La diocesi di Savona-Noli () è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Genova appartenente alla regione ecclesiastica Liguria. Nel 2023 contava 138.699 battezzati su 143.649 abitanti. È retta dal vescovo Calogero Marino.

Territorio La diocesi comprende la parte orientale della provincia di Savona e un lembo della parte occidentale della città metropolitana di Genova. Confina con le diocesi di Albenga-Imperia, di Mondovì, di Acqui e l'arcidiocesi di Genova.

Sede vescovile è la città di Savona, dove si trova la cattedrale di Nostra Signora Assunta. A Noli si trova la concattedrale di San Pietro. Nel territorio diocesano sorgono anche tre basiliche minori: Nostra Signora della Misericordia a Savona, San Giovanni Battista e San Biagio a Finale Ligure. A Noli è sita anche l'antica cattedrale di San Paragorio.

Parrocchie e vicarie

Il territorio della diocesi si estende su 359 km² ed è diviso nelle 3 vicarie di Savona, Levante e Ponente, nelle quali sono presenti 70 parrocchie: 67 nella provincia di Savona, nei comuni di Albisola Superiore, Albissola Marina, Bergeggi, Calice Ligure, Celle Ligure, Finale Ligure (escluse le frazioni di Gorra e Olle), Orco Feglino, Quiliano, Rialto, Savona, Spotorno, Stella, Vado Ligure, Varazze e Vezzi Portio e nei comuni di Noli, Orco Feglino, Mallare e Vado Ligure, già facenti parte della diocesi di Noli; 3 nella città metropolitana di Genova, tutte nel comune di Cogoleto.

Storia L'odierna diocesi è frutto dell'unione delle diocesi di Savona e di Noli stabilita dalla Congregazione per i vescovi nel 1986.

Savona Incerta e dibattuta è l'origine della diocesi di Savona, soprattutto dopo le recenti acquisizioni archeologiche ed epigrafiche, che hanno messo in crisi il dato tradizionale, che si basava principalmente su due punti: che la diocesi di Savona fosse erede di una precedente diocesi di Vado, il cui primo vescovo noto sarebbe Benedetto, che prese parte al concilio romano del 680; e che verso la fine del X secolo, con il vescovo Giovanni, la sede fosse stata trasferita da Vado a Savona.

Gli scavi sulla collina del Priamar e le scoperte ivi compiute hanno indotto l'archeologo VaraldoC. Varaldo, Archeologia urbana a Savona: scavi e ricerche nel complesso monumentale del Priamar, 1, Bordighera, 1992. Id., Tra Vado e Savona: l'evoluzione della diocesi tra tardo antico e alto medioevo, in M. Marcenaro (ed.), Roma e la Liguria Marittima, Bordighera, 2003, pp. 161-168. a ipotizzare che Savona sia stata la prima sede della diocesi, fondata durante il breve periodo della restaurazione bizantina tra VI e VII secolo, e che, dopo la distruzione della città ad opera di Rotari nel 643, la sede episcopale sia stata trasferita a Vado. Inoltre, «non vi sono al momento conferme archeologiche del tutto probanti per il primo insediamento cristiano e per la tradizionale eventuale anteriorità della sede vescovile [di Vado] rispetto a quella di Savona».Frondoni, Vescovo, città e territorio…, p. 593.

Anche la cronotassi episcopale è incerta, per l'alternanza dei titoli Vadensis e Saonensis almeno fino all'XI secolo, quando si impone il titolo Saonensis.Castiglia, Vada Sabatia: dati a confronto…, p. 176. L'attribuzione di Benedetto a Vado è oggi messa in discussione, a partire dalle varie lezioni dei manoscritti, che porterebbero ad attribuire questo vescovo alla diocesi di Alba in Piemonte.Alessandra Frondoni, Vescovo, città e territorio…, pp. 591-592, nota 2. Anche: Fedele Savio, Gli antichi vescovi d'Italia. Il Piemonte, Torino, 1898, p. 51. Una diocesi di Vada è attestata per la prima volta con certezza solo nell'825, quando un suo vescovo appare nel capitolare olonense di Lotario I; nell'864 Stadelberto, episcopus vadensis, prese parte ad un concilio provinciale celebrato a Milano; nell'887 è documentato il vescovo Romolo, venerabilis episcopus saonensis.

Queste sono le prime attestazioni certe dell'esistenza della diocesi di Vado/Savona e dei suoi vescovi, e niente, dal punto di vista letterario, epigrafico o archeologico, «autorizza per ora a sostenere l'istituzione di una diocesi a Vada Sabatia o a Saona prima degli inizi del IX secolo»Castiglia, Vada Sabatia: dati a confronto…, p. 184. A complicare ulteriormente l'indagine storica è stata la scoperta, alla fine dell'Ottocento, nella chiesa di San Paragorio a Noli, di una lastra sepolcrale con l'iscrizione di un episcopus Theodo[rus] o Theodo[sius] databile tra la fine del VI secolo e l'inizio del VII, che ha suscitato un ampio dibattito fra storici e archeologi con diverse proposte di interpretazione circa la presenza della sepoltura di un vescovo a Noli in quell'epoca.Potrebbe essere un vescovo di Vado/Savona, cosa che anticiperebbe la cronotassi episcopale di almeno due secoli; oppure potrebbe essere un "vescovo di campagna", ausiliare del vescovo diocesano (non necessariamente quello di Vado/Savona); alcuni storici ipotizzano invece che si tratti di un vescovo piemontese (Tortona o Acqui), sepolto in un luogo di culto molto venerato all'epoca. Si veda: Alessandra Frondoni, San Paragorio e l'insediamento di Noli prima del Mille, in: Mauro Darchi e Francesca Bandini, La Repubblica di Noli e l'importanza dei porti minori del Mediterraneo nel Medioevo, Borgo San Lorenzo, 2004, pp. 69-70. Idem, Vescovo, città e territorio nella Liguria di Ponente alla luce delle recenti ricerche archeologiche, p. 600. Gabriele Castiglia, Vada Sabatia: dati a confronto per nuove ipotesi sulla cristianizzazione del Ponente ligure, pp. 178-184.

Fin dal IX secolo è attestata la suffraganeità dei vescovi di Savona alla provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Milano. I diplomi imperiali del 992, del 999 e del 1014 confermarono ai vescovi Bernardo, Giovanni e Ardemano tutti i loro possedimenti con i privilegi e i benefici connessi, aiutando così a determinare il territorio di competenza dei vescovi di Savona.Semeria, Secoli cristiani della Liguria, pp. 193 e 196-197. Con l'XI secolo, Savona diviene la sede unica della diocesi, trasferimento «ricondotto alla concreta minaccia delle scorrerie dei Saraceni, con la conseguente "risalita in altura"»Frondoni, Vescovo, città e territorio…, p. 594. In questo contesto viene riqualificata la chiesa sulle alture del Priamar, riconducibile all'età longobarda, trasformata nella prima cattedrale diocesana, dedicata alla Madonna; di questo edificio restano oggi pochi resti, dopo che l'intero isolato venne demolito alla fine del XVI secolo per la costruzione della fortezza del Priamar.

Per essersi schierata a fianco dell'imperatore contro il papa, la diocesi di Savona fu punita con la perdita di una piccola porzione di territorio, nel 1239, e la costituzione della diocesi di Noli; eccetto un breve periodo fra il 1502 ed il 1503 in cui le due diocesi furono unite aeque principaliter, Noli rimase diocesi indipendente fino al 1820.

Nel 1327 il vescovo Federico Cibo colpì con l'interdetto la città di Savona, in cui le contese fra guelfi e ghibellini erano sfociate in aperte violenze. L'interdetto durò fino al 1336, quando papa Benedetto XII lo rimosse, benché le violenze non fossero nel frattempo scemate.

Risale al 1356 un primo elenco completo delle parrocchie che costituivano la diocesi savonese. Nel 1370, all'epoca del vescovo Antonio da Saluzzo, in seguito trasferito a Milano, fu stabilito un nuovo statuto per i canonici della cattedrale, che stabiliva norme precise sulla vita comune e sul servizio religioso. A partire da questo periodo e fino al XVI secolo, la sede savonese fu occupata da nobili provenienti dalle più importanti famiglie genovesi e della Liguria: Della Rovere, Riario, Spinola, Fieschi, Grimaldi, Centurioni. Nel Cinquecento, la cattedrale venne trasferita nell'antica chiesa francescana di San Francesco, ricostruita e consacrata all'Assunta. Nel 1536 la Vergine Maria apparve al giovane contadino Antonio Botta il 18 marzo e l'8 aprile; sul luogo delle presunte apparizioni venne eretto il santuario della Madonna della Misericordia.

Due vescovi di Savona furono eletti papa tra Quattrocento e Cinquecento: Innocenzo VIII e Giulio II.

Gian Ambrogio Fieschi (1564-1576), fu il primo vescovo ad attuare con decisione i decreti di riforma emanati dal concilio di Trento, seguito da altri vescovi. «Rimane una ricca documentazione nell'archivio diocesano di una cura pastorale articolata in venti visite pastorali alle parrocchie, quattordici sinodi diocesani, numerosi editti occasionali per il culto, i sacramenti, l'amministrazione, la vita del popolo cristiano, i maestri di scuola; l'erezione del seminario nel 1568; due processi per eresia e numerosi altri processi per stregoneria e superstizione».Dal sito BeWeB - Beni ecclesiastici in web. Nel Seicento, gli scontri tra il vescovo e varie istituzioni cittadine valsero a Francesco Maria Spinola l'esilio dalla città; dovette risiedere ad Albisola per ventuno anni.

Domenico Maria Gentile (1776-1804), di famiglia patrizia genovese, mediante una convenzione con il re di Sardegna redatta a Torino il 18 agosto 1784, cedette l'alto dominio - ossia la sovranità - sul villaggio di Lodisio presso Dego, ottenendo in cambio il titolo di principe di Lodisio per sé e per i propri successori.

Il 5 aprile 1806 la diocesi di Savona entrò a far parte della provincia ecclesiastica di Genova, perdendo così la sua secolare dipendenza da Milano. Bolla Expositum cum Nobis, Bullarii romani continuatio, vol. XIII, Roma, 1847, p. 17. Nel periodo napoleonico, papa Pio VII fu, in due occasioni tra il 1808 ed il 1814, tenuto prigioniero a Savona, nel palazzo del vescovo Vincenzo Maria Maggioli.

Noli Risale ai primi tempi del cristianesimo la presenza cristiana a Noli, come hanno documentato gli scavi e gli studi attorno alla chiesa di San Paragorio e al suo battistero paleocristiano, che hanno evidenziato «l'esistenza di un articolato complesso di culto con varie fasi edilizie, dall'età paleocristiana alla fine del X secolo, sino alla fondazione della chiesa attuale».Alessandra Frondoni, Vescovo, città e territorio nella Liguria di Ponente alla luce delle recenti ricerche archeologiche , Atti del XV congresso internazionale di archeologia cristiana, Toledo, 2008, p. 601.

Nel corso delle prime indagine archeologiche sulla chiesa di San Paragorio alla fine dell'Ottocento è venuta alla luce una lastra sepolcrale con l'iscrizione di un episcopus Theodo[rus] o Theodo[sius] databile tra la fine del VI secolo e l'inizio del VII. Questa scoperta ha suscitato un ampio dibattito fra storici e archeologi, con diverse proposte di interpretazione circa la presenza della sepoltura di un vescovo a Noli in un'epoca in cui, in linea di principio, il centro avrebbe dovuto far parte della diocesi di Vado, primitiva sede dei vescovi di Savona.Si veda: Alessandra Frondoni, San Paragorio e l'insediamento di Noli prima del Mille, in: Mauro Darchi e Francesca Bandini, La Repubblica di Noli e l'importanza dei porti minori del Mediterraneo nel Medioevo, Borgo San Lorenzo, 2004, pp. 69-70. Idem, Vescovo, città e territorio nella Liguria di Ponente alla luce delle recenti ricerche archeologiche, p. 600. Gabriele Castiglia, Vada Sabatia: dati a confronto per nuove ipotesi sulla cristianizzazione del Ponente ligure, Rivista di Archeologia Cristiana 89 (2013), pp. 178-184.

Per la fedeltà della Repubblica di Noli alla causa del papato contro l'imperatore, a fianco dei genovesi,Dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web. papa Gregorio IX nel 1239 eresse la diocesi di Noli, con territorio sottratto a quello dalla diocesi di Savona. Tuttavia la diocesi, suffraganea dell'arcidiocesi di Genova, fu unita dal pontefice aeque principaliter alla diocesi di Brugnato, di modo che il vescovo di Brugnato Guglielmo Contardi divenne anche vescovo di Noli.