Biografia Esponente di rilievo della Democrazia Cristiana e deputato alla Camera per sei legislature, è considerato una figura chiave nella nascita del partito nel Mezzogiorno, nonché uno dei massimi esperti parlamentari di legislazione elettorale del suo tempo.

Fondatore e pilastro della Democrazia Cristiana nel Mezzogiorno

Marotta ha ricoperto un ruolo essenziale e pioniere nello sviluppo della Democrazia Cristiana nell'Italia meridionale, ponendosi storicamente come uno dei pilastri portanti dell'intero edificio del partito nel Mezzogiorno e, in particolare, nella regione lucana. Primo responsabile politico provinciale della DC potentina, ne guidò i complessi e difficili passi iniziali nel secondo dopoguerra: inaugurò la storica sede di via Roma a Potenza, ne costituì i primi quadri cittadini e provinciali e aprì capillarmente le sezioni sul territorio.

 Sotto la sua direzione strategica, la DC lucana registrò una crescita esponenziale e un salto organizzativo senza precedenti: alla fine del 1944 contava 34 sezioni e 5.058 iscritti, passati a 49 sezioni e 8.705 iscritti nel giugno del 1945, fino a raddoppiare oltre quota 14.000 iscritti entro la fine dello stesso anno. Per via delle sue spiccate doti di accorto organizzatore, la dirigenza nazionale della DC gli affidò l'importante incarico di commissario presso il comitato provinciale di Salerno, ruolo che mantenne per un lungo periodo, estendendo la sua influenza sul radicamento del partito nel Sud.

Fu il primo rappresentante della DC meridionale nei convegni interregionali e nel Consiglio Nazionale del partito. Nella storica prima seduta del Consiglio Nazionale dopo la Liberazione (30 luglio 1945), prese la parola per illustrare le gravi condizioni delle popolazioni della Basilicata, chiedendo con forza che il nuovo Stato assicurasse l'istruzione gratuita ai giovani e promuovendo l'idea di un partito moderno, coerente e concretamente vicino ai problemi del Mezzogiorno.

Parallelamente, mantenne un solido legame con le istituzioni locali: fu consigliere comunale a Potenza (risultando il primo degli eletti e capogruppo consiliare della DC) e consigliere provinciale eletto nel collegio di Lauria.

Attività parlamentare ed esperto di sistemi elettorali

Eletto alla Camera dei deputati, dove sedette ininterrottamente per ventiquattro anni, Marotta si distinse nel panorama politico nazionale come un autorevole esperto in materia di sistemi elettorali. In virtù di questa profonda competenza giuridica e tecnica, ricevette il cruciale incarico di relatore di maggioranza per la legge sul sistema maggioritario applicata in quegli anni, un testo legislativo storicamente ricordato per il suo rigore tecnico.

Durante i suoi mandati parlamentari fece parte del comitato direttivo del gruppo parlamentare democristiano e fu membro di diverse commissioni permanenti, tra cui Trasporti, Affari Generali della Presidenza del Consiglio, Partecipazioni Statali e Finanze-Tesoro-Bilancio. A livello governativo e d'aula, fu nominato Sottosegretario di Stato al Ministero delle partecipazioni statali nel Governo Zoli (1957-1958) e, successivamente, ricoprì la carica istituzionale di Questore della Camera dei deputati.

Oltre all'impegno sulle riforme istituzionali, il suo nome è strettamente legato alla legge di proroga della Cassa per il Mezzogiorno. In qualità di relatore, Marotta non solo difese gli effetti positivi dei primi interventi ordinari, ma introdusse per la prima volta nella legislazione italiana il principio e l'obbligo di intervento dello Stato attraverso le aziende a partecipazione statale, creando lo strumento normativo fundamental per favorire l'industrializzazione del Sud e il riscatto economico del Lagonegrese.

Profilo ideale e valori cristiani

Credente e praticante, Marotta orientò il proprio impegno pubblico secondo i principi del cattolicesimo democratico. La sua azione politica e istituzionale fu guidata dall'adesione ai valori cristiani, guardando allo Stato come un'istituzione volta alla promozione della persona umana e alla solidarietà sociale. Questo quadro ideale trovò riscontro pratico nelle sue iniziative parlamentari, orientate al rinnovamento ambientale e al miglioramento delle condizioni civili delle popolazioni del Mezzogiorno.

Ultimi anni

Nell'aprile del 1972, nel pieno della sua attività parlamentare, fu colpito da un grave infarto. In vista delle imminenti elezioni politiche di quell'anno, scelse di declinare l'invito a ricandidarsi, dando prova di un alto senso di responsabilità istituzionale e concludendo così la sua lunga pagina di vita politica.

Si spense pochi mesi dopo, il 27 settembre 1972, nella natìa Trecchina.

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