Dalle origini agli anni 1960 1905-1940

La nazionale francese di calcio venne fondata contemporaneamente alla FIFA, il 21 maggio 1904. La prima partita dei Bleus si giocò a Bruxelles contro il e terminò 3-3. L'anno seguente la Francia giocò la sua prima partita in casa l'11 dicembre 1905 contro la al Parco dei Principi, vincendo 1-0. Tre anni più tardi, nel 1908, la Federazione francese decise di schierare due formazioni distinte (indicate convenzionalmente come Francia A e Francia B)Esse non devono essere intese come nazionale maggiore francese e nazionale francese B ma piuttosto come due selezioni indipendenti della nazionale maggiore francese. per i Giochi olimpici di Londra. L'esperienza non fu positiva visto che entrambe le nazionali furono eliminate dalla con due pesanti passivi (9-0 e 17-1).

Ai Giochi olimpici del 1920 in Belgio la Francia batté 3-1 l' nei quarti di finale prima di essere sconfitta dalla per 1-4. Quattro anni più tardi, invece, la Francia ospitò il settimo torneo olimpico, ma anche stavolta fu eliminata prima del previsto: nei quarti di finale, infatti, i Bleus persero 1-5 contro l' futuro campione.

Nei Giochi olimpici del 1932 il calcio non faceva parte del programma, così Jules Rimet, l'allora presidente della FIFA, decise di organizzare l'edizione inaugurale del campionato mondiale di calcio per squadre nazionali maggiori maschili in Uruguay. La Francia partecipò al torneo insieme con altre tre squadre europee (, e ) e venne inserita nell'unico girone a quattro squadre insieme con l', il e il . Il 13 luglio, allo stadio Pocitos, francesi e messicani scesero in campo per la gara inaugurale del torneo, che si concluse con la schiacciante vittoria dei Bleus per 4-1. In quella partita il centrocampista francese Lucien Laurent realizzò la prima rete in assoluto nella storia dei Mondiali di calcio. A causa delle successive due sconfitte, entrambe per 1-0, contro Argentina e Cile, la Francia fu eliminata dal torneo classificandosi terza nel suo girone alle spalle degli argentini e dei cileni e davanti ai messicani.

Quattro anni dopo, la Francia si presentò al in Italia con una formazione di seconda forza, capace però di esaltare la sua qualità a seconda degli avversari che incontrava. Sotto la guida dell'allenatore inglese George Kimpton, i transalpini furono eliminati agli ottavi di finale dall', vittoriosa per 3-2 ai tempi supplementari.

Le soddisfazioni non arrivarono neanche al organizzato in casa: sotto la guida di Gaston Barreau, la Francia non andò oltre i quarti di finale, eliminata dall' ( campione del mondo in carica) con il punteggio di 3-1.

1950-1960 Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1948, i Bleus parteciparono al decimo torneo olimpico a Londra. Furono sconfitti nei quarti di finale dalla nazionale padrona di casa col punteggio di 1-0. L'anno successivo, nel 1949, la formazione transalpina mancò la qualificazione al , perdendo contro la lo spareggio sul campo neutro di Firenze. Negli anni successivi, dal 1952 al 1954, la Francia uscì al primo turno sia alle Olimpiadi di Helsinki sia al .

Guidata da Pierre Pibarot, la Francia fu grande protagonista al e riuscì a strappare un meritato terzo posto dopo aver perso contro il in semifinale per 2-5 e vinto la finale per il terzo posto contro la per 6-3. L'attaccante francese Just Fontaine concluse il torneo da capocannoniere con 13 gol, cifra che rappresenta ancora oggi un record per la fase finale di un Mondiale.

Al , prima edizione della manifestazione continentale, la Francia ripeté le buone prestazioni del Mondiale di due anni prima. Tuttavia, priva dei suoi migliori elementi, come Fontaine, cadde sia in semifinale sia nella finale per il terzo posto, rispettivamente contro (4-5) e (2-0).

In seguito, i Bleus mancarono la qualificazione sia al sia al , ma due anni dopo, sotto la gestione di Henri Guérin, riuscirono a qualificarsi al . In quel torneo, i transalpini uscirono al primo turno con il bottino di un pareggio contro il e due sconfitte contro l' padrona di casa e l'. Dal 1966 al 1968 si alternarono in panchina José Arribas e Jean Snella (1966-1967), Fontaine (1967) e Louis Dugauguez, ma nessuno dei citati riuscì a costruire una squadra in grado di qualificare la Francia al .

Anni 1970 e 1980 1968-1978: il ritorno al campionato del mondo All'inizio degli anni settanta la Francia, allenata dapprima da Georges Boulogne (1969-1973) e poi da Kovács (1973-1975), fallì la qualificazione a ben quattro tornei consecutivi: il , il , il e il .

A partire dal primo gennaio 1976 la nazionale francese venne affidata a Michel Hidalgo, un allenatore di grandissimo carisma amatissimo dai propri giocatori. Nel corso degli anni, il neo C.T. costruirà una delle più forti squadre di sempre, il cui gioco offensivo sempre molto spettacolare resterà impresso nella memoria con il nome di "calcio-champagne". Hidalgo già a partire dalla prima amichevole, il 27 marzo 1976 contro la Cecoslovacchia decise di puntare su un nucleo di giocatori molto giovani. Tra questi spiccava soprattutto il centrocampista Michel Platini, che di lì a qualche anno si affermerà come uno dei giocatori più forti del panorama internazionale. Nelle qualificazioni al campionato mondiale 1978, la Francia venne inserita nel girone 5 assieme a e , la squadra di Hidalgo incominciò con un pareggio e una vittoria prima di incappare nella sconfitta contro gli irlandesi a Dublino. La qualificazione sembrò dunque compromessa e per i bleus si rese necessario sconfiggere la Bulgaria, nel frattempo uscita indenne dalla trasferta in Irlanda e consapevole di potersi qualificare anche con un pareggio. Il 16 novembre 1977, a Parigi, i francesi si imposero per 3-1 contro i bulgari, approdando ad un Mondiale dopo ben dodici anni.

L'euforia per i bleus contagiò i tifosi di tutto il paese non solo per l'obbiettivo raggiunto, ma anche perché il semestre di preparazione alla fase finale del torneo fu piuttosto promettente: la squadra di Hidalgo disputò alcune amichevoli di prestigio inanellando un pareggio contro l' e due vittorie contro e . Sebbene per un certo periodo parte dell'opinione pubblica (soprattutto di sinistra) invitò tutta la squadra a boicottare il in Argentina, per protesta contro il regime militare al tempo al potere nel paese sudamericano, la squadra decise ugualmente di parteciparvi e venne inserita in un girone con i padroni di casa dell', l' e l'. Nonostante le aspettative, i transalpini vennero eliminati clamorosamente al primo turno dopo due sconfitte contro gli italiani (2-1) e gli argentini (2-1) e una vittoria contro gli ungheresi (3-1).

1982-1984: la prima vittoria del campionato europeo Fu invece grande protagonista al . Dopo l'esordio con una sconfitta contro l' (3-1), la Francia superò il girone eliminatorio grazie alla vittoria sul (4-1) e al pareggio contro la (1-1). Durante la partita contro i kuwaitiani si segnalò l'evento più curioso di quel Mondiale. Il gol del 4-1 dei bleus, infatti, scatenò notevoli proteste in campo: i difensori del Kuwait si erano infatti fermati sentendo un fischio proveniente dagli spalti e attribuendolo erroneamente all'arbitro; Giresse, con la difesa praticamente ferma, non ebbe difficoltà a battere il portiere avversario. Lo sceicco Fahad Al-Ahmed Al-Jaber Al-Sabah (presidente della KFA) scese però in campo per contestare la decisione arbitrale: in seguito alla minaccia di ritiro della squadra dal campo, l'arbitro sovietico Stupar decise dunque di annullare il gol (anche se il match finì lo stesso 4-1 per i galletti). Superata la seconda fase a gruppi battendo l' di misura (0-1) e travolgendo l' (4-1), la Francia approdò in semifinale contro la . La partita, passata alla storia come la Notte di Siviglia, vide una sofisticata e tattica Francia cadere di fronte alla concretezza dei tedeschi, vittoriosi per 5-4 alla lotteria dei rigori (la prima nella storia del campionato mondiale) dopo il 3-3 dei tempi supplementari.

Due anni dopo fu il turno del , organizzato proprio in terra transalpina. I bleus nutrivano fondate speranze di vittoria, motivate dal buon Mondiale disputato due anni prima, dall'avere una squadra sì giovane ma ricca di elementi di talento, e dal vantaggio di giocare la manifestazione in casa, col tifo transalpino a supporto. All'esordio, i padroni di casa sconfissero di misura la per 1-0 grazie ad una rete di Platini. Il capitano dei galletti realizzò poi ben due triplette consecutive nelle vittorie contro (5-0) e (3-2), impresa unica per le fasi finali di questa manifestazione. In semifinale, la sfida tra Francia e (terminata 1-1 dopo novanta minuti) si risolse ai supplementari (3-2), e il gol partita venne realizzato ad un minuto dal termine ancora da Platini. Le Roi si ripeté anche nella finale contro la , calciando una punizione poco irresistibile che entrò in porta solo per l'errore del portiere Arconada. Poi negli ultimi minuti il raddoppio di Bellone completò il trionfo francese. Oltre a conquistare il primo titolo europeo, la Francia si affermò, nella persona di Platini, anche nella classifica capocannonieri: il capitano francese, infatti, andò a segno in tutte le gare, per un totale di 9 reti (record assoluto nella fase finale degli Europei) in 5 presenze, e a fine anno mise le mani sul suo secondo Pallone d'oro consecutivo.

1984-1988: il bronzo mondiale

Dopo la vittoria del primo titolo europeo, Hidalgo lasciò la panchina della Francia che venne affidata a Henri Michel. La squadra riuscì a qualificarsi al , venendo inserita in un girone comprendente , e . Dopo la vittoria di misura contro i canadesi grazie alla rete di Papin, i bleus pareggiarono 1-1 contro i sovietici prima di ottenere il secondo posto del girone con la vittoria per 3-0 contro gli ungheresi. Agli ottavi le reti per tempo di Platini e Stopyra eliminarono l', campione del mondo uscente, mentre nei quarti furono decisivi i rigori, dopo l'1-1 dei supplementari, per avere la meglio sul . In semifinale, tuttavia, i bleus furono sconfitti come quattro anni prima dalla al termine di una partita condizionata da alcuni errori arbitrali (come il gol annullato a Platini per inesistente fuorigioco). Rimase comunque la finale per il terzo posto, in cui la Francia piegò il per 4-2.

Il mondiale messicano del 1986 segnò la fine di una generazione di talenti che molti osservatori ritenevano irripetibile. Dopo quella edizione della coppa del mondo lasciarono la nazionale Dominique Rocheteau, Maxime Bossis e Alain Giresse e, un anno più tardi, quando già erano iniziate - male - le qualificazioni per l'europeo del 1988, anche Platini. La fine del precedente ciclo fu troppo brusca e per la selezione francese si aprì una fase buia. La squadra di Henri Michel fallì malamente, nonostante fosse campione d'Europa in carica, la qualificazione a Euro 1988, piazzandosi terza in un girone comprendente anche , , e , con un bilancio di una vittoria, 4 pareggi e 3 sconfitte.

Anni 1990 1988-1994: le fallimentari gestioni Platini e Houllier