Il termine Testimonium Flavianum indica un passo contenuto nelle Antichità giudaiche scritte dallo storico ebreo Flavio Giuseppe e particolarmente rilevante per il dibattito sulla ricerca del Gesù storico; insieme a un altro passo più sintetico delle Antichità giudaiche costituisce infatti uno tra i primi documenti storici di origine non cristiana a menzionare Gesù. Tale passo, contenuto nel Libro XVIII, afferma che Gesù era il Messia e un saggio maestro che fu crocifisso da Ponzio Pilato.Paul L Maier. (2007). Eusebius: The Church History. ISBN 978-0-8254-3307-8, pp. 336, 337.Heinz Schreckenberg; Kurt Schubert (1992a). Jewish Traditions in Early Christian Literature. Vol. 2. Augsburg Fortress. ISBN 90-232-2653-4, pp. 38-41. Il passo è presente in tutti i manoscritti giunti fino a noi delle Antichità,Alice Whealey (2015). "The Testimonium Flavianum". A Companion to Josephus. Wiley Blackwell. p. 345. ISBN 978-1-118-32516-2. La parte di gran lunga più famosa delle opere di Giuseppe Flavio è il cosiddetto Testimonium Flavianum, un breve passaggio su Gesù di Nazaret che compare in tutti i manoscritti giunti fino a noi del diciottesimo libro delle “Antichità giudaiche” (18.63–64). pubblicata nel 93. Tuttavia, per il suo tono celebrativo, l'autenticità del Testimonium è oggetto di discussioni sin dal XVI secoloLa prima presa di posizione sulla falsità del brano è attribuita al giurista e filologo protestante Hubert van Giffen (latinizzato in Hubertus Gifanius, 1534–1616), sebbene le sue opere pervenute non contengano questa posizione; il primo a pubblicare una confutazione dell'autenticità del brano fu il teologo luterano Lucas Osiander (1534-1604), il quale affermò che si trattava di un passo spurio (Epitomes historiae ecclesiasticae, ii c. 7, Tubinga, 1592).. Dalla fine del XX secolo, è opinione comune che il Testimonium sia parzialmente autentico, nel senso che un nucleo autentico riferito alla vita di Gesù fosse originariamente presente nell’opera di Giuseppe Flavio."Some (scholars) have mantained that the passage is wholly authentic; others think that it is wholly spurious. Most today regard the passage as authentic but edited." in Craig A. Evans, "Jesus and His Contemporaries: Comparative Studies", Leiden, Brill 1995, p. 43.Schreckenberg, Heinz; Schubert, Kurt (1992a). Jewish Traditions in Early Christian Literature. Vol. 2. Augsburg Fortress. ISBN 90-232-2653-4.Köstenberger, Andreas J.; Kellum, L. Scott; Quarles, Charles L. (2009). The Cradle, the Cross, and the Crown: An Introduction to the New Testament. B&H. ISBN 978-0-8054-4365-3.Evans, Craig A. (2001). Jesus and His Contemporaries: Comparative Studies. Brill. ISBN 0-391-04118-5.Wansbrough, Henry (2004). Jesus and the oral Gospel tradition. A&C Black. ISBN 0-567-04090-9.G. A. Wells, The Jesus Legend, 1996 ISBN 0-8126-9334-5, p. 48 James Dunn afferma che esiste un «ampio consenso» tra gli studiosi riguardo alla natura di un autentico riferimento originale a Gesù nel Testimonium, nonché su come sarebbe il brano senza le interpolazioni.Dunn, James (2003). Jesus remembered. ISBN 0-8028-3931-2. Tra le altre cose, l’esistenza di un’introduzione originale a Gesù contribuirebbe a dare un senso al riferimento successivo contenuto in “Antichità giudaiche”, Libro XX, Capitolo 9, 1, in cui Giuseppe Flavio menziona la lapidazione di “Giacomo, fratello di Gesù, che era chiamato Cristo”.Flavius Josephus; Maier, Paul L. (Dicembre 1995). Josephus, the essential works: a condensation of Jewish antiquities and The Jewish war. Kregel. ISBN 978-0-8254-3260-6.Géza Vermes (2011). Jesus in the Jewish World. Hymns Ancient and Modern. ISBN 978-0-334-04379-9.Louis Feldman (ISBN 90-04-08554-8, pp. 55–57) afferma che l’autenticità del brano di Giuseppe Flavio su Giacomo è stata «riconosciuta quasi universalmente».Citazioni tratte da riferimenti precedenti: Van Voorst (ISBN 0-8028-4368-9, p. 83) afferma che «la stragrande maggioranza degli studiosi considera autentici sia il riferimento al “fratello di Gesù chiamato Cristo” sia l’intero brano che lo contiene». Bauckham (ISBN 90-04-11550-1, pp. 199–203) afferma: «la stragrande maggioranza lo ha considerato autentico». Meir (ISBN 978-0-8254-3260-6, pp. 108–109) concorda con Feldman sul fatto che pochi abbiano messo in dubbio l’autenticità del brano di Giacomo. Anche Setzer (ISBN 0-8006-2680-X, pp. 108–109) afferma che pochi ne hanno messo in dubbio l’autenticità.Luke Timothy Johnson, (2005). The letter of James: a new translation with introduction and commentary. New Haven; Londra: Yale University Press. p. 98.
Quasi tutti gli studiosi moderni ritengono che anche il riferimento contenuto nel Libro 18, Capitolo 5 delle Antichità alla prigionia e alla morte di Giovanni Battista sia autentico e non costituisca un’interpolazione cristiana. Esistono numerose differenze tra le affermazioni di Giuseppe Flavio riguardo alla morte di Giovanni Battista e i racconti del Nuovo Testamento.John Painter (2005). Just James: The Brother of Jesus in History and Tradition. Bloomsbury Academic. ISBN 0-567-04191-3, p. 143-145. Gli studiosi considerano generalmente queste variazioni come indicazioni del fatto che i passaggi di Giuseppe Flavio non siano interpolazioni, poiché un interpolatore cristiano le avrebbe probabilmente fatte corrispondere ai racconti del Nuovo Testamento, anziché farle differire da essi.Eddy, Paul; Boyd, Gregory (2007). The Jesus Legend: A Case for the Historical Reliability of the Synoptic Jesus Tradition. Baker. ISBN 978-0-8010-3114-4, p. 130. Gli studiosi hanno fornito spiegazioni per la loro inclusione nelle opere successive di Giuseppe Flavio.
Antichità giudaiche e Testimonium Flavianum Flavio Giuseppe era un nobile ebreo, membro del Sinedrio che combatté contro i Romani durante la prima guerra giudaica (66-74), per poi essere catturato e collaborare col generale e successivamente imperatore Tito Flavio Vespasiano. Trasferitosi a Roma alla corte imperiale, scrisse due opere storiche in lingua greca, la Guerra giudaica (75), in cui racconta la rivolta ebraica repressa da Vespasiano, e le Antichità giudaiche (93), nelle quali narra la storia del suo popolo da Abramo ai suoi tempi. In quest'ultimo testo sono presenti due riferimenti a Gesù. Il primo, non contestato ma molto breve, descrive la morte di "Giacomo, fratello di Gesù" (Libro 20, cap. 9).
Il secondo, noto come Testimonium Flavianum e oggetto di discussione tra gli studiosi, narra:
La stragrande maggioranza degli studiosi ritiene anche che sia autentico e non un'interpolazione cristiana il riferimento all'imprigionamento e alla morte di Giovanni il Battista.; ; .
Testimoni Giuseppe Flavio redasse tutti i suoi scritti dopo essersi stabilito a Roma nel 71, sotto il patrocinio di Vespasiano. Le copie più antiche risalgono all'XI secolo, ad opera di monaci cristiani..
I Giudei non preservarono copie delle opere di Giuseppe Flavio sia perché era considerato un traditore. sia perché le sue opere circolavano in greco che era caduto in disuso nella comunità ebraica dopo il periodo in cui visse Flavio.
Esistono 120 manoscritti di Giuseppe Flavio di cui 33 risalgono a prima del XV secolo. Circa due terzi risalgono al periodo Comneno..
Il più antico è lAmbrosianus 370 (F 128), risalente all'XI secolo e conservato presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano. Esso contiene quasi interamente la seconda metà delle Antichità Giudaiche..
Sono noti anche 170 manoscritti latini dei testi di Flavio Giuseppe, alcuni dei quali risalgono al sesto secolo. Secondo Louis Feldman, la loro comparazione coi manoscritti greci è stata utile a ricostruire i nomi propri e le lacune testuali..
La posizione degli studiosi di fronte al Testimonium Flavianum Di fronte al Testimonium la comunità degli studiosi è divisa su tre diverse posizioni: La maggioranza degli studiosi lo accetta parzialmente, attribuendo ad interpolatori cristiani alcune affermazioni in esso contenuteMarta Sordi, I cristiani e l'impero romano, 2004.Maier, Paul L. (2007). Eusebius: The Church History, p.336, 337. ISBN 978-0-8254-3307-8.Zvi Baras, "The Testimonium Flavianum and the Martyrdom of James" (1987), p.339. In Feldman, Louis H.; Hata, Gōhei (eds.). Josephus, Judaism and Christianity. Brill. ISBN 90-04-08554-8.. Le posizioni di questi studiosi si possono ulteriormente scomporre come segue:
studiosi secondo i quali gli interpolatori cristiani hanno migliorato un resoconto negativo di Gesù, togliendo o modificando delle frasi:
altri che sostengono che la narrazione originale sia stata ampliata con concetti estranei al pensiero di Giuseppe:
Alcuni studiosi lo considerano completamente autentico. In questo gruppo confluiscono in particolare alcuni studiosi cristiani, per i quali il passo offre una conferma della personalità di Gesù così come traspare dagli scritti neotestamentariA. Socci, "La guerra contro Gesù", Rizzoli, Milano 2011, pp. 217-238. Alcuni studiosi lo rigettano completamente, considerandolo un'intromissione operata da un copista cristiano. Rifiutato il Testimonium viene meno un'importante citazione esterna al Nuovo Testamento, anche se quasi nessuno dubita dell'attendibilità dell'altro passo in cui Giuseppe parla di Gesù, nel XX libro delle Antichità giudaiche. Tra questi vi è lo studioso Ken Olson, che ritiene che il passo sia stato scritto da Eusebio di Cesarea. Paul Maier afferma che la prima ipotesi è generalmente considerata irragionevole, dato che, in quanto ebreo, Giuseppe Flavio non avrebbe mai definito Gesù il Messia, e che la terza opzione è difficilmente sostenibile vista la presenza del brano in tutti i manoscritti greci giunti fino a noi; pertanto, la grande maggioranza degli studiosi moderni accetta l’autenticità parziale. Baras aggiunge che l’autenticità parziale è più plausibile perché riconosce come autentiche alcune parti del brano, ma considera altre parti come interpolazioni. Craig A. Evans e Robert E. Van Voorst affermano che la maggior parte degli studiosi moderni accetta la posizione secondo cui il Testimonium è parzialmente autentico, conteneva un nucleo con un riferimento autentico a Gesù e che l’analisi del suo contenuto e del suo stile avvalora questa conclusione.
Mentre prima dell’avvento della critica letteraria la maggior parte degli studiosi considerava il Testimonium interamente autentico, in seguito il numero dei sostenitori della piena autenticità è diminuito. La maggior parte degli studiosi ora accetta l’autenticità parziale e molti tentano di ricostruire la propria versione del nucleo autentico; studiosi come Géza Vermes hanno sostenuto che le caratterizzazioni complessive di Gesù nel Testimonium sono in accordo con lo stile e l’approccio di Giuseppe Flavio.
L'assenza del Testimonium in Fozio