Brozzo (Broh nel dialetto locale) è una frazione del comune bresciano di Marcheno posta a monte del centro abitato.

Storia La località è un villaggio agricolo della Val Trompia di antica origine.

Nel 1527 una grande alluvione del Mella colpisce la Valtrompia e particolarmente Brozzo.

Nell'autunno del 1735, nell'ambito della guerra di successione spagnola, le truppe savoiarde arrivano a Brozzo, che spende per foraggiarle il suo misero bilancio comunale.

Nel 1797, a fine aprile e nei primi giorni di maggio, i Francesi di Napoleone contrattaccano le forze valtrumpline fedeli a Venezia nei pressi di Brozzo, causando l'incendio di ventiquattro case.

Un tempo comune autonomo, Brozzo si unì con Cesovo su ordine di Napoleone.

Nel 1906 è inaugurato il servizio tranviario Gardone-Brozzo.

Nel 1906 a Brozzo viene acquistato un nuovo concerto di campane formato da cinque bronzi, per i quali il fonditore Luigi Cavadini di Verona dichiara di avere utilizzato nella fusione alcuni cannoni francesi.

Dopo l'unità d'Italia il paese crebbe da meno a più di seicento abitanti. Fu il fascismo a decidere la soppressione del comune unendolo a Marcheno.R.D. N. 421 del 12/02/1928

Il 28 giugno 1944 il gruppo di partigiani russi guidato da Nicola Pankov assalta, insieme ad alcuni partigiani garibaldini, il comando di Brozzo della Guardia Nazionale Repubblicana, uccidendo il comandante e facendo prigionieri alcuni militi, messi in fila e fatti camminare a piedi nudi fino a Cimmo, dove poi furono trucidati in località "Cornemàrhe". I partigiani costrinsero Angelo Mutti, carrettiere di Tavernole, a cedere due muli e una cavalla per caricare il materiale portato via dalla caserma e da un negozio di alimentari di Brozzo. Il giorno seguente i partigiani si scontrarono a Brozzo con tedeschi e repubblicani, che per vendetta bruciarono alcune cascine in località "Ludìne", fra Brozzo e Marcheno.

Note

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Comuni della Lombardia soppressi Categoria:Frazioni di Marcheno