Qui sotto segue l'iter della legge istitutiva del Giorno del ricordo, solennità civile nazionale italiana celebrata il 10 febbraio di ogni anno che commemora le vittime delle foibe e l'esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati italiani dalle loro terre durante la seconda guerra mondiale e nell'immediato secondo dopoguerra (1943-1945).
L'iter legislativo La prima proposta di legge
La prima proposta di legge relativa alla "Concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati" fu presentata alla Camera dei deputati l'11 luglio 1995. I firmatari della proposta erano i deputati Roberto Menia, Gianfranco Fini, Mirko Tremaglia, Giuseppe Tatarella e Maurizio Gasparri, tutti del partito di Alleanza NazionaleProposta di legge d'iniziativa dei deputati Menia e altri, 11 luglio 1995. Dal sito ufficiale della Camera dei deputati.. La proposta intendeva concedere un riconoscimento formale ai familiari degli italiani uccisi dagli jugoslavi nel periodo compreso fra l'8 settembre 1943 e il 10 febbraio 1947, sotto forma di un'insegna in acciaio brunito e smalto con la scritta "Per l'Italia". All'articolo 3 della proposta di legge, venivano esclusi espressamente dal novero dei decorati "coloro che sono stati soppressi (...) mentre facevano volontariamente parte di formazioni non al servizio dell'Italia". Questa proposta non venne mai discussa né in commissione né in aula e quindi decadde al termine della legislatura.
La seconda proposta di legge
La seconda proposta di legge derivò dalle separate proposte presentate il 19 giugno 1996 dal deputato di Alleanza Nazionale Roberto MeniaProposta di Legge Concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati, dal sito della Camera dei Deputati. e il 1º febbraio 2000 dal deputato dei Democratici di Sinistra (DS) Antonio Di BisceglieProposta di Legge Concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati, dal sito della Camera dei Deputati.. Entrambe erano ancora finalizzate alla "Concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati". Le due proposte vennero unificate e presentate - dopo esser passate per la commissione parlamentare competente, che ne definì il primo articolato - all'Assemblea generale della Camera a marzo del 2000Proposta di Legge Menia: Concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati (1563) ed abbinata proposta di legge: Di Bisceglie (6724, 1º marzo 2000. Dal sito ufficiale della Camera dei Deputati.. Non essendo ancora stato discusso il progetto, il 10 gennaio 2001 Menia chiese lumi alla Presidenza del Consiglio mediante un'interrogazione parlamentareInterrogazione parlamentare del deputato Roberto Menia in data 30 gennaio 2001. Dal sito ufficiale della Camera dei Deputati.. Il provvedimento venne infine calendarizzato e il 1º marzo 2001 l'assemblea generale della Camera iniziò l'analisi dell'articolatoResoconto stenografico dell'Assemblea, Seduta n. 870 dell'1/3/2001. Dal sito ufficiale della Camera dei Deputati. Da tale documento sono riportati tutti i virgolettati.. In tale occasione, Di Bisceglie chiese - tramite un suo emendamento - che si chiarisse con nettezza che il provvedimento mirava a definire la categoria dei decorati, escludendo tutti coloro i quali avessero combattuto al servizio dei tedeschi, aggiungendo però che "la grande maggioranza degli infoibati venne uccisa senza che fosse stata dimostrata la loro colpevolezza in atti tali da giustificare una condanna capitale, anzi in molti casi le loro responsabilità non solo non vennero trovate, ma nemmeno cercate". La finalità del provvedimento - secondo Di Bisceglie - era quella di perpetuare "il ricordo degli italiani inermi caduti vittime di violenza per le loro idee politiche e per il loro sentimento nazionale". Il deputato Antonio Soda (DS) chiese di temperare l'emendamento del suo collega di partito: la responsabilità "oggettiva" che negava il riconoscimento, così come proposta da Di Bisceglie, sarebbe divenuta responsabilità "personale": non sarebbero stati decorati solo coloro per i quali - a seguito dell'analisi di un'apposita Commissione storica - fosse stata individuata una responsabilità diretta dell'ucciso, tale da escluderlo dall'onorificenza. Menia - criticando aspramente l'emendamento di Di Bisceglie - si accodò alla proposta di Soda. Contrari al provvedimento si dichiararono i Comunisti Italiani, che per bocca della deputata Rosanna Moroni denunciarono "l'intento di riabilitare i fascisti e i repubblichini e di criminalizzare indistintamente i partigiani e la Resistenza, abusando della logica della pietà e anteponendola alla logica della storia". Simili motivazioni vennero proposte dal deputato Maria Celeste Nardini di Rifondazione Comunista. Nelle dichiarazioni di voto finali, Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista dichiararono la loro contrarietà prennunciando l'uscita dall'aula. Tutti gli altri gruppi dichiararono voto a favore. Il provvedimento venne approvato con 318 voti a favore e 17 astenuti. Approdata al Senato, la proposta di legge venne respinta l'8 marzo 2001 (ultimo giorno della legislatura) dalla Commissione Affari Costituzionali in sede deliberanteAtto Senato n. 5035 XIII Legislatura, Concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati. Dal sito del Senato della Repubblica Italiana., col voto contrario di Rifondazione Comunista, che si sommò alle astensioni (che al Senato valgono come voto contrario) dei Democratici di Sinistra e del Partito Popolare Italiano.
La terza proposta di legge Il testo iniziale
Una nuova proposta di legge fu presentata alla Camera dei deputati il 6 febbraio 2003. Essa recava le firme di un nutrito gruppo di deputati di vari gruppi parlamentari (prevalentemente di Alleanza Nazionale e Forza Italia, oltre che dell'UDC e della Margherita). I primi firmatari furono Roberto Menia e Ignazio La RussaProposta di Legge - Istituzione del «Giorno della memoria e della testimonianza» in ricordo delle terre d'Istria, di Fiume e della Dalmazia, nonché degli esuli giuliano-dalmati, dal sito della Camera dei deputati..
A differenza delle precedenti proposte di legge, nel progetto iniziale non si prevedeva la consegna di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati, ma si proponeva (art. 1) l'istituzione - in coincidenza con la firma del trattato di pace del 10 febbraio 1947 - di un "Giorno della memoria e della testimonianza" per ricordare la storia e la presenza italiana in Istria, a Fiume e in Dalmazia, nonché "la tragedia delle migliaia di italiani nelle foibe istriane" e "[l']esodo di 350 mila istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra". L'art. 2 della proposta di legge prevedeva invece che ogni 10 febbraio venissero organizzate "cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto" in quelle terre.
Il 10 febbraio 2004 il senatore della Margherita Willer Bordon presentò un disegno di legge di contenuto molto simile. Nella relazione allegata, Bordon sottolineò che con tale proposta intendeva "contribuire a recuperare alla memoria nazionale ed europea le dolorose e drammatiche vicende dell'esodo di istriani, fiumani e dalmati a seguito della vittoria militare della Jugoslavia di Tito, che, oltre i caratteri di reazione post bellica, assunse anche i caratteri di una vera pulizia etnica". Bordon propose di istituire ad ogni 10 febbraio una "Giornata della memoria al fine di conservare e tramandare la memoria delle sofferenze degli esuli istriano-dalmati" (art. 1), durante la quale sarebbero state organizzate "cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di rievocazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado" (art. 2)Disegno di legge - Istituzione del «Giorno della memoria» dell'esodo di istriani, fiumani e dalmati, dal sito della Camera dei deputati.. Il primo disegno di legge ad essere discusso dal parlamento italiano fu quello presentato alla Camera: la proposta di Bordon venne di conseguenza assorbita ad esso nella fase del passaggio parlamentare al SenatoAtto Senato n. 2743, dal sito del Senato..
Il passaggio nelle commissioni della Camera Passato attraverso diverse commissioni permanenti della Camera fra aprile 2003 e febbraio 2004, il testo venne modificato sensibilmente e intitolato "Istituzione del "Giorno del ricordo" in memoria delle vittime delle foibe dell'esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati", riproponendo quindi anche il conferimento del riconoscimentoAtto Camera n. 1874 - XIV Legislatura - Trattazione in consultiva, dal sito ufficiale della Camera dei deputati..
La discussione generale in aula La discussione delle linee generali del provvedimento ebbe luogo in assemblea generale il 4 febbraio 2004. Relatore della proposta fu il deputato Maurizio Saia (AN), che svolse un breve intervento introduttivo. Ad esso seguì un articolato discorso di Alessandro Maran (DS), il quale affermò che "sarebbe ora di uscire da quel genere di verità che servono unicamente a rinsaldare le reciproche identità e a nutrire il rispettivo senso di appartenenza. Infatti, quando si parla delle vicende complesse del confine orientale il più delle volte si finisce per dire delle cose che vengono sentite come vere nella misura in cui riflettono i pregiudizi che l'identità della destra e della sinistra italiana hanno rispettivamente accumulato con il tempo nei confronti degli italiani che vivevano al di là dell'Adriatico". Lamentando l'inserimento nella relazione che illustra la proposta di legge da parte di Menia di espliciti riferimenti ai reparti della Decima Mas di Junio Valerio Borghese o ai bersaglieri del battaglione "Mussolini" operanti ai confini orientali d'Italia, si domandò se "vi è il rischio che, dietro la memoria delle foibe, si celi nient'altro che il rancore politico e sociale della destra sconfitta dalla guerra", lamentando che "la destra e la sinistra estrema, per garantirsi il consenso elettorale, devono mantenere in vita antiche contrapposizioni nazionali e devono continuare a sfruttare emotivamente la memoria delle vittime del totalitarismo, un bagaglio di dolore e di sofferenza che, anche per la colpevole assenza della sinistra, la destra è stata ben attenta a mantenere nell'alveo della rancorosa ingratitudine verso la nazione e verso la imbelle patria democratica". Maran concluse: "Noi crediamo che la coscienza nazionale sia ora in grado di fare i conti con questo passato tragico, ma non dobbiamo strumentalizzare quelle vicende ancora una volta e non dobbiamo confondere - come invita a fare la proposta di legge in esame con il riferimento alla X MAS e al battaglione Mussolini - guerra di aggressione, con i suoi eserciti e i suoi militi, e sofferenze di popolo".