L'Uzbekistan, ufficialmente Repubblica dell'Uzbekistan (in uzbeko Oʻzbekiston o Oʻzbekiston Respublikasi), è un paese dell'Asia centrale. Il suo territorio è situato prevalentemente tra due grandi fiumi: il Syr Darya, l'antico Iassarte, a nord-est, e l'Amu Darya, l'antico Oxus, a sud-ovest, che tuttavia ne delimitano solo in parte i confini. L'Uzbekistan confina a nord e a nord-ovest con il Kazakistan, a est e a sud-est con il Kirghizistan e il Tagikistan, a sud con l'Afghanistan e a sud-ovest con il Turkmenistan. La repubblica autonoma del Qoraqalpogʻiston, o Karakalpakstan, è situata nella parte occidentale del paese. Nel 1924 il governo sovietico istituì la Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka come repubblica costituente dell'Unione Sovietica; l'Uzbekistan dichiarò la propria indipendenza il 31 agosto 1991. La capitale è Tashkent, in uzbeko Toshkent.
Morfologia Quasi quattro quinti del territorio dell'Uzbekistan, corrispondenti all'arida regione occidentale, presentano l'aspetto di una landa desolata. A nord-ovest, il bassopiano turanico si innalza fino a 60-90 m di altitudine intorno al lago d'Aral, nel Qoraqalpogʻiston. Verso sud, questa regione si fonde con il deserto del Kyzylkum, in uzbeko Qizilqum, mentre più a ovest lascia il posto all'altopiano di Ustyurt, caratterizzato da creste poco elevate, depressioni saline, inghiottitoi e cavità.
A sud-est del lago d'Aral, alcune basse colline interrompono la monotonia del pianeggiante deserto del Kyzylkum, mentre molto più a est una serie di catene montuose movimenta il profilo del territorio uzbeko. Il Tien Shan occidentale comprende le catene del Karzhantau, dell'Ugam e dello Pskem; quest'ultima culmina nel monte Beshtor, alto 4.299 m e tradizionalmente indicato come il punto più elevato del paese. Fanno parte del Tien Shan occidentale anche i monti Chatkal e Kurama.
I monti Gissar, o Hissar, e Alay si innalzano a sud della valle di Fergana, in uzbeko Fargʻona, situata a sud del Tien Shan occidentale. Il deserto di Mirzachol, a sud-ovest di Tashkent, si estende tra gli ultimi contrafforti del Tien Shan, a nord, e le catene dei monti Turkestan, Malguzar e Nuratau, a sud. Nell'Uzbekistan centro-meridionale la valle dello Zeravshan si apre verso ovest; le città di Samarcanda, in uzbeko Samarqand, e Bukhara, o Buxoro, sorgono in questa antica regione culturale.
Idrografia La disastrosa diminuzione della portata dei due grandi fiumi storici, il Syr Darya e l'Amu Darya, ha provocato rapidi cambiamenti nel lago d'Aral e ha profondamente alterato il delta dell'Amu Darya. La maggior parte dei rami del delta si è prosciugata e il lago d'Aral, un tempo il quarto bacino lacustre interno più grande del mondo, ha perso, a partire dal 1961, più di tre quinti del proprio volume e circa due quinti della propria superficie. In alcuni punti le sponde del lago sono arretrate di oltre 120 km. A nord e a est, vaste distese poco profonde di acqua stagnante si sono separate dal bacino principale, isolate dai banchi di sabbia emersi in seguito all'abbassamento del livello delle acque, diminuito di circa 13,5 m tra il 1961 e il 1992.
L'eccessivo sfruttamento delle acque del Syr Darya e dell'Amu Darya, sia per l'agricoltura sia per l'industria, ha provocato questo pericoloso declino. Il Syr Darya cessò di apportare quantità significative d'acqua al lago d'Aral già intorno al 1978, mentre l'Amu Darya continuò ad apportarne annualmente appena 1-5 km³, una quantità assai ridotta rispetto ai 15,4 km³ trasportati nel 1959. I fiumi meridionali che confluiscono nell'Amu Darya, il Surkhan e lo Sherabad, contribuiscono solo in minima parte alla sua portata. Lo Zeravshan e il Kashka, che un tempo erano suoi affluenti, esauriscono invece le proprie acque nel deserto. Il Syr Darya, il secondo fiume più importante dell'Uzbekistan, assume questo nome alla confluenza dei fiumi Naryn e Qoradaryo.
Il prelievo delle acque dell'Amu Darya e del Syr Darya ha determinato un aumento della salinità del lago, gravemente colpito anche dall'inquinamento causato dagli insetticidi e dai fertilizzanti chimici utilizzati nel corso degli ultimi decenni. L'inquinamento e l'abbassamento del livello delle acque hanno provocato la scomparsa dell'industria ittica, un tempo fiorente, e hanno lasciato in secca gran parte delle imbarcazioni che in passato operavano tra i porti dell'Aral. Vaste aree intorno al lago sono state inoltre contaminate da polveri saline cariche di sostanze nocive. Tali polveri hanno danneggiato la vegetazione e contaminato le risorse idriche, con gravi conseguenze sulla salute e sui mezzi di sostentamento delle popolazioni che vivono nella regione del lago d'Aral.
Clima Una spiccata aridità e un elevato numero di giornate soleggiate caratterizzano l'Uzbekistan, dove cadono mediamente appena 200 mm di pioggia all'anno. La maggior parte delle precipitazioni si concentra in inverno e in primavera, con valori più elevati sui rilievi e minimi nelle regioni desertiche. La temperatura media di luglio è di circa 32 °C, ma a Tashkent e in altre località le temperature diurne superano frequentemente i 40 °C. L'intenso calore estivo di Bukhara contrasta con le temperature più fresche delle regioni montuose. Per adattarsi a tali condizioni climatiche, le abitazioni tradizionali uzbeke presentano spesso finestre riparate dall'esposizione diretta al sole e affacciate su portici e cortili alberati, separati dalle strade.
Sebbene l'Uzbekistan sia attraversato da più di 600 corsi d'acqua, il clima ne influenza profondamente la portata, poiché una parte considerevole dell'acqua si disperde rapidamente per evaporazione e infiltrazione oppure viene deviata nei sistemi d'irrigazione.
Flora e fauna La vegetazione spontanea dell'Uzbekistan varia soprattutto in funzione dell'altitudine. I bassopiani occidentali presentano una rada copertura vegetale, costituita da carici desertiche e piante erbacee. Le regioni pedemontane più elevate dell'est sono ricoperte da praterie, mentre sulle colline compaiono foreste e boscaglie. Le foreste occupano meno del 12 per cento della superficie del paese.
La fauna dei deserti e delle pianure comprende roditori, volpi, lupi e, più raramente, gazzelle e altre antilopi. Cinghiali, caprioli, orsi, lupi, stambecchi siberiani e alcune linci vivono invece nelle regioni montuose più elevate.
Bibliografia Istituto Geografico De Agostini. Il Milione, vol. V (Regione fennoscandica - U.R.S.S.), pagg. 333-340. Novara, 1962. Bradley Mayhew, Asia centrale, Lonely Planet (2015). ISBN 978-88-6040-185-4. Istituto Geografico De Agostini. Enciclopedia geografica, edizione speciale per il Corriere della Sera, vol. 7, pagg. 373-375. RCS Quotidiani s.p.a., Milano, 2005. .
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