È considerato la più importante risorsa nella storia dello Shin Bet, avendoli aiutati a prevenire dozzine di attentati suicidi.
Nel 2005 si è convertito al cristianesimo, nel 2007 ha chiesto asilo politico negli Stati Uniti, ottenendolo nel 2010.
Biografia Muṣʿab Ḥasan Yūsuf è nato a Ramallah, città a 10 chilometri a nord di Gerusalemme.
È il maggiore di 5 fratelli e 3 sorelle; è il primogenito dello sceicco Hasan Yusuf, uno dei fondatori del movimento fondamentalista Hamas.
Da giovane voleva diventare un guerrigliero palestinese, come ci si aspettava dai suoi coetanei nella Cisgiordania.
Yousef fu arrestato per la prima volta durante la Prima Intifada, per aver lanciato pietre contro i coloni israeliani. Fu ulteriormente arrestato e imprigionato da Israele molte volte.
Essendo il figlio maggiore, era visto come successore di suo padre, divenne una parte importante dell'organizzazione di Hamas.
Nel 1996, mentre era in una prigione israeliana, fu interrogato da un membro dello Shin Bet; in seguito definì l'interrogatorio molto più umano del modo in cui Hamas interrogava i sospettati di collaborazionismo. Accettò di lavorare per Israele.
Carriera Per non destare sospetti di collaborazione, lo Shin Bet inscenò un tentativo di arresto, dicendo alle Forze di Difesa Israeliane di avviare un'operazione per catturarlo.
Dopo quasi un anno passato in prigione, per non destare sospetti, Muṣʿab si avvicinò alle alte sfere di Hamas, che lo vedevano come l'erede di Hasan Yusuf.
Lo Shin Bet gli diede il nome in codice "Green Prince" ("verde" per il colore del movimento islamico e "principe" per il fatto che era figlio di uno dei capi del movimento); lui gli passò numerose informazioni, utili a sventare attentati.
Inoltre contribuì alla cattura del capo di Fatah in Cisgiordania, Marwan Barghuthi.
Secondo l'ufficiale dello Shin Bet con cui era in contatto, "molta gente gli deve la vita senza neanche saperlo".
Conversione e richiesta d'asilo Secondo il suo racconto, Yousef incontrò un missionario britannico nel 1999; costui gli presentò il cristianesimo. Tra il 1999 e il 2000, Yousef lo ha gradualmente abbracciato.
Nel 2005 fu segretamente battezzato, a Tel Aviv, da un cristiano non identificato.
Nel 2007 decise di non lavorare più per lo Shin Bet. Lasciò la West Bank per gli Stati Uniti nel 2007; visse a San Diego, in California, dove si unì alla Barabbas Road Church. Nell'agosto 2008 rivelò pubblicamente la sua storia, venendo ripudiato dalla sua famiglia.
Attualmente vive a San Diego, in California.
Autobiografia Nel marzo 2008 ha pubblicato la sua biografia Il figlio di Hamas - Dall'intifada ai servizi segreti israeliani, pubblicata in Italia nel 2011 da Gremese Editore. Dalla biografia è tratto il documentario The Green Prince, presentato nel 2014 al Sundance Film Festival.
Intervento alle Nazioni Unite Nel 2017 ha fatto scalpore il suo intervento alle Nazioni Unite.
Intervenuto tramite l'appoggio di una Organizzazione non governativa, ha accusato l'Autorità Palestinese di essere mandante dell'odio nel West Bank, di essere responsabile dei problemi che imputano a Israele, di essere i veri nemici dello Stato Palestinese.
Note
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