La Bolognina (Bulugnéṅna in dialetto bolognese) è un rione di Bologna, amministrativamente compreso nel quartiere Navile, di cui costituisce una delle tre zone statistiche insieme alle Lame e a Corticella.
È situata nell'immediata periferia nord, alle spalle della stazione di Bologna Centrale. Confina a nord con Corticella, da essa delimitata dalla tangenziale di Bologna; ad est è separato dal quartiere San Donato da via Stalingrado, che collega entrambi al centro storico tramite il ponte di Mascarella; ad ovest è diviso dal rione delle Lame dal Canale Navile; infine a sud è delimitato dalla stazione e dalla ferrovia dal centro storico di Bologna, che si può raggiungere attraverso il Ponte di Galliera. Le zone dell'Arcoveggio e di Casaralta, situate a nord della Bolognina storica, sono in genere considerate parte integrante del rione, e ne furono ugualmente comprese nei confini amministrativi quando quest'ultima costituiva un quartiere autonomo.
Si tratta di un rione storicamente proletario, tradizionalmente di tendenze socialcomuniste, famoso soprattutto per la celebre svolta della Bolognina. Oggi è un luogo urban style, underground, inclusivo e anticonformista.
La Bolognina si distingue dagli altri quartieri bolognesi per la sua composizione multietnica. Gli stranieri ammontano a più di un quarto della popolazione rionale.
A causa dei progetti di riqualificazione di alcune aree del quartiere, dunque al progressivo rincaro dei prezzi degli immobili siti in zona, la Bolognina sta attraversando un processo di gentrificazione.
Storia Antichità L'area della Bolognina era già popolata nel IV millennio a.C., come confermano reperti archeologici rinvenuti in zona nel 2017, durante gli scavi per la costruzione dell'asse Nord-Sud, i quali, oltre a scoprire negli strati inferiori un insediamento risalente all'Età del rame, hanno riportato alla luce anche manufatti d'epoca romana.
Medioevo Si ha notizia di alcune importanti strade che attraversavano l’odierna Bolognina in epoca medievale: da porta Mascarella usciva l’antica Strada di Mascarella, che dal fu Borgo della Paglia, sito in zona di via delle Belle Arti, nel centro storico, conduceva verso nord, seguendo ciò che oggi è il tracciato di via Stalingrado, quindi delineando il confine dei moderni quartieri Navile e San Donato-San Vitale e, per brevi tratti, anche via Ferruccio Parri e via Giuseppe Dossetti. Non è dato, dalle fonti disponibili, conoscere il suo termine. Anche il tratto ove via Stalingrado confluisce in via Ferrarese ne segue l’antico percorso.
L’importantissima Strada di Galliera secava invece il rione, il cui percorso è oggi seguito da via Giacomo Matteotti nel tratto tra porta Galliera e piazza dell’Unità, per poi insistere sull’attuale via di Corticella, e proseguire verso Galliera, attraversando per il lungo l’intera frazione dell’Arcoveggio, che comprendeva la Bolognina, quindi l’Arcoveggio, e la Corticella.
Età moderna Il Comune di Bologna prevedeva una frazione Arcoveggio come suddivisione territoriale comunale prima del 1889, dal nome dell’omonima località dell’Arcoveggio, ma comprendente nel proprio territorio grossomodo l’attuale Bolognina e la Corticella, allora campagna quasi aperta disseminata di insediamenti umani di dimensione alquanto ridotta, poi urbanisticamente riempita col Piano regolatore cittadino, che ne decreta appunto la fine come entità amministrativa, e l’istituzione fisica della Bolognina dalla conurbazione dell’Arcoveggio con la Casaralta e numerose altre località, tramite l’ampliamento di queste e l’edificazione di nuove strade e case.
La frazione era delimitata ad est dalla vecchia Strada di Mascarella fino alla località Dozza, dove a delimitarla dalla frazione San Giuseppe era la Savena abbandonata. Ad ovest il canale Navile, prosecuzione a nord del canale di Reno, divideva l’Arcoveggio dalla frazione Bertalia, quasi del tutto congruente all’attuale ex-quartiere Lame. A sud tangeva il tratto murario tra porta di Mascarella e porta delle Lame, toccando tuttavia solo porta Galliera.
Per l’istituzione amministrativa del quartiere Bolognina si dovrà attendere fino agli anni ’60 del Novecento.
La nascita Il quartiere nasce in seguito al Piano regolatore del 1889, e si sviluppa come un quartiere operaio e manifatturiero, grazie soprattutto alla vicinanza con la stazione e la linea ferroviaria. Finì per inglobare entro il suo perimetro le già presenti località dell’Arcoveggio e della Casaralta. I settori industriali prevalenti, per tutto il XX secolo, sono stati infatti quelli della meccanica e della costruzione di materiale ferroviario (Officine Minganti, Civolani, Officine Casaralta).
Caratteristica è la maniera dei caseggiati risalenti a questo periodo, un sobrissimo ma elegante stile neorinascimentale, simile ad alcuni altri presenti negli ex-quartieri Saffi e Cirenaica, che li accomuna e li riconduce alla medesima cooperativa edilizia, la società "Risanamento", fondata dal marchese e massone Livio Zambeccari, che dal 1887, negli stessi anni del Piano regolatore, ne prese in appalto i terreni o li acquistò per costruirci i propri fabbricati, caratterizzati da facciate giallo ocra, arancioni o rosse, e da un’altezza che di rado supera i tre o quattro piani, qualificando il nuovo quartiere bologninese.
Oltre alla costruzione e all’acquisto di nuovi edifici, durante il Ventennio fascista la Risanamento continuò a svolgere il proprio ruolo fedele agli orientamenti statutari: il patrimonio immobiliare crebbe anche tramite la pratica di sopraelevare gli immobili esistenti.
Seconda guerra mondiale
Durante il Secondo conflitto mondiale la Bolognina subì vari pesanti bombardamenti alleati, che portarono distruzione e morte nel rione. Fu colpita soprattutto il 24 agosto 1944, in un drammatico bombardamento notturno sulla città. Nelle diverse incursioni notturne del mese di settembre 1944 vengono utilizzate anche bombe, chiamate cookies (dolcetti), da 1800 kg. Oltre alla zona dell'Arcoveggio venne colpito il deposito dell'Azienda tramviaria alla Zucca. Alle incursioni di settembre parteciparono anche cacciabombardieri della Forze armate aeree francesi (FAF).
Battaglia della Bolognina
In seguito ai disastrosi bombardamenti estivi, nel quartiere infuriò la battaglia della Bolognina, combattuta il 15 novembre 1944 tra i partigiani della 7ª GAP e le forze di occupazione nazifasciste.
La sera del 7 novembre 1944, dopo la battaglia di Porta Lame, una trentina di partigiani riuscirono a raggiungere una vecchia base della 7ª GAP in via Lionello Spada, alla Bolognina. I feriti vennero trasportati nell'infermeria partigiana dell’odierna via Andrea Costa, altri tornarono nelle basi partigiane del Bolognese. Restarono una ventina di partigiani in Bolognina, in uno stabile semidiroccato in piazza dell’Unità, angolo via Pellegrino Tibaldi, dove ebbe luogo lo scontro. Età contemporanea
Il 9 aprile 1962 venne istituito ufficialmente il quartiere Bolognina.
Il 2 agosto 1980 la Stazione ferroviaria di Bologna Centrale, nelle immediate vicinanze della Bolognina, fu devastata da un ordigno esplosivo, piazzato nell’ala Ovest del complesso da componenti di gruppi della Destra eversiva, che, una volta detonato alle ore 10:25, causò la morte di 85 persone, in quella che è conosciuta come la strage di Bologna.
Il 25 marzo 1985 venne soppresso. Con l’istituzione dei nuovi quartieri di Bologna, la Bolognina confluì, assieme alla Corticella e alle Lame, nell’appena formato quartiere Navile.
Il 12 novembre 1989 qui avvenne la svolta della Bolognina, con cui Achille Occhetto annunciò lo scioglimento del Partito Comunista Italiano.
A partire dagli anni Novanta l'attività industriale viene progressivamente sostituita dal settore terziario, favorito in particolare dalla vicinanza della Fiera di Bologna e dal comodo accesso alle vie di comunicazione ferroviaria e autostradale.
Negli anni Duemila inoltre l'area si arricchisce della nuova sede amministrativa del comune di Bologna, e del nuovo accesso alla stazione ferroviaria dell'alta velocità, che cambiano in parte la fisionomia e il paesaggio cittadino. Nel 2022 viene inaugurata piazza Lucio Dalla, a distanza di 10 anni dalla scomparsa del cantautore bolognese.
Geografia Geografia fisica Il rione sorge immediatamente a nord del centro storico bolognese, nell’ultima parte di Pianura padana prima di incontrare, verso sud, subito dopo la ferrovia che la divide dal centro, i primi dislivelli che, dopo una salita abbastanza dolce, portano rapidamente ai Colli bolognesi, quindi alle pendici dei rilievi appenninici. La Bolognina si contrappone dunque al nucleo originario della città come centro di pianura, con un’altitudine compresa tra i 29 m s.l.m e i circa 50 raggiunti nei paraggi dell’area interessata dal Piano regolatore del 1889, mentre l’altitudine del Centro storico può variare tra i 50 e gli 80 m s.l.m. in meno di di distanza tra i due punti.
Geografia antropica
La pianta urbana di questa parte di città si è perlopiù sviluppata da fine Ottocento, ha un’elevata densità abitativa (dai 97 ai 120 abitanti per ettaro) e presenta spazi aperti contenuti e rarefatti. Il fulcro del quartiere, riconosciuto anche all’interno dei vari strumenti urbanistici recenti, è piazza dell’Unità, posta essenzialmente in una zona centrale rispetto alla perimetrazione del quartiere.
Tuttavia, a questa vi si sono aggiunte anche altre centralità, anche piuttosto recenti, rappresentate da progetti che hanno coinvolto aree marginali e che necessitavano una riqualificazione. Nella Bolognina si distinguono tre zone con caratteri propri: la Bolognina storica nella parte meridionale, contraddistinta dai caratteristici fabbricati edificati dalla Cooperativa per la costruzione ed il risanamento di case per lavoratori in Bologna, da un assetto stradale ordinato ed espressiva di una forte identità che ha impresso all’intero rione; l’Arcoveggio nel settore occidentale, dove la compressione edilizia si allenta e dà spazio a più aree verdi e servizi pubblici; nella parte orientale la Casaralta, area avente diverse fabbriche dismesse, ma che sta vivendo una fase di intensa rivoluzione edilizia, nonché cuore della comunità cinese di Bologna, sviluppatasi attorno a via Ferrarese.
L’assetto urbanistico bologninese non permette un’adeguata presenza di parchi o scuole, come pure di parcheggi residenziali, con un minimo del 40% di abitazioni che non ne dispongono, stimabili attorno alle unità abitative senza posto per auto, che arriva ad un apice del 62% vicino piazza dell’Unità, è altresì bene notare che a livello commerciale la Bolognina è un rione ben fornito, con esercenti facilmente raggiungibili grazie alla loro buona distribuzione.
La Bolognina sta cercando di compensare alla carenza di dotazioni pubbliche attraverso tre principali opere, ovvero la nuova Stazione centrale, che la collega direttamente col centro storico senza attraversare il fascio ferroviario, il rinnovamento dell’area dell’ex Mercato Ortofrutticolo, con la costruzione della nuova sede del Comune del quartiere, in piazza Liber Paradisus, connettendola con il parco lungo Navile, e l’allungamento di piste ciclabili e attraversamenti sicuri.
Il comparto dell’ex Mercato Ortofrutticolo del Navile è forse una delle più grandi trasformazioni che interessa tutt’oggi il quartiere, sia dal punto di vista infrastrutturale che da quello socio-economico. Il processo che ha portato questo pezzo di città ad essere quello che è oggi ha radici remote che hanno le fondamenta nei primi piani regolatori di fine Ottocento.