Giarratana (in : Giarratana) è un comune italiano di abitanti del libero consorzio comunale di Ragusa in Sicilia.

Geografia fisica Territorio Giarratana è, dopo Pozzallo, il comune meno esteso della provincia di Ragusa. Ha una posizione che guarda verso mezzogiorno, un clima mitigato dalla presenza di un anello di colline attorno. Posto sulle pendici del Monte Lauro, appartenente alla catena dei Monti Iblei, è attraversato da diversi corsi d'acqua, tutti confluenti nel fiume Irminio, che lambisce il centro abitato. Il paese dista poco più di venti di chilometri dalla città di Ragusa.

Storia Tracce preistoriche, probabilmente dei siculi, risalenti al II millennio a.C. sono state ritrovate in località Scalona e più recenti a Donna Scala. Sulla cima del Monte Casale, in posizione strategica dominante la valle dell'Irminio, si trovava la città greca di Casmene, avamposto militare di Siracusa. In tale città si venerava forse il dio Ares, poiché sono state trovate armi nel tempio cittadino. La polis aveva un impianto urbanistico composto da 38 strade parallele orientate nord-sud ed era munita di una cinta muraria lunga . Vicino Giarratana in Contrada Orto, durante il XIX secolo, è stata ritrovata una villa di epoca romana tardo-imperiale con mosaici pavimentali lungo la via "regia trazzera". Il paese, di cui non restano tracce, alcuni storici antichi lo ritenevano nominato da Cicerone."... nasce il fiume Limagone appresso i popoli Ciretani, dei quali si fece menzione da Cicerone, che abitano la terra Ciretano, attualmente Giarratana." In Vito Maria Amico, Dizionario topografico della Sicilia, Palermo, 1855.

Dal periodo normanno ci sono le prime tracce scritte su Giarratana. La cittadina fece parte della Contea di Ragusa con Goffredo figlio di Ruggero I; in questi anni iniziò la fortificazione del paese, con mura e un castello, anche se Giarratana solo agli inizi del XIII secolo fu inserito nell'elenco dei "castella di Sicilia". Durante il regno dell'Imperatore Enrico IV di Germania Giarratana divenne feudo, dal 1195 in poi, di Rinaldo D'Aquaviva, un parente dell'imperatore stesso. Il paese è stato retto da importanti famiglie nel basso Medioevo; i più importanti feudatari furono Gualtiero di Caltagirone, Nicola Lancia, Nicola Alagna e Sancio Heredia.

Il borgo prese parte ai Vespri Siciliani schierandosi contro gli Angioini che furono massacrati nel 1299 dagli Aragonesi dopo una battaglia, che diede il nome a una contrada: Porta dei Francesi. Nel 1308 il Vaticano citò il paese poiché la già antica chiesa di San Bartolomeo, patrono ab antiquo, contribuiva alla decima, una tassa medievale. Nel 1400, a seguito della partecipazione di Giarratana alla rivolta contro re Martino I, con Bernardo Cabrera, il feudo fece parte della Contea di Modica, il conte però dovendo pagare alcuni debiti vendette Giarratana a Niccolò Caseggia che poi la vendette di nuovo alla famiglia Settimo. Questa famiglia, di origine pisana, comprò la baronia di Giarratana nel 1454. Nel paese furono costruite nuove chiese, che si aggiunsero a quelle già esistenti, per un totale di ben 12 chiese.

Nel 1559 Carlo Settimo, per essersi distinto nella lotta contro i turchi, ottenne l'elevazione del feudo da baronia a marchesato. L'importanza di Giarratana crebbe notevolmente con la signoria dei Settimo, tanto che papa Alessandro VII nel 1600 vendette il corpo dei Santa Ilaria ai signori di Giarratana; il corpo della santa fu in verità acquistato a Roma suo munere (prima del 1667) dal sacerdote Antonio Distefano ed è oggi custodito nella secolare chiesa di San Bartolomeo. Nel 1686 fu castellano di Giarratana don Giuseppe Distefano, nobile dei b.ni di Cutolia.Per la famiglia Distefano cfr. S. DISTEFANO, Ragusa Nobilissima: una famiglia della Contea di Modica attraverso le fonti e i documenti d'archivio, contributo alla Historia Familiae Baronum Cutaliae, Ancilae et Fundi S. Laurentii, in RICERCHE (2006), pp.109-160; per le notizie riguardanti il castellano don Giuseppe Distefano cfr. M. PLUCHINOTTA, Blasonario della Contea di Modica, Siracusa 1934, p. 46.

Il nome precedente al terremoto del 1693 era Cerretanum Jarratanae. L'antico centro abitato poi chiamato Terravecchia era più a nord, in prossimità del Monte Lauro. In seguito al terremoto del 1693, che rase al suolo l'intero val di Noto e che causò 541 vittime, la nuova Giarratana venne ricostruita più a sud, sulle falde di una ridente collina chiamata Puoju re disi. Il 26 agosto 1693 nacque ufficialmente la nuova Giarratana. Con un atto notarile Donna Pasqua vendette ai giurati di Giarratana la collina dove sorgerà l'attuale cittadina. Prime fra tutte si iniziarono ad edificare le chiese, nella stessa posizione che avevano nell'abitato pre-terremoto. A nord la basilica di Sant'Antonio abate, a sud la chiesa di San Bartolomeo e, in posizione centrale, la chiesa madre dedicata a Maria SS Annunziata e san Giuseppe.

Nel 1703 il marchese Girolamo Settimo iniziò la costruzione di un palazzo signorile sulla sommità della collina; di tale struttura, chiamata dai giarratanesi "Castello", rimangono solo i ruderi. I marchesi risiedettero pochi anni nel palazzo, che già agli inizi dell'Ottocento era decaduto. Le altre famiglie benestanti di Giarratana divennero la nuova aristocrazia latifondista; si ricordano i Barone, i Dell'Agli, i Calafato e i Cannizzo.

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 9 gennaio 1971.Decreto registrato alla Corte dei Conti il 2 marzo 1971.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di San Bartolomeo Basilica di Sant'Antonio Chiesa madre, con al suo interno la pala dellAnnunziata del 1790, la pala delle Anime purganti, la statua di San Giuseppe e la lignea di San Bartolomeo proveniente dalla Giarratana antica. Chiesetta Santa Maria delle Grazie, costruita nel 1873, non appartiene in modo specifico al linguaggio espressivo dell'architettura religiosa siciliana, piuttosto può riferirsi ad una architettura neoclassica.

Altri monumenti

I ruderi del Castello dei Settimo del 1703. Casmene, una colonia siracusana abbandonata fondata nel 644 a.e.v., situata su una strada in direzione di Palazzolo Acreide che devia verso il monte Lauro. Museo a cielo aperto, zona archeologica "ù Cuozzu": comprende il quartiere più antico del paese. Villa romana, monumentale complesso architettonico presso la contrada "orto mosaico", di età imperiale risalente al III sec. e.v., con prestigiosi mosaici. Parco forestale Calaforno, condiviso con Monterosso Almo, dove si trova un ipogeo preistorico: un susseguirsi di ben 35 piccole camere che in epoca remota sono servite da necropoli e riadattate poi ad abitazioni. La struttura sotterranea è considerata tra le più importanti della Sicilia preistorica, pertanto di interesse storico e antropogico. Palazzo Barone. Sito archeologico di Terravecchia: i resti dell'insediamento precedente, l'antico borgo medievale di Giarratana, distrutto dal terremoto del 1693. "Ù rugghiu", antica fontana. Villa romana in contrada Margi, risalente al III sec. e.v. Chiesetta bizantina. Catacomba cristiana. "Castello" in contrada Monterotondo: ruderi di una grande villa con annessa chiesetta, anche questa ormai distrutta. Altri ipogei, nelle contrade Matricedda e Monterotondo. Il Monumento ai Caduti (1933), dello scultore Leopoldo Messina.

Società Evoluzione demografica

Lingue e dialetti

Oltre alla lingua ufficiale italiana, a Giarratana si parla la lingua siciliana nella sua variante metafonetica sud-orientale. La ricchezza di influenze del siciliano, appartenente alla famiglia delle lingue romanze e classificato nel gruppo meridionale estremo, deriva dalla posizione geografica dell'isola, la cui centralità nel mar Mediterraneo ne ha fatto terra di conquista di numerosi popoli gravitanti nell'area mediterranea.

Tradizione e folclore Sant'Antonio Abate

Grande è la partecipazione alla liturgia del 17 gennaio che dà il via alle festività annuali del paese. La festa di Sant'Antonio Abate trae la sua origine nella povera economia agricola, al grande santo ricorrevano infatti umili contadini e pastori. Ciò è legato al fatto che la Chiesa ha riservato all'abate il protettorato sugli animali. A tal proposito, Giarratana conserva l'originalità della tradizionale "benedizione degli animali", ossia un momento della festa, durante il vespro e dopo la prima processione che sosta in chiesa madre, in cui vengono portati gli animali al cospetto della secolare e artistica statua.

La mattina il fragore dei colpi a cannone, lo scampanio solenne delle campane della chiesa e le marce intonate dal corpo bandistico "Vincenzo Bellini" di Giarratana lungo le vie cittadine aprono i festeggiamenti. Il corso Umberto, via che conduce fino alla basilica del santo, diventa un brulicare di fedeli che vanno ad assistere alla solenne celebrazione eucaristica delle ore 11. Alle 12 il simulacro del santo, caricato sulle spalle dei devoti, attraversa la navata centrale e al grido "viva Sant'Antoni" fa la sua uscita dalla basilica. I rintocchi dell'antica campanella d'argento e le note della banda musicale, accompagnano i fuochi pirotecnici, il suono delle campane e la pioggia di nzajareḍḍi creando un'atmosfera suggestiva. La processione vede il simulacro portato tra le stradine del centro storico, quartiere alto del paese detto ù cuozzu dove è anche collocata la basilica del santo. Al vespro, come già detto, vi è la tradizionale benedizione degli animali davanti al sagrato della chiesa, la quale fa rivivere il senso più naturale e antico della festa, ossia l'invocazione di protezione che un tempo i contadini chiedevano e ricevevano per i propri animali, ricordo ancora vivo della Sicilia rurale. Segue la tradizionale cena con tipici dolci offerti al Santo e venduti all'asta. La sera, verso le 20:00, Sant'Antonio abate ritorna tra le vie di Giarratana, attraversando la parte nuova dell'abitato per ritornare nella sua basilica.

San Giuseppe Il 19 marzo e il 19 settembre ricorre la festa in onore del santo patriarca san Giuseppe, protettore che unisce tutti i cittadini in una festa molto antica, di umili origini, ricca di devozione e spiritualità.

Il fulcro dei festeggiamenti si ha solitamente in chiesa madre, qui si svolgono le celebrazioni liturgiche e si effettua l'uscita a spalla del fercolo del Santo intorno alle ore 12:00 al grido di "Autu/Viva ù Patriarca". Con la processione diurna, S. Giuseppe visita la Madonna della Neve nella chiesa di S. Antonio per poi recarsi nella chiesa di S. Bartolomeo. La processione continua per i suggestivi vicoli stretti e ripidi della parte alta del paese per far nuovamente ritorno nella chiesa madre. Il pomeriggio si svolge la tradizionale cena dove i tipici dolci e piatti vengono offerti al patriarca e venduti all'asta. La sera il santo riesce dalla chiesa per la processione serale ma non più portato a spalla ma trainato da un carro motorizzato e accompagnato dalla banda così come la mattina. Al termine della processione, il rientro in chiesa madre viene accompagnato da colpi di cannone e dalle note finali della banda.

Maria SS. della Neve Il 5 agosto di ogni anno, a Giarratana si svolgono i festeggiamenti in onore di Maria SS. della Neve patrona di Giarratana, durante i quali il simulacro della Madonna, custodito nella chiesa di S. Antonio Abate, viene portato in processione lungo le vie cittadine.

Alla festa della Madonna della Neve vi è grande partecipazione di fedeli e numerosi sono i devoti impegnati nel portare, a spalla, per le vie del paese il simulacro della Madonna sul suo artistico fercolo.

Già il giorno precedente l'intera cittadinanza si prepara al 5 con una serata di eventi, musica e spettacoli, aperta come consuetudine dal giro di gala del corpo bandistico "Vincenzo Bellini" di Giarratana lungo le vie cittadine e la successiva esecuzione di marce sinfoniche.