Gli oggetti surrealisti sono forme dell'espressione artistica e letteraria con le quali i surrealisti hanno rielaborato in maniera originale la tradizione precedente ed attribuito un particolare significato simbolico ad oggetti appartenenti alla quotidianità.. Si tratta di opere realizzate con la composizione di frammenti di immagini reali, accostati e combinati per creare nuove realtà..

L'oggetto designa sia l'opera, sia la tecnica con cui l'opera è stata eseguita.. Se pure non di diretta invenzione surrealista, le particolari realizzazioni rendono preponderante l'apporto dei surrealisti. nella sua elaborazione.

Nell'articolo Objects surréalistes, pubblicato nel 1931 su Le Surréalisme au service de la révolution,Terzo fascicolo, mese di dicembre: . Salvador Dalí sostiene la necessità di considerare gli oggetti quale forma artistica a sé stante.

Gli oggetti surrealisti comprendono qualsiasi tipo di oggetto a cui l'artista abbia assegnato un significato peculiare, indipendentemente dallo scopo originario per il quale tale oggetto era stato prodotto.. La tematizzazione, ossia "l'inserimento dell'oggetto usuale in uno spazio onirico". è la caratteristica comune a tutti gli oggetti surrealisti, dei quali sancisce la specificità..

Definizione Inquadramento generale Dal XX secolo gli artisti sviluppano una "vasta ed acuta sensibilizzazione" nei confronti dell'oggetto, che assume contorni precisi quando "lo sguardo voglia distinguere, mettere a fuoco qualche aspetto parziale, facendolo emergere dall'anonimia dell'ambiente circostante"..

Per ottenere tale scopo molti artisti si avvalgono della tecnica dell'assemblage, attraverso cui "le nozioni e le forme degli oggetti strappate dai contesti abituali" vengono "accostate ad altre nozioni e forme solitamente ben distanti", imponendo l'oggetto "all'occhio con una nuova forza". All'interno dell'assemblage si colloca la "tecnica dell'ingrandimento, della dilatazione dei particolari", che vengono in tal modo posti in evidenza senza più ricorso alla "distanza prospettica"..

Quando anche, tuttavia, l'artista avverta la necessità di ricorrere alla prospettiva, non lo fa più nella maniera tradizionale: lo spazio prospettico viene trasformato in un "atto discrezionale", "uno tra i possibili modi di vedere l'oggetto", sul quale grava "una nota costante di precarietà che lo rende spettrale" e metaforicamente "onirico".. Anche il ricorso alla "via sintattica e prospettica", infatti, è tale da "concedere agli oggetti una libertà di manifestazione che non sia per nulla inferiore a quella consentita dall'asintattismo dell'assemblage",. che per sua natura non impone sintassi né punti di vista privilegiati..

Sul piano giuridico, alcuni Paesi si sono posti il problema del diritto d'autore sulle opere realizzate con l'inserimento di oggetti quotidiani rielaborati in maniera artistica. Nel Regno Unito, ad esempio, il Copyright, Designs and Patents Act (CDPA) del 1988 non le comprende, o non le inquadra in categorie ben definite, qualora l'artista sia vivente o deceduto da meno di settant'anni.. Per il CDPA i ready-made vengono tutelati da copyright soltanto se concepiti come sculture o come collage sulla tela; la giurisprudenza britannica riporta vari casi che testimoniano l'incertezza dei giudici nei confronti della tutela di assemblage di "oggetti trovati"Le fonti utilizzano spesso objet trouvé, il cui significato va considerato in senso letterale. L'oggetto trovato è definito "oggetto quotidiano trovato dall'artista ed incorporato in un'opera d'arte. Elevando oggetti ordinari allo stato dell'arte, gli artisti sfidano l'idea tradizionale dell'arte stessa". L'espressione "oggetto trovato" serve anche per descrivere il ready-made. Si vedano ad esempio e . e la propensione a ricondurre anche le installazioni nella categoria delle opere scultoree.. In ItaliaAnche i legislatori italiani si sono posti il problema dell'identità delle forme artistiche; fra i vari contributi di dottrina, si veda ad esempio . le opere sono tutelate dall'art. 2 della L. 22 aprile 1941, n. 633, in materia di "Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio", con riferimento anche alle "opere del disegno industriale che presentino di per sé carattere creativo e valore artistico",Comma 10. in cui sono stati inclusi i ready-made.In proposito si veda ad esempio .

I surrealisti e l'oggetto Se pure nel Dizionario abbreviato del surrealismo del 1938 André Breton, alla voce «Oggetto», fornisce "una definizione molto articolata degli oggetti surrealisti",. manca una vera e propria teoria surrealista dell'oggetto, che viene trattato dallo stesso Breton più che altro a livello tematico.. I testi che Breton dedica all'argomento sono soprattutto la Situation surréaliste de l'objet (Situazione surrealista dell'oggetto, 1935) e la Crise de l'objet (Crisi dell'oggetto, 1936). Nel primo viene posta l'enfasi sull'ambivalenza dell'oggetto, in cui è possibile anche scorgere il ricongiungimento dell'espressione letteraria con l'arte plastica. Nel secondo la ricerca di un possibile ricongiungimento viene estesa ai vari campi della conoscenza.. Nel secondo, inoltre, Breton lamenta l'eccessiva "volontà d'oggettivazione" che riporta l'oggetto surrealista di origine onirica "a corrispondenze insospettate" con i "calcoli più precisi della geometria nello spazio"..

Nella Situation surréaliste de l'objet Breton specifica che utilizzando "l'espressione oggetto surrealista" intende il termine oggetto "nel suo senso filosofico più esteso", e non soltanto per indicare "una specie di piccola costruzione non scultorea" cui manca una "designazione più appropriata"., citato da . In effetti tali realizzazioni non possono essere propriamente incluse né nell'ambito dell'artigianato, né in quello della creazione plastica, tanto che Breton stesso, in Le Surréalisme et la peinture (Il surrealismo e la pittura), le confina in uno "spazio singolare" intitolato Environs, intendendo "luoghi eccentrici, periferici del surrealismo e delle sue pratiche specifiche".. Tuttavia non di rado l'oggetto viene trasformato senza sforzo in scultura, e se "tradizionalmente, la differenza sta nella natura dell'oggetto, talvolta utilitario, talvolta decorativo, mentre la scultura, per principio, è arte", i confini si annullano quando l'oggetto corrisponde alla necessità "di fondare una 'fisica della poesia'.".

Si può trattare di "oggetti trovati" o di "oggetti fabbricati", che si differenziano non nella propria natura, interscambiabile, bensì nel tipo di rapporto con l'artista. Tale tematizzazione deriva dalla "tradizione che ha già riconosciuto nell'oggetto l'elemento di una rottura decisiva"; l'oggetto può essere utilizzato sia singolarmente al di fuori di un contesto preciso, sia insieme ad altri all'interno di una composizione ottenuta ad esempio attraverso il collage o l'assemblage..

In generale collage ed assemblage sono le tecniche favorite dagli artisti della trasformazione dell'immagine. In particolare il collage è basato sulla differenziazione dei materiali, e sottintende il rischio di una rottura, mentre l'assemblage esprime soprattutto il desiderio di unità. Mentre il legame tra le parti del collage è talora blando, talora serrato, visibile o invisibile, l'assemblage talvolta insiste sulla disparità totale degli elementi, in una sorta di mescolanza universale dei linguaggi, talvolta, al contrario, sulla loro segreta ed inedita somiglianza.Florian Rodari, Prefazione a .

Negli oggetti surrealisti la giustapposizione sorprendente di oggetti non correlati viene utilizzata per creare un senso non tanto di irrealtà, quanto di una realtà fantastica ma plausibile al di fuori della quotidianità..

Storia Le origini dell'oggetto nell'arte A partire dal momento in cui gli artisti ricercano un nuovo rapporto d'integrazione fra il quadro ed il mondo, le frontiere fra esteriorità ed interiorità vengono cancellate. L'opera aspira ad una totalità che persegue in modi differenti, sia eliminando i propri limiti, sia invadendo lo spazio, sia mescolandosi ad altre opere..

I movimenti di avanguardia degli inizi del XX secolo sono infatti caratterizzati dalla volontà di uscire dagli schemi, che si traduce per cubisti e futuristi nella ricerca di una nuova composizione dello spazio al fine di oltrepassare i limiti "naturali" della figura e della spazialità; tale ricerca accomuna le personalità artistiche più disparate, come De Chirico, Boccioni, Picasso o Duchamp, che tra il 1911 ed il 1915 la realizzano ciascuna a modo proprio. Il panorama artistico funge da coagulante, e la volontà di uscire dagli schemi della tradizione si perpetua nel tempo, oltre i confini del secolo stesso..

Boccioni, nel Manifesto tecnico della scultura futurista. del 1912, sostiene l'importanza del rovesciamento del concetto di spazio: l'ambiente diviene parte del blocco plastico nella pittura come nella scultura. Futuristi e cubisti realizzano ciò che impressionisti e divisionisti hanno avvertito, ossia il fatto che non esiste soluzione di continuità nello spazio. Di conseguenza le produzioni artistiche di quegli anni veicolano il senso dell'unicità, della fusione fra gli oggetti, le forme, le figure e gli sfondi..

La capacità combinatoria, come già affermato da Galilei, richiede necessariamente la rielaborazione di immagini e di oggetti esistenti nel mondo reale, anche quando evoca il sogno.. Fin dal Rinascimento gli artisti si rendono conto che per ritrarre l'interiorità è necessario il ricorso agli oggetti.. Parallelamente il titolo inizia ad essere integrato nell'opera in quanto è in grado di suggerire legami fra gli oggetti rappresentati: funzione pienamente adottata dagli artisti delle avanguardie dell'inizio Novecento, in particolare dai pittori metafisici e dai surrealisti.. Il titolo, che per Ernst va apposto solo ad opera compiuta quale modo per definirla, "è la prima interpretazione verace: da quel momento l'immagine viene come fissata e non può più cambiare, mentre seguitano a cambiare le interpretazioni"..

L'assemblage nasce dall'associazione di frammenti ai quali viene conferita un'unità attraverso l'opera d'arte, che ne garantisce la coesione nel tempo. Prima ancora di essere un'elaborazione tridimensionale che dà vita ad un oggetto, l'assemblage è un'operazione linguistica basata sull'associazione, sconosciuta fino a quel momento presso le arti figurative, e destinata in seguito a trovare applicazione attraverso tecniche e metodi espressivi nuovi. L'idea della reificazione indotta dall'assemblage comporta un processo di rottura che impone nuovi criteri per comprendere la realtà: la decomposizione degli spazi e dei ritmi, innovazione tale da essere equiparata all'invenzione della prospettiva. A questa nuova concezione della composizione viene associata la rappresentazione dell'oggetto, che entra fisicamente a far parte dell'opera d'arte..

Tale rivoluzione si svolge all'interno di un contesto artistico che già da tempo ha infranto la restrizione della coerenza in ambito narrativo, storico, religioso e naturalista. Il distacco dal realismo è stato fortemente influenzato dall'esperienza del simbolismo e di quella parte di decadentismo letterario che esalta l'arte e l'artificio a scapito della natura, di cui MaldororProtagonista dei Canti di Maldoror di Lautréamont. La frase che segue, "l'incontro fortuito di una macchina da cucire e di un ombrello sopra un tavolo di dissezione", è tratta dal Canto VI. e Des EsseintesProtagonista di À rebours di Joris-Karl Huysmans. sono i frutti. Di questo nuovo mondo ricreato, l'artista è l'unico demiurgo, l'unico intermediario possibile per la creazione di una nuova bellezza che deve sorgere dalle associazioni più insolite, come "l'incontro fortuito di una macchina da cucire e di un ombrello sopra un tavolo di dissezione". Del resto già in Baudelaire si trova l'accostamento dell'inaspettato e della sorpresa all'idea della bellezza..