Oslo, 31. august è un film norvegese del 2011 diretto da Joachim Trier. È liberamente ispirato al romanzo Fuoco fatuo dello scrittore francese Pierre Drieu La Rochelle e all'omonimo film di Louis Malle.

È il secondo film della "Trilogia di Oslo", dopo Reprise (2006) e prima de La persona peggiore del mondo (2021).

Trama Anders, giovane uomo in fase di recupero dalla tossicodipendenza, è ricoverato in una clinica di riabilitazione a Oslo. In occasione della sua prima uscita notturna autorizzata incontra una ex compagna e tenta il suicidio camminando in un lago con le tasche appesantite; incapace di portare a termine il gesto, fa ritorno alla clinica senza rivelare l’accaduto durante la seduta di terapia di gruppo. Il 30 agosto gli viene concesso un permesso giornaliero per sostenere un colloquio di lavoro nel centro cittadino. Durante la giornata visita l’amico Thomas, sua moglie Rebecca e i loro figli. Nel corso dell’incontro Anders confessa di sentirsi emotivamente vuoto e rivela di essere tormentato da pensieri suicidi, ritenendo di essere ormai troppo vecchio per ricominciare una nuova vita. Thomas, pur apparendo più stabile, ammette a sua volta le difficoltà della propria esistenza familiare e professionale. I due si separano in buoni rapporti e Thomas lo invita a una festa prevista per la sera.

Prima del colloquio Anders tenta di contattare telefonicamente Iselin, una ex fidanzata, lasciandole messaggi sulla segreteria. Al colloquio di lavoro ammette apertamente la propria dipendenza passata, suscitando imbarazzo nell’intervistatore e decidendo infine di interrompere la selezione, rinunciando all’opportunità lavorativa. Successivamente Anders dovrebbe incontrare la sorella Nina, ma al suo posto si presenta la compagna di lei, Tove, che gli comunica il rifiuto della sorella di vederlo e il disagio provato per la sua temporanea libertà. Anders reagisce con ostilità e si reca da solo nella casa di famiglia, ormai prossima alla vendita per finanziare le spese della riabilitazione.

In serata partecipa alla festa organizzata dall’amica Mirjam. Qui rompe il proprio percorso di sobrietà bevendo alcolici e manifesta un crescente disagio emotivo. Dopo un momento di intimità imbarazzante con Mirjam, Anders si isola, tenta nuovamente di contattare Iselin e sottrae del denaro agli invitati prima di lasciare precipitosamente la festa. In seguito si reca dal suo ex spacciatore per acquistare eroina e trascorre la notte tra locali e bevute con conoscenti più giovani. Il giorno seguente ritorna alla casa di famiglia, ormai vuota e in fase di smantellamento. Effettua un’ultima telefonata a Iselin, nella quale cerca di ritrattare quanto detto in precedenza, e si ritira nella propria camera d’infanzia, dove si inietta l’eroina, lasciando aperto l’esito finale della sua scelta.

Note

Voci correlate Fuoco fatuo (film 1963)

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