa eccezione il torrente Bagheria che grazie ad un reticolo idrografico complesso presenta un regime idrologico di tipo torrentizio semipermanente, tipico delle fiumare, con piene nella stagione invernale e periodi di magra o di secca nella stagione estiva.

Le maggiori risorse idriche torresi si concentrano nelle falde acquifere del sottosuolo dal quale vengono estratte tramite pozzi e trivelle per rifornire l'acquedotto comunale e per l'irrigazione dei campi agricoli. L'acquifero, che è alimentato in maniera diretta dalle piogge e dalle acque infiltrate in discesa dai monti,. si caratteristica per la mutevole altezza del livello medio delle acque che varia in ragione delle proprietà locali del terreno, potendosi trovare poco al di sotto della superficie oppure raggiungere profondità di alcune decine di metri.. Inoltre il sistema di falde risulta isolato inferiormente da uno strato di materiale impermeabile composto da argille grigio-azzurro. In estate, durante il periodo di magra dei torrenti, le acque di falda sorgono spontaneamente dal suolo formando diverse sorgenti naturali nei pressi della costa; infatti, come dimostrato da alcuni studi, le precipitazioni che arricchiscono i bacini imbriferi, infiltrandosi nei terreni durante la stagione delle piogge (settembre – febbraio), impiegano circa sei mesi per raggiungere la piana costiera. Il fenomeno fu noto fin dal periodo romano, raccontato da Plinio il Vecchio:

Una delle sorgenti origina il Lavina, piccolo ruscello che scorre nelle adiacenze della costa al confine con il comune di Monforte San Giorgio. Alla fine del XIX secolo, durante i lavori di bonifica della zona costiera, gran parte delle sorgenti vennero canalizzate con dei fossati chiamati saie presso i quali, fino al secolo scorso, si svolgeva il folcloristico rito del lavaggio della lana che sarebbe poi servita per allestire materassi e cuscini casalinghi.

Geologia L'intero centro abitato sorge su uno strato di depositi alluvionali olocenici (alluvioni recenti) costituiti da sedimenti clastici in particolare da sabbie, spesso limose, al cui interno si ritrovano ghiaie e ciottoli provenienti da rocce metamorfiche. La loro formazione è frutto dell'azione di incisione degli attuali corsi d'acqua i quali nel tempo hanno trasportato e depositato a valle i frammenti di rocce erose in montagna dagli agenti esogeni. Le alluvioni recenti si estendono ricoprendo tutta la parte pianeggiante, con uno spessore variabile che può superare anche i 30 metri. Lo strato più superficiale, spesso circa , è costituito da suolo agrario ricco di humus, materiale organico e sostanze nutritive..

La parte orientale del territorio torrese è dominata da compatte stratificazioni di argille dal colore grigio-azzurro, talora profonde oltre 100 metri, nelle quali sono interposte lamine siltose.. Dopo le alluvioni recenti, costituiscono la formazione più diffusa in superficie e sono adatte alla produzione di laterizi grazie alle buone caratteristiche del materiale. Nel 2001, durante una campagna di rilevamenti geologici nelle argille di contrada Bottisco, è stato rinvenuto un frammento fossile di zanna di elefante nano vissuto nel pleistocene medio..

Nelle zone collinari della contrada Maddalena, in affiancamento laterale alle argille, affiorano calcareniti e sabbie organogene dal colore grigio-giallastro che presentano stratificazione incrociata e consistenza variabile. Al loro interno contengono inoltre associazioni a nannoflore e foraminiferi planctonici. Le argille e le formazioni organogene formano il substrato sul quale poggiano le alluvioni recenti e sulla cima delle colline sono mozzate da terrazzamenti marini composti da silt, ghiaie ed altri aggregati di origine cristallina.

Nella porzione meridionale del territorio comunale emergono in superficie diverse formazioni geologiche: a ridosso delle sponde del torrente Caracciolo si ritrova una fascia di trubi composta da calcari marnosi e marne calcaree la cui caratteristica peculiare è l'elevato numero di fessurazioni generalmente riempite di pelite. A poca distanza dalla contrada Grotta affiorano invece formazioni di calcare evaporitico di colore biancastro. che poggiano su stratificazioni di sedimenti in cui si alternano rocce arenarie di medie dimensioni, talvolta dissolvendosi in sabbie, e strati argillosi.. La formazione geologica più profonda, sovrastata da tutte le precedenti, è rappresentata dalle metamorfici dell'unità dell'Aspromonte dominati da paragneiss interposti a metafemiti. I letti dei torrenti e le spiagge sono costituite dalle alluvioni attuali, vale a dire materiali trasportati e depositati dalle acque dei corsi d'acqua o dal moto ondoso del mare.. Nel primo caso si tratta di sedimenti formati da ghiaia e sabbia con ciottoli e frammenti di rocce di diverse dimensioni; nel secondo caso di depositi sabbiosi.

Le formazioni geologiche temporalmente più recenti sono i detriti di falda che possono essere rintracciati in una limitata porzione di versante collinare e sono formati da materiali sabbiosi e limosi.. In sintesi la stratigrafia del sottosuolo torrese comprende la seguente successione di strutture geologiche: Detrito di falda Alluvioni attuali (Olocene) Alluvioni recenti (Olocene) Terrazzi marini (Pleistocene medio-sup.) Argille grigio azzurre (Pliocene sup. - Pleistocene medio) Calcareniti e sabbie organogene (Pliocene sup. - Pleistocene medio) Trubi (Pliocene inf.) Calcare evaporitico (Messiniano) Alternanza arenaceo-sabbioso-pelitica (Tortoniano) Metamorfiti - Unità dell'Aspromonte (Erciniano) Dal punto di vista tettonico, l'area sulla quale sorge Torregrotta ha attraversato una prima fase di spostamenti orogenici delle formazioni più basse e, a partire dal miocene, un processo di sollevamento dei terreni. testimoniato dai terrazzamenti marini presenti sulle alture. Ciò ha comportato l'attivazione di fenomeni erosivi e la creazione di faglie distensive delle quali, tuttavia, non esistono testimonianze storiche di movimenti.. I principali terremoti che hanno coinvolto la città sono sempre stati originati dalle sorgenti sismogenetiche dell'Arco Calabro-Peloritano. Secondo la classificazione sismica del territorio nazionale italiano, Torregrotta è così classificata: Zona 2 (sismicità media), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003

Clima Torregrotta gode di un tipico clima temperato caldo. che ad estati calde alterna inverni non eccessivamente freddi, con stagioni intermedie miti e confortevoli.. In base alle rilevazioni pluriennali della locale stazione meteorologica, la temperatura media annua si attesta intorno ai ; il mese più freddo risulta essere febbraio, con una temperatura media di , il mese più caldo agosto, con una temperatura media di . In estate le temperature possono superare i ma in casi rari e in inverno non scendono mai al di sotto dei .. Moderate sono le escursioni termiche stagionali che oscillano fra i e gli . A Torregrotta le precipitazioni piovose annuali si attestano sui medi di pioggia che raramente si trasformano in fenomeni grandigeni o in nevicate,. le ultime delle quali si sono verificate il 31 gennaio 1999 e, in misura minore, il 31 dicembre 2014. La stagione delle piogge è quella compresa tra autunno e prima parte della primavera; tuttavia le precipitazioni risultano irregolari sia in quantità annuale sia in distribuzione giornaliera, spesso caratterizzate da elevati accumuli in ristretti intervalli di tempo. Soltanto il 25 - 30% della pioggia totale annua cade nel periodo tardo-primaverile e in estate che risulta la stagione più siccitosa.. Durante l'anno solare Torregrotta è spesso caratterizzata da giornate ventose. Il maestrale è il vento più ricorrente e nelle fasi più intense è accompagnato da violente mareggiate. Periodici sono anche il libeccio e lo scirocco..