La via Augusta Sallentina è una strada romana costiera di origine messapica, passante lungo il versante ionico della penisola salentina, che collegava Taranto a Otranto passando per Carosino, Fragagnano, Manduria, Avetrana, Nardò, Alezio, Racale, Ugento, Vereto, Castro e Vaste. La via costituiva il naturale prolungamento della via Appia, anche se spesso ci si riferisce a lei come via Traiana.
Riportata per la prima volta solamente nella Tabula PeutingerianaDomenico Romanelli, Antica topografia istorica del regno di Napoli, Napoli, Stamperia Reale, 1815-1819, vol. II, p. 51, si ritiene di conseguenza che sia stata immessa nel sistema postale romano, il cursus publicus, solo alla fine del IV secolo.
Storia Le prime tracce di questa antica strada risalgono all'età messapica (in questo periodo la via poté assistere alla morte del re di Sparta Archidamo III sotto le mura di Manduria nel 338 a.C), momento anche di massima importanza per la via Sallentina che in età romana (in questo periodo la strada poté assistere invece alla sconfitta di Manduria per mano di Quinto Fabio Massimo Verrucoso durante la guerra annibalica nel 209 a.C. e il passaggio dell'imperatore Vespasiano di ritorno da Alessandria d'Egitto a Roma), sebbene profondamente migliorata in epoca traianea, avrebbe perso infatti la centralità viaria per diventare influente solamente a livello locale nel collegamento offerto fra il porto di Leuca e la via Appia, che, stando a Strabone, era più comodo, quindi preferibile, rispetto alla corrispondente navigazione di cabotaggio.
Dopo la caduta dell'Impero romano la via Sallentina venne pian piano abbandonata a se stessa e, sebbene venisse ancora utilizzata in un primo tempo dai bizantini, col passare del tempo andò in rovina.
Denominazione Il nome di questa via è fatto discendere da un'epigrafe dedicata a Quinto Fabio Balbo, indicato come curatore della via Augusta SallentinaQ. FABIO BALBO V.P. / IVVIRO I. DIC / PATR. MUNIC. TUSCUL / TRIBUN. MILITUM / LEG. II AGRIP / CURATORI VIAE / AUG. SALLENT. / OB INSIG. IN UNIVERSOS / CONLATA BENEFICIA / AD MEMORIAM SEMPIT. / LUPIENSES HYDRENS. / ET NERITINI / PATRONO OPTIMO, in: Ludovico Muratori, Novus Thesaurus Veterum Inscriptionum, Tomo II, Milano, 1740, p. 1120, I.. Descritta dal Muratori, questi ne dubitò della veridicità in quanto ai suoi tempi non vi erano prove dell'esistenza della legio II Agrippa e della Via Augusta Sallentina (riporta inoltre che l'epigrafe fu esposta nella città di Lecce da Giovanni Bernardino TafuriA Lecce esiste una via del centro storico intitolata a Quinto Fabio Balbo.); fu invece ritenuta autentica dal GalateoAntonio Galateo, De Situ Japygiae. e dal CorciaNicola Corcia, Storia delle Due Sicilie dall'antichità piu remota al 1789, Tomo III, Tipografia Virgilio, Napoli, 1847, p. 448. e citata da numerosi altri autoriMichele Tafuri, Opere di Angelo, Stefano, Bartolomeo, Bonaventura Gio. Bernardino e Tommaso Tafuri di Nardò ristampate ed annotate da Michele Tafuri, Volume 1, Stamperia dell'Iride, Napoli, 1848, p. 363.Giuseppe Spalletti, Dichiarazione di una tavola ospitale ritrovata in Roma sopra il monte Aventino, Stamperia Salomoniana, Roma, 1777, p. 109.. La dizione odierna utilizzata dagli studiosi per riferirsi alla via è "via Sallentina"Antonio Pizzurro, Ozan: Ugento dalla preistoria all'età romana, Edizioni del Grifo, 2002, ISBN 9788872612156, p. 270..
Note
Bibliografia Giovanni Uggeri, La viabilità romana nel Salento, 1983.
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