Proveniente da una ricca e prestigiosa famiglia dell'alta borghesia del New England, percorse una brillante carriera accademica mettendosi in luce come uno degli intellettuali più perspicaci e dotati della sua generazione.
Nel 1961 entrò a far parte con un ruolo molto importante della nuova amministrazione inaugurata dalla presidenza di John Fitzgerald Kennedy, assumendo l'incarico di consigliere del presidente per la sicurezza nazionale. Diede parere negativo all'invasione di Cuba, del 17-19 aprile 1961.
Fino al 1966 Bundy esercitò un'influenza decisiva sulla maggior parte delle questioni di politica estera e di politica della difesa che coinvolsero gli Stati Uniti; in particolare si mostrò favorevole ad una politica di rigida contrapposizione alle potenze comuniste e approvò l'intervento diretto nella guerra del Vietnam.
Nel 1966 si dimise dall'incarico che aveva mantenuto anche durante la presidenza di Lyndon B. Johnson e assunse fino al 1979 la presidenza della Fondazione Ford, conservando tuttavia la sua autorevolezza e la sua influenza nelle questioni di politica estera. Suo fratello era William Bundy che entrò a sua volta nello staff delle presidenze Kennedy e Johnson svolgendo ugualmente incarichi di grande importanza.
Biografia
I primi anni McGeorge Bundy era originario di una ricca famiglia dell'alta borghesia di Boston con antiche tradizioni di servizio all'interno della classe dirigente degli Stati Uniti. I genitori erano Katherine Lowell Putnam, discendente di Percival Lowell, uno dei primi coloni del New England, e di numerosi personaggi famosi nel campo delle lettere, delle scienze e della politica, e Harvey Hollister Bundy che aveva prestato servizio con importantissimi incarichi amministrativi negli anni trenta e quarantaD. Halberstam, Le teste d'uovo, pp. 54-56.. In particolare Harvey Bundy era stato il principale collaboratore del ministro della Guerra Henry Stimson, durante gli anni della seconda guerra mondialeD. Halberstam, Le teste d'uovo, pp. 56-57..
Il giovane Bundy quindi crebbe in una situazione di privilegio sociale ed economico; il suo corso di studi fu particolarmente brillante; frequentò con eccellenti risultati la prestigiosa scuola superiore di Groton e quindi si iscrisse all'università di Yale dove confermò le sue rimarchevoli doti intellettuali; dopo aver completato i corsi si trasferì all'università di Harvard dove entrò subito a far parte della prestigiosa Society of Fellows, riservata ai migliori allievi, che gli permise di raggiungere rapidamente il dottorato e iniziare l'insegnamento accademicoD. Halberstam, Le teste d'uovo, pp. 58-60..
Durante la seconda guerra mondiale Bundy riuscì, nonostante fosse stato ritenuto inidoneo a causa del suo rilevante deficit visivo, a farsi assegnare allo stato maggiore dell'ammiraglio Alan Kirk che era tra l'altro un amico personale della famiglia BundyD. Halberstam, Le teste d'uovo, p. 62.. Il giovane McGeorge si distinse anche in questo periodo e partecipò con un incarichi di stato maggiore accanto all'ammiraglio Kirk allo sbarco in Normandia, a bordo dell'incrociatore Augusta. Dopo la guerra ritornò all'insegnamento universitario e divenne docente di pubblica amministrazione all'Università di Harvard dove rimase durante gli anni cinquantaD. Halberstam, Le teste d'uovo, p. 63..
Nell'amministrazione Kennedy
Dal punto di vista politico, McGeorge Bundy inizialmente aveva manifestato, a differenza del fratello William Bundy, la sua sintonia con le posizioni e le idee del partito Repubblicano e sembra che avesse votato per due volte per Dwight Eisenhower nelle elezioni del 1952 e 1956. Alla fine dell'amministrazione Eisenhower tuttavia iniziò ad entrare in contatto con alcuni collaboratori del candidato democratico John Fitzgerald Kennedy. Bundy divenne subito uno dei consiglieri più apprezzati di Kennedy con il quale condivideva le stesse esperienze universitarie e lo stesso ambiente socialeD. Halberstam, Le teste d'uovo, pp. 66-67..
Dopo l'elezione di Kennedy quindi Bundy entrò a far parte della nuova amministrazione, dimostrando la sua efficienza burocratica e la sua capacità di risolvere i problemi contingenti ed esporre con chiarezza le questioni più importanti. Non privo di una forte ambizione, Bundy ricevette l'incarico di consigliere del presidente per la sicurezza nazionale e ben presto divenne il principale collaboratore di Kennedy per la politica estera, soppiantando rapidamente il segretario di stato Dean Rusk per il quale Bundy non aveva alcuna stimaD. Halberstam, Le teste d'uovo, pp. 67-72..
Nella sua attività di consigliere del presidente per la sicurezza nazionale, Bundy dimostrò una notevole capacità amministrativa ed espresse in generale posizioni rigide, manifestando sicurezza nella potenza americana, fiducia nell'uso della forza e fermezza nell'opposizione alle potenze comuniste. Bundy tuttavia mentre dimostrò notevoli qualità nell'elaborazione di decisioni a breve termine per la risoluzioni momentanea di crisi, non manifestò altrettanta capacità nella produzione di strategie di lungo periodo che richiedessero analisi prospettiche sull'evoluzione nel tempo delle grandi questioni internazionaliD. Halberstam, Le teste d'uovo, pp. 71-72..
Bundy fu coinvolto in tutte le principali situazioni di crisi internazionale dell'amministrazione Kennedy; egli in pubblico minimizzò l'importanza del fallimento della Baia dei PorciD. Halberstam, Le teste d'uovo, p. 82., ma in realtà era pienamente consapevole delle sue responsabilità come consigliere del presidente per la sicurezza nazionale e non esitò a presentare le sue dimissioni a Kennedy che peraltro le respinse, mantenendolo nella sua caricaM. Beschloss, Guerra fredda, p. 151.. Durante la successiva crisi dei missili di Cuba, Bundy sembrò aver perso la consuetà lucidità di giudizio: dopo aver in un primo tempo proposto l'attacco aereo immediato, nello spazio di poche ore passò a consigliare prima il blocco navale di Cuba e poi una posizione di attesa, prima di ritornare a sollecitare un attacco aereo a sorpresa senza preavvisoM. Beschloss, Guerra fredda, p. 465..
Nel caso del coinvolgimento americano nella guerra del Vietnam, Bundy inizialmente sostenne le posizioni ufficiali dell'amministrazione favorevoli ad un crescente supporto al governo del Vietnam del Sud, ma nel 1963 espresse, come altri collaboratori del presidente, forti critiche all'operato del presidente sudvietnamita Ngô Đình Diệm e mostrò un certo scetticismo sull'andamento politico-militare della guerraD. Halberstam, Le teste d'uovo, p. 334.. Durante la crisi che si concluse con la destituzione e l'assassinio di Diệm, Bundy seguì un comportamento oscillante: dopo aver consentito che i suoi collaboratori partecipassero alla stesura dell'importantissimo cablogramma inviato sabato 24 agosto 1963 che in pratica autorizzava l'ambasciatore Henry Cabot Lodge ad attivarsi per ottenere un cambio della dirigenza sudvietnamita anche con la forzaS. Karnow, Storia della guerra del Vietnam, pp. 165-66. La serie di malintesi sorti intorno a questo cruciale cablogramma, compilato da funzionari di secondo rango e apparentemente approvato dai dirigenti dell'amministrazione, alcuni dei quali erano lontani da Washington il sabato pomeriggio del 24 agosto, spinsero Bundy ad affermare: "non occupatevi mai di lavoro durante il fine settimana!"., alla fine di ottobre 1963 egli, seguendo le direttive di Kennedy, comunicò a Lodge che il "presidente è profondamente preoccupato" e che temeva un fallimento che avrebbe provocato un "disastro per gli interessi americani". Bundy informò l'ambasciatore che il presidente e i suoi consiglieri ritenevano quindi necessario informare i generali contro Diệm che era consigliabile un rinvio del colpo di statoS. Karnow, Storia della guerra del Vietnam, pp. 177-178. Lodge peraltro non seguì le indicazioni comunicate da Bundy e il colpo di stato proseguì il suo corso e si sconcluse con la caduta e la morte violenta del presidente sudvietnamitaS. Karnow, Storia della guerra del Vietnam, pp. 178-189..
Nell'amministrazione Johnson
Dopo l'assassinio del presidente Kennedy il 22 novembre 1963, il nuovo presidente Lyndon Baines Johnson lasciò inizialmente quasi inalterata la squadra dei collaboratori e dei ministri; Bundy quindi rimase consigliere per la sicurezza nazionale e continuò a svolgere un ruolo importantissimo supervisionando l'apparato burocratico e promuovendo iniziative volte a razionalizzare e accelerare il processo decisionaleD. Halberstam, Le teste d'uovo, p. 396.. Dopo qualche difficoltà iniziale, il presidente Johnson mostrò di apprezzare l'attività di BundyD. Halberstam, Le teste d'uovo, p. 397.. A differenza del fratello William Bundy che, con l'incarico di sottosegretario di stato con delega per gli affari dell'Estremo Oriente, fu profondamente coinvolto a partire dal 1963 nei fatti della guerra del VietnamD. Halberstam, Le teste d'uovo, pp. 435-442., inizialmente McGeorge Bundy non mostrò grande interesse per i problemi dell'Indocina e sembrò dare molta maggiore importanza alle questioni di sicurezza connesse con l'EuropaD. Halberstam, Le teste d'uovo, p. 556..
Fu solo nel gennaio 1965 che egli fece la sua prima missione per conto del presidente in Vietnam del Sud; la situazione in quel periodo stava evolvendo in modo sempre più sfavorevole al governo filo-americano e da molte settimane erano in corso all'interno dell'amministrazione Johnson complesse discussioni sulle decisioni politico-militari da prendere riguardo all'IndocinaD. Halberstam, Le teste d'uovo, pp. 532-560.. Bundy in generale era favorevole alle proposte di intensificare le iniziative militari e intraprendere una graduale e selettiva campagna di bombardamentiD. Halberstam, Le teste d'uovo, p. 566.. Egli arrivò in Vietnam del Sud proprio nel momento in cui i soldati americani presenti nella base di Pleiku avevano subito un attacco vietcong che era costato numerose perdite. Bundy sembrò emotivamente coinvolto dagli avvenimenti e inviò al presidente Johnson proposte oltranziste in cui, pur non mascherando gli inconvenienti e il possibile fallimento dell'azione americana, sollecitò l'inizio dei bombardamenti aerei sul Vietnam del NordD. Halberstam, Le teste d'uovo, pp. 566-576.. Le valutazioni di Bundy verosimilmente influenzarono fortemente le decisioni del presidente che dopo pochi giorni diede inizio all'operazione Rolling ThunderD. Halberstam, Le teste d'uovo, pp. 577 e 587..
Nei mesi successivi McGeorge BUndy continuò a sostenere rigorosamente la politica di escalation del conflitto non manifestando reali dubbi o incertezze; inoltre si dimostrò in alcune occasioni privo di perspicacia mostrando superficialità e arroganza con interlocutori esterni all'amministrazione ed esprimendo la sua sicurezza sul successo della politica americana in IndocinaD. Halberstam, Le teste d'uovo, pp. 636 e 670.. In realtà, nonostante la sua rigidità e sicumera esterna, Bundy stava lentamente perdendo la fiducia di Johnson con il quale per la verità non era mai entrato in completa sintonia. Sembra che nel 1966 Bundy cominciasse ad avere crescenti perplessità sull'andamento della guerra del Vietnam ma in pubblico e con i consiglieri del presidente egli non mostrò mai queste incertezze e si dimostrò fino all'ultimo freddo e distaccato; Johnson aveva deciso di separarsi dal suo consigliere per la sicurezza nazionale ma era sicuro che Bundy sarebbe rimasto fedele alla politica dell'amministrazioneD. Halberstam, Le teste d'uovo, pp. 676-679.. Alla fine di febbraio 1966 McGeorge Bundy lasciò il suo incarico di consigliere del presidente per la sicurezza nazionale; al suo posto Johnson nominà Walter Rostow, ancor più deciso di Bundy ad incrementare l'impegno militare in Vietnam e pienamente rispondente alle esigenze del presidenteD. Halberstam, Le teste d'uovo, pp. 670-683..
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