La pieve di Santa Maria Assunta, nota anche come pieve di Bardone, è un luogo di culto cattolico dalle forme romaniche e barocche situato in largo della Pieve 5 a Bardone, piccola frazione del comune di Terenzo, in provincia e diocesi di Parma; appartiene al gruppo delle pievi parmensi ed è sede di una parrocchia compresa nella zona pastorale della Montagna.

Storia Il luogo di culto originario fu edificato probabilmente già nel VI secolo all'incirca a metà della salita appenninica della strada romana che univa Parma e Luni, divenuta strategica in epoca longobarda in quanto costituiva l'unico collegamento tra la pianura Padana e la Toscana; nel Medioevo il tracciato, noto come via di monte Bardone, rappresentò per secoli la principale strada di comunicazione percorsa dai pellegrini diretti a Roma dal Nord Europa..

Intorno al IX secolo il piccolo edificio paleocristiano, probabilmente sviluppato su una pianta centrale, fu modificato nella zona absidale posta a est, seppur senza alterarne la pianta poligonale.

La più antica testimonianza dell'esistenza della chiesa risale tuttavia solo al 1005, quando la pieve, dedicata a santa Maria Assunta, fu nominata nell'Ordo Archipresbiterorum Plebium voluto dal vescovo di Parma Sigefredo II..

Il tempio fu modificato nella zona centrale nel 1080, mentre nel corso del XIII secolo fu profondamente trasformato in stile romanico aggiungendo, ortogonalmente alla struttura originaria, l'aula a tre navate con altrettante absidi poligonali ed esonartece esterno.

Nel 1230, come testimoniato dal Capitulum seu Rotulus Decimarum della diocesi di Parma, dalla plebs de Bardono dipendevano le cappelle di Calestano, Vigolone, Paderno, Marzano, Cella, Morbello, Palmia, Troiano, Corniana, Monte e Ravarano... Il territorio amministrato fu ulteriormente accresciuto nei decenni seguenti: in un documento del 1299 risultavano soggette alla pieve anche le cappelle di Terenzo e Cassio, cui si aggiunsero entro il 1354 Alpicella e negli anni seguenti Sivizzano.

Nel XVI secolo la chiesa fu profondamente modificata, a partire dal 1635, quando le due navate laterali, strutturalmente a rischio di crollo, furono demolite; tre anni dopo fu realizzata una cappella sul lato sinistro, mentre nel 1655 fu costruito il presbiterio con abside piatta e tra il 1663 e il 1677 furono aggiunte altre due cappelle sulla sinistra e tre sulla destra;. furono inoltre probabilmente trasferite nel tempio alcune parti dell'ambone smembrato della pieve di Santa Maria Assunta di Fornovo.

Altri lavori furono eseguiti agli inizi del XIX secolo: tra il 1803 e il 1804 la chiesa fu interamente restaurata, mentre nel 1808 fu risistemato il campanile. Nel 1832 il tempio fu nuovamente interessato da opere di restauro, mentre nel 1865 fu ricostruita la parte sommitale della torre campanaria. Tra il 1884 e il 1888 furono risistemate le strutture portanti del tetto e fu aggiunto un locale laterale.

Nel XX secolo furono eseguite altre opere, a partire dal 1920, quando furono costruite le volte sulla navata; nel 1926 fu restaurato il campanile, mentre nel 1938 furono modificati gli esterni, intonacando la facciata e riportando alla luce l'antico rivestimento in pietra sul lato meridionale; nel corso dei lavori fu aggiunta sull'ingresso principale una finestra con archivolto trilobato, risalente all'XI secolo.

Nel 1945 crollò parte del tetto sul presbiterio, che fu ricostruito tra il 1946 e il 1948; tra il 1953 e il 1955 fu inoltre realizzata la pavimentazione interna.

Tra il 1998 e il 1999, in vista delle celebrazioni del Giubileo del 2000, l'edificio fu sottoposto a un complesso intervento di recupero e consolidamento, che comportò anche la realizzazione di alcuni scavi all'interno della pieve; durante i lavori furono riportate alla luce le fondamenta degli edifici primitivi e alcune tombe, contenenti due elementi di cinture della prima metà del VI secolo, che consentirono di datare l'edificio paleocristiano originario. La prima parte della navata fu trasformata in uno spazio espositivo delle sculture romaniche, col pavimento in vetro per consentire la visibilità delle antiche fondazioni.

Descrizione

La pieve si sviluppa su un impianto a navata unica affiancata da una nicchia e tre cappelle per parte, con ingresso principale a ovest e presbiterio rettangolare a est; a nord si innalza la torre campanaria parzialmente inglobata all'interno della canonica, mentre a sud il portale secondario si apre su un piccolo cortile.

La semplice e simmetrica facciata a capanna, interamente rivestita come il resto dell'edificio in blocchi irregolari di pietra, mostra alcuni segni dei numerosi interventi subiti dal tempio nella sua storia; al centro è collocato il portale d'ingresso principale squadrato, mentre più in alto si apre una finestra delimitata da due piedritti e coronata da un archivolto trilobato romanico, decorato con bassorilievi dell'XI secolo raffiguranti una scena di caccia e, in chiave di volta, lAgnus Dei; ai lati si aprono due piccole monofore cieche ad arco a tutto sesto, di cui quella destra profondamente strombata; in sommità corre lungo gli spioventi del tetto un cornicione in laterizio.

Il prospetto sud, frutto di aggiunte nei secoli, presenta un avancorpo in lieve aggetto rispetto alle adiacenti cappelle laterali; al centro di esso, tra due ampie paraste angolari, si apre l'ampio portale d'ingresso secondario, strombato e affiancato da una serie di colonnine coronate da capitelli decorati con rilievi; sopra all'accesso gli archi a tutto sesto della cornice inquadrano una lunetta contenente un altorilievo in stile romanico rappresentante la Madonna col Bambino e san Giovanni Battista, di datazione incerta..

Sul lato nord il massiccio campanile, elevato su un alto basamento a scarpa, è parzialmente inglobato nella canonica edificata in più riprese nei secoli; la cella campanaria si affaccia sulle quattro fronti attraverso due livelli di coppie di monofore ad arco a tutto sesto.

Sul retro il presbiterio a pianta rettangolare è affiancato simmetricamente dai locali annessi, aggiunti nei rifacimenti seicenteschi.

All'interno la navata, coperta da un soffitto a capriate lignee, è affiancata su ogni fianco da ampie arcate a tutto sesto, aperte sulle cappelle laterali ornate con semplici cornici; sulla sinistra, ai lati della seconda cappella si trovano due alte aperture chiuse da vetri, che consentono la visualizzazione di parte delle strutture dell'abside centrale duecentesca in pietra;. sulla muratura di sinistra si conservano le tracce di un affresco raffigurante Sant'Ilario, datato 1516. Al centro del pavimento della navata, un'ampia superficie vetrata, su cui sono collocate alcune sculture romaniche, ricopre le fondamenta dell'edificio medievale, riportate alla luce durante la ristrutturazione del 1998.

Sulla destra, la seconda cappella si affaccia, attraverso il portale d'ingresso secondario, sul cortile esterno. La terza accoglie sull'altare un'ancona in stucco del 1663, contenente una pala raffigurante la Sacra Famiglia con sant'Antonio da Padova e le anime purganti.

Sulla sinistra, la seconda cappella ospita un altare sormontato da un'ancona barocca in legno intagliato del 1639, contenente la seicentesca statua della Madonna del Carmelo; sulla mensa è collocato un tabernacolo settecentesco, affiancato da due sculture di angeli portacero risalenti alla metà del XVII secolo.. La terza dà accesso alla base del campanile, collegato a un ambiente a pianta curvilinea; al suo interno una teca espone alcuni oggetti rinvenuti durante gli scavi effettuati alla fine del XX secolo.

Il presbiterio, lievemente sopraelevato, è preceduto dall'arco trionfale a tutto sesto; l'ambiente, coperto da una volta a crociera, accoglie nel mezzo l'altare maggiore a mensa in arenaria, aggiunto tra il 1970 e il 1980.

La chiesa conserva altre opere di pregio, tra cui un olio seicentesco raffigurante lAngelo custode con cornice coeva, alcune pianete settecentesche, una croce astile cinquecentesca e un turibolo in argento sbalzato risalente al 1770.

Sculture romaniche

La pieve espone nella prima parte della navata alcune sculture romaniche di notevole pregio, di provenienza rimasta a lungo dubbia; secondo gli studi più recenti, due grandi lastre, due leoni stilofori, una cariatide, due statue e due capitelli derivano molto probabilmente dall'ambone della pieve di Santa Maria Assunta di Fornovo, scolpito all'incirca entro il 1220 da un artista di scuola antelamica e smembrato verso il 1600.

La lastra più grande, ornata con un bassorilievo, rappresenta verosimilmente la Glorificazione di santa Margherita, a lungo interpretata da vari studiosi come lIncoronazione della Vergine prima della scoperta della probabile origine fornovese dell'opera; secondo la più recente ipotesi ricostruttiva, la scultura, coronata nel mezzo da un leggio decorato con la raffigurazione di un'aquila, costituiva la parte centrale dell'ambone. Il bassorilievo mostra al centro Gesù Cristo, collocato all'interno di una doppia mandorla sorretta dai simboli dei quattro evangelisti e affiancato da numerosi angeli in volo e da santa Margherita di Antiochia inginocchiata.

La seconda lastra, in origine posta probabilmente sul fianco destro dell'ambone, rappresenta la Deposizione dalla croce, dalle forme analoghe rispetto alla scultura antelamica contenuta nel duomo di Parma. Al centro è posizionato Gesù Cristo mentre viene deposto dalla croce, affiancato da una coppia di angeli in volo; a differenza dell'opera parmigiana, tuttavia, il bassorilievo bardonese ospita sulla destra, oltre agli altri personaggi, le figure di Adamo ed Eva cacciati dal Giardino dell'Eden.

I due leoni stilofori, uno dei quali acefalo, erano verosimilmente collocati alla base delle colonne dell'ambone, sulla cui sommità si trovavano i due capitelli ornati rispettivamente con due draghi e con foglie d'acanto. La cariatide, anch'essa plausibilmente utilizzata come sostegno del pulpito, raffigura probabilmente Santa Margherita ed è coronata da un'acquasantiera decorata con quattro figure demoniache, che in origine forse costituiva il suo capitello. Infine le due statue, secondo un'ipotesi ricostruttiva utilizzate come spigoli tra le lastre dell'ambone, raffigurano probabilmente San Pietro e San Paolo.

Oltre alle sculture smembrate dall'ambone fornovese, la pieve accoglie altre opere medievali, di varia origine, tra le quali due telamoni rappresentanti due figure anziane.

Note

Bibliografia

Voci correlate Bardone Diocesi di Parma Parrocchie della diocesi di Parma Pievi parmensi Pieve di Santa Maria Assunta (Fornovo di Taro) Terenzo Via Francigena

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