Biografia Nato a Portici (Napoli), figlio primogenito di Rosa Rolando (1901-1979) e Carlo Rastrelli (1893-1954), politico che è stato con Aurelio Padovani tra i fondatori del fascismo a Napoli, console generale della Milizia fascista, commissario prefettizio dell'Aquila durante la Repubblica di Salò e, nel secondo dopoguerra, vicesindaco di Napoli durante l'amministrazione comunale di Achille Lauro, consegue la laurea in giurisprudenza, avvocato e dirigente d'azienda; ha una sorella, Bianca (1930), e tre fratelli: Massimo (1929-2018), gesuita e paladino della lotta contro l'usura, Romano (1932-2002) e Alfonso (1936-2016).

Attività politica Iniziò a fare politica nel 1948, quando s'iscrisse al Movimento Sociale Italiano (MSI), di cui divenne presto un dirigente a Napoli. Fu a lungo anche dirigente della Confederazione Italiana Sindacati Nazionali dei Lavoratori, sindacato legato all'MSI.

È stato per anni consigliere provinciale e comunale di Napoli, ricoprendo l'incarico di capogruppo del Movimento Sociale Italiano al Consiglio comunale.

Alle elezioni politiche del 1979 viene candidato al Senato della Repubblica, tra le liste del MSI, risultando eletto per la prima volta senatore. Fu rieletto nel 1983 e nel 1987, e nel 1992, restando in Senato fino al 1994. Ha fatto parte della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle stragi. Vice-capogruppo del MSI al Senato dal 9 luglio 1987 al 22 aprile 1992.

Durante la segreteria nazionale di Pino Rauti è stato segretario amministrativo nazionale del MSI-DN.

Alle elezioni politiche del 1994 viene candidato nel collegio uninominale di Napoli-Vomero per la Camera dei deputati, per la coalizione del Polo del Buon Governo, dove viene eletto deputato con il 45,19% dei voti. Successivamente fu nominato dal Consiglio dei Ministri Sottosegretario di Stato al Ministero del Tesoro del primo governo Berlusconi.

Nel gennaio 1995 aderì alla svolta di Fiuggi dal MSI ad Alleanza Nazionale e si candidò per l'elezione diretta alla presidenza della Regione Campania e, sostenuto da una coalizione di centrodestra, riuscì a vincere con il 47,86%, superando il candidato del centrosinistra Giovanni Vacca che ebbe il 39,30%, e dimettendosi da deputato.

Nel 1999, dopo quattro anni, la maggioranza da lui formata prima è stata però decimata da svariati episodi di trasformismo politico, che portarono ad un "ribaltone" politico in consiglio regionale. In seguito ad esso Rastrelli fu costretto alle dimissioni, e il suo posto fu preso da Andrea Losco, esponente mastelliano.

Alle elezioni regionali del 2000 si candidò per un nuovo mandato alla presidenza della Campania, ma venne sconfitto dal candidato del centrosinistra Antonio Bassolino (Rastrelli ottenne il 41,4% dei voti), divenendo consigliere regionale.

Nel 2001 si dimise dal Consiglio regionale della Campania, in quanto eletto, all'unanimità dal Parlamento e su indicazione del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, membro laico del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, carica ricoperta fino al 2006.

Nel novembre 2007 aderisce al partito La Destra di Francesco Storace. Dopo anni di silenzio è tornato a parlare del futuro di Napoli il 16 aprile 2011, in occasione della presentazione del decalogo per i candidati a sindaco, organizzata dalla Fondazione Valenzi.

Muore a Napoli il 15 agosto 2019 all'età di 91 anni.

Vita privata È stato sposato con Liliana Scaramella, con cui ha avuto cinque figli: Carlo, Fabio, Stefano, Sergio, avvocato e politico di Fratelli d'Italia, dal 2022 senatore della Repubblica, e Alessio.

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