La chiesa di San Francesco con annesso monastero è un luogo di culto cattolico sconsacrato dalle forme barocche situato ai piedi del castello medievale in via San Francesco 18 a Bardi, in provincia di Parma e diocesi di Piacenza-Bobbio; l'antico tempio è oggi sede dell'auditorium comunale, gestito dal "Centro Studi della Valle del Ceno".
Storia L'originario oratorio dedicato alla Natività di Maria Vergine, con annesso ospedale, fu edificato ai piedi del castello tra il 1571 e il 1579 per volere di Giovanna di Cordova e Aragona, moglie del principe Claudio Landi, con la funzione di cappella funeraria della casata.
Nel 1611 il principe Federico Landi cedette in gestione la struttura ai frati francescani; la chiesa fu reintitolata a san Francesco d'Assisi e negli anni seguenti il nosocomio fu ristrutturato e ampliato per trasformarlo in monastero, completato verso la metà del XVII secolo.
In seguito alla vendita dello Stato Landi al Ducato di Parma e Piacenza, la proprietà della struttura passò ai Farnese; nel 1701 il duca Francesco avviò i lavori di ricostruzione in stile barocco dell'intero complesso, che furono terminati nel 1722.
Nel 1805, a causa della soppressione napoleonica degli ordini religiosi, gli edifici furono confiscati e alienati a privati; la chiesa continuò a essere utilizzata come oratorio; il monastero fu invece adibito ad abitazione e successivamente frazionato in più porzioni, subendo varie modifiche ma mantenendo pressoché inalterata la struttura esterna settecentesca; gli arredi, i paramenti e le opere d'arte furono trasferiti nella chiesa di Santa Giustina nella frazione omonima e nel santuario della Madonna delle Grazie.
Agli inizi del XX secolo il tempio fu sconsacrato e suddiviso in due unità: la navata fu trasformata in magazzino, perdendo tutte le ricche decorazioni barocche, mentre la zona absidale fu adibita a forno.
Dopo il 1960 l'antica chiesa fu abbandonata, sprofondando in profondo degrado; crollò inoltre il tetto sulla navata, che fu ricostruito nel 1967.
Il complesso fu completamente ristrutturato a partire dagli ultimi anni del XX secolo; la chiesa, restaurata anche nelle decorazioni della zona absidale, fu trasformata in auditorium comunale, la cui gestione fu affidata al "Centro Studi della Valle del Ceno", per ospitarvi mostre temporanee e concerti.
Descrizione
La chiesa si allunga a mezza costa su un impianto a navata unica, affiancata da due cappelle laterali su ogni fianco; accanto all'abside si innalza la torre campanaria, mentre sul retro si estendono gli edifici dell'ex monastero.
La simmetrica facciata, interamente rivestita in pietra come il resto dell'edificio, è caratterizzata dalla presenza dell'ampio portale d'ingresso centrale architravato, delimitato da sottili lesene con capitelli piatti; al di sopra si apre un finestrone rettangolare, mentre a coronamento si innalza nel mezzo un frontone curvilineo.
Dal fianco destro aggettano le cappelle laterali, mentre sul fondo si eleva il campanile barocco, ornato con lesene e fasce orizzontali; la cella campanaria si affaccia sui quattro lati attraverso ampie aperture ad arco a tutto sesto.
All'interno la navata, completamente priva degli intonaci settecenteschi, è coperta da una volta a botte suddivisa in cinque campate; sui fianchi le cappelle, sovrastate da finestrelle, sono scandite dai resti delle lesene con capitelli, a sostegno della trabeazione in aggetto ancora parzialmente visibile.
La zona absidale si distingue per la presenza degli intonaci; l'arco a tutto sesto del presbiterio è ornato da ricche decorazioni barocche in stucco, che proseguono anche sulla volta a botte lunettata e sul catino; le pareti, bucate da alcune nicchie, sono suddivise verticalmente da una serie di lesene coronate da capitelli ionici, a sostegno dell'alta trabeazione in aggetto.
Note
Voci correlate Landi Ordine francescano Bardi (Italia) Diocesi di Piacenza-Bobbio Castello di Bardi
Altri progetti
Francesco Categoria:Architetture barocche della provincia di Parma Bardi Categoria:Chiese sconsacrate dell'Emilia-Romagna