La diocesi di Trivento () è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Campobasso-Boiano appartenente alla regione ecclesiastica Abruzzo-Molise. Nel 2022 contava 47.640 battezzati su 48.000 abitanti. È retta dal vescovo Camillo Cibotti.

Patroni della diocesi Patroni della diocesi sono i santi Nazario, Celso e Vittore. Secondo la tradizione, le reliquie dei santi Nazario e Celso furono donate da sant'Ambrogio alla chiesa locale nel 392, quando presiedette a Capua il sinodo dei vescovi della Campania e del Sannio in sostituzione di san Paolino di Nola; nel 1726 ai due martiri milanesi fu accostato anche il papa e martire san Vittore. La loro festa liturgica è celebrata il 28 luglio.

Insieme ai titolari della cattedrale, è compatrono della diocesi san Casto, il leggendario primo vescovo di Trivento; la sua festa liturgica ricorre il 4 luglio.

Territorio La diocesi comprende il territorio di 40 comuni a cavallo tra le regioni Abruzzo e Molise:Il presente elenco è tratto dal in provincia di Campobasso i comuni di Trivento, Casalciprano, Castropignano, Duronia, Fossalto, Molise, Montefalcone nel Sannio, Pietracupa, Roccavivara, Salcito, San Biase e Torella del Sannio; in provincia di Isernia i comuni di Agnone, Bagnoli del Trigno, Belmonte del Sannio, Capracotta, Carovilli, Castel del Giudice, Castelverrino, Chiauci, Civitanova del Sannio, Frosolone, Montenero Val Cocchiara, Pescolanciano, Pescopennataro, Pietrabbondante, Poggio Sannita, Rionero Sannitico, San Pietro Avellana, Sant'Angelo del Pesco e Vastogirardi; in provincia di Chieti i comuni di Borrello, Castelguidone, Castiglione Messer Marino, Celenza sul Trigno, Roio del Sangro, Rosello, San Giovanni Lipioni, Schiavi di Abruzzo e Torrebruna.

Sede vescovile è la città di Trivento, dove trova la cattedrale dei Santi Nazario, Celso e Vittore. Importante luogo di culto della diocesi è il santuario di Canneto, nel comune di Roccavivara, sulla strada che, costeggiando il Trigno, porta a Trivento, antica badia fondata nel VI secolo e dipendente dall'abbazia di Montecassino dal X secolo.

Parrocchie e foranie Il territorio si estende su 1.234 km² ed è suddiviso in 58 parrocchie raggruppate in 4 foranie: Agnone, Carovilli, Frosolone e Trivento.

Forania di Agnone

Agnone: Maria Santissima di Costantinopoli, Sant'Amico, Sant'Antonio Abate, San Biase, Sant'Emidio, San Marco Evangelista, Santa Maria degli Angeli (contrada Fontesambuco), San Michele Arcangelo (frazione Villacanale). Belmonte del Sannio: Santissimo Salvatore. Borrello: Sant'Egidio Abate. Capracotta: Santa Maria Assunta. Castelverrino: Santi Simone e Giuda. Pescopennataro: San Bartolomeo. Poggio Sannita: Santa Vittoria. Roio del Sangro: Santa Maria Maggiore. Rosello: San Nicola di Bari, San Tommaso (frazione Giuliopoli).

Forania di Carovilli

Carovilli: Santa Maria Assunta, San Nicola di Bari (frazione Castiglione di Carovilli). Castel del Giudice: San Nicola di Bari. Chiauci: San Giovanni Evangelista. Montenero Valcocchiara: Santa Maria di Loreto. Pescolanciano: Santissimo Salvatore. Pietrabbondante: Santa Maria Assunta. Rionero Sannitico: San Bartolomeo. San Pietro Avellana: Santi Pietro e Paolo. Sant'Angelo del Pesco: San Michele Arcangelo. Vastogirardi: San Nicola di Bari, San Michele Arcangelo (frazione Villa San Michele).

Forania di Frosolone

Frosolone: Santa Maria Assunta, San Carlo Borromeo (frazione Acquevive), San Donato (frazione San Pietro in Valle). Soppresse: San Michele Arcangelo, San Pietro Apostolo. Bagnoli del Trigno: Santa Maria Assunta e San Silvestro papa. Casalciprano: Santissimo Salvatore. Castropignano: Santissimo Salvatore, Santa Maria della Pietà (frazione Roccaspromonte). Civitanova del Sannio: San Silvestro papa. Duronia: San Nicola di Bari. Fossalto: Santa Maria Assunta. Molise: San Nicola di Bari. Torella del Sannio: San Nicola di Bari.

Forania di Trivento

Trivento: Chiesa cattedrale, Santa Croce, San Giuseppe Artigiano (contrada Codacchi). Castelguidone: Santa Maria della stella. Castiglione Messer Marino: San Michele Arcangelo. Celenza sul Trigno: Santa Maria Assunta. Montefalcone nel Sannio: San Silvestro papa. Pietracupa: San Gregorio papa. Roccavivara: San Michele Arcangelo. Salcito: San Basilio Magno. San Biase: Santa Maria dell'Acquabona. San Giovanni Lipioni: Santa Maria delle Grazie. Schiavi d'Abruzzo: San Maurizio, Maria SS.ma del Carmelo (frazione Taverna di Schiavi) Torrebruna: Trasfigurazione, Santa Vittoria (frazione Guardiabruna)

Storia Sono almeno tre le ipotesi circa l'origine e la fondazione della diocesi di Trivento.

Secondo la tesi tradizionale, che si fonda sulla Vita sancti Casti triventini contenuta in un codice del XIV secolo, la diocesi triventina sarebbe stata fondata da san Casto di Larino su incarico di papa Clemente I alla fine del I secolo. Storici locali, a partire da Ciarlanti nel XVII secolo fino al recente Vincenzo Ferrara, sostengono l'origine antica della diocesi, fondata da san Casto, che avrebbe subito il martirio all'inizio del IV secolo, e documentano una serie di vescovi lungo tutto il primo millennio. La terza tesi si limita a riconoscere che la diocesi è storicamente documentata solo nel X secolo, citata in alcune bolle dei papi Agapito II (947), Giovanni XIII (969), Giovanni XIV (993) e Gregorio V (998); nella bolla del 947 sarebbe citato anche il primo vescovo storicamente certo di Trivento, Leone, destituito da papa Agapito II perché simoniaco.

Sull'origine e l'antichità della diocesi è acceso il dibattito. Secondo Iasiello, «la presunta antichità della diocesi triventina è da tempo oggetto di discussione e, in mancanza di esplicite testimonianze e nella certezza della inaccettabilità di quanto riportato a questo riguardo nella Vita Sancti Casti, rimangono dubbie tutte le ipotesi, più o meno ragionevoli, sulla sua preesistenza rispetto alle prime notizie sicure nel corso del X secolo»Op. cit., p. 139. Secondo Lanzoni la diocesi risale al X secolo e probabilmente succede all'antica Aufidena, diocesi documentata sul finire del V secolo in una lettera di papa Gelasio I. Lo storico Vincenzo FerraraCfr. la sostiene invece l'ipotesi di una origine nella prima metà del IV secolo, «ipotesi accreditata dalla critica come la più attendibile e verosimigliante sia per la logica conseguenziale e non contraddittoria delle più valide argomentazioni finora addotte, sia per la plurima natura delle fonti archeologiche ed epigrafiche oltre che storiche dalle quali sono dedotte».

Anche la ricostruzione della cronotassi dei vescovi è soggetta a molte critiche e perplessità, per l'omonimia nei manoscritti medievali tra la sede di Trivento e quelle di Trevi nel Lazio e di Trevi in Umbria.In particolare, lo storico locale Vincenzo Ferrara ricostruisce una lista di vescovi, sottoposta a severi giudizi da parte di altri storici. Secondo Iasiello (op. cit., p. 140, nota 475), le ipotesi del Ferrara non sono suffragati da fatti concreti, e la sua cronotassi è frutto dell'attribuzione a Trivento di vescovi "menzionati senza riferimenti alla sede negli epistolari papali". non attribuisce a Trivento nessuno dei vescovi che Ferrara invece assegna alla diocesi molisana fino al VII secolo. U. Pietrantonio (Considerazioni e osservazioni su alcune opere di storia del Molise recenti e passate, Campobasso 1992, pp. 11-26 e 35-68) è molto critico nei confronti del Ferrara, in particolare quando questi sostiene che san Casto fu "acclamato primo vescovo di Trivento" post mortem (La diocesi di Trivento tra quelle del Sannio Molisano nel V secolo, in «Almanacco del Molise 1987», II, p. 104).

Nel X e XI secolo la diocesi era compresa nella provincia ecclesiastica beneventana, ma nel 1175 papa Alessandro III la dichiarò immediatamente soggetta alla Santa Sede; l'esenzione, che fu oggetto di disaccordi con gli arcivescovi beneventani, fu confermata da papa Urbano VI nel 1389 e da papa Sisto IV nel 1474.

Tra i vescovi del XIV secolo si distinse in modo particolare Pietro dell'Aquila (1348-1361), francescano, soprannominato «scotello» per la sua conoscenza di Duns Scoto, e autore di diverse opere di filosofia, tra cui un commentario dell'opera di Pietro Lombardo.

Nell'epoca post-tridentina, si deve al vescovo Giulio Cesare Mariconda (1582-1606) l'istituzione del seminario diocesano tra il 1582 ed il 1584. Altri vescovi si impegnarono nell'attuazione dei decreti tridentini attraverso sinodi diocesani e visite pastorali; tra i sinodi si ricordano quelli celebrati da Pietro Paolo Bisnetti del Lago nel 1615, da Antonio Tortorelli nel 1686 da Alfonso Mariconda nel 1721 e nel 1727.

Nel corso del Seicento diversi vescovi ebbero l'abitudine di porre la propria residenza ad Agnone, nel centro-nord della diocesi; mentre è accertato che Giovanni Battista Ferruzza (1655-1658) aveva una residenza a Frosolone, da cui firmò gli atti emessi durante il suo episcopatoV. Cocozza, Chiesa e società a Trivento..., pp. 239-244., e dov'è tuttora sepolto.

Tra Ottocento e Novecento la diocesi fu guidata da uomini di vasta e preparata cultura, tra cui Luca Nicola De Luca (1792-1819), Benedetto Terenzio (1837-1854), Luigi Agazio (1854-1887) e Carlo Pietropaoli (1897-1913). All'epoca del vescovo Epimenio Giannico furono celebrati un sinodo diocesano (1950), il congresso eucaristico (1951) e il congresso mariano (1955).

Il 21 agosto 1976 la diocesi ha perso la sua secolare indipendenza ed è entrata a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Boiano-Campobasso, che in seguito ha assunto il nome di Campobasso-Boiano.

Nel 1977 Trivento subì alcune lievi modifiche territoriali: il comune di San Pietro Avellana passò dall'abbazia territoriale di Montecassino alla diocesi di Trivento, AAS 69 (1977), p. 218., la quale perse le parrocchie dei comuni di Alfedena e di Castel di Sangro passate alla diocesi di Sulmona-Valva, AAS 70 (1978), p. 58..

Dal 24 febbraio 2025 è unita in persona episcopi alla diocesi di Isernia-Venafro, come già era avvenuto tra il 1972 e il 1975.

Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. San Casto † (290 - 304 deceduto) Ferdinando da Milano ? † (menzionato nel 390), Cappelletti e Gams menzionano un anonimo vescovo nel 390, che avrebbe portato a Trivento, con il consenso di sant'Ambrogio, le teste dei martiri Nazario e Celso; Vincenzo Ferrara da invece un nome a questo anonimo vescovo, Ferdinando. Secondo Lanzoni (op. cit.) la traslazione delle reliquie sarebbe stata impossibile. Costanzo ? † (menzionato nel 487)Vescovo attribuito a Trivento da Vincenzo Ferrara, ignoto a Cappelletti e Gams. Lanzoni (op. cit., p. 134) attribuisce Costanzo (o Costantino) alla diocesi di Trevi nel Lazio, mentre Ughelli (Italia sacra, vol. X, col. 176) alla diocesi di Trevi in Umbria. Respetto ? † (menzionato nel 494)Respectus è uno dei due vescovi, con Geronzio, a cui papa Gelasio I affida nel 494-495 il compito di regolare una vertenza fra il vescovo di Aufidena e la città; nella lettera del pontefice non è fatta menzione della sede di appartenenza dei due vescovi. Vincenzo Ferrara attribuisce Respectus alla diocesi di Trivento. Lanzoni, op. cit., p. 378. Lorenzo ? † (menzionato nel 495) Siracusio ? † (menzionato nel 496)Lorenzo e Siracusio sono attribuiti a Trivento da Vincenzo Ferrara, con indicazione cronologica distinta. Questi due vescovi, senza indicazione della sede di appartenenza, furono destinatari, assieme a Costanzo di Venafro, di una lettera di papa Gelasio I nel 496 circa (Giovanni Nigro, Il Molise paleocristiano dalle origini a Gregorio Magno, in Vetera Christianorum, 40, 2003, p. 100). Lanzoni (op. cit., p. 134) attribuisce Lorenzo alla diocesi di Trevi nel Lazio, mentre Ughelli (Italia sacra, vol. X, col. 176) alla diocesi di Trevi in Umbria. Savino ? † (menzionato nel 498)Vescovo attribuito a Trivento da Vincenzo Ferrara, ignoto a tutti gli altri autori.