Il centro storico di Genova è il nucleo della città vecchia organizzato nel dedalo di vicoli (caruggi) di origine medievale che si sviluppa - da est ad ovest - dalla collina di Carignano alla stazione FS di Genova Piazza Principe, a ridosso di quello che era il Palazzo del Principe, residenza dell'ammiraglio Andrea Doria. Urbanisticamente la zona fa parte del Municipio I Centro-Est.
È da notare comunque che l'attuale territorio comunale nasce dalla fusione, avvenuta a più riprese a partire dalla seconda metà del XIX secolo, della Genova storica con i comuni e le cittadine adiacenti (ora quartieri), alcuni dei quali dotati di propri centri storici più o meno antichi e urbanisticamente rivoluzionati negli anni.
Le grandi operazioni urbanistiche portate avanti dalla prima metà del XIX secolo fino ad oltre la metà del XX (difficilmente replicabili oggi, dato il maggior interesse alla tutela dei quartieri storici da parte della pubblica amministrazione), unite ai danni avvenuti durante la seconda guerra mondiale (molti degli edifici antichi sono andati distrutti durante i bombardamenti alleati), hanno in parte stravolto il tessuto originario del centro storico. Poco meno di un quarto degli edifici (23,5%) risale al dopoguerra o ad anni successivi.
Storia e caratteristiche
La storia del nucleo storico del capoluogo ligure è legata totalmente alla storia cittadina, dagli albori della costruzione delle prime abitazioni dei Liguri sulla collina di Castello, al periodo romano, lungo gli anni della Repubblica marinara (dei quali tenne nota l'annalista Caffaro di Rustico da Caschifellone, conosciuto semplicemente come il Caffaro), fino alle battaglie patriottiche e insurrezionali della Giovine Italia e della Carboneria di Giuseppe Mazzini.
Le prime ipotesi sulla storia di Genova antica, non legate alla mitologia o a versioni propagandistiche delle sue origini e del suo periodo pre-romano, risalgono al XVII secolo (esempio Odoardo Ganducio, Discorso sopra l'iscrittione, ouero epitafio ritrouato a Tortona in vn marmo, d' vn decurione antico genuese, 1614), ma solo con i ritrovamenti avvenuti a partire dalla fine del XIX secolo e il successivo studio dei reperti si è potuta avere una visione più chiara (seppur in parte incompleta) del reale passato della città. Molte delle pubblicazioni che fino alla metà del XIX secolo descrivevano della storia cittadina non si ponevano comunque il problema della localizzazione dei primi insediamenti o del periodo in cui questi fossero natiMarco Milanese, Scavi nell'oppidum preromano di Genova: (Genova, San Silvestro 1) - Volume 1, collana Studia archaeologica Volume 48, L'Erma di Bretschneider, 1987, ISBN 88-7062-621-0, p. 19 e sgg.. Non sempre le ricostruzioni dei secoli passati si sono rivelate accurate alla luce delle nuove scoperte e sovente si è verificato che contenevano errori, dovuti alla carenza di fonti archeologiche e/o al tentativo di individuare gli elementi della città antica in base a quelli, più moderni, della Genova visibile al tempo in cui venivano formulate queste ipotesi.A cura di Piera Melli, La città ritrovata, Archeologia urbana a Genova 1984-1994, Tormena Editore, 1996, pp. 33, 45 ISBN 88-86017-62-6
L'abitudine di costruire sull'esistente (spesso riciclando materiali recuperati da costruzioni precedenti, anche provenienti da fuori Genova), le numerose modifiche e ampliamenti degli edifici e delle chiese preesistenti effettuate nei periodi di benessere economico e crescita della città, quando non le vere e proprie rivoluzioni urbanistiche causate dalla crescente necessità di migliorare la rete viaria cittadina, oltre alle distruzioni portate dai bombardamenti francesi nel XVII secolo, da quelli legati alla repressione da parte dei Savoia dei moti indipendentisti del 1849 e infine da quelli subiti per mano degli alleati nella seconda guerra mondiale, a cui sono seguite le relative ricostruzioni, hanno dato vita a una situazione edilizia molto eterogenea, con vie e piazza dove, nell'arco di poche decine di metri, possono trovarsi costruzioni separate tra di loro da secoli di storia. La maggior parte degli edifici antichi che compongono il centro storico risalgono al XII e XIII secoloA cura di Piera Melli, La città ritrovata, Archeologia urbana a Genova 1984-1994, p. 390, Tormena Editore, 1996, ISBN 88-86017-62-6, anche se sovente hanno subito modifiche successive.
L'area del centro storico è delimitata dagli spartiacque che lo dividono dalla Val Polcevera a Nord Ovest e dalla Val Bisagno a Nord Est. Geologicamente è costituita da tre tipi di formazioni geologiche: i calcari marnosi del monte Antola (zona di Carignano e di Sarzano, oltre che l'area tra il Righi e Castelletto e la zona della Lanterna), risalenti al periodo del Cretacico superiore e del Paleocene; le argilloscisti della Val Polcevera (con alcuni affioramenti, soprattutto nella zona di Granarolo) che costituiscono la base del flysch della precedente formazione; marne di Piccapietra (zona di Portoria e parte dei sestieri della Maddalena e del Molo), risalenti al PlioceneA cura di Piera Melli, La città ritrovata, Archeologia urbana a Genova 1984-1994, pag 25 e pag 26, Tormena Editore, 1996, ISBN 88-86017-62-6
Nell'area erano presenti diversi torrenti e ruscelli, che nei secoli sono stati ricoperti e/o incanalati nel sistema fognario cittadino per ottenere nuove superfici edificabili. Alcuni termini della toponomastica cittadina fanno riferimento a questi corsi d'acqua, ad esempio nella via al Ponte Reale (che collega piazza Banchi a piazza Caricamento), dove il termine "Reale" non si riferirebbe al significato di regalità, ma sarebbe una deformazione di rià (rio, ovvero ruscello, in genovese), dal riale di Soziglia (ovvero rivo di Soziglia) che scorreva in zonaRiccardo Navone, Viaggio nei caruggi. Edicole votive, pietre e portali, Fratelli Frilli Editori, Genova, 2007 ISBN 978-88-7563-334-9, p. 151. Altro esempio sarebbe piazza Acquaverde (di fronte alla stazione ferroviaria di Piazza Principe), il cui nome deriverebbe dalla presenza di uno stagno ricco di alghe, da cui il colore verdastro, alimentato dal torrente Sant'Ugo (una leggenda vuole che sia stato proprio il santo a far sgorgare l'acqua che alimentava lo stagno)Riccardo Navone, Viaggio nei caruggi. Edicole votive, pietre e portali, Fratelli Frilli Editori, Genova, 2007 ISBN 978-88-7563-334-9, p. 382.
Il centro storico è tradizionalmente suddiviso in sei zone dette sestieri: (Prè, Portoria, Molo, Maddalena, San Vincenzo, San Teodoro), con il mantenimento della traccia storica degli antichi rioni di quella che fu la capitale della Repubblica di Genova. Tale suddivisione esula da quella che vede organizzato il territorio comunale in oltre una decina di circoscrizioni (o municipi): i sei sestieri sono attualmente compresi nel territorio dei Municipi I Centro Est e II Centro Ovest (per il solo sestiere di San Teodoro).
Le strade e i vicoli tradizionalmente erano lastricati con pietre o mattoni, che componevano vari disegni, da quelli più lineari, come il posizionamento a file parallele o a lisca di pesce, a quelli più complessi. Le lastre di pietra erano solitamente di due dimensioni, un tipo sottile e lungo (circa 12–15 cm per 70–75 cm), chiamato "cordonini", e uno più ampio (24–26 cm per 50-60 com) chiamato "tacchi", a volte queste erano alternate a mattoni o affiancate da ciottoli. Nei sagrati delle chiese o nei giardini dei palazzi a volte viene utilizzata al tecnica del risseu, un mosaico acciottolato tipico della liguria.Proposta per la riqualificazione di itinerari significativi del centro storico di Genova, Consorzio Imprenditori Edili Genovesi, 1990, capitolo "Cenni storici" Con la diffusione dell'asfalto parte della pavimentazione originale negli anni è stata ricoperta.
Superficie In considerazione dell'estensione del nucleo originale di 1,13 km² (ossia 113 ettari, la superficie dei quartieri di Prè-Molo-MaddalenaIl Piano Operativo per il Centro Storico , schede 004_2002 URBAN II: Centro Storico e 025_2002 L'edilizia privata in Centro Storico , dal sito del comune di Genova), viene citato come il centro storico antico maggiormente esteso d'Europa. In realtà questa può essere considerata una leggenda metropolitana, in quanto risulta meno esteso, ad esempio"Il centro storico: da freno a opportunità" , approfondimento di Bruno Gabrielli, assessore alla qualità urbana, dal sito del Comune di Genova di Roma (1.430 ettari)"Comune di Roma, Municipio Roma centro storico, Piano regolatore 2008 - 2010", dal sito del Comune di Roma, p. 10 e Napoli (quest'ultimo, con i suoi 1.700 ettari, il maggiore).
L'elevata densità dei palazzi, soprattutto dopo l'enorme crescita edilizia iniziata con il XVIII secolo, ne fa comunque uno dei centri storici con la maggiore densità abitativa: nell'area più antica (comprendente anche la zona portuale) vivono circa 23.000 abitanti, distribuiti in 2305 corpi edificati (valore al 1999) su una volumetria di circa 10 milioni di metri cubi.
La superficie del centro storico, a causa dell'orografia della zona, varia, anche notevolmente, a seconda dei criteri e del metodo impiegati per stimarla. Nel Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S. M. il Re di Sardegna Volume 7 (edito nel 1840)Goffredo Casalis, Dizionario geografico storico statistico commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna Volume 7, pag 327 di Goffredo Casalis, viene stimata la superficie della città, utilizzando anche dati provenienti da Statistique de la ville de Genes di M. Cevasco M. Cevasco, Statistique de la ville de Gênes - tome premier e Statistique de la ville de Gênes - tome second pubblicato pochi anni prima, evidenziando come la sua conformazione, dotata numerosi cambi di altitudine del terreno, renda la superficie piana molto minore di quella effettiva:
Nel testo vengono poi riportati questi dati di superficie (in ettari) per i sei sestieri com'erano delimitati allora: SestieriSuperficie totale (ettari)Superficie piana (ettari)San Vincenzo25342San Teodoro45821Pré4924Maddalena237Portoria8342Molo3028Totale896164
Il comune di Genova, per le unità urbanistiche che riguardano i due municipi relativi al centro della città, fornisce questi valori di superficie (non tutte le unità urbanistiche elencate fanno parte di quello che viene identificato con il centro storico)Atlante demografico della città 2007, pubblicazione dell'Ufficio Statistica del Comune di Genova: Municipio I Genova Centro EstMunicipio II Genova Centro OvestUnità urbanisticaSuperficie totale (ettari)Centro abitato (ettari)Unità urbanisticaSuperficie totale (ettari)Centro abitato (ettari)Lagaccio89,4846,23Campasso82,8369,31Oregina185,2461,22San Gaetano34,7734,36Prè44,9637,29Sampierdarena53,0152,06Maddalena26,9522,33Belvedere47,3447,29Molo34,9633,42San Bartolomeo89,49 66,07San Nicola80,8565,36Angeli74,7263,78Castelletto67,7167,71San Teodoro103,0490,48Manin49,9344,19San Vincenzo68,5359,36Carignano59,1358,53
Lo sviluppo della prima Genova e gli insediamenti iniziali
Come scritto precedentemente, a causa della frequente e continua costruzione di nuovi edifici su quanto esisteva precedentemente e dopo i bombardamenti dell'ultimo conflitto mondiale, non sono presenti a vista resti romani o preromani. Negli ultimi due secoli i lavori di rimodellamento di alcune zone cittadine (per es. via XX Settembre e zone limitrofe tra il XVIII e il XIX secolo), oltre ai lavori di restauro e ampliamento di palazzi e strade, hanno portato più volte alla luce numerose rovine e oggetti legati ai primi insediamenti cittadini o alla più tarda epoca romana.Enzo Bernardini, Liguria, collana itinerari archeologici, 1981, Newton Compton Editore, p. 168 e sgg.i