Origini familiari Federico, come riporta lo storico Jaime de Salazar y Acha, nel suo Las dinastías reales de España en la Edad Media, era il nonogenito (quarto maschio) del re di Trinacria, Pietro II di Sicilia e di Elisabetta di Carinzia, che sempre secondo Jaime de Salazar y Acha, era figlia del Conte del Tirolo e Gorizia e duca di Carinzia, Ottone III e di Eufemia di Slesia-Liegnitz. Pietro II, secondo la Cronaca piniatenseLa Cronaca piniatense è una cronaca storiografica, voluta dal re d'Aragona, Pietro IV, del regno di Aragona, dalle sue origini comitali sino alla Corona d'Aragona (1336, morte di Alfonso IV di Aragona) era il figlio del re di Sicilia, Federico III d'Aragona e della moglie, Eleonora d'Angiò che, come riporta anche Jaime de Salazar y Acha, era il figlio secondogenito (primo maschio).
Biografia Suo padre, Pietro II morì improvvisamente il 15 agosto 1342, a Calascibetta (EN), e sul trono gli succedette suo fratello maggiore, Ludovico, che era il figlio maschio più vecchio ancora in vita, ed era un bambino di circa sei anni, sotto la tutela della madre, Elisabetta di Carinzia, e dello zio, marchese di Randazzo, duca di Atene e Neopatria, Giovanni, che divenne reggente, come riportano gli Anales de la Corona de Aragon, Volume 2.
In seguito alla morte di peste del cugino Federico, figlio di Giovanni d'Aragona, avvenuta nel 1355, che non aveva discendenza, ereditò i titoli di Duca di Atene e Neopatria, assieme al fratello Ludovico, che spirò il 16 ottobre, a soli 17 anni. Federico, appena tredicenne, succedette al fratello Ludovico, sotto la tutela della sorella, Eufemia, che secondo la Gran Enciclopèdia Catalana fu nominata vicario del regno; anche gli Anales de la Corona de Aragon, Volume 2 riportano che Eufemia fu nominata reggente del regno (governadora y lugarteniente).
L'ascesa al trono di un re così giovane, alimentò la brama di potere di molti potenti siciliani, fra cui il rampollo di casa Alagona, Artale I Alagona (figlio di Blasco II, balio del predecessore Ludovico), che riuscì a farsi nominare Gran Giustiziere del Regno e governatore di Catania dal Parlamento Siciliano, ed il Conte Enrico III il Rosso. Per contrastare suddetti potenti cercò di potenziare il potere regio, accentrando nelle sue mani il potere su alcune città feudali della Sicilia. A tal proposito si ricordi la sua vana iniziativa di sottomettere al suo potere la città di Savoca e il suo castello, sottraendolo alla signoria feudale dell'Archimandrita di Messina.
Quando le posizioni di Artale e Francesco II Ventimiglia si scontrarono, sua sorella, Eufemia fu favorevole a Ventimiglia, Federico la destituì da vicario, come riporta il Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia.
Nel 1356 il governatore di Messina, Niccolò Cesareo, in seguito a dissidi con Artale Alagona, richiese rinforzi a Ludovico d'Angiò, che inviò il maresciallo Niccolò Acciaiuoli. Le truppe, assistite dal mare da ben tre galere angioine saccheggiarono il territorio di Aci e assediarono il castello, feudi degli Alagona. Proseguirono in direzione di Catania cingendola d'assedio. Artale uscì con la flotta ed affrontò le galere angioine, affondandone due, requisendone una terza, e mettendo in fuga le truppe nemiche. La battaglia navale, che si svolse fra la borgata marinara di Ognina ed il Castello di Aci, detta Lo Scacco di Ognina viene riportata anche da la Gran Enciclopèdia Catalana.
Nel 1357, divenuto maggiorenne, uscì di tutela della sorella, ma le famiglie più potenti del regno crearono tensioni e Federico, di fronte alla crescente opposizione, propose, inutilmente, al re d'Aragona, Pietro IV, di cedere alla sorella, Eleonora, moglie di Pietro IV, i ducati di Atene e Neopatria, in cambio di un aiuto militare contro gli oppositori, ma ne ottenne un rifiuto, come riporta The Latins in the Levant, a history of Frankish Greece (1204-1566).
Nel 1361, l'11 aprile a Catania, sposò Costanza, la figlia primogenita del re di Aragona, di Valencia, di Maiorca, di Sardegna e di Corsica e Conte di Barcellona e delle altre contee catalane Pietro IV il Cerimonioso e e della prima moglie, Maria di Navarra ed elesse il Castello di Paternò come residenza. Le trattative matrimoniali erano iniziate nel 1355.
Il regno di Federico fu contraddistinto dal proseguimento della guerra del Vespro, ma anche da una certa instabilità politica e diverse tensioni con le famiglie baronali. Tutto il periodo di regno di Federico, in particolare, fu segnato dalle guerre tra il partito "latino" capeggiato dai Chiaramonte e quello "catalano" degli Alagona.
Federico, ben presto rimase vedovo: Costanza morì, a Catania, il 18 luglio del 1363, in seguito al parto dell'unica figlia, Maria
Il 17 gennaio 1372, Federico sposò in seconde nozze Antonia del Balzo, figlia del duca d'Andria Francesco del Balzo e di Margherita di Taranto, parente della regina di Napoli Giovanna d'Angiò. Antonia morirà circa due anni dopo, durante un attacco navale del potente Enrico III il Rosso, Conte di Aidone.
Nel 1372, il 27 agosto, Federico firmò la pace di Avignone con Giovanna d'Angiò, poi ratificato, il 31 marzo 1373, ad Aversa che concluse definitivamente la guerra iniziata novanta anni prima con le rivolta del Vespro. Con la mediazione di Papa Gregorio XI, Federico fu riconosciuto Re di Trinacria, vassallo di Giovanna Regina di Sicilia: il regno siciliano di Trinacria dovette giurare fedeltà a Giovanna, riconoscendo a questa e ai suoi successori un tributo di 15.000 fiorini annui.
Durante gli ultimi anni di regno, dovette resistere alle pressioni di Pietro IV, suo cognato ed anche suocero, che richiedeva di poter assumere il potere in Sicilia e dato che Federico aveva una sola figlia legittima femmina, chiedeva di essere nominato suo erede, mentre Federico, dopo la morte di Antonia, per una eventuale alleanza, si era rivolto ai Visconti.
Federico morì a Messina, il 24 luglio 1377, lasciando il regno all'unica figlia, Maria Alla sua morte, non avendo discendenti maschi, si aprì il problema della scelta di uno sposo per la figlia Maria, ancora quattordicenne, che venne affidata alla tutela del Gran Giustiziere Artale Alagona.
Federico fu chiamato il Semplice per una certa mancanza di abilità, che alcune volte arrivò ad essere inettitudine, come riportano alcuni cronisti dell'epoca.
Discendenza Federico ebbe da Costanza una sola figlia, nessun figlio da Antonia ed un figlio da un'amante di cui non si conosce il nome:: da Costanza: Maria (1362 o 1363 - 1401), che fu regina di Trinacria. dall'amante: Guglielmo (?- ca. 1380), conte di Gozzo e Malta, che sposò Beatrice di Aragona-Avola, che gli diede una figlia, Giovanna d'Aragona, che sposò Pietro di Gioieni, barone di Ardore.
Riferimenti nell'intrattenimento Federico IV compare come personaggio nel romanzo Rex tremendae maiestatis di Valerio Evangelisti.
Ascendenza
Note
Bibliografia Fonti primarie
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Letteratura storiografica
Romolo Caggese, Italia, 1313-1414, in Storia del mondo medievale, vol. VI, 1999, pp. 297–331.
Voci correlate Sovrani di Sicilia Regno di Sicilia Regno di Napoli Vespri siciliani
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