La guerra ispano-sudamericana, chiamata in Cile e in Perù guerra contro la Spagna e in Spagna guerra del Pacifico,Da non confondersi con la guerra del Pacifico che vide impegnato tra il 1879 e il 1884 il Cile contro Perù e Bolivia. fu un conflitto bellico combattuto sulle coste cilene e peruviane nel quale si affrontarono da un lato la Spagna, dall'altro il Cile e il Perù, oltre che Bolivia ed Ecuador, che però non presero direttamente parte agli eventi bellici.

Il conflitto diplomatico tra Spagna e Perù cominciò a seguito del cosiddetto “incidente di Talambo”: proprio nel momento in cui una spedizione scientifica e diplomatica spagnola navigava lungo le coste americane del Pacifico si verificò uno scontro tra i lavoratori spagnoli di una fattoria e il proprietario terriero peruviano Manuel Salcedo, che si concluse con un bilancio di un morto e diversi feriti. Le notizie che arrivarono alla flotta in navigazione e nella penisola iberica erano confuse ed esagerate, per cui il governo spagnolo chiese spiegazioni. I fraintendimenti diplomatici tra il governo peruviano e l'inviato spagnolo, uniti alle informazioni parziali che quest'ultimo diede alla flotta, portarono nel 1864 all'occupazione spagnola delle isole Chincha, situate nei pressi della costa peruviana. Nonostante gli accordi iniziali firmati dai due governi per la ricerca di una soluzione pacifica, il cambio di governo in Perù, causato da un colpo di Stato, portò alla ricusazione dell'intesa pattuita.

Il Cile intervenne nel conflitto rifiutandosi di rifornire le navi spagnole, e dichiarando in seguito la guerra alla Spagna come risposta a un ultimatum di questa il 25 settembre 1865; il Perù dichiarò guerra il 13 dicembre, e nel 1866 la Spagna ricevette le dichiarazioni di guerra dell'Ecuador (30 gennaio) e della Bolivia (22 marzo).

Le azioni di guerra si succedettero tra il 1865 e il 1866, producendo le battaglie navali di Papudo, Abtao, il bombardamento di Valparaíso e la battaglia del Callao. Le ostilità terminarono nel 1866 e si giunse a un armistizio nel 1871. I trattati di pace furono firmati in forma bilaterale tra ogni paese sudamericano e la Spagna nel 1879 (Perù e Bolivia), nel 1883 (Cile) e nel 1885 (Ecuador).

Antefatti Contesto storico Nell'ottobre del 1862 il maresciallo Ramón Castilla y Marquesado terminò il suo mandato come presidente del Perù. Come risultato delle elezioni popolari, assunse l'incarico il generale Miguel de San Román, che morì il 3 marzo 1863 senza terminare il suo mandato. Gli successe provvisoriamente prima lo stesso maresciallo Castilla e poi il generale Pedro Diez Canseco, fino a che arrivò da Parigi il vicepresidente, generale Juan Antonio Pezet, che in accordo con la Costituzione, si fece carico del governo il 5 agosto..

Durante la presidenza di Pezet ebbe luogo a Lima nel 1864 il Secondo Congresso Americano, a continuazione di quello che si era tenuto nella stessa città tra il 1847 e il 1848,Convocato con intenti panamericanisti tra i rappresentanti dei Paesi iberoamericani, il Congresso del 1847-1848 si era risolto in un sostanziale fallimento. al quale avevano dato impulso le preoccupazioni sorte dopo il trattato di Londra, che aveva concordato un intervento comune delle potenze europee contro il Messico, e l'annessione di Santo Domingo alla Spagna. La politica estera del Perù, volta a unire gli sforzi di tutti gli stati iberoamericani per una difesa comune della propria indipendenza, era riuscita a dare al Paese il prestigio per convocare una nuova assemblea che avrebbe dovuto raggiungere una serie di accordi sulla base degli interessi comuni.

In Spagna governava il gabinetto di Unione Liberale del generale Leopoldo O'Donnell, con l'approvazione della regina Isabella II. In politica estera, questo aveva promosso alcune azioni chiamate “di prestigio” o di “esaltazione patriottica” che avevano goduto di un ampio appoggio popolare; tra queste figuravano la spedizione franco-spagnola in Cocincina (1857-1862), l'intervento in Marocco che aveva consolidato il possesso di Ceuta e Melilla (1859-1860), l'annessione di Santo Domingo nel 1861 e la spedizione anglo-franco-spagnola in Messico (1862).. L'avventurismo militare di O'Donnell, visto da alcuni come un irrazionale tentativo di riguadagnare alla Spagna un prestigio perso con la maggior parte del suo impero coloniale, da altri è giudicato coerente con la difesa dei grandi interessi economici legati soprattutto all'industria dello zucchero a Cuba, con conseguente appoggio al suo status schiavista.

Nel 1862 la Spagna inviò una spedizione scientifica e diplomatica sulla costa occidentale americana, la cosiddetta Commissione Scientifica del Pacifico, che sarebbe stata scortata da quattro navi da guerra. Il motivo che portò il governo di Madrid a questa soluzione va ricercato nel tentativo di difendere gli interessi nazionali verso le colonie da poco perdute.

Le relazioni tra Spagna e Perù, dopo l'indipendenza di quest'ultimo, si erano rese diplomaticamente complicate dal fatto che il governo peninsulare esigeva il pagamento di risarcimenti ai sudditi spagnoli per i danni economici subiti durante e dopo la guerra di indipendenza. I tentativi di risolvere la questione avevano fallito il loro obbiettivo e nel 1862 il Perù non era ancora stato formalmente riconosciuto da Madrid, che però aveva accettato, d'accordo con Lima, l'invio di rispettivi rappresentanti consolari.. Mentre la spedizione spagnola si trovava in piena navigazione, il governo peruviano rifiutò le credenziali al nuovo viceconsole spagnolo, José Merino Ballesteros, colpevole di aver criticato apertamente un discorso del presidente insediato a Lima..

La spedizione scientifica e diplomatica Le imbarcazioni della Armada Española che facevano parte della spedizione erano le fregate gemelle ad elica Triunfo e Resolución, la corvetta ad elica Vencedora e la goletta a elica Virgen de Covadonga. Al comando della squadra navale fu posto l'ammiraglio Luis Hernández-Pinzón Álvarez..

Il 10 agosto 1862 salparono da Cadice la Triunfo e la Resolución, che arrivarono a Rio de Janeiro il 6 ottobre. Ai primi di novembre la squadra giunse a Montevideo, dove si aggiunse loro la Covadonga. Disobbedendo agli ordini ricevuti, che gli impartivano di passare al largo di Capo Horn, Pinzón cerco di attraversare lo stretto di Magellano ma fu costretto a retrocedere per la forza dei venti; riparata alle isole Falkland, la squadriglia spagnola dovette attendere qui due mesi i rifornimenti provenienti dall'Uruguay e la riparazione del timone della Resolución. Ai primi di maggio del 1863 la flottiglia giunse a Valparaíso attraverso Capo Horn venendo accolta con amicizia da autorità e popolazione.

Salpate il 13 giugno, le due fregate arrivarono al Callao il 10 luglio,. dove i marinai spagnoli vennero accolti dal presidente provvisorio Diez Canseco. In seguito partirono verso Guayaquil e Panama; decidendo di lasciare indietro la Covadonga, che avrebbe fatto ritardare troppo il viaggio, l'ammiraglio spagnolo si spinse fino a San Francisco, dove le due navi attraccarono tra settembre e ottobre.. Durante il viaggio di ritorno verso il Perù, Pinzón ricevette alcune notizie riguardanti il cosiddetto “incidente di Talambo”..

L'incidente di Talambo Bisognoso di manodopera da impiegare nei campi, il governo peruviano cercava di promuovere l'immigrazione da altri paesi, tra i quali la Spagna; l'arrivo di un primo contingente di coloni baschi era stato pianificato nel 1859 dal proprietario terriero Manuel Salcedo, che aveva una vasta tenuta coltivata principalmente a cotone a Talambo, nella provincia di Chiclayo. Al loro arrivo in Perù, tuttavia, i lavoratori baschi si trovarono costretti a firmare un contratto modificato unilateralmente da Salcedo a proprio favore e andarono incontro a condizioni di vita e di lavoro insopportabili, che provocarono tra l'altro un alto numero di decessi.

Il 4 agosto 1863 uno dei coloni, Marcial Miner, si stava recando presso l'abitazione di Salcedo per richiedere a nome dei lavoratori il ripristino degli accordi stipulati in Spagna, quando incontrò il possidente terriero a cavallo. Il tentativo di discutere sfociò presto in un alterco; Salcedo colpì Miner e quest'ultimo minacciò il latifondista con una pietra.. Salcedo affidò all'amministratore della fattoria, Carmen Valdez, il compito di reclutare uomini armati nel vicino villaggio di Chepén, dopodiché accolse nella sua abitazione una delegazione di coloni; quando questi fecero per uscire, si trovarono di fronte gli uomini armati di Valdez, che intimarono loro di consegnare Miner. Il rifiuto dei coloni diede origine ad uno scontro armato, nel quale rimase vittima il basco Juan Miguel Ormázabal.

Il giudice di Chepén fece arrestare tutti i coloni presenti al fatto, limitandosi a interrogare Salcedo e i suoi uomini. Il 2 ottobre, il tribunale di Chiclayo condannò due coloni baschi, ma la Corte Suprema di La Libertad annullò la sentenza e incriminò Salcedo e il giudice di Chepén. La sentenza fu però ancora una volta ribaltata il 13 febbraio 1864 dalla Corte Suprema di Giustizia, che ristabilì la prima sentenza. L'ammiraglio Pinzón, informato degli avvenimenti, mandò la Covadonga a Pacasmayo con l'obbiettivo di raccogliere i coloni baschi, mentre la comunità spagnola presente in Perù mandò alla flotta una serie di petizioni con la richiesta di non abbandonare le coste sudamericane.

In questo contesto comparve il deputato liberale spagnolo Eusebio Salazar y Mazarredo, che si offrì di portare personalmente la corrispondenza della flotta a Madrid. Salazar tornò a Lima con l'incarico di “Ministro di Sua Maestà in Bolivia e Commissario Straordinario per il Perù”. Le sue credenziali non furono però accettate dal governo di Lima, che giudicava quella di “Commissario” una funzione di tipo coloniale; a questa contestazione Salazar rispose con una nota dai toni duri e minacciosi, nonostante avesse in realtà ricevuto da Madrid istruzioni per giungere ad un accordo..

Occupazione delle isole Chincha e arrivo dei rinforzi spagnoli Salazar si imbarcò sulla Covadonga per incontrare al largo l'ammiraglio Pinzón, al quale però consegnò solo uno dei plichi di ordini portati da Madrid, quello in cui gli veniva data disposizione di difendere l'onore della Spagna; l'altro, nel quale si dava disposizione di cercare la pace e di evitare, quando possibile, le azioni di forza, non fu consegnato. Due giorni dopo, il 14 aprile, la flotta occupò le isole Chincha al largo della costa peruviana, importante fonte di guano;. nell'azione, incruenta, gli spagnoli catturarono la nave da guerra peruviana Iquique e posero agli arresti il governatore delle isole, Ramón Valle Riesta.. Pinzón e Salazar emanarono un proclama nel quale affermavano di essere pronti ad occupare ogni isola peruviana e di considerare il guano delle isole Chincha un'ipoteca per il pagamento dei crediti che la Spagna esigeva dal governo di Lima. La risposta del Perù fu sulle prime abbastanza debole; il 20 aprile si riunì il corpo diplomatico straniero presente a Lima con l'intento di proporre una mediazione, alla quale il presidente Juan Antonio Pezet rispose positivamente, a patto che fossero riconsegnati al Perù le isole e la nave catturata, e ne fosse salutata la bandiera da parte della flotta spagnola.

Pinzón e Salazar furono disposti ad esaudire solo la richiesta di restituzione della nave; questa soluzione fu però respinta da Pezet, in mancanza delle altre due condizioni, e le relazioni tra i due Paesi andarono ancor più deteriorandosi. Il 9 settembre 1864, il Congresso peruviano autorizzò il presidente a dichiarare guerra alla Spagna, ma Pezet, consapevole della sproporzione delle forze in campo, non considerò tale opzione.