Studioso e collezionista di documenti storici e letterari, dedicò una parte considerevole delle proprie ricerche a Gabriele D'Annunzio, all'Impresa di Fiume e alla cultura italiana fra Ottocento e Novecento. Fu collaboratore di Mario Praz nell'edizione delle opere dannunziane pubblicata nel 1966 nei «Classici Ricciardi» e autore di L'impresa di Fiume nelle parole e nell'azione di Gabriele D'Annunzio, opera documentaria che ebbe ampia circolazione negli studi sulla vicenda fiumana.
Biografia
Formazione e attività antiquaria
Laureato in ingegneria, Gerra si dedicò professionalmente soprattutto alla bibliofilia e al commercio librario antiquario. A Roma tenne una propria libreria, trasferitasi nel corso degli anni da piazza Barberini a via del Babuino e quindi in via di Propaganda Fide.
La sua attività di libraio antiquario è documentata almeno dalla metà degli anni trenta. Nel 1935 Marino Parenti pubblicò infatti Prime edizioni italiane. Manuale di bibliografia pratica ad uso dei bibliofili e dei librai, stampato «per conto della libreria antiquaria Ferdinando Gerra di Roma».
L'esercizio professionale dell'antiquariato librario si intrecciò strettamente con la sua attività di ricercatore. Gerra costruì raccolte di autografi, documenti, opuscoli e materiali effimeri, utilizzandoli spesso come punto di partenza per studi bibliografici e storici.
Abitò per un periodo a Roma in piazza Carracci 1, nello stesso edificio in cui risiedeva il filosofo Ugo Spirito.
Gli inizi degli studi dannunziani
Il nucleo principale dei suoi interessi fu costituito da Gabriele D'Annunzio e, in particolare, dalla dimensione politica e militare della sua biografia. Già nel 1936 Gerra aveva formato una vasta raccolta di documenti relativi all'Impresa di Fiume, denominata Fiume dannunziana.
La raccolta fu successivamente acquistata dal Museo del Risorgimento di Milano. Gerra ricostituì in seguito un secondo complesso documentario relativo a Fiume, comprendente anche materiale filatelico e francobolli dello Stato libero di Fiume, poi confluito nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.
Nel 1937 iniziò inoltre a collaborare al settimanale Meridiano di Roma, dove inaugurò una rubrica dedicata alla pubblicazione e trascrizione di autografi letterari e storici, accompagnati da brevi profili biografici dei rispettivi autori.
Il catalogo della Biblioteca Nazionale Braidense documenta fra i suoi contributi al Meridiano di Roma saggi quali Gabriele Rosa scrittore alla luce di documenti inediti e I colpi di clava del Gioberti in una lettera inedita di Roberto d'Azeglio, testimonianza della varietà dei suoi interessi storico-documentari già negli anni trenta.
D'Annunzio, la Chiesa e la bibliografia dannunziana
Il primo importante volume autonomo dedicato al poeta fu Gabriele d'Annunzio e l'Indice dei libri proibiti, pubblicato da Ugo Pinto a Roma nel 1958. Il libro ricostruiva i rapporti fra l'opera dannunziana e la censura ecclesiastica dall'epoca di Leone XIII a quella di Pio XI, corredando la ricerca con documenti e con il facsimile di un autografo di D'Annunzio.
Il volume, di 74 pagine più sedici pagine fuori testo, apparve come settimo titolo della «Collana di saggi critici, biografici e storici sulla vita e sull'opera di Gabriele D'Annunzio, scrittore e soldato».
Il libro attirò l'attenzione della stampa. Fabrizio Sarazani ne scrisse sul Messaggero, mentre Giuseppe Villaroel sottolineò la quantità di dati e precisazioni raccolti dall'autore.
Secondo Ettore Paratore, l'interesse di Gerra per D'Annunzio, pur nato dalla pratica del collezionismo e della bibliofilia, si sviluppò progressivamente in un'interpretazione complessiva della personalità dello scrittore, con particolare attenzione all'intreccio fra attività letteraria, esperienza politica e azione militare.
La collaborazione con Mario Praz
Un momento centrale nella carriera bibliografica di Gerra fu la collaborazione con Mario Praz all'edizione di Gabriele D'Annunzio. Poesie, teatro, prose, pubblicata nel 1966 da Riccardo Ricciardi Editore.
Il progetto era stato inizialmente pensato in vista del centenario della nascita di D'Annunzio del 1963, ma la complessità del commento ne ritardò considerevolmente la pubblicazione. Praz ricordò in seguito di aver ritenuto indispensabile affiancarsi a uno specialista dotato di solide competenze bibliografiche sull'opera dannunziana e di aver individuato in Gerra il collaboratore adatto.
L'edizione risultò quindi una vera curatela congiunta di Praz e Gerra. Quest'ultimo ebbe in particolare il compito di predisporre le note bio-bibliografiche poste all'inizio del volume e quelle premesse alle singole opere selezionate.
Praz avrebbe ricordato dopo la morte di Gerra che la sua «curiosità biobibliografica» era largamente riconosciuta nell'ambiente degli studiosi dannunziani.
L'impresa di Fiume
Nel 1966 Gerra pubblicò presso Longanesi L'impresa di Fiume nelle parole e nell'azione di Gabriele D'Annunzio, con prefazione dello storico Alberto Maria Ghisalberti. Il volume, di 728 pagine e corredato da trentadue tavole, apparve nella collana «Il Cammeo».
La ricerca derivava in larga parte dalla raccolta documentaria che Gerra aveva iniziato a costituire trent'anni prima. Pur rilevandone una prospettiva simpatetica nei confronti di D'Annunzio, la storiografia riconobbe al lavoro un rilevante valore documentario. Renzo De Felice lo giudicò, sul piano della ricostruzione fattuale, un punto di riferimento destinato a conservare a lungo la propria utilità.
Anche Ferdinando Cordova, nel Dizionario Biografico degli Italiani, ha ricordato il volume come opera particolarmente ricca di documenti, pur rilevandone il carattere in parte celebrativo nei confronti dell'esperienza dannunziana.
L'opera fu completamente rielaborata negli anni settanta e pubblicata da Longanesi nel 1974-1975 in due volumi, Fiume d'Italia e La Reggenza italiana del Carnaro, nella collana «I libri pocket».
La ricerca di Gerra è rimasta presente nella bibliografia successiva sull'impresa fiumana.
In qualità di studioso della vicenda, il 4 ottobre 1968 fu invitato alla trasmissione televisiva Teatro inchiesta, partecipando insieme a Diego Valeri, Paolo Alatri e Renzo De Felice al dibattito che seguì la messa in onda dello sceneggiato dedicato all'impresa di Fiume.
Altri studi storici e letterari
Gli interessi di Gerra non si limitarono a D'Annunzio. Si occupò diffusamente della Roma fra Settecento e Ottocento, della cultura risorgimentale, della letteratura dialettale romana e di figure minori del decadentismo italiano.
Nel 1958 pubblicò Er morto de campagna dal Sommaruga alla Subalpina Editrice e Pascarella e Salvatore Di Giacomo, studi legati alla storia editoriale e letteraria fra Roma e Napoli.
Collaborò ripetutamente alla Strenna dei Romanisti. Nel volume del 1965 apparve il suo contributo Per il “Re di Roma” l'elmo di Cesare ed il “brando” di Traiano, successivamente pubblicato anche come estratto autonomo. Nel 1969 vi pubblicò invece Un commediografo toscano tra i concorrenti al premio teatrale stabilito nel 1854 dal Governo pontificio.
Nel 1967 pubblicò La morte del generale Duphot e la Repubblica Romana del 1798-'99, studio corredato da documenti inediti e dedicato all'uccisione del generale francese Mathurin-Léonard Duphot e agli avvenimenti che precedettero la proclamazione della Repubblica Romana.
Mario Praz, recensendo l'opera su Paese Sera, mise in evidenza l'uso da parte di Gerra di una documentazione spesso rara o inedita per la ricostruzione della Roma rivoluzionaria di fine Settecento.
Nel periodico Dialoghi pubblicò nel 1963 un contributo relativo a Giuseppe Garibaldi, rendendo noto un foglietto autografo nel quale il generale comunicava al comitato di Bagheria la propria discesa su Palermo e forniva istruzioni operative.
Collaborò inoltre con L'Urbe, Il Messaggero e Il Tempo, pubblicando numerosi studi brevi e articoli di argomento dannunziano, storico e bibliografico.
Fra gli argomenti affrontati figuravano l'edizione originale del Pro Anima di D'Annunzio, le dediche autografe del poeta a Vittorio Emanuele III, la figura dell'aviatore Guido Keller, il mancato progetto di collaborazione fra D'Annunzio e Giacomo Puccini e il progettato libro dannunziano sulla Sicilia.
Giuseppe Vannicola
Negli ultimi anni Gerra concentrò parte delle proprie ricerche su Giuseppe Vannicola, violinista, scrittore e traduttore legato alla cultura decadente europea.
Nel 1978 pubblicò per Bardi Musica, letteratura e mistica nel dramma di vita di Giuseppe Vannicola (1876-1915): la Revue du Nord e la rivista Prose, una monografia di oltre duecento pagine, corredata da dodici tavole fuori testo.
Gerra vi ricostruì anche i rapporti epistolari di Vannicola con André Gide, pubblicando alcune lettere allora inedite; il suo lavoro continua a essere utilizzato dagli studi successivi sulla corrispondenza fra i due scrittori.
Mario Praz dedicò al volume una recensione sul Giornale, mentre Eurialo De Michelis tornò sulla figura di Vannicola nei Quaderni del Vittoriale.
Attività cinematografica
Accanto all'attività di bibliografo e antiquario, Gerra ebbe per oltre un decennio un'attività parallela come attore caratterista e generico cinematografico. Fra la metà degli anni cinquanta e gli anni sessanta comparve in film diretti, fra gli altri, da Vittorio De Sica, Luchino Visconti, Francesco Rosi, Luigi Comencini, Antonio Pietrangeli e Ugo Gregoretti.
In Il tetto di De Sica (1956), girato prevalentemente con interpreti non professionisti, Gerra interpretò il personaggio di Francesco.
Nel 1957 comparve in Le notti bianche di Visconti nella parte del padre della famiglia amica di Mario, senza essere accreditato nei titoli originali.
La sua partecipazione al cinema rimase comunque un'attività secondaria rispetto al lavoro bibliografico e antiquario.
Ultimi anni e morte
Negli anni settanta Gerra continuò l'attività di ricerca, bibliografia e consulenza antiquaria. Il catalogo pubblicato nel 1972 dalla Libreria Antiquaria Pregliasco di Torino, comprendente 624 schede, recava numerose tracce del suo lavoro bibliografico.
Dopo la sua morte Mario Praz ne ricordò soprattutto l'eccezionale capacità di rintracciare documenti, edizioni e curiosità bio-bibliografiche, sottolineando come diversi suoi lavori fossero fondati su ricerche di prima mano.
Gerra morì a Roma il 3 ottobre 1979, all'età di 78 anni. L'anno seguente Ettore Paratore gli dedicò sui Quaderni del Vittoriale il saggio Ferdinando Gerra bibliofilo dannunzista.
Filmografia
Attore
Il tetto, regia di Vittorio De Sica (1956) – Francesco Il momento più bello, regia di Luciano Emmer (1957) Le notti bianche, regia di Luchino Visconti (1957) – non accreditato La sfida, regia di Francesco Rosi (1958) A cavallo della tigre, regia di Luigi Comencini (1961) Il processo di Verona, regia di Carlo Lizzani (1963) Omicron, regia di Ugo Gregoretti (1963) La visita, regia di Antonio Pietrangeli (1963)
Opere
Studi dannunziani
Altri studi
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Antiquari italiani Categoria:Dannunzianesimo