Saronno (AFI: , Sarònn in dialetto locale, AFI: ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Varese in Lombardia.
Geografia fisica
Territorio La città è situata nel territorio del Saronnese, a sua volta compreso nell'Altomilanese, all'intersezione tra le province di Milano, Como, Varese e Monza e Brianza. Una parte considerevole della popolazione gravita, per motivi di lavoro o di studio, su Milano ma anche su Como, grazie alla vicinanza verso la città lariana e al contempo verso il confine svizzero, dal quale dista appena 25 km. Inoltre la città gode anche di una vita propria, cui partecipano anche gli abitanti dei comuni limitrofi (Gerenzano, Turate, Uboldo, Rovello Porro, Origgio, Caronno Pertusella, Solaro, Rovellasca, Ceriano Laghetto, Cogliate), che frequentano le locali scuole o lavorano in città.
Presenta un territorio formato da due terrazzi pianeggianti o subpianeggianti su tutta la sua superficie, uno d'età intermedia, situato a est, e l'altro rappresenta l'alta pianura entrambi con inclinazione graduale verso nord, con un'altitudine che varia da 198 m s.l.m. a 230 m. In posizione centrale invece troviamo la valle del Lura, scavata di 5-10 metri fino al centro città, in seguito si fonderà con la pianura.
Saronno è attraversata dal torrente Lura, che nasce nel territorio del Comune di Bizzarone e sfocia nell'Olona alle porte di Milano. Il torrente dagli anni '70 è stato influenzato negativamente da un'alta antropizzazione e da inquinamento e tuttora presenta una qualità delle acque sotto la media, anche se migliorata rispetto ad altri anni. Il tratto di torrente compreso nel territorio cittadino è in gran parte interrato; le esondazioni sono contenute grazie alla presenza delle vasche di laminazione a Lomazzo, costruite negli ultimi anni; queste vasche presiedono anche la funzione nel prevenire le secche riversando acqua quando necessario.
Parte del territorio comunale è ricompreso nei confini del Parco del Lura, parco locale di interesse sovraccomunale che si estende lungo la valle del Lura, da Bulgarograsso fino a Lainate.
Clima Situata nell'alta pianura padana, Saronno ha un clima di tipo continentale con inverni freddi e con molti giorni di gelo; più rari invece i giorni di ghiaccio. Le estati sono generalmente calde e moderatamente piovose (soprattutto a causa dei temporali). Le temperature massime, in tale periodo, possono raggiungere anche i 35 °C e l'umidità notturna può risultare elevata. Le perturbazioni giungono prevalentemente da Ovest (stampo atlantico) e da Sud (stampo mediterraneo); più rare quelle di origine artico-russa.
Saronno, come del resto gran parte della Pianura Padana, soffre di scarsa ventilazione, di conseguenza l'umidità è abbastanza elevata per buona parte dell'anno, comunque inferiore rispetto alle zone della bassa pianura padana (pavese, lodigiano, cremonese).
Secondo la classificazione climatica il centro abitato è situato in "zona E", 2451 GR/G.
Storia Da Solomnum, nome romano di Saronno, passava la Via Mediolanum-Bilitio, che metteva in comunicazione Mediolanum (Milano) con Luganum (Lugano) passando da Varisium (Varese). La più antica testimonianza documentale dell'esistenza di Saronno è una carta notarile del 796, inerente ad un prestito a pegno contratto da tale Johannes de Vico Salomno filius quondam Aretheo qui fuit notarius, il quale ottiene da un certo Erminaldo la somma di novanta denari d'argento, dandogli in pegno tutti i suoi beni esistenti in Vico SolomnoCiviltà del lavoro, Saronno, Comune di Saronno, 1960.
Prima di giungere alla definitiva denominazione di Saronno, nel corso dei secoli la città ha assunto varie denominazioni riscontrabili attraverso documentazioni storiografiche. In ordine di tempo, Saronno viene menzionata come Solomno (anno 903), Serogno (anno 1150), Sorogno (XII secolo), Serono (XIII secolo) e subito dopo Sarono. Compare inoltre come Saron nella mappa che nella Galleria delle carte geografiche dei Palazzi Vaticani riguarda il Ducato di Milano.
Questi cambiamenti di nome derivano da un fenomeno che si riscontra con grande frequenza nei dialetti lombardi a occidente dell'Adda, fra cui si annovera il dialetto saronnese: il rotacismo, ossia il cambiamento della /l/, soprattutto se intervocalica, in /r/, indicato dal linguista Clemente MerloStoria di Milano, Treccani, XIII, pp. 467 segg. come uno degli effetti più caratteristici del profondo e antico sostrato ligure.
In epoca medievale, Saronno fece parte del Contado del Seprio e quindi del Ducato di Milano. Tra le notizie di questo tempo, si sa che Cecilia Gallerani (celebre in quanto soggetto del dipinto Dama con l'ermellino di Leonardo da Vinci) ottenne in dono dal duca Ludovico il Moro le rendite del territorio saronnese. Nel XVIII secolo si insediano a Saronno alcune famiglie aristocratiche quali i Visconti di Saronno, i Visconti Rubino e i Tanzi di Milano.
Il fascismo fece di Saronno un centro aggregativo del suo circondario, annettendo al suo territorio comunale i centri di Origgio, Uboldo e Gerenzano; tali accorpamenti furono poi revocati a seguito della caduta della Repubblica Sociale Italiana.
Simboli
Stemma, gonfalone e bandiera Lo stemma araldico di Saronno, concesso con Decreto del capo del Governo del 10 novembre 1932 e modificato con l'aggiunta degli opportuni coronamenti a seguito dell'attribuzione del titolo di città da parte del presidente della Repubblica nel 1960, presenta la seguente blasonatura:
Il gonfalone, concesso con Decreto del presidente della Repubblica in data 28 settembre 2007, si presenta sotto forma di:
Nel 2003 il comune si è dotato di una propria bandiera, approvata Decreto del presidente della Repubblica in data 28 settembre 2007. Essa si presenta sotto forma di:
Desueti Prima dell'adozione di detto stemma, dal XVI secolo fino al 1932 al comune fu associato un emblema mutuato da quello della famiglia Casati Stampa di Soncino, vantante storici e solidi legami con Saronno. La blasonatura era la seguente:
I colori dell'arma (con l'argento declinato in bianco, colore non ammesso in araldica) sono stati poi ripresi nel Terzo millennio nella summenzionata bandiera comunale.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
La chiesa e la cultura cattolica hanno un peso rilevante nel definire le vicende sociopolitiche del saronnese, in quanto il centro storico cittadino si è sviluppato intorno agli edifici sacri dal centro verso ovest formando il cosiddetto "percorso delle tre chiese". Di queste, il Santuario della Beata Vergine dei Miracoli e la Chiesa di S. Francesco rivestono un notevole interesse artistico.
Santuario della Beata Vergine dei Miracoli I deputati del Santuario il 10 marzo 1505 incaricano il grande architetto Giovanni Antonio Amadeo di progettarne il tiburio: il contratto prevede che il lapicida Beltramo fu Giovanni Bregno da Osteno, abitante a Saltrio fornisca le pietre della locale cava, da consegnare a Castelseprio; il campanile è eretto fra il 1511 e il 1516 da Paolo della Porta da Osteno. All'interno si può ammirare un ciclo di affreschi di Gaudenzio Ferrari, oltre alle opere pittoriche di Bernardino Luini, che lavorò nella chiesa in due periodi nel 1525 e nel 1531, dall'abside fino alla cancellata.Il campanile è alto 47 metri. Il Santuario è anche meta di pellegrinaggi, oltre ad essere uno dei santuari più importanti della Lombardia. I principali pittori e scultori che hanno affrescato o scolpito opere nel Santuario sono Gaudenzio Ferrari (autore della cupola degli angeli) e Bernardino Luini (autore di molti affreschi e quadri).Al momento l'edificio è in ricostruzione a causa di una grandinata che danneggiò una parte esterna del santuario.
Chiesa di San Francesco La creazione di questa chiesa si deve probabilmente a Sant'Antonio di Padova, in occasione della sua visita alla città mentre era in procinto di recarsi a Varese. È monumento nazionale dal 1931. Tra l'altro è la chiesa più antica di Saronno, risalendo a fine 1200. Tra il 2017 e il 2019 sono stati restaurati gli affreschi.
Chiesa Prepositurale dei Santi Pietro e Paolo La chiesa prepositurale o duomo di Saronno è dedicata ai Santi Pietro e Paolo, sita in piazza Libertà, fu costruita nell'anno 1783 a sostituzione della preesistente chiesa di Santa Maria, che venne demolita. La chiesa ospita, dal 1783, un crocefisso che viene ogni anno portato in processione in occasione della festa del Trasporto. Il campanile è alto 43 metri e possiede un concerto di 8 campane in Sib2 calante. La prepositurale è la chiesa più grande di Saronno.
Chiesa di Sant'Antonio Abate Si hanno notizie di questa chiesetta a partire dal 1385. Durante i periodi della peste (1576 e 1630) svolse un ruolo importante l'annesso lazzaretto. L'edificio è stato restaurato negli anni sessanta. Al suo interno sono presenti tre nicchie contenenti una teca con alcune ossa di appestati, una scultura di Sant'Antonio, una statua dedicata a San Rocco e da ultimo una statua in marmo raffigurante San Giovanni. L'abside ospita due sculture raffiguranti la Madonna e Sant'Ambrogio. Sulla facciata al di sopra dell'ingresso è posto un mosaico raffigurante Sant'Antonio. Ogni anno verso gennaio/febbraio si celebra una tradizionale parata in costume d'ambientazione tra il cinquecentesco e l'ottocentesco.
Chiesa di San Giacomo La piccola chiesa di San Giacomo fu progettata nel 1578 su ordine nel nobile saronnese Ambrogio Legnani. Ultimata nel 1612, ospita al suo interno alcuni affreschi di Stefano Maria Legnani e del milanese Santagostino. Sull'altare spicca una pala seicentesca raffigurante la Madonna col Bambino, i santi Giacomo e Ambrogio, san Carlo Borromeo e alcuni angeli. La chiesa è collocata all'interno dell'Oratorio di via Legnani e viene usata soprattutto per messe ortodosse e per ritiri di catechismo.
Architetture civili
Palazzo Visconti Costruito nel XVI secolo dall'omonima famiglia, durante il XVIII secolo fu ceduto alla famiglia Rubini, che cambiò parzialmente l'assetto del complesso, trasformandolo in una tipica villa nobiliare a corte lombarda. Nel 1882 divenne sede del Municipio e poi, dal 1926 al 1985, sede della Pretura. Insieme alla contigua corte Tanzi, dal nome della nobile famiglia milanese che ne fu proprietaria nel XIX secolo, è stato successivamente sede di varie associazioni fino a quando, nel 2007, un incendio danneggiò gran parte dell'edificio. A tutto il 2015 non è stato ancora predisposto un piano di restauro definitivo. Villa Gianetti La villa è situata in via Roma, a poca distanza dal centro storico della città. Fu costruita, con lo stile tipico del Rinascimento lombardo, negli anni 1919-1920 dall'architetto milanese Domenico Verga su commissione della famiglia Gianetti. È inserita, con un colonnato ed un patio, in un parco (aperto alla cittadinanza) di discrete dimensioni, sulle sponde del torrente Lura. La villa presenta tre portali architravati, anticipati da un colonnato tetrastilo corinzio antistante con soffitto cassettonato. Al di sopra delle arcate, nel registro superiore dell’edificio, vi è una terrazza molto ampia. Sono presenti doppie volute in prossimità del tetto mentre nella parte posteriore è presente un patio. Al suo interno vi sono diversi graffiti, decori e qualche tela di un certo valore artistico, come l'opera della Madonna del Lippi dipinta dai pittori lombardi Bonatti e Chiesa. Nel 1926 la villa è stata ceduta al Comune di Saronno per adibirla a Municipio. A partire dal 1985, la villa non ha più funzione amministrativa e politica poiché la sede degli uffici comunali è stata spostata in Piazza della Repubblica, dopo che il Comune acquistò il grande magazzino “La Rinascente”. Oltre a vantare un parco, la villa viene usata per ritrovi politici e per l'annuale sagra della birra.
Villa Koelliker