La nazionale italiana di calcio Under-21 è la rappresentativa calcistica Under-21 dell'Italia.
La selezione costituisce il principale serbatoio giovanile per la nazionale A e dal 1976 partecipa alle qualificazioni per il campionato europeo Under-21, che si svolge su base biennale. A livello di Under-21, la nazionale italiana è la più titolata assieme alla Spagna, avendo vinto in 5 occasioni il campionato europeo di categoria. Nel torneo conta inoltre due medaglie d'argento e quattro di bronzo.
I calciatori dell'Under-21 sono chiamati azzurrini, diminutivo di azzurri (appellativo riferito ai giocatori della nazionale A).
Storia La nazionale giovanile L'antesignana della nazionale Under-21 fu la nazionale giovanile, che esordì il 6 aprile 1942, a Torino, contro l'Ungheria. In questo incontro era previsto che le due nazionali fossero composte da giocatori nati non prima del 1920, quindi di fatto si trattava di selezioni Under-23. Dopo la seconda guerra mondiale la nazionale giovanile (o "cadetti" come definita dalla stampa, o "primavera", come definita dalla FIGC) disputò regolari incontri almeno fino al 1960, sempre basandosi su selezioni di giocatori di età inferiore ai 23 anni.
Gli esordi Per delibera del Consiglio Federale della FIGC dalla stagione 1968-69, la nazionale giovanile venne sostituita a tutti gli effetti dalla Nazionale Under-21.. L'intento della federazione era quello di fare acquisire esperienza internazionale ai giovani prospetti del calcio italiano. Va considerato che all'epoca era ancora utilizzata la nazionale Under-23, che disputava il campionato continentale di categoria. Il tecnico incaricato di seguire la selezione era Azeglio Vicini.
Il primo incontro fu disputato a Udine, allo Stadio Moretti, contro i pari età della Romania, e terminò 1-0 per gli azzurri. Il gol decisivo venne segnato da Paolo Pulici. Nell'estate di quello stesso anno la selezione fu protagonista di una tournée in Inghilterra, in cui affrontò diverse formazioni di club.
Con una selezione di giovani sotto i 21 anni o impegnati con la nazionale militare, l'Italia affrontò le qualificazioni alle Olimpiadi 1972, per evitare le accuse di professionismo, venendo eliminata dalla che, di fatto, schierava i suoi migliori giocatori. La nazionale italiana, indebolita anche dall'assenza di molti suoi giovani più forti (come Pulici o Roberto Bettega), subì con una doppia sconfitta.
La nazionale disputò ancora diversi incontri amichevoli, fino al 1973.
La nascita dell'europeo Under-21 Dal 1976 l'UEFA spostò il limite di età per il suo campionato continentale giovanile, passando dalle Under-23 alle Under-21. Ciò portò alla rinascita della nazionale.
La prima partita ufficiale fu l'incontro di qualificazione all'edizione 1978, disputato a Funchal, contro il Portogallo, il 23 dicembre 1976, perso dagli azzurri per 1-0. Il tecnico era ancora Vicini. Del girone faceva parte anche il Lussemburgo. L'Italia vinse i rimanenti tre incontri e si qualificò ai quarti di finale, dove venne eliminata dall'Inghilterra. Dopo essere stati sconfitti 2-1 in trasferta, gli azzurrini non andarono oltre lo 0-0 nel ritorno allo Stadio Olimpico di Roma.
Per l'edizione successiva l'Italia si trovò inserita in un girone di qualificazione che ricomprendeva la Svizzera e ancora il Lussemburgo. Passato il girone con 3 vittorie e un pareggio, la nazionale si fermò ancora ai quarti di finale, eliminata questa volta dall'URSS. Anche in questo caso la nazionale non fu capace di ribaltare la sconfitta dell'andata in trasferta, pareggiando il ritorno in casa, a Bologna.
Anche per l'edizione del 1982 la nazionale non fece meglio dei quarti di finale. Eliminate Jugoslavia e Grecia nel girone di qualificazione, venne estromessa nel turno seguente dalla Scozia. I britannici s'imposero all'andata, per 1-0, a Catanzaro, e pareggiarono al ritorno.
I primi exploit
Per le qualificazione del campionato 1984 l'Italia venne inserita in un girone con Cecoslovacchia, Romania e Cipro. Prima nel girone con 5 vittorie e una sconfitta, superò poi, per la prima volta i quarti nell'ultima partita con le due reti di Giuseppe Giannini e Renato Tomassi, eliminando l'Albania. Il percorso si concluse in semifinale, quando la nazionale azzurra venne eliminata dall'Inghilterra, che poi si aggiudicò il titolo. Dopo aver perso all'andata in trasferta per 3-1, non fu sufficiente la vittoria al ritorno per 1-0, a Firenze.
Nell'edizione del 1986 la nazionale giunse per la prima volta nella sua storia alla finale continentale. Passato il girone di qualificazione su Belgio e Lussemburgo, con 3 vittorie e un pari, eliminò la Svezia ai quarti e si prese la rivincita sulla nazionale inglese, eliminata in semifinale. In finale affrontò la Spagna, vicecampione in carica. L'Italia s'impose all'andata per 2-1, a Roma, ma perse il ritorno con lo stesso risultato, a Valladolid. La gara si protrasse fino ai rigori, che videro gli azzurrini sbagliare i primi tre tiri, col titolo che andò agli iberici.
Meno fortunata fu la partecipazione al Campionato europeo di calcio Under-21 1988. L'Italia passò ancora il girone, eliminando Svezia, Svizzera e Portogallo. Ai quarti però venne estromessa dalla Francia. All'andata, in trasferta, la nazionale fu sconfitta per 2-1, mentre al ritorno, dopo essere andata in vantaggio per 2-0, subì due reti nei minuti finali. La Francia si aggiudicò poi il trofeo. Da questo ciclo dell'Under il commissario tecnico divenne Cesare Maldini.
Per il biennio seguente la nazionale italiana venne inserita nel girone di qualificazione con Svizzera e San Marino. Passato agevolmente il turno, l'Italia si trovò ancora di fronte la Spagna, nei quarti. Battuta la formazione iberica, in casa (ad Ancona), per 3-1, bastò una sconfitta per 1-0 in trasferta per passare alle semifinali. Contro la Jugoslavia terminò il cammino degli azzurrini: dopo lo 0-0 di Zagabria, il ritorno a Parma finì 2-2. La nazionale balcanica passò per il maggior numero di gol fatti in trasferta.
Il periodo d'oro Dall'edizione del 1992 a quella del 2004 del campionato europeo la nazionale Under-21 italiana si è definitivamente affermata in campo internazionale, vincendo il titolo europeo in ben 5 occasioni su 7 partecipazioni.
La prima vittoria venne conseguita passando il girone di qualificazione su Norvegia, URSS e Ungheria, nonostante una pesante sconfitta, per 6-0, contro i norvegesi, l'unica, però, nel girone. Nei quarti venne eliminata la Cecoslovacchia (doppia vittoria: 2-1 a Trnava, e 2-0 a Padova). Questo passaggio del turno permise all'Italia di qualificarsi per le Olimpiadi di Barcellona del 1992, in quanto il torneo era stato riservato, da quella edizione, alle selezioni composte da giocatori di età non superiore a 23 anni, l'età che i giocatori dell'Under-21 avevano al termine del biennio. In semifinale l'Italia ebbe la meglio della Danimarca, anche in questo caso con doppia vittoria (1-0 ad Aalborg e 2-0 a Perugia). Nella partita di Perugia la nazionale venne guidata in panchina da Marco Tardelli, vista la squalifica del commissario tecnico Maldini.
Nell'ultimo atto del campionato d'Europa l'Italia affrontò la Svezia. L'andata, giocata a Ferrara il 28 maggio 1992, davanti a oltre 16.000 spettatori, terminò sul 2-0, con gol di Renato Buso e Gianluca Sordo. Il ritorno si disputò il 3 giugno, a Växjö. La Svezia s'impose per 1-0, punteggio non sufficiente a ribaltare il risultato dell'andata, tanto da permettere all'Italia di aggiudicarsi il suo primo trofeo, il titolo continentale. Renato Buso vinse il premio come miglior giocatore della fase finale.
La seconda vittoria venne ottenuta nel 1994, nell'edizione successiva dell'europeo. L'Under-21, ancora affidata a Cesare Maldini (cui sembrava sarebbe dovuto subentrare Marco Tardelli), superò il girone di qualificazione davanti al Portogallo (qualificato come miglior seconda), Svizzera, Scozia e Malta. Nei quarti di finale eliminò la Cecoslovacchia: dopo aver vinto a Salerno per 3-1, perse 1-0 al ritorno, nell'ultima partita per la nazionale cecoslovacca, che cessò di esistere a causa alla separazione tra Repubblica Ceca e Slovacchia.
Il regolamento, da questa edizione non prevedeva più semifinali e finali con partite di andata e ritorno, ma una final four, da disputarsi in casa di una delle semifinaliste. In questa edizione la fase finale del torneo venne accolta dalla Francia. L'Italia affrontò, in semifinale, proprio i padroni di casa, a Montpellier. La gara terminò, dopo i tempi supplementari, per 0-0, rendendo necessaria l'esecuzione dei rigori. Fu decisivo l'errore di Claude Makélélé, mentre gli italiani segnarono tutti e 5 i rigori tirati. In finale la nazionale italiana incontrò il Portogallo, già affrontato nel girone di qualificazione. L'Italia s'impose per 1-0, grazie al golden gol di Pierluigi Orlandini, dopo che i tempi regolamentari si erano chiusi sullo 0-0.
Il terzo trionfo consecutivo venne ottenuto nel 1996. Passate le qualificazioni vincendo il girone su Ucraina, Slovenia, Croazia, Lituania ed Estonia (contro i baltici la nazionale s'impose con un largo 7-0, vittoria record in un incontro ufficiale), l'Italia eliminò anche il Portogallo, nei quarti di finale. Dopo essere stati battuti all'andata in Portogallo per 1-0, gli azzurrini ribaltarono la qualificazione, vincendo per 2-0 al ritorno, a Palermo. Andò a rete Christian Vieri, mentre la rete decisiva fu un autogol dei lusitani. La qualificazione alla final four della manifestazione coincise anche con la qualificazione alle Olimpiadi di Atlanta. Al torneo olimpico si qualificò in realtà anche il Portogallo, come una delle migliori eliminate nei quarti.
La fase finale del campionato europeo si svolse in Spagna. In semifinale la nazionale azzurra ritrovò la Francia, sconfitta nella semifinale dell'edizione precedente. L'Italia s'impose per 1-0, con gol di Francesco Totti. La finale si disputò allo stadio olimpico Montjuïc di Barcellona, ancora contro i padroni di casa della Spagna. La gara terminò con il risultato di 1-1 dopo i tempi regolamentari, con gol di Totti e Raúl. Nel corso dei tempi supplementari non si sbloccò il risultato, così si resero necessari i tiri di rigore. La nazionale italiana, tra l'altro ridotta in 9 per due espulsioni, vinse per 4-2; il rigore decisivo fu di Domenico Morfeo. Fabio Cannavaro fu nominato miglior giocatore del torneo.
Gli ultimi successi Per l'edizione del 1998 la nazionale subì l'eliminazione, per la prima volta, già nel girone di qualificazione, ove giunse terza, alle spalle di Inghilterra e Georgia, con 3 vittorie, due pareggi e tre sconfitte. A inizio 1997, con Cesare Maldini promosso nella nazionale A, il posto di commissario tecnico venne affidato al suo vice Rossano Giampaglia. Giampaglia venne sostituito, dal 18 dicembre 1997, da Marco Tardelli, che aveva guidato l'Under-23 ai vittoriosi Giochi del Mediterraneo dello stesso anno.
Nel 2000 gli azzurrini tornarono a vincere il campionato d'Europa, aggiudicandoselo per la quarta volta. Dominato il girone di qualificazione (che comprendeva Svizzera, Danimarca, Bielorussia e Galles), con 7 vittorie e un pareggio, trovarono, allo spareggio per l'ammissione alla fase finale, la Francia. All'andata la gara terminò, in trasferta, per 1-1, mentre al ritorno a Taranto, furono necessari i tempi supplementari. Il gol decisivo, del 2-1 per gli azzurri, venne siglato da Andrea Pirlo.