La Citroën C4 Cactus è un'autovettura prodotta dalla casa automobilistica francese Citroën dal 2014 al 2024.
Presentata prima sotto forma di concept al Salone dell'automobile di Francoforte 2013, la versione di serie di questo Crossover SUV ha debuttato nel febbraio del 2014, restando in produzione sino al 2020 per il mercato europeo e sino al 2024 per quello sudamericano (dove veniva prodotta dal 2018).
Storia e profilo
Derivata meccanicamente e tecnicamente dalla Citroën C3, è caratterizzata da alcuni contenuti stilistici che richiamano da vicino quello della Citroën C4 Picasso di seconda generazione, con i fanali anteriori disposti su tre livelli.
Presenta, inoltre, uno stile innovativo per il suo settore, con grandi protezioni laterali in gomma riempiti d'aria detti AirBump.
Ha ricevuto il premio di World Car Design of the Year 2015, che viene assegnato all'auto che nel medesimo anno hanno introdotto delle peculiarità nello stile della carrozzeria.
La Citroën C4 Cactus è arrivata seconda al premio Auto dell'anno 2015, dietro all'ottava serie della Volkswagen Passat, vincitrice, e davanti alla quarta serie della Mercedes-Benz Classe C, terza classificata.
Contesto storico e debutto
Il settore delle crossover compatte conobbe un vero boom di consensi nel periodo in cui la grave crisi economica verificatasi tra il primo ed il secondo decennio del XXI secolo avrebbe spinto la clientela ad orientarsi verso modelli dalle dimensioni più ridotte e dai costi più contenuti, ed anche gli aspiranti acquirenti di vetture di tipo SUV e crossover avrebbero cominciato a preferire tali nuovi modelli in scala ridotta.
In quegli anni il Gruppo PSA, di cui il marchio Citroën fa parte, stava lavorando alacremente al progetto A94 da cui avrebbe tratto origine la Peugeot 2008. Da tale progetto si pensò di creare anche una corrispondente versione con il marchio del "double Chevron", ma non una sorta di "quasi-fotocopia" come nel caso dei crossover realizzati in collaborazione con Mitsubishi, bensì un modello che per personalità, stile e soluzioni pratiche si distaccasse in maniera più decisa dal modello Peugeot, in modo tale da compiere un ulteriore passo in avanti nel delineare i tratti distintivi dei modelli a marchio Citroën rispetto a quelli della Casa di Sochaux.
Fu così che nel 2013 al Salone di Francoforte venne presentata una concept car denominata semplicemente Cactus: tale concept prefigurava quasi del tutto il modello definitivo e fu esposta alla kermesse tedesca per valutare la reazione da parte del pubblico, reazione che evidentemente spinse subito dopo i vertici PSA ad ultimare lo sviluppo della vettura per convertirla alla produzione in serie. Il nome Cactus venne ripreso dalla concept C-Cactus del 2007, una vettura che in realtà non aveva molto a che fare con la Cactus di sei anni dopo, e che rappresentava invece uno studio di berlina compatta a due volumi con soluzioni eco-sostenibili d'avanguardia (materiali riciclabili, motore elettrico, ecc). Tuttavia, la C-Cactus del 2007 viene vista dallo staff Citroën come il primo passo progettuale verso la C4 Cactus definitiva del 2014.
Le prime immagini ufficiali della C4 Cactus di serie furono diffuse per la prima volta il 5 febbraio 2014: tale data fu scelta perché in quel giorno cadeva l'anniversario della nascita del fondatore André Citroën. La presentazione al pubblico avvenne invece al Salone di Ginevra tenutosi un mese dopo. Poco tempo dopo, la produzione fu avviata presso lo stabilimento PSA di Madrid.
Design interno ed esterno Il design della Citroen C4 Cactus inaugura il nuovo percorso stilistico della casa del double chevron, caratterizzato da linee molto rotonde e quadrati con gli spigoli raccordati, rendendolo molto fumettistico. La C4 Cactus è caratterizzata da linee decisamente originali, frutto della matita e dell'estro del designer Mark Loyd, facente parte dell'équipe di designer diretta da Alexandre Malval, direttore del design Citroën. Secondo Loyd, tali linee intendono ridefinire il corso stilistico Citroën dando luogo a modelli che uniscano assieme due concetti apparentemente inconciliabili, come la semplicità stilistica e l'originalità nelle soluzioni pratiche e di design. La svolta che la C4 Cactus intende dare al futuro del marchio francese non è tuttavia solo stilistica o funzionale, ma anche di marketing, nel senso che prepara alla nascita di un terzo brand all'interno del Gruppo PSA, ossia il brand DS, riservato ai modelli premium, mentre la Citroën si occuperà di modelli di base votati alla semplicità, alla razionalità, ma anche all'originalità stilistica, come è sempre stato nel DNA e nella filosofia di base del marchio, fin dalla sua nascita.
Il frontale, è caratterizzato nella parte alta dai fari DRL composta da una linea di LED divisa in due, lambiti nella parte alta dal cofano anteriore. Al centro invece, troviamo il nuovo logo della casa francese, più rotondo rispetto al precedente composto da una parte nera circondata da un filetto cromato. Nella parte media, invece troviamo i fari veri e propri, composti da luci di direzione, anabbaglianti e abbaglianti, circondati per la metà del loro perimetro dagli AirBump i quali hanno una densità maggiore rispetto a quelli laterali, per evitare in caso di una "toccata" una deformazione troppo elevata, danneggiando il paraurti. Al centro troviamo una mascherina di normali dimensioni, per i suoi ¾ di superficie, coperta dal portatarga. In basso invece, troviamo una presa d'aria, sviluppata più in larghezza che in altezza accompagnata ai lati dai fari fendi-nebbia.La fiancata fa capire molto dello stile dell'auto soprattutto nella parte anteriore. Nella parte alta possiamo trovare la barre porta-tutto di colore nero di base e il tetto che scende leggermente nella parte posteriore. Nella parte medio-alta, troviamo i finestrini che salgono verso la parte posteriore. Inoltre possiamo vedere che il montante anteriore è verniciato di nero così per creare una continuità, tra il parabrezza e i finestrini laterali. Il terzo montante posteriore ha un disegno a pinna divisa nella parte alta e nella parte bassa da due linee nere; la prima si collega tra i lunotto con il finestrino posteriore e la seconda invece parte sempre dal lunotto ma viene utilizzata per indicare il secondo nome della macchina ossia "Cactus" o la denominazione dell'allestimento speciale. Nella parte bassa invece, troviamo quello che caratterizza tutta la macchina, ossia gli AirBump di forma trapezoidale i quali occupano buona parte della portiera. Gli AirBump sono delle particolari protezioni in plastica con una struttura a sandwich, con una base di plastica rigida e la parte a vista di plastica colorata morbida al tatto (la colorazione della plastica viene data nel momento della miscelazione dei materiali) ( i colori disponibili sono: bianchi, neri, sabbia e cioccolato.), saldate a caldo, tra di loro, nello stampo. Tra le due parti troviamo delle sacche piene d'aria a pressione atmosferica attutendo il colpo. Ne troviamo sulle fiancate e all'anteriore. Sono fissate sulla carrozzeria tramite delle clip e una vite, quest'ultima serve per evitare eventuali furti. Il posteriore, è la parte che al momento della sua presentazione destò molte perplessità, soprattutto a causa dei fari piccoli e della predominanza dell'AirBump. Nella parte alta troviamo un piccolo spoiler comprendente la luce di stop e il lunotto posteriore abbastanza inclinato. Nella parte media invece, troviamo ai lati i due piccoli fari posteriori sempre circondati per metà del loro perimetro, dallAribump posteriore i quali hanno la stessa densità di quelli anteriori. Quest'ultimi collegati tramite una fascia di plastica dello stesso colore dell'AirBump, chi ingloba il logo e il nome della casa con anche la denominazione della macchina. Nella parte bassa abbiamo delle protezioni in plastica grezza che circondano tutta la macchina. L'interno, come l'esterno, è molto particolare infatti la plancia ha uno sviluppo del tutto orizzontale. Nella parte alta troviamo una parte in plastica che gira attorno alla plancia che continua anche nelle portiere. In basso abbiamo la plancia vera e propria, molto piatta e sormontata solo dal quadro strumenti digitale (anch'esso sotto accusa viste le scarsissime informazioni che fornisce), con al centro lo schermo da 7" dell'infotaiment, il quale contiene al suo interno anche i comandi del climatizzatore. Le bocchette di aerazione sono posizionate sotto lo schermo e al fianco del guidatore. Nella parte ancora più bassa troviamo, il pulsante dello start&stop, due prese una accendisigari e una USB con sotto ancora il comando per il cambio elettroattuato ETG. Anche i pannelli porta, adottano delle caratteristiche particolari, come l'utilizzo di plastica dura per tutta la portiera, tranne nella parte centrale dove alloggia il poggia braccio. La particolarità di questa portiera, è la maniglia che non è inglobata nella portiera ma è esterna assomigliando molto alla maniglia di una valigia. Anche gli stessi sedili denominati Advance Comfort Seats sono molto particolari, soprattutto nell'imbottitura, perché oltre ad una schiuma ad alta densità all'interno, nella parte esterna troviamo una schiuma con una densità più bassa con uno spessore che va da 2 a 15 mm oltre al tessuto che è anch'esso leggermente imbottito.
Struttura, meccanica e motori
Nonostante la sigla C4, la C4 Cactus non condivide affatto la piattaforma di partenza con la segmento C di Casa, bensì con la più piccola C3 e con la "cugina" Peugeot 208. Tale piattaforma, indicata con la sigla PF1, ha subito un allungamento della misura del passo, specifica per la C4 Cactus e che ha portato l'interasse da 2.538 mm a 2.595 mm, a tutto vantaggio dell'abitabilità interna. Ne è conseguito anche un aumento degli ingombri esterni, che ha finito per collocare la C4 Cactus più nel segmento C che non nel segmento B per il quale la piattaforma PF1 era stata originariamente concepita. Per contro, rispetto alla C4 è notevolmente inferiore il peso, con mediamente 200 kg in meno a favore della crossover francese. Appositamente per la C4 Cactus sono stati rivisti anche altri aspetti del comparto meccanico, come ad esempio la taratura delle sospensioni, rese più morbide per ottimizzare il comfort e con un'altezza da terra superiore rispetto alle vetture tradizionali con cui condivide la base meccanica. In generale, comunque, la C4 Cactus monta il classico avantreno di tipo MacPherson ed un retrotreno a ruote interconnesse, mentre l'impianto frenante è a quattro dischi.
Al suo debutto la C4 Cactus è prevista nelle seguenti motorizzazioni:
1.2 VTi: motore EB2 da 1199 cm3 e in due livelli di potenza massima, 75 ed 82 CV; 1.2 e-VTi: stesso motore, ma con tecnologia microibrida e disponibile unicamente nella variante da 82 CV; 1.2 e-THP: stesso motore delle precedenti due versioni, ma con sovralimentazione mediante turbocompressore e potenza massima di 110 CV; 1.6 e-HDi: motore DV6 da 1560 cm3 tubodiesel common rail con potenza massima di 92 CV; 1.6 BlueHDi: stesso motore della precedente versione, ma con tecnologia BlueHDi consistente nell'immissione di additivo AdBlue a monte del catalizzatore per innescare una reazione chimica che converte parte delle emissioni inquinanti in azoto e vapore acqueo. La potenza massima di tale motore è di 99 CV.
Tali motorizzazioni sono particolarmente parche e a questo proposito vale la pena precisare che il nome Cactus non è stato scelto unicamente per omaggiare le precedenti concept omonime, ma anche per analogia con l'omonima pianta dei deserti, nota per la sua capacità di vivere a temperature elevate con pochissima acqua.