Tapirus è l'unico genere oggi esistente dell'omonima famiglia di mammiferi (i Tapiridi) appartenente all'ordine dei Perissodattili (gli ungulati a dita dispari). Comprende solamente quattro specie, ma in passato esso era molto più vario di quanto non sia oggi. I tapiri sono animali caratterizzati dalla corporatura robusta e da una corta proboscide; vivono principalmente nel fitto delle foreste tropicali, nutrendosi di sostanze vegetali per lo più morbide. Appartengono ad un genere molto antico ed erano già presenti nel Miocene medio, 14 milioni di anni fa. Oggi sono diffusi in America meridionale (tapiro sudamericano e dei monti), in America centrale (tapiro di Baird) e nel Sud-est asiatico (tapiro dalla gualdrappa).
Descrizione Aspetto
Anche se nell'aspetto ricordano lontanamente i maiali, i tapiri hanno come parenti più stretti i cavalli e i rinoceronti. A seconda della specie, la lunghezza testa-tronco varia da 180 a 250 cm, la coda, costituita da un breve moncone, misura da 5 a 10 cm e l'altezza al garrese da 75 a 120 cm. Gli esemplari adulti pesano da 225 a oltre 300 kg. Oggi la specie di maggiori dimensioni è il tapiro dalla gualdrappa (Tapirus indicus), ma una specie fossile, Tapirus augustus, talvolta classificato nel genere a parte Megatapirus, era più grande del 25% rispetto a quest'ultimo. D'altra parte, esistevano anche specie molto piccole, come Tapirus polkensis, che pesava solamente 110-140 kg.
Il corpo tondeggiante e tozzo di questi animali è affusolato nella parte anteriore e arrotondato in quella posteriore, il che rende loro più facile muoversi attraverso le fitte foreste. Le specie americane hanno un manto di colore grigio-brunastro, mentre il tapiro dalla gualdrappa del Sud-est asiatico è caratterizzato da una vistosa colorazione bianca e nera. La testa sembra relativamente piccola rispetto al corpo. Gli occhi sono piccoli, le orecchie ovali ed erette sono molto mobili e in alcune specie sono bianche alle estremità. La caratteristica principale di questi animali però è la proboscide, formata dall'unione tra il labbro superiore e il naso. Le zampe sono relativamente corte e snelle; quelle anteriori mancano del primo dito, mentre il terzo è particolarmente robusto e sostiene il peso di tutto il corpo; il secondo e il quarto dito sono più deboli, il quinto è molto corto. Le zampe posteriori sono prive del primo e quinto dito, e il terzo è quello più lungo e robusto.
Caratteristiche del cranio e della dentatura
Il cranio dei tapiri è solitamente allungato e piatto. Caratteristica delle specie sudamericane è la cresta sagittale sulla sommità del cranio, formata dalle estremità interne delle ossa parietali. Tale particolarità è invece assente nel tapiro di Baird (Tapirus bairdii) e nel tapiro dalla gualdrappa, che invece presentano delle elevazioni ossee (creste parasagittali) su ciascun lato delle ossa parietali, più o meno a livello della scatola cranica, tra le quali si forma una stretta superficie piatta. L'osso occipitale è piuttosto corto e di forma rettangolare. L'osso nasale presenta un'inclinazione debole ed è piuttosto corto. Nei tapiri si trova in posizione molto arretrata, sopra la parte mediana dell'osso mascellare, ma non è collegato ad esso, in modo da creare uno spazio interno molto ampio. L'intera parte anteriore del muso è notevolmente ridotta: ciò è necessario per fare spazio all'elaborata muscolatura della proboscide.
I denti dei tapiri sono piccoli e simili a quelli dei primi mammiferi. Gli esemplari adulti hanno la formula dentaria seguente: , per un totale di 42 o 44 denti. Gli incisivi sono piccoli e conici, ad eccezione del terzo incisivo superiore (I3), che è notevolmente ingrandito. Anche i canini hanno forma conica: quelli inferiori sono molto grandi, mentre quelli superiori sono notevolmente più piccoli. Pertanto, i canini inferiori e gli incisivi esterni superiori formano uno strumento efficace per mordere. I denti anteriori sono separati da quelli posteriori da un diastema. I premolari hanno una forma simile ai molari, quindi sono chiaramente molarizzati. Come in tutti i Perissodattili, i molari sono caratterizzati da due creste di smalto trasversali sulla superficie masticatoria (condizione bilofodonte). Inoltre, i denti sono a corona bassa e presentano relativamente poco cemento, quindi sono adatti a masticare solamente sostanze vegetali morbide. Le varie specie fossili di tapiro presentano tutti caratteristiche dentarie simili, sebbene differiscano tra loro nel grado di molarizzazione dei premolari.
Proboscide
Il naso e il labbro superiore crescono insieme a formare una piccola proboscide che questi animali usano per localizzare e afferrare le foglie di cui si nutrono. Il tapiro dalla gualdrappa ha la proboscide più lunga, il tapiro sudamericano (Tapirus terrestris) la più corta. Dal momento che i tapiri fossili hanno una struttura cranica simile, è probabile che anch'essi fossero dotati di questa caratteristica. Come negli elefanti, la proboscide è un tubo composto interamente da muscoli con due narici continue, ma è significativamente più corta rispetto alla loro. Essa non ha un'impalcatura ossea, ma il punto dove si congiunge al cranio è stato rimodellato dall'evoluzione attraverso la riduzione delle dimensioni delle ossa facciali e si differenzia notevolmente da quello degli altri Perissodattili. L'elevata mobilità della proboscide è garantita da tre principali gruppi di muscoli, disposti longitudinalmente e trasversalmente o elicodailmente. Tra questi, diversi grandi muscoli facciali, come il muscolo elevatore del labbro superiore e il muscolo elevatore nasolabiale, hanno subito modifiche significative per consentire alla proboscide di muoversi liberamente. Diversamente da quanto è avvenuto negli elefanti, lo sviluppo della proboscide non ha portato ad ulteriori modificazioni del cranio o della dentatura. La breve lunghezza della proboscide dei tapiri non consente gli svariati utilizzi di quella degli elefanti, ma è pur sempre uno strumento utile per afferrare il cibo e portarselo alla bocca, nonché per annusare e respirare restando immersi nell'acqua, tutte azioni precluse ad altri mammiferi dotati di strutture simili a proboscide quali i suini, i toporagni elefante o le saiga.
Organi interni Come in tutti i Perissodattili, anche nei tapiri la fermentazione del cibo avviene nella parte posteriore dell'intestino, grazie alla partecipazione di numerosi microrganismi. Lo stomaco ha un'unica cavità ed è relativamente piccolo; l'intero tratto intestinale è lungo fino a 11 m, ma il cieco è piuttosto piccolo rispetto a quello degli altri Perissodattili. I reni contengono circa tre milioni di corpuscoli renali e pesano fino a 390 g; insieme, i due reni possono costituire lo 0,5% dell'intera massa corporea.
Distribuzione e habitat I tapiri oggi occupano un areale costituito da due parti del mondo notevolmente distanti tra loro: tre specie vivono nell'America centrale e meridionale, dove sono distribuite dal Messico meridionale al Brasile meridionale e all'Argentina settentrionale. La quarta specie, il tapiro dalla gualdrappa, vive nel Sud-est asiatico, dalla Birmania alla penisola malese e a Sumatra. Questo areale disgiunto è ciò che rimane di una diffusione originariamente molto più ampia. Nel Miocene e nel Pliocene i tapiri erano presenti in tutta la regione eurasiatica, ad eccezione del subcontinente indiano, e anche in gran parte dell'America settentrionale; l'America meridionale venne raggiunta solamente nel Pliocene medio in seguito alla formazione dell'istmo di Panama, durante il grande scambio americano. A causa di cambiamenti climatici che portarono a temperature più fredde e allo sviluppo di stagioni più delineate - nonché alla diffusione di paesaggi aperti nel periodo che va dal Miocene e dal Pliocene fino al Pleistocene - i tapiri scomparvero completamente dall'Europa, dall'Asia settentrionale e dall'America settentrionale.
I tapiri vivono nelle foreste, soprattutto nelle foreste pluviali tropicali, ma anche nelle foreste umide di montagna. Sono strettamente dipendenti dall'acqua e si incontrano dal livello del mare fino ad un'altitudine di 4500 m. Dal momento che i tapiri sono animali piuttosto conservatori, che hanno subito solamente lievi cambiamenti fisici nel corso del tempo, si presume che anche le specie fossili abbiano avuto preferenze ambientali simili.
Biologia Comportamento territoriale
I tapiri sono solitari e territoriali; quando due esemplari si incontrano, spesso si comportano in modo molto aggressivo. Solo durante la stagione degli amori maschi e femmine trascorrono un breve periodo insieme. Ciascun territorio misura tra 1 e 8 km² di superficie e contiene punti diversi per dormire, mangiare e sguazzare; talvolta le femmine occupano territori più estesi. I confini e i sentieri più battuti vengono contrassegnati con feci e urina. I tapiri sono animali notturni: durante il giorno si ritirano nel fitto sottobosco, mentre di notte vanno in cerca di cibo, camminando con la proboscide rivolta a terra. Spesso rimangono in prossimità degli specchi d'acqua: possono nuotare e immergersi bene ed effettuano di frequente bagni di fango. In generale i tapiri sono animali molto timidi e cauti, che in caso di minaccia scappano in acqua o trovano scampo nella fuga; se necessario, tuttavia, sono in grado di difendersi con i denti. L'udito e l'olfatto sono ben sviluppati.
Alimentazione I tapiri sono creature vegetariane che si nutrono principalmente di sostanze morbide. Oltre alle foglie, consumano anche piante acquatiche, gemme, ramoscelli e frutti. Grazie alla loro lingua lunga, muscolosa e flessibile, possono raggiungere anche le foglie delle piante spinose. Sono note diverse centinaia di specie di piante che costituiscono la fonte di cibo di ogni singola specie di tapiro. Attraverso le loro feci, questi animali diffondono anche i semi delle piante durante i loro spostamenti e svolgono quindi un importante ruolo ecologico nelle foreste tropicali in cui vivono. Alcune specie di tapiro sono solite leccare regolarmente il sale che affiora dalla superficie del terreno per neutralizzare le sostanze velenose ingerite con i vegetali di cui si nutrono e per assumere sali minerali indispensabili all'equilibrio metabolico. I tapiri sono strettamente dipendenti dall'acqua e adattano il proprio fabbisogno idrico alle condizioni locali, assumendo pertanto una quantità di acqua maggiore nelle regioni più aride.
Riproduzione
La gestazione dura da 13 a 14 mesi (390-410 giorni circa). Di regola nasce un unico cucciolo, raramente due. Appena nati i piccoli delle varie specie di tapiro si assomigliano tutti: hanno un manto di colore marrone scuro attraversato da strisce orizzontali di colore variabile dal marrone chiaro al bianco che possono essere più o meno suddivise in macchie e linee. Il piccolo trascorre la prima settimana di vita in un luogo protetto, dopodiché inizia a seguire la madre, che lo protegge da eventuali pericoli e, se necessario, lo difende dalle aggressioni.
Dopo alcune settimane il disegno del mantello dei giovani inizia a scomparire gradualmente, attraverso un processo che si completa in circa sei mesi. Ad un anno di età, il giovane tapiro assomiglia già ad un animale adulto. Più o meno nello stesso periodo, viene svezzato e scacciato dalla madre. La maturità sessuale viene raggiunta intorno ai tre o quattro anni di età. In natura, i tapiri vivono fino a circa 30 anni; l'esemplare in cattività più longevo di cui siamo a conoscenza è vissuto 35 anni.
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