La Peugeot 104 era una piccola vettura prodotta e venduta in molti paesi europei dalla casa automobilistica francese Peugeot dal 1972 al 1983 e fino al 1988 nel solo mercato interno.
Storia Genesi
La genesi della 104 va fatta risalire alla metà degli anni sessanta del Novecento: nel 1965 venne lanciata la Peugeot 204, auto di immediato successo commerciale. Tuttavia, pochissimo tempo dopo il lancio della 204, i vertici della Casa di Sochaux si resero conto che non sarebbe stato possibile limitarsi alla gamma che la Casa automobilistica proponeva in quel periodo. Occorreva ampliarla in maniera decisa ed in varie direzioni, ma senza sperperare fondi in progetti ex novo che avrebbero fatto lievitare i costi in maniera esponenziale, visto e considerato che gran parte degli sforzi economici erano già indirizzati da tempo alla realizzazione della 504. Fu così che mentre venne varato un altro progetto teso alla realizzazione di una vettura appena sopra la 204 (la futura 304), della quale avrebbe mantenuto la maggior parte dei componenti, ci si preoccupò anche della realizzazione di altri due modelli, uno alla base della gamma ed uno al vertice, sopra la 504. In questo caso, non avendo basi meccaniche da sfruttare, occorreva cercare un partner, un'altra Casa con cui sviluppare i nuovi progetti, specialmente per quanto riguardava la futura "piccola" Peugeot, che per forza di cose doveva essere caratterizzata da un prezzo contenuto per poter essere concorrenziale. La Casa di Sochaux trovò il suo collaboratore nientemeno che nella sua più diretta rivale, la Renault. Nel 1966, tra Peugeot e Renault venne stipulato un contratto di collaborazione che sfociò nella fondazione della Société Française de Mecanique (SFM). Gli ultimi anni del decennio furono tesi principalmente alla realizzazione delle due "piccole". Ma vennero imposte delle clausole in modo tale che le due vetture non si cannibalizzassero eccessivamente dal punto di vista commerciale. La futura utilitaria della Renault (che avrebbe debuttato con il nome di Renault 5) non poteva avere più di tre porte, mentre la piccola Peugeot avrebbe dovuto rinunciare, almeno per i primi anni, al portellone posteriore, una soluzione ancora inedita presso le vetture di fascia bassa e medio-bassa, ma che stava prendendo piede nei progetti di molti costruttori europei, basti pensare che di lì a pochi mesi o anni avrebbero debuttato modelli di successo come la Simca 1100 (1967) e la Fiat 127 (1971), nonché la stessa Renault 5.
Dal punto di vista dei vantaggi innovativi fu quindi la Peugeot ad essere maggiormente penalizzata in partenza, poiché il semplice sportello posteriore per l'accesso al bagagliaio, con vetro posteriore fisso, costituiva un limite evidente alla modulabilità di un'auto a due volumi. Si decise quindi che la vettura dovesse divenire un punto di riferimento per quanto riguardava l'abitabilità interna. Tra le caratteristiche scelte dai progettisti Peugeot vi fu quella di disporre il motore in posizione trasversale per sottrarre spazio al vano motore in favore dell'abitacolo, e di inclinare il motore stesso all'indietro di 72º per poter alloggiare la ruota di scorta sotto il coperchio del cofano. Per quanto riguardava lo styling, ci si avvalse sia del centro stile interno, sia della Pininfarina, con cui la Casa francese era in stretti rapporti di collaborazione già da oltre un decennio. Entro la fine del 1966 furono approntati i primi modelli in gesso da parte dei due atelier: delle due proposte fu accettata quella del carrozziere torinese, poiché proponeva un corpo vettura spigoloso che permetteva un ottimale livello di abitabilità.
Debutto
Il progetto M16 sfociò nel 1971 con l'effettuazione dei crash test volti a valutare il fattore sicurezza, e finalmente nel 1972 con la presentazione della nuova automobile al Salone di Parigi. Già dall'estate precedente, però, quasi 1.100 esemplari di preserie uscirono dalle linee di montaggio di Mulhouse, in Alsazia.
La 104, prima vera utilitaria prodotta dalla Peugeot, stabilì subito un primato, ossia quello di essere la vettura a 4 porte più piccola del mondo. Non solo, ma gli obiettivi che i progettisti si erano prefissati in fatto di abitabilità interna furono raggiunti pienamente: la 104 trovava uno dei suoi migliori punti di forza proprio in tale aspetto. Altri pregi stavano nella sua maneggevolezza e nella sua tenuta di strada, dovuta ad una impeccabile progettazione del telaio, ma anche al peso a vuoto decisamente ridotto. Inoltre, la visibilità era più che soddisfacente e permetteva di valutare efficacemente gli spazi in fase di manovra.
Design ed interni
La carrozzeria della 104, frutto dell'atelier di Pininfarina, univa modernità e sobrietà. Nell'insieme appariva più discreta rispetto ad altri modelli simili dell'epoca, primo fra tutti la Renault 5: nonostante gli sforzi collaborativi tra Renault e Peugeot in fase di progetto, l'utilitaria di Billancourt si rivelò a conti fatti come la più ostica rivale della 104, rispetto alla quale appariva molto più personale nelle linee. Il frontale della 104 era caratterizzato da un paraurti in lamiera con alloggiamenti per gli indicatori di direzione, da una calandra a sviluppo orizzontale di color nero in mezzo alla quale campeggiava il simbolo del Leone Rampante e ai lati della quale trovavano posto i due fari quadrati. Il cofano motore era pressoché liscio, salvo le due nervature che lo attraversavano longitudinalmente, e presentava nella zona centrale un'ampia concavità appena visibile. La vista laterale presentava ancor meno note particolari, esclusa la scanalatura che attraversava longitudinalmente la fiancata, partendo dall'estremità anteriore e passando appena sotto le maniglie porta. La coda era caratterizzata dai gruppi ottici rettangolari e, nota dolente già menzionata, dal bagagliaio senza portellone, ma con un semplice sportello che ne penalizzava la praticità. Ma questi erano stati a suo tempo gli accordi con Renault.
Meno giustificata era invece l'eccessiva semplificazione ed austerità degli interni, in particolare della plancia, priva di un vero scomparto portaoggetti, così come di un vero svuotatasche. Inoltre, non erano previsti accessori come l'accendisigari e lo schienale regolabile lato guida o il retrovisore interno a due posizioni, accessori che già all'epoca cominciavano a diffondersi anche nelle fasce basse di mercato. Il volante era a tre razze e dietro di esso si trovava il cruscotto a due strumenti circolari, circondato da un rivestimento in finta radica di legno. Per il resto, la plancia appariva completamente spoglia e tutt'altro che vivace, basti pensare che non esisteva neppure una console centrale.
Tra gli optional figurava l'autoradio a cassette, installata nello spazio vuoto normalmente destinato alla console centrale, ed integrata ad un pannello comprensivo di altoparlante.
Meccanica e motore
L'architettura meccanica della 104 era del tipo "tutto avanti", cioè con motore anteriore (in questo caso disposto trasversalmente), trazione anteriore e cambio in blocco con il motore. Tale architettura può essere considerata tradizionale se vista con gli occhi di oggi, ma all'epoca si trattava invece di una configurazione tutt'altro che scontata, visto che la trazione anteriore non aveva cominciato a diffondersi che da pochi anni. Se è pur vero che Case come Citroën, Renault, Lancia ed Audi avevano ormai in listino quasi solo modelli con trazione sull'avantreno, era anche altrettanto vero che Case come la Fiat e la stessa Peugeot non avevano che solo un paio di modelli con trazione sull'asse anteriore. Nel resto d'Europa i modelli a trazione anteriore erano quasi delle eccezioni rarissime concentrate in maggioranza in Inghilterra dove venivano prodotte le Mini e Ado 16 con le loro derivate (Riley e Wolseley su tutte).
Pertanto, ciò che all'epoca proponeva la 104 non era affatto una soluzione tecnica banale. La scocca era del tipo portante, in acciaio, con sospensioni a quattro ruote indipendenti (avantreno di tipo McPherson e retrotreno a bracci tirati) con molle elicoidali ed ammortizzatori idraulici telescopici, freni a disco anteriori e freni a tamburo posteriori.
Al suo esordio, la 104 fu proposta in un'unica motorizzazione, vale a dire il 4 cilindri da 954 cm³ in grado di erogare 46 CV DIN di potenza massima. Questo propulsore della famiglia Type X, frutto della menzionata collaborazione industriale con Renault, era un'unità di nuova progettazione che debuttava appunto con la 104. Tra le sue caratteristiche: blocco e testata interamente in lega di alluminio, alesaggio superiore alla corsa, cinque supporti di banco, monoalbero a camme in testa azionato da catena e valvole allineate. Esso era accoppiato ad un cambio manuale a 4 marce più retromarcia, collocato sotto al motore e avente la lubrificazione in comune. Era un motore di temperamento vivace, ma di grande affidabilità e bassi consumi, che contribuì al successo del modello.
Evoluzione Verso il successo
Fin dal suo lancio, i vertici Peugeot si proposero di eliminare progressivamente tutte quelle "pecche di gioventù" che avevano caratterizzato la 104 al suo debutto commerciale. Ecco quindi che nel settembre del 1973 la 104 beneficiò di aggiornamenti al parabrezza, ai gocciolatoi sul tetto, al lunotto posteriore, ed ai sottoporta. Il cruscotto non fu più rivestito in finta radica, ma con una lamina in alluminio satinato. Finalmente comparvero i primi vani portaoggetti, uno in basso, a sinistra del piantone del volante, ed un altro sopra la plancia, all'altezza del passeggero anteriore, diviso in due semivani separati. Fecero inoltre la loro apparizione un portacenere ed una scritta identificativa sulla console centrale, mentre il volante venne leggermente ridisegnato. Tra gli accessori a pagamento proposti sulla 104 berlina dopo il primo anno di vita vi furono il lunotto disappannante e il divano La più grande novità del 1973 nella gamma 104 fu però l'avvento della versione a 3 porte, spesso chiamata anche coupé. Tale versione utilizzava lo stesso pianale della 104, ma con passo e sbalzo posteriore ridotti. Grazie all'ampliamento della gamma ed alle qualità dei modelli che la componevano, alla fine del 1973, le vendite della 104 ebbero un significativo decollo, anche se poco tempo prima si era verificata la grande crisi petrolifera che avrebbe messo in serie difficoltà molte Case automobilistiche in tutto il mondo.
Ulteriori novità si ebbero nel 1974: vi fu infatti lo sdoppiamento della versione a 4 porte in due livelli di allestimento, denominati L e GL: mentre il primo rimase pressoché identico alla versione del 1972, senza neppure più gli aggiornamenti dell'anno prima, il secondo propose una dotazione migliore, a partire dalla console centrale, fino a quel momento riservata solo alla versione 3 porte. Inoltre furono introdotte le luci di retromarcia, fino a quel momento assenti ed ancora il tergicristallo a due velocità, il lavavetri a comando elettrico, il portacenere ed il retrovisore interno a doppia posizione, mentre il pomello della leva del cambio ricevette il disegno a griglia della disposizione delle marce. Il motore subì un leggerissimo incremento di potenza.
Nessun particolare aggiornamento nella berlina per il 1975, se si escludono i fari posteriori leggermente più ampi e appena sconfinanti nel parafango posteriore. L'ampliamento della gamma della 104 a 3 porte, nello stesso anno (arrivarono infatti la ZL e la ZS), mise un po' in ombra la versione a 4 porte, di vocazione più tranquilla, ma le vendite continuarono ad essere piuttosto sostenute, poiché nonostante le sue pecche non ancora completamente risolte, la vettura continuò ad essere un riferimento per la sua polivalenza.
L'aggiornamento del 1976