Il fronte occidentale fu il teatro dell'inizio delle operazioni della prima guerra mondiale. Il fronte si aprì nell'agosto 1914 quando l'esercito tedesco invase il Lussemburgo e il Belgio occupando poi importanti zone minerarie e industriali della Francia nordorientale. L'invasione tedesca, inizialmente rapida e apparentemente inarrestabile, venne poi fermata con la prima battaglia della Marna dalle forze congiunte di Francia e Regno Unito; tentativi successivi di riprendere la guerra di movimento e ottenere una vittoria definitiva non ebbero esito, e le due parti in conflitto finirono con l'attestarsi lungo un'irregolare linea di trincee che si stendeva senza interruzioni dalle spiagge del Mare del Nord sino alla frontiera svizzera, linea che rimase essenzialmente invariata per la maggior parte della lunga guerra di posizione che ne derivò.
Fra il 1915 e il 1918 su questo fronte ebbe luogo una serie di importanti offensive e controffensive, dalla battaglia di Verdun alla battaglia della Somme, dall'offensiva Nivelle alla battaglia di Passchendaele, tutte caratterizzate dal comune scopo delle due parti di rompere lo stallo e sfondare le linee avversarie per ricominciare la guerra di movimento. Tuttavia la preponderanza dei mezzi difensivi quali trinceramenti, mitragliatrici e filo spinato, rispetto alle obsolete tattiche offensive, causò invariabilmente gravi perdite alla parte attaccante. Il fronte occidentale vide quindi nel corso del conflitto l'introduzione di nuove tecnologie militari, tra cui le armi chimiche, i lanciafiamme e i carri armati, ma fu solo con l'adozione di tattiche di combattimento più moderne che verso la fine della guerra si restaurò un certo grado di mobilità. Fallite le ultime offensive tedesche nel marzo-luglio 1918 (offensiva di primavera), gli Alleati passarono al contrattacco grazie al determinante afflusso di forze fresche dagli Stati Uniti d'America, fino a costringere i tedeschi a chiedere l'armistizio.
Il fronte occidentale è assurto nel tempo a simbolo dell'intera prima guerra mondiale: benché combattuta in una gran varietà di scenari diversi, nella cultura popolare la Grande Guerra è ancora immaginata come una guerra di trincea su terreno pianeggiante e clima temperato, anche perché, nonostante la natura statica, questo teatro si dimostrò decisivo per l'andamento generale del conflitto, dato l'enorme logorio di uomini e mezzi a cui furono sottoposte le due parti in lotta.
Premesse La situazione in Francia I motivi dell'attacco tedesco hanno radici profonde, da ricercare nella riorganizzazione politica e militare di Francia e Germania a seguito della guerra franco-prussiana del 1870. La Francia era uscita pesantemente sconfitta dalla guerra contro il Regno di Prussia, divenuto "Impero tedesco" proprio durante il conflitto con la proclamazione il 18 gennaio 1871 nella Galleria degli Specchi della Reggia di Versailles del re Guglielmo I come Kaiser di Germania. L'esercito francese, afflitto da errori strategici, disorganizzazione e demoralizzazione, era stato pesantemente battuto e ridotto in sfacelo, come del resto la nazione stessa: finanziariamente in ginocchio, il paese si era ritrovato dilaniato da una sanguinosa guerra civile, mentre il trattato di pace finale impose la cessione alla Germania di Alsazia e Lorena, centri industriali nevralgici per l'Europa e la Francia, oltre al pagamento di 200 milioni di sterline come indennità per i danni di guerra..
Negli anni seguenti la guerra, l'orgoglio nazionale francese e una nuova ventata di fiducia nell'esercito diedero slancio a una nazione ansiosa di rivincita verso il secolare nemico tedesco: fu il cosiddetto "sentimento di revanscismo", destinato a orientare in senso aggressivo la politica francese dell'ultimo scorcio di secolo. I nuovi confini interponevano tra la Germania e Parigi appena 300 km senza più alcuna vera barriera naturale come, in precedenza, il Reno e i Vosgi; perciò la Francia, dopo essersi ripresa economicamente e militarmente, iniziò la costruzione lungo la propria frontiera orientale di un forte sistema difensivo composto da due linee continue di forti: venne realizzato così il "sistema Séré de Rivières", così chiamato in onore dell'ideatore, generale del genio Raymond Adolphe Séré de Rivières, che consisteva in una lunga linea fortificata avente il proprio fulcro principale nelle fortezze della zona di Verdun.
La Francia visse a cavallo tra il XIX e il XX secolo un periodo di prosperità economica e di fervore culturale che fece affievolire i sentimenti revanscisti.; la perdita di Alsazia e Lorena fu compensata da un incremento dell'espansionismo coloniale in Africa e Indocina, mentre in Europa la diplomazia francese puntò a stabilire intese difensive con l'Impero russo (sfociata nel 1891 nella cosiddetta "duplice intesa") e con il Regno Unito (lEntente cordiale del 1904). L'esercito si rafforzò e riorganizzò copiando anche il vincente modello tedesco, in particolare per quanto riguarda l'introduzione della leva obbligatoria, ma subì un grave danno d'immagine con lo scoppio dell'Affare Dreyfus nel 1894, vicenda che polarizzò gli animi politici del paese per più di un decennio e portò a una forte campagna antimilitarista presso l'opinione pubblica..
Le correnti nazionaliste e revansciste francese ripresero vigore con le "crisi marocchine" del 1905 e del 1911 tra Francia e Germania, relative a contrasti coloniali circa il destino del Marocco: nel 1913 venne ripristinata la ferma di tre anni abolita dopo il caso Dreyfus, e un convinto revanscista originario della Lorena, Raymond Poincaré, fu eletto presidente della Repubblica francese. L'esercito ritrovò vigore e sostegno popolare, e l'ardore nazionalistico portò a un radicale ripensamento delle concezioni strategiche che regolavano la difesa della nazione.: crebbe nelle file degli ufficiali francesi l'aggressiva teoria dell'"offensiva ad oltranza", ben illustrata dall'allora tenente colonnello Louis de Grandmaison che sostenne il principio secondo cui «se il nemico osava prendere l'iniziativa anche per un solo istante, ogni pollice di terreno doveva essere difeso fino alla morte e, se perduto, riconquistato con un contrattacco immediato anche se inopportuno.»; in nome della "volontà di conquista" teorizzata da de Grandmaison, la Francia doveva assicurarsi la vittoria con l'impiego di truppe motivate lanciate in impetuosi attacchi alla baionetta, «svolti col massimo ardore possibile»..
Tale filosofia si combinò con un'esigenza prettamente politica (evitare che gli alleati russi dovessero assumersi tutto il peso del conflitto mentre i francesi si limitavano a difendere le loro frontiere) nell'elaborazione del principale piano operativo strategico previsto in caso di guerra con la Germania, il cosiddetto Piano XVII: l'esercito francese avrebbe dovuto sferrare un massiccio attacco lungo la frontiera comune tra i due Stati, avanzando prima in Alsazia per conquistare Mulhouse e Colmar e raggiungere il corso del Reno, per poi attaccare a nord in Lorena fino a Coblenza e aprirsi la strada per il cuore della Germania; tutte le unità migliori sarebbero state concentrate in questa offensiva, lasciando a nord di Verdun solo deboli forze per presidiare le frontiere settentrionali della Francia.. La realizzazione di questo ambizioso piano era affidata a un esercito di effettivi in tempo di pace, incrementabile a uomini con i riservisti di prima linea: il basso indice di natalità fu compensato applicando la leva obbligatoria a una percentuale maggiore della popolazione maschile (l'84% contro il 53% della Germania).; la filosofia basata sull'aggressione incurante della difesa, e soprattutto incurante delle intenzioni del nemico, fu instillata negli ufficiali e nei soldati in modo massiccio, tanto che allo scoppio della guerra l'esercito francese possedeva solo un numero limitato di armi campali di grosso calibro, armi ritenute adatte solo ad operazioni di difesa.
La situazione in Germania
Quello successivo alla guerra franco-prussiana fu un periodo di splendore per la Germania. L'accorta politica del Cancelliere del Reich Otto von Bismarck puntò a mantenere un equilibrio tra le grandi potenze europee, tenendo la Francia diplomaticamente isolata per soffocare le sue aspirazioni revansciste e stringendo a sé l'Impero austro-ungarico con un trattato di alleanza difensiva stipulato nel 1879 ("Duplice alleanza", divenuta "Triplice alleanza" nel 1882 con l'aggiunta del Regno d'Italia) per scongiurare una guerra a est tra austro-ungarici e russi, in competizione per il dominio nei Balcani. Bismarck promosse l'intervento statale a protezione dell'industria nazionale, portando a una rapida rivoluzione industriale e a un conseguente ampio incremento demografico che portò la Germania a superare per la prima volta la Francia quanto a numero di abitanti; fu avviata anche una politica di espansione coloniale in Africa e nell'Oceano Pacifico, fatto che rese però più insicuri i rapporti tra Germania e Regno Unito nonostante i legami dinastici che li univano..
L'ascesa al trono del nuovo Kaiser Guglielmo II di Germania nel 1888 portò a un drastico cambio di politica, sancito dalle dimissioni di Bismarck nel 1890: convinto che l'accrescere il peso geopolitico della Germania sulla scena mondiale richiedesse una maggior forza militare, il nuovo monarca promosse una politica estera volutamente aggressiva e un forte incremento delle spese militari, culminate in un ambizioso programma di costruzioni navali volto a creare una flotta da battaglia capace di competere alla pari con quella britannica; questa politica finì con il rafforzare l'immagine di una Germania come potenza aggressiva, favorendo la stipula delle alleanze difensive tra Francia, Russia e Regno Unito e accrescendo di conseguenza il senso di accerchiamento della stessa Germania.
La costruzione del sistema di fortificazioni francese "Séré de Rivières", in grado di ostacolare un attacco portato lungo le tradizionali direttrici d'invasione, e il costituirsi dell'alleanza tra Francia e Russia obbligarono alla fine del XIX secolo lo stato maggiore tedesco a dover prendere in considerazione piani bellici per vincere un conflitto combattuto su due fronti. Nei primi anni del nuovo secolo prese così forma il cosiddetto piano Schlieffen (dal nome del suo ideatore, l'allora capo di stato maggiore Alfred von Schlieffen): contando sulla lentezza delle procedure di mobilitazione dei russi, che lasciavano alla Germania sei settimane di tempo dalla dichiarazione di guerra prima di dover affrontare un'offensiva nemica a est, le principali forze tedesche dovevano essere concentrate a ovest per battere i francesi in una sorta di "guerra lampo"; per fare ciò, le forti difese al confine franco-tedesco dovevano essere aggirate da nord penetrando nei territori dei neutrali Belgio e Lussemburgo, da cui poi dilagare nella Francia settentrionale per andare a colpire alle spalle le forze nemiche ammassate contro l'Alsazia e la Lorena..